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IL GENERE HOMO

Dai bonobo (gerarchia femminile) abbiamo preso la parte di cooperazione; dagli scimpanzè (maschio

alfa) abbiamo preso la parte più compe va.

Due milioni di anni fa nascono i primi esemplari del genere Homo.

2 cara eris che fondamentali che dis nguono questo genere:

1) ENCEFALIZZAZIONE (aumento dimensioni cerebrali, dai 550 ai 1500 cm3);

2) STRUMENTI LITICI (ci aiutano a ricostruire l’evoluzione del linguaggio bisogna focalizzarsi

sugli indizi indire ).

Queste due cara eris che hanno portato gli ominidi ad assumere comportamen sempre più

complessi.

Dalle tecniche di produzione materiale dei nostri antena si riescono a determinare le loro capacità

cogni ve e la pologia del linguaggio ARCHEOLOGIA COGNITIVA.

Stesse aree cerebrali sia per parlare che per costruire I recen studi di brain imaging hanno

mostrato l’esistenza di uno strato neurale comune tra costruzione di strumen ed elaborazione del

linguaggio, stessi processi cogni vi ques da confermano l’ipotesi che il linguaggio umano è nato

dall’azione legata alla coordinazione motoria e alla manipolazione degli ogge .

ENCEFALIZZAZIONE= sviluppo e crescita progressiva nella filogenesi umana, importante è che noi

siamo un’eccezione poiché abbiamo cervelli sproporziona rispe o alla nostra massa corporea,

troppo grandi.

Questo ha portato a vantaggi (capacità di vivere meglio) e svantaggi (consuma troppa energia).

Contemporaneamente: aumento dimensioni del cervello e aumento complessità degli strumen ,

poiché c’è un conseguente sviluppo di determinate aree cerebrali che aumentano le loro capacità

cogni ve.

Probabile causa dell’aumento delle dimensioni del cervello è l’introduzione di una nuova dieta: la

carne.

LA CARNE= con ene elemen fondamentali per il nostro cervello, ricca di proteine, carburante per

esso. La carne ha portato anche ad una restrizione della gabbia toracica e ad una diminuzione dello

stomaco e intes no= facilmente digeribile. Ha portato anche all’emergere della forma umana.

Fino a quel momento il tra o dis n vo degli ominidi riguardava lo scheletro ada o a una locomozione

bipede (anche se facolta va); ora, con il genere Homo un altro tra o dis n vo risiede nelle

dimensioni del cervello crescerà gradualmente fino a raggiungere estensioni assai imponen : 1350-

1550 cm3 nei Neanderthal e nei Sapiens.

Crescita cerebrale non proporzionata alla massa corporea: il cervello di Homo Sapiens è tre volte più

grande di quello che un primate delle stesse dimensioni corporee dovrebbe avere.

Cara eris ca importante accrescimento dei lobi frontali e parietali; riduzione delle aree posteriori.

Cause dell’aumento del cervello cambiamento dieta: da vegetale (apparato mas catorio robusto,

molari e premolari grandi); a dieta basata sulla carne. La carne rappresenta una ricca fonte di proteine,

ovvero il principale carburante del cervello; ha portato non solo alla crescita delle sue dimensioni ma

anche a una radicale modificazione dell’apparato mas catorio (riduzione molari e premolari).

Inizialmente i primi Homo si nutrivano delle carcasse di animali uccisi da predatori della savana;

successivamente grazie alla realizzazione di appropria strumen di caccia, gli Homo hanno iniziato a

cooperare e ad organizzare strategie di caccia di gruppo.

L’evoluzione della cooperazione ha cos tuito poi una forte pressione sele va per lo sviluppo di forme

sempre più efficaci e sofis cate di comunicazione.

“AIELLO” e “WHEELER” ricercatori IPOTESI DEL TESSUTO COSTOSO

1) Cervello cresce, intes no diminuisce= si equilibrano i fabbisogni energe ci, a causa del

cervello.

2) Diges one più semplice della carne= intes no diminuisce.

3) Cambiamento dei den = modificazione stru ura cranica.

Il diba to è aperto, si pensa che la formazione dell’uomo sia dovuta anche da altre diete, e che essa

sia dovuta anche dalle modalità di co ura.

Tra Homo habilis e Homo erectus hanno iniziato a cuocere la carne scoperta casuale, conseguente

alla scoperta del fuoco. I PRIMI ARTEFICI

Strumen li ci fondamentale è la lavorazione della pietra= cara eris ca pica del genere Homo.

Linguaggio emerge dai sistemi lega all’azione, in par colare quella manuale. Nell’evoluzione cambia

il metodo di lavorazione della pietra.

Processi cogni vi uguali per linguaggio ed azione, stessa area cerebrale il linguaggio è una forma

d’azione.

Anche il mondo animale u lizza strumen scimpanzè usano rami per pescare o le pietre per

rompere le noci. Il modo in cui loro u lizzano gli strumen cambia in base alla cultura della loro

comunità TRASMISSIONE DI ABITUDINI CULTURALI.

CAPACITÀ SCIMPANZÈ: forme di imitazione sociale; riconoscimento del fine dell’azione; competenze

mediche (u lizzano piante per curare dei malori).

CARATTERISTICA SPECIALE DEL GENERE HOMO= LAVORAZIONE DELLA PIETRA.

1) HOMO HABILIS

Capos pite del genere Homo. 2,4-1,6 milioni di anni fa (vive più di 1 milione di anni).

Ritrovamen in Africa centrale. Capacità cranica: 675 cm3, doppio di Lucy. Nasce l’età della

pietra.

Metodo di lavorazione= CIOTTOLI OLDUVAIANI; MODO 1= conta la funzionalità non l’este ca,

serviva per tagliare la carne.

Strumento li co: il fine è quello di scalfire la pietra con un'altra pietra fermandosi appena si

forma un margine tagliente, avviene su una sola facciacio olo monofacciale.

Gerarchia d’azione (2 macro processi):

1) Approvvigionamento materiali grezzi di dimensioni, forma e composizione appropria (si

allontanavano per cercare i cio oli gius ) sofis cate capacità di pianificazione dell’azione, e

di an cipare il futuro;

2) Effe va scheggiatura (valutazione del nucleo, selezione dell’obie vo, posizionamento del

nucleo, scelta della presa del martello, accurata percussione).

2) HOMO ERGASTER

2-1 milioni di anni fa. Capacità cranica: 910 cm3. Altezza: 1,80 da adulto.

Aumento delle dimensioni del cervello va di pari passo con lo sviluppo delle capacità cogni ve

e con conseguen importan cambiamen nel modo di comportarsi.

Metodo di lavorazione= MODALITÀ ACHEULEANO; MODO 2= conta anche l’este ca insieme

alla funzionalità, conta la forma deve esserci simmetria tra le due facce della pietra.

Strumento li co: bifacciale, realizzato tramite il modellamento di una pietra di grandi

dimensioni su entrambi i la fino ad o enere una forma a mandorla simmetrica e regolare.

Capacità cogni ve più avanzate= c’è una rappresentazione mentale di ciò che si vuole

realizzare, dato che prima di modificare la pietra immaginava la sagoma dell’ogge o finito,

tenendola in mente durante tu o il processo di costruzione. Inoltre questa nuova lavorazione

prevede un’incorporazione di un’azione di preparazione della pietra diagramma ad albero

presenta se e livelli gerarchici incassa maggiore complessità di pianificazione ed

elaborazione gerarchica dell’azione.

Ragazzo del Turkana= fossile di Ergaster, ritrovato in Kenya, si capisce che da lui nasce la forma

umana, ha uno scheletro corporeo moderno, dis nguibile da quello degli antena arcaici, con

gambe lunghe e braccia corte (bipedismo obbligato).

Con lui avviene una complicazione dell’organizzazione sociale, come le a vità di caccia

sistema che e la scoperta e uso del fuoco.

UTILIZZO DEL FUOCO con Ergaster inizia la pra ca di co ura della carne. Stare a orno al

fuoco diventa un momento di socializzazione.

Homo Ergaster importante perché esce dall’Africa, spostamento che avviene in migliaia di anni

per esigenze vitali. In Asia diventerà HOMO ERECTUS (1,8 milioni fino a 50 mila anni fa) specie

che ha abitato più a lungo sulla Terra rispe o a qualsiasi altro ominide.

Ergaster entrerà anche in Europa diventando, a causa di mutazioni, HOMO ANTECESSOR

(fossili trova in Spagna).

3) HOMO HEIDELBERGENSIS

ULTIMO ANTENATO COMUNE DEI SAPIENS E DEI NEANDERTHAL.

Capacità cranica: 1200 cm3. Realizzò anche strumen in legno u lizzando il fuoco, ovvero

lance con cui cacciava capacità cogni ve ancora maggiori e modalità più sofis cate, perché

dota di capacità di coordinazione, ognuno svolgeva un ruolo specifico durante la caccia.

Metodo di lavorazione= MODO 2, no grande sviluppo.

Ha ada amen vocali molto simili ai nostri IMPORTANTE PER QUESTO MOTIVO. Potrebbe

essere emerso da loro il nostro linguaggio.

4) HOMO DI NEANDERTHAL

Trae origine dagli Heidelbergensis europei. Capacità cranica: 1750 cm3, pia a e lunga, molto

più grande della filogenesi. Visse dai 400 mila anni fino a 30 mila anni fa vissuto tan ssimo.

Grande sviluppo delle par posteriori e inferiori del cervello (lobi occipitali e parietali).

Metodo di lavorazione= INDUSTRIA MUSTERIANA, MODO 3, maggiore raffinatezza,

costruzione di utensili su “nucleo preparato”, tecnica usata è il metodo LEVALLOISAINO=

estrazione schegge so li dal nucleo di pietra preparato con il fine di o enere due superfici:

percussione e scheggiatura; artefa realizza erano piccoli punteruoli triangolari usa come

punte di lance.

Quest nuovo metodo di lavorazione rappresenta una dimostrazione di un aumento delle

capacità cogni ve e delle capacità di pianificazione dell’azione dato che ora i costru ori

dovevano immaginare sia la preparazione del primo nucleo, sia la costruzione dello strumento

finito.

Più bassi del Sapiens perché massicci con potente muscolatura, ar cor e gabbia toracica

ampia a causa dell’ada amento ambientale freddo; anche sistema respiratorio è mutato in

modo da accumulare calore.

TRACCE DI COMPORTAMENTO SIMBOLICO usavano gioielli fa di conchiglie (no funzione

pra ca ma funzione ornamentale/simbolica), si coloravano il corpo, seppellivano i defun

(diba to controverso).

Apparato fonatorio molto simile al nostro, usavano un linguaggio ar colato.

Perché si sono es n ? Per molteplici fa ori: Homo sapiens e Neanderthal competono per il

cibo i Neanderthal necessitavano di troppo cibo. Gli Homo sapiens sfru avano l’ambiente a

proprio vantaggio in modo più tecnologico e sviluppato. Nei Neanderthal non si sviluppano

determina an corpi per ba eri importa dai Sapiens.

Neanderthal e Sapiens si sono accoppia = tracce di DNA dei Neanderthal nel nostro, da ciò

nasce l’ipotesi che si capivano e comunicavano tra di loro con un linguaggio simile al nostro.

5) HOMO SAPIENS

70 mila anni fa arrivano in Europa in più ondate. Ul mo nella filogenesi in termine temporale.

Capacità cranica: 1450 cm3.

Na 250 mila anni fa in Africa (affermato dalla gene ca e paleoantropologia, abbiamo subito

poi mutazioni nel DNA mitocondriale).

Metodo di lavorazione: MODO 4 appartenente al PALEOLITICO SUPERIORE molteplici forme

diverse e modalità di costruzione, u lizzate tecnologie addi ve (composte)= 2 strumen da

me ere insieme per formarne uno solo.

Si sviluppano le par frontali del cervello= sede del pensiero astra o.

Hanno comportamento simbolico, iniziano a comportarsi in maniera moderna quando

arrivano in Europa (50 mila anni fa).

C’è una discon nuità nella nostra specie che riguarda la biologia e la capacità culturale

esplosione del Sapiens nel comportarsi in modo moderno “rivoluzione del paleoli co

superiore” (MODELLO DISCONTINUISTA) sostenitori Ta ersall e Chomsky.

IL PENSIERO DI TATTERSALL

 Secondo Ta ersall la simbolicità del pensiero (fondamentale per il comportamento moderno)

segna una differenza qualita va tra gli esseri umani e tu e le altre specie animali, comprese

le altre specie di ominidi, quindi per lui è impossibile ritenere giusto un con nuismo della

nostra specie con il mondo animale. Secondo lui l’avvento del pensiero simbolico è stato un

fenomeno improvviso e inaspe ato dipendente da fa ori culturali e NON biologici. Lui

gius fica questa ipotesi con il conce o di “exapta on” e di “emergenza”.

Afferma che i pensieri siano una conseguenza del linguaggio, quindi la funzione principale del

linguaggio oltre quella comunica va è quella di cos tuire i pensieri. Afferma che senza

linguaggio il pensiero simbolico è inconcepibile, linguaggio e pensiero sono stre amente

lega .

Questo verrà smen to= Non è possibile pensare giusta questa tesi dato che non si può spiegare il

pensiero simbolico con il linguaggio se il linguaggio stesso presuppone già pensiero simbolico; per gli

studiosi è importante capire cosa precede e cosa rende possibile il pensiero simbolico, esso non nasce

dal nulla, ma è qualcosa di legato all’evoluzione darwiniana.

Inoltre la paleoantropologia e l’archeologia hanno dimostrato la presenza di tracce di comportamen

simbolici, anche se più rudimentali, in Africa molto tempo prima, durante la MIDDLE STONE AGE

(MODELLO GRADUALISTA). Ciò che dimostra questa tesi è stato il ritrovamento di due pezze d’ocra

rossa a Blombos Cave (Sudafrica) che cos tuiscono le forme più an che di arte astra a che servivano

per colorare superfici, 77 mila anni fa. Altre sostanze coloran u lizzate molto probabilmente già da

Homo Heidelbergensis.

Ta ersall risponde davan a queste evidenze dicendo che quelle forme an che ritrovate non sono

vero simbolismo, sono proto-simboli. Lui definisce simbolismo vero in senso proprio solo l’uso di

simboli linguis ci.

Gli studiosi collegano il simbolismo alla matrioska le capacità più complesse si costruiscono su

quelle più semplici, non nasce tu o insieme all’improvviso, ma si sviluppa nel tempo. Il simbolismo

non dipende solo dal linguaggio ma dai processi cogni vi interni.

Nella filogenesi della nostra specie evoluzione biologica è interconnessa con quella comportamentale-

culturale: l’avvento del pensiero simbolico dipende anche dai processi di evoluzione biologica e non

esclusivamente da quelli dell’evoluzione culturale. Il modello dell’esplosione rimane un fenomeno

inspiegato, quindi per affrontare il tema dell’origine del linguaggio si aprono due prospe ve: ipotesi

di origine vocale o ipotesi di origine gestuale.

L’ORIGINE DEL LINGUAGGIO SECONDO DARWIN

Tre fasi dis nte: 1) cambiamento nelle cognizioni dei prima dove ominidi si elevano per capacità

cogni ve al di sopra delle scimmie, imitando i versi degli animali;

2) incremento dell’imitazione vocale che porta ad uno sviluppo di una forma elementare di linguaggio

cara erizzato dalla simulazione dire a dei suoni animali e da un canto rudimentale che ha come

conseguenza un perfezionamento dell’apparato vocale degli ominidi;

3) questo sistema primi vo di comunicazione retroagisce sulla mente e incrementa le capacità

cogni ve degli ominidi, aprendo la strada al linguaggio ar colato, che a sua volta interagisce di nuovo

con il pensiero portando all’uomo nuove forme di capacità mentali.

Mithen, archeologo cogni vo, riprende l’idea darwiniana, lui però non considera i sistemi

comunica vi delle grandi scimmie precursori dire della nostra facoltà di parola, ma propone un

modello dell’evoluzione del linguaggio dove il punto di partenza sono proprio le vocalizzazioni dei

prima non umani in cui trova delle analogie con le prime forme di comunicazione degli ominidi.

I primi ominidi, secondo lui, hanno ereditato dalla comunicazione delle scimmie due elemen :

cara ere olis co (richiami accomuna a messaggi comple ) e la natura manipola va (maggior parte

degli animali usa espressioni di cui è capace per condizionare il comportamento degli altri).

Aggiungendosi poi altre due cara eris che: la mul modalità (u lizzo contemporaneo di vocalizzazioni

e ges per comunicare) e la musicalità (vocalizzazioni contraddis nte da ritmo e melodia).

La grande differenza tra la comunicazione delle grandi scimmie e quella dei primi ominidi sta in un

ampliamento del repertorio delle vocalizzazioni questo grazie alle differenze anatomiche

(cambiamento di den , mascella, aumento di mobilità della lingua e delle labbra).

La possibilità di produrre suoni dalla bocca deriva dai “ges ar colatori” = crea da posizioni

specifiche dei muscoli della lingua, labbra, mascella e palato.

Inoltre sosterrà che una forma avanzata di comunicazione, con l’aggiunta del mimo, cara erizzava già

i Neanderthal a causa di vari indizi indire anatomici.

Ques pi di espressioni possono essere considera la base evolu va del linguaggio composizionale

a raverso un processo molto lento di segmentazione= espressioni olis che vengono frammentate in

unità dis nte dotate ognuna di un proprio significato, portando alla complessità del linguaggio di oggi.

Secondo uno psicologo sono i GESTI ARTICOLATORI l’unità fondamentale del linguaggio ar colato

moderno e delle vocalizzazioni delle scimmie e ominidi. Essi cara erizzano un elemento di con nuità

tra la comunicazione linguis ca degli umani moderni con quella delle grandi scimmie.

I ges ar colatori rappresentano azioni motorie, derivano da ges oro-facciali basilari dei mammiferi

(succhiare, ingoiare, leccare, mas care) nel corso dell’evoluzione della filogenesi c’è stata una

differenziazione neuroanatomica della lingua consentendo il suo u lizzo in modo più par colare

facendo nascere nuovi suoni. Si pensa che questa differenziazione sia nata dalla necessità del genere

Homo di comunicare con i membri del proprio gruppo, conseguente ad un aumento della complessità

delle relazioni sociali tra gli individui.

ORIGINE DEL LINGUAGGIO E COSTRUZIONE DEGLI STRUMENTI

Nel 1970 vennero fa degli studi sull’evoluzione del linguaggio basato sulla teoria gestuale, questo a

causa degli insuccessi nel tenta vo di insegnare a Vicky la lingua vocale umana, e dai successi raggiun

insegnando alle altre scimmie culturalizzate come Washoe, la lingua dei segni.

Ques studi hanno anche dimostrato come la lingua dei segni possieda tu

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher oKiK di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del linguaggio e della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Adornetti Ines.
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