14 novembre: seconda matrice delle teorie da cui derivano le altre della geopolitica realista americana: Henry Kissinger
Personaggio noto, ambiguo e contrastato
Fu protagonista della Guerra Fredda nella seconda metà del ‘900.
Fu uno dei consiglieri di Nixon. Soprattutto tra gli anni ‘60-‘70 si occupava della sicurezza nazionale.
Amico di Rockefeller: probabile lobbista massone di cui gli agganci non sono chiari.
Fu uno dei sostenitori della radicalizzazione della Guerra in Vietnam durante gli anni ‘60.
Giustificò tutti i crimini di guerra degli americani in nome della ragion di stato.
Progressivamente, invecchiando, cambia idea: assume posizioni più filosofiche.
Da politico si trasforma in uomo di cultura: fece, nell’ultima parte della sua vita, corsi in prestigiose università.
Premio Nobel
“Nonostante la sua autobiografia che è un po’ simile a quella del mostro di Firenze, riceve il premio Nobel.”
Riceve il premio Nobel insieme al vietnamita Lê Đức Thọ per aver negoziato il processo di pace tra Vietnam e Stati Uniti nel 1973.
In realtà, il leader vietnamita, in quell’occasione, decise di non presentarsi: i bombardamenti americani avevano continuato, nonostante l’accordo.
Di fatto la Guerra in Vietnam finisce nel ‘75.
Quindi anche Kissinger, per non andare da solo, accampò una scusa e non si presentò alla cerimonia di assegnazione.
Colpi di Stato e accuse
Fu uno degli artefici del golpe cileno di Pinochet nel 1973.
A partire dal 2001 vengono spiccati su di lui una serie di mandati di comparizione da parte della Magistratura francese che lo accusava della sparizione di 5 cittadini francesi in Cile agli inizi degli anni ‘70.
Poi venne accusato da parte della Magistratura argentina che lo accusa di aver avuto un ruolo attivo e preminente durante il Golpe Argentino (operazione “Condor”).
Kissinger evitò sempre di presentarsi e di spiegare la sua posizione e le sue responsabilità. Ha sempre evitato il confronto diretto.
In una occasione sarà anche costretto a fuggire in un albergo di Parigi per evitare di essere arrestato. Aveva già abbandonato la sua carriera politica, quindi queste cose guardano la sua ultima parte della vita, ma i crimini erano stati fatti 20 anni prima.
Ciclone della pace
Fu anche uno dei mediatori di pace nella guerra di Yom Kippur del 1973 tra Israele ed Egitto. Convinse Israele a ritirarsi dal Sinai (egli stesso era ebreo e quindi è molto interconnesso con le lobby ebraiche).
In questa circostanza viene definito Ciclone della Pace: riuscì in un’impresa considerata, alla vigilia, una mediazione impossibile.
Ciclone della Pace: uomo di indubbia simpatia a vista, carisma, aveva un grande sorriso e ottimismo. Nei negoziati aveva sempre la battuta pronta.
Sarà il primo uomo politico occidentale ad avere colloqui segreti con la Cina a partire dal ‘71.
In piena Guerra Fredda, la Cina era un paese comunista. Dall’altra parte c’era l’URSS.
Gli americani, con Kissinger, riescono nell’impresa a rompere questo fronte che sembrava inossidabile fino a quel momento: quello del socialismo reale.
Motivi per il dialogo Kissinger-Cina
Ci furono dei contenziosi tra la Russia su delle zone di confine sino-sovietiche.
Scaramucce militari con morti lungo il confine sino-sovietico. In più c’erano stati i missili nell’isola di Formosa. A quel punto si consumò questa frattura.
I cinesi hanno sempre sostenuto che i sovietici volessero interferire sul loro modello economico e decidere di una nazione di cui conoscevano poco la cultura e che comunque aveva delle caratteristiche sociali e geografiche che era estremamente diversa dall’URSS.
Fine attività politica di Kissinger
Cessa ufficialmente la sua attività politica nel 1976.
Dopodiché entra a far parte della Trilaterale e crea il centro di studi strategici della Georgetown University.
A questo punto diventa un accademico. Gode del prestigio della sua vita politica passata ai vertici, in alcuni degli eventi più importanti del ‘900.
Kissinger sulla Cina - Europa e Clausewitz
Kissinger, riguardo alla Cina, ha idee che sono completamente diverse da quelle di Kaplan.
Riprende le considerazioni di Kaplan soprattutto a proposito della geopolitica Europa del XIX secolo.
[Kaplan fece l’esempio della Prussia come il centro del mozzo di una ipotetica ruota in cui ci dovrebbero essere dei raggi ovvero gli alleati. USA si dovrebbe sostituire alla Prussia della fine dell’800 e agire di conseguenza]
Kissinger si avvicina a queste posizioni ma fa subito dei distinguo.
Sostiene che il sistema politico europeo si basava sulla convinzione che gli stati europei avrebbero difeso i propri interessi con la forza (si è alla fine del XIX secolo).
Tutte le potenze europee erano convinte che la guerra sarebbe durata poco. Inoltre erano convinte di poter riuscire ad imporsi sul nemico (sull’altra coalizione).
Tutti pensavano che la loro posizione strategica sarebbe uscita rinforzata.
In un mondo nuclearizzato e globalizzato, invece, secondo Kissinger, queste considerazioni sono “prive di senso” (without common sense).
Dice che una guerra sarebbe una catastrofe e nessuna nazione ne uscirebbe vincitrice.
Fatta questa premessa si lancia in analisi che possono lasciare perplessi, da cui emerge qualche inesattezza storica.
Premessa: la Cina non ha una mentalità imperialista come la Prussia e la Germania alla fine del XIX. Germania che si avvia verso l’armamento navale, sfida la GB, sfida la Russia (questione della Bosnia del 1898) e poi anche la Francia (con la questione marocchina tra il 1905-1911).
La Cina parte da premesse diverse. I blocchi di partenza sono di diversa natura. Fa altre considerazioni geopolitiche.
Citando Von Clausewitz…
Von Clausewitz fu colui che disse:
“Se vuoi la pace preparati alla guerra.”
Generale Prussiano (scrisse a inizio ‘900), definito come il principale teorico della guerra dell’occidente. Ciò significa che era una persona cinica che vede la realtà per com’è, va oltre certi interessi umanitari e ragiona in “punta di coltello” quando deve definire la ragion di stato del proprio paese ecc.
I suoi scritti trattano della preparazione della conduzione di una grande battaglia. Sono stati anche enfatizzati: oggi avrebbero meno rilevanza.
Kissinger sulla Cina - Sun Tzu e la civiltà cinese
Il corrispettivo cinese di Von Clausewitz, secondo Kissinger è Sun Tzu.
Sun Tzu fu un generale cinese che si occupò di come indebolire il suo avversario psicologicamente.
La Cina, dice Kissinger, sceglie con cura i propri obiettivi dopo aver condotto degli studi meticolosi molto approfonditi.
La politica estera sarebbe dunque caratterizzata da una grande pazienza a cui si aggiungono sfumature su sfumature, tipiche dell’uomo orientale.
Solo raramente, nel corso della sua storia, la Cina si avviò su una via bellicosa del tipo “chi vince prende tutto”.
Inoltre, secondo Kissinger, i cinesi hanno un governo indipendente da oltre 4000 anni ininterrotti e pertanto è difficile pensare alla scomparsa della civiltà cinese.
Precisazioni su Sun Tzu
Visse tra il VI-V secolo a.C.
Molti contestano che fosse il vero autore del libro che gli viene attribuito, che è “l’Arte della Guerra”. Era un periodo dove le fonti non erano certe.
Paragonare questo testo di consigli pratici (come schierare l’esercito…) alle vicende reali: da verificare quale potrebbe essere l’utilità di queste considerazioni sulle vicende contemporanee.
Poesie pittoresche. Parla di guerra con metafore. Tipo di letteratura diversa da quella occidentale.
Inesattezze delle considerazioni di Kissinger riguardo alla Cina
La Cina ha subito prolungate invasioni.
In epoca cristiana si ricorda:
- L’occupazione cinese da parte del Tibet
- L’occupazione mongola
- L’occupazione dei manchu
Queste elencate non sono delle etnie han. Bisognerebbe definire che cosa si intenda per “civiltà cinese”.
È vero che i mongoli e i manchu sono assimilati, poiché si trovano di fronte a una civiltà più raffinata ed evoluta, con una letteratura definita. Questi, invece, sono paragonabili ai barbari e ai nomadi che venivano dalla steppa. Alla fine iniziarono a parlare in cinese, si convertirono e iniziarono a praticare la filosofia e l’etica morale confuciana.
Nonostante ciò, non è vero che la Cina, per 4000 anni, abbia avuto un governo indipendente e non sia mai stata sottomessa.
Qualche dubbio sul fatto che la Cina non sia stata una potenza imperialista: i manchu sinizzarono le regioni cuscinetto a ridosso della steppa orientale.
Xinjiang, Tibet, Manciuria, Mongolia Esterna…
È forse vero che un secolo / due secoli prima di quando scrive Kissinger, la propensione all’espansione oltre i suoi confini era ridotta rispetto alle potenze europee.
Rimanendo ai tempi recenti, negli anni ‘60, la Cina invase per un breve periodo l’India Nord-Orientale. Oggi c’è un armistizio, ma, formalmente, i due paesi sarebbero in guerra.
L'ultima guerra combattuta dalla Cina fu in Vietnam nel 1979, dopo aver cercato di invadere il suo territorio finì male per i cinesi.
L’impressione che dettero fu di arretratezza e, contrario a quanto sostenuto da Kissinger, di non aver valutato attentamente (se non superficialmente) la potenzialità di un nemico che veniva fuori da una guerra trentennale che aveva sconfitto sia francesi, che gli americani. Generali vietnamiti esperti.
Il generale V&o
-
Geografia politica
-
Geografia culturale
-
Geografia politica ed economica
-
Geografia politica ed economica