BIOLOGIA E GENETICA VEGETALE- GENETICA VEGETALE
Prof Comino e Barchi, laurea triennale in BIOTECNOLOGIE UNITO, a.s. 2025-2026
variabilità
In una popolazione, se tra individui ci sono delle diversità, esiste . La quota di
sistema riproduttivo.
variabilità dipende dal
IL SISTEMA RIPRODUTTIVO DELLE PIANTE (piante superiori = angiosperme)
APOMISSIA
1. : riproduzione asessuata per seme
PROPAGAZIONE VEGETATIVA
2. riproduzione asessuata che passa da parti
vegetative.
ANFIMISSIA
3. riproduzione sessuata per seme.
APOMISSIA produzione dell’embrione senza fecondazione
EMBRIONIA AVVENTIZIA (apomissia sporofitica): embrione si forma da una cellula
o somatica
APOMISSIA GAMETOFITICA : l’embrione si origina direttamente dal sacco
o embrionale, non ridotto per problemi di meiosi. PRO
Normalmente le piante non sono 100% apomittiche. I sono:
Moltiplicazione assicurata in assenza di impollinatori (es ambienti estremi)
Risparmio energetico (no meiosi femminile)
CONTRO
Possibile accumulo di mutazioni genetiche negative (no selezione)
No adattamento all’ambiente
PROPAGAZIONE VEGETATIVA totipotenza
si basa sulla delle cellule vegetali ed è quindi
una moltiplicazione dalle parti vegetative (no embrione), come rizomi, bulbi, tuberi e stoloni
Rizomi (turione): fusti generalmente sotterranei che tendono a radicare dando
o origine a nuove piantine
Bulbi : organi con funzione di resistenza a situazioni climatiche avverse. I bulbi si
o sviluppano in nuove piantine
Tuberi : fusti modificati con funzione di riserva (servono alla pianta per sopravvivere
o in periodi sfavorevoli). Le gemme possono svilupparsi in nuovi individui
Stoloni : fusti che si originano da gemme ascellari e possono radicare generando
o nuove piantine
Meccanismo sfruttato dall’uomo per creare cloni:
TALEE : taglio pezzo di pianta e lo metto in acqua, dopo qualche giorno fa radici che
o se interro formano una nuova pianta
PROPAGGINI : sotterro ramo con intaglio, si formano radici
o 1
MARGOTTE : taglio sul fusto e inserito in un sacchetto per creare umidità che
o favorisce formazioni radici
INNESTI : piante diverse messe in contatto a livello del fusto → callo → nuova
o pianta
MICROPROPAGAZIONE (tecnica di laboratorio) propagazione in vitro di espianti vegetali
(organi, tessuti o cellule) e rigenerazione di piante complete, in condizioni di sterilità,
ricorrendo a substrati nutritivi di composizione nota ed a condizioni ambientali controllate
obbligata
● Propagazione v. : produzione seme assente, fioritura scarsa
facoltativa
● Propagazione v. : possibilità sia di produzione del seme che di
moltiplicazione vegetativa
ANFIMISSIA
: la meiosi e il successivo processo di gametogenesi determinano la
formazione di cellule aventi la funzione di gameti, con numero cromosomico dimezzato
Impollinazione → fecondazione (unione di 2 gameti) → ovulo (seme) + ovario
(frutto) CICLO BIOLOGICO 2 generazioni
Nelle piante superiori il include morfologicamente e
cariologicamente diverse:
aploide GAMETOFITO
una molto ridotta rappresentata dal che a sviluppo completo
o gameti
forma i ;
diploide SPOROFITO
l’altra , più lunga ed appariscente rappresentata dallo che a
o spore
maturità produce le attraverso la meiosi. Lo sporofito oltre agli organi
riproduttivi, i fiori, è costituito da radici, fusto e foglie meiosi
L’esistenza di una generazione aploide e una diploide è collegata alla e alla
fecondazione variabilità genetica
, e crea , che si origina essenzialmente con:
ricombinazione
1. : scambio di materiale genetico tra cromatidi non fratelli (derivanti da
cromosomi omologhi diversi)
segregazione
2. : separazione delle forme
alleliche alternative di un gene in un
individuo eterozigote; la segregazione porta
alla inclusione casuale nei gameti di uno dei
4 cromatidi presenti all’inizio della meiosi (in
Anafase I)
fecondazione
3. : unione sessuale del gamete
maschile con quello femminile determinando
la formazione di uno zigote funzionale
STRUTTURA DEL FIORE 2
Il fiore è l’organo in cui vengono prodotti i gameti. Esistono fiori che contengono solo
organi femminili o solo quelli maschili, altri li contengono entrambi e sono detti
ermafroditi . In generale noi consideriamo gli ermafroditi.
Androceo = apparato di riproduzione maschile.
o Stami : hanno il compito di produrre il polline. Formato da
o due parti:
Filamento
o Antera (contiene 4 sacche polliniche →
o microspore).
Gineceo/pistillo foglie
= apparato di riproduzione femminile. È formato dalle
o carpellari/carpelli , sopra i quali si produrranno gli ovuli o primordi seminali, che
conterranno i gameti femminili. Può essere formato da una o varie foglie carpellari
libere o unite fra loro;
ovario, pistillo : parte che racchiude gli ovuli; quando avviene la fecondazione
o si ingrossa e dà origine al frutto.
stilo : parte allungata al cui interno vi è la formazione del tubetto pollinico da
o parte del polline.
stigma : cavità superiore dove arriva il polline e ne inizia la germinazione.
o
RIPRODUZIONE SESSUATA anfimissia
La ( ) si origina essenzialmente con i processi di:
sporogenesi
a) : processo che nelle piante superiori porta alla formazione delle spore
femminili (megasporogenesi) o maschili (microsporogenesi)
gametogenesi
b) : processo che porta alla formazione dei gameti
fecondazione
c) : unione sessuale del gamete maschile con quello femminile
determinando la formazione di uno zigote funzionale. In genere entrambi i gameti
sono aploidi ed il nucleo risultante dalla loro fusione è diploide
SPOROGENESI meiosi
caratterizzata da divisione cellulare per , tipica di una fase
differenziati
sessuale. Nei vegetali avviene nei tessuti preventivamente , a partire da cellule
particolari che, a seconda che siano situate negli organi riproduttivi femminili o maschili,
megasporociti cellule madri delle megaspore
prendono il nome, rispettivamente, di o
microsporociti cellule madri delle microspore
(macrospore) e di o 3
Microsporogenesi
a) (sporogenesi maschile): La meiosi maschile determina la
produzione di una tetrade di microspore. Tutte e 4 le microspore prodotte sono
funzionali. Ogni microspora dà origine a un granulo pollinico che, al termine della
maturazione, risulta inizialmente binucleato.
Gametogenesi maschile:
b) è la serie di eventi che portano alla
gametofito maschile (microgametofito pollinico).
formazione del
Dalla microspora, in seguito a una prima mitosi, si formano due
nucleo vegetativo e un nucleo generativo
nuclei: il . Quest'ultimo,
nuclei
a sua volta, si divide per mitosi dando luogo a due
spermatici (o nuclei generativi). Uno di questi è il gamete
maschile vero e proprio, destinato a unirsi con la cellula uovo
durante la fecondazione, mentre l'altro si unirà ai nuclei polari
per formare l'endosperma.
Megasporogenesi (sporogenesi femminile):
c) La meiosi femminile
determina la produzione di una tetrade lineare di megaspore. A
differenza della parte maschile, generalmente solo una delle 4
megaspore è funzionale, mentre le altre 3 degenerano. La
megaspora superstite darà poi origine, per successive mitosi
(megagametogenesi), al sacco embrionale
GAMETOGENESI femminile : serie di eventi che portano alla formazione del gametofito
femminile (ovulo maturo o sacco embrionale) entro il quale è
situato il gamete femminile (cellula uovo). Una delle quattro
megaspore– le altre tre degenerano– va incontro a tre
successive divisioni mitotiche e dà origine a una struttura
8 cellule o nuclei
all’interno della quale sono individuabili
aploidi che hanno nomi differenti e sono collocate in differente
posizione
Una cellula uovo (il vero e proprio gamete femminile),
sinergidi micropilo o foro
affiancata dalle due , si colloca nelle immediate vicinanze del
micropilare , posto alla base dell’ovulo, dal quale entrano i due nuclei spermatici portati dal
tubetto pollinico;
tre cellule antipodali situate dalla parte opposta dell’ovulo
o destinate a scomparire precocemente, prima che il sacco
embrionale sia completamente maturo
due cellule polari (nuclei polari), destinate a fondersi per
o formare una cellula 2n, situata al centro, che rappresenta il
‘nucleo secondario dell’endosperma’.
FECONDAZIONE unione del gamete maschile e femminile. Nei
vegetali superiori si verifica anche una seconda fecondazione che è data dall’unione del
secondo nucleo generativo (n) portato dal gametofito maschile con il nucleo secondario
4 doppia
dell’endosperma (2n) presente nel gametofito femminile. Si parla perciò di
fecondazione . Il polline arriva sul pistillo, si forma il tubetto pollinico lungo lo stilo del
pistillo, va a raggiungere l’ovario e i due nuclei spermatici vengono rilasciati nel sacco
uno oosfera altro nuclei polari
embrionale: feconda l’ e l’ feconda i due , dando origine
endosperma
all’ .
. Questa struttura che contiene tutti i nuclei andrà a formare il seme, l’ovario ingrossato e il
frutto. Il seme messo in terra germoglia poiché idratato dall’ umidità (per germogliare è
sufficiente la presenza di acqua) e le prime foglie iniziano a fotosintetizzare, si dà inizio al
ciclo della pianta.
Nelle piante, proprio perché esistono fiori ermafroditi, è possibile avere situazioni diverse.
Una volta che è avvenuta la fecondazione il
fiore ha terminato la sua funzione (la riproduzione) e quindi gli elementi fiorali cominciano
a morire
ovario → frutto
ovulo → seme
IMPOLLINAZIONE
A seconda che il gamete femminile e il gamete maschile che si uniscono nella
fecondazione siano prodotti dallo stesso individuo oppure da individui diversi, si parla di
autofecondazione/autogamia allofecondazione/fecondazione incrociata/allogamia
e di . Il
tipo di gamia è condizionato dal sistema riproduttivo di una specie e condiziona a sua volta
la struttura genetica delle sue popolazioni (variabilità).
Autofecondazione selfing o inbreeding
: formazione di gameti che provengono dalla
o stessa pianta. (Avviene anche quando si hanno fiori che sono o femminili o
maschili, ma entrambi sono presenti sulla stessa pianta; non sono fiori ermafroditi
unisessuali
ma ).
Allofecondazione outcrossing
: si fondono gameti che derivano da piante diverse. Ci
o sono delle piante che pur avendo fiori ermafroditi o hanno sia fiori maschili che
5
femminili sulla stessa pianta, vanno comunque incontro ad allofecondazione per
autoincompatibilità
motivi di
Sistema Riproduttivo e Trasmissione Genetica
Il sistema riproduttivo è il fattore primario che modella la struttura genetica di una
popolazione e guida i metodi di miglioramento genetico e il mantenimento delle varietà.
Per determinare la modalità di impollinazione di una specie si effettuano esperimenti di
autoimpollinazione: se questa riduce il vigore della progenie (depressione da inbreeding),
allogama autogama
la specie è probabilmente ; altrimenti è .
Evolutivamente, il passaggio dall'allogamia (condizione ancestrale) all'autogamia è
comune e si è verificato indipendentemente in molti generi. Un esempio è il confronto tra
Arabidopsis lyrata Arabidopsis thaliana
(autoincompatibile) e (altamente inincrociata).
Vantaggi dell'autogamia: Assicura la riproduzione in assenza di impollinatori,
● favorisce la colonizzazione e garantisce un vantaggio riproduttivo immediato
trasmettendo il DNA sia per via propria che incrociata.
Svantaggi e "Vicolo Cieco": Nel lungo periodo, l'autogamia porta al deterioramento
● Stebbins
delle strutture fiorali e a una ridotta adattabilità. L'ipotesi di la definisce un
cieco evolutivo" a causa dell'alto rischio di estinzione dovuto alla scarsa
"vicolo
flessibilità genetica.
Ipotesi classica di Stebbins: l’autoimpollinazione è vista come un vicolo cieco evolutivo,
irreversibile, e i taxa autogami soffrono di un elevato rischio di estinzione come
ridotto potenziale di adattamento
conseguenza di un . L’ autogamia evolve ripetutamente
dall’allogamia come conseguenza dei suoi vantaggi evolutivi nel breve periodo, ma
difficilmente taxa autogami sono caratterizzati da tempi di vita lunghi. Molte piante
autogame presentano nei fiori vestigia di strutture adatte all’impollinazione incrociata,
segno evidente di un’origine recente dell’autogamia da antenati allogami
Adattamenti Morfologici: Le piante autogame mostrano spesso fiori piccoli, polline
● ridotto, antere e stigmi vicini o cleistogamia (fiori che non si aprono).
Il sistema genetico basato sulla fecondazione incrociata promuove una maggiore
flessibilità e pertanto è probabilmente riconducibile a quello ancestrale
sull’autofecondazione
I sistemi basati sono stati ripetutamente sviluppati a vari livelli nel
adattamento
regno vegetale come risposta alla pressione selettiva in favore di un
immediato Specie più longeve (i.e. pluriennali o perenni) tendono ad essere allogame,
mentre quelle annuali tendono ad essere autogame.
Da considerare:
annuali
- Molte piante occupano ambienti difficili (ad esempio tempi ridotti per la crescita e
selfing
la riproduzione). Per cui può essere favorito il (autoimpollinazione) per mitigare la
limitazione di polline. 6
perenni
- Piante spesso si trovano in ambienti altamenti competitivi, dove sono premiate le
progenie competitive outcrossing
(che spesso derivano da )
2. Definizione di Popolazione e Genetica di Popolazioni spazio
Una popolazione è un insieme di individui di una specie che condividono uno e un
pool genico comune, ovvero l'intera informazione genetica che si trasmette tra
genetica di popolazioni frequenza di geni e genotipi
generazioni. La studia la applicando i
Mendel
principi di (dominanza/recessività/modello di segregazione/posizione) a interi
gruppi (popolazioni mendeliane). Le caratteristiche mendeliane vengono rilevate a livello di
un singolo individuo di una singola discendenza mantengono anche a livello popolazione
Gli individui delle specie annuali nascono, si sviluppano e muoiono senza
o popolazioni a generazioni separate
sovrapposizioni di generazioni ( )
Gli individui delle specie poliennali invece mostrano sovrapposizione tra le diverse
o popolazioni a generazioni sovrapposte
generazioni ( )
fitness (w)
La dinamica di una popolazione è definita dalla : il contributo di discendenti che
w < 1 w = 1
ogni pianta dà alla generazione successiva. Se la popolazione si estingue, se
w > 1 teorici
resta costante, se cresce. Sono modelli comunque perché prevedono
condizioni quali tasso di riproduzione costante per tutti gli individui nel corso delle
generazioni.
Popolazioni di Specie Autogame linee pure
Le specie autogame sono costituite da una mescolanza di (100%
autofecondazione, assenza di selezione).
Omozigosi: L'autofecondazione dimezza la quota di eterozigoti a ogni generazione.
● m
Dopo generazioni, la frazione di omozigoti per n coppie alleliche segue la
formula:
( )
−1
2
2
Variabilità: Anche se tollerano bene l'inbreeding, la loro variabilità dipende da
● mutazioni spontanee incroci naturali
(frequenza 1:100.000) e rari . Poiché le
mutazioni sono solitamente recessive, nelle autogame si manifestano
fenotipicamente in tempi brevissimi una volta raggiunta l'omozigosi.
Popolazioni di Specie Allogame e l'Equilibrio di Hardy-Weinberg
Le popolazioni allogame sono formate da individui altamente eterozigoti e presentano
un'ampia variabilità. Sono soggette a:
Depressione da inbreeding: Perdita di vigore dovuta all'autofecondazione forzata
● (ottenimento di linee inbred).
Eterosi: Aumento del vigore negli ibridi derivanti dall'incrocio.
● 7
Mutazioni recessive deleterie sono mascherate e difficilmente selezionate
Equilibrio di Hardy-Weinberg
Il modello di riferimento è l' , che presuppone popolazioni
infinite, accoppiamenti casuali e ugualmente probabili (panmissia), assenza di mutazioni,
migrazioni o selezione. In queste condizioni, le frequenze alleliche (p e q) e genotipiche
rimangono costanti secondo il binomio: 2 2 2
(p+q) = p (AA) + 2pq (Aa) + q (aa) = 1
● Tali frequenze si raggiungono in una sola generazione di unioni casuali
● Quando i loci considerati sono più di uno, l’equilibrio viene raggiunto in alcune
generazioni)
Nel caso di 2 alleli alternativi in un locus genico (A e a)
8
Agenti della Microevoluzione
Le frequenze alleliche di una popolazione cambiano, nel corso del tempo, solo se le
condizioni del modello di Hardy-Weinberg non sono rispettate.:
Mutazione:
1. Fonte primaria di variazione. Sebbene rara, accumula cambiamenti
vantaggiosi, neutrali o deleteri (letali) su scala evolutiva.
Migrazione (Flusso Genico):
2. Scambio di geni tra popolazioni che limita la loro
divergenza genetica.
Deriva Genetica: effetto del
3. Variazioni casuali in popolazioni piccole. Include l'
fondatore effetto collo di bottiglia
e l' .
Selezione Naturale:
4. Favorisce i fenotipi con maggiore fitness. Può essere:
Direzionale: Sposta il valore medio verso un estremo.
o Stabilizzante: Favorisce i valori intermedi riducendo la variabilità.
o Diversificante: Favorisce entrambi gli estremi, promuovendo il polimorfismo.
o La selezione contro il fenotipo dominante è molto rapida nell'eliminare un
allele, mentre quella contro il reces
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.