19/09 Patriarcato e dominio maschile
Contributo di Sylvia Walby → sociologa britannica a cui dobbiamo una delle teorizzazioni del patriarcato più riconosciute.
Pierre Bourdieu → sociologo francese che ha pubblicato un libro dal titolo La dominazione maschile.
Patriarcato → usato nella letteratura sociologica e femminista ed è un concetto usato per descrivere le diseguaglianze di genere. In origine indica la dominazione del padre all’interno della famiglia e descriveva sia disuguaglianze di genere dell’uomo rispetto alla moglie e figlie, sia generazionale. Veniva applicato all’ambito strettamente famigliare.
L’elemento generazionale è venuto a meno ed è stato applicato a aree più estese di quelle familiari. Oggi può essere definito come pratiche e strutture che istituiscono, riproducono e legittimano la dominazione del genere maschile sul mondo e, in particolare, sulle donne e le sessualità eterodivergenti.
Non comprende solo il genere femminile e non comprende solo il genere umano.
Critiche del patriarcato proposte da Sylvia Walby
Critiche (limiti) del patriarcato proposte da Sylvia Walby:
- Astrocità e universalismo → non permette di comprendere i diversi rapporti tra uomini e donne nelle società umane → non è un concetto scientifico. Se è una caratteristica che esiste sempre deriva da qualcosa di naturale → spiegazione che se non viene resa più complessa riconduce al dato biologico.
- Determinismo strutturale → il concetto di patriarcato non ha rilevanza perché non tiene conto dei comportamenti delle persone. Una definizione troppo semplice presenta solo qualcosa di strutturale, indipendente da noi, una struttura al di sopra che non possiamo modificare.
- Omogeneizzazione → parlare di patriarcato in senso generale rischia di ricondurre la stessa situazione ad altri contesti diversi. Non ha senso perché omogeneizza esperienze diverse.
Da queste critiche Sylvia Walby elabora una teoria del patriarcato come un insieme di strutture pratiche, in particolare dobbiamo pensare al patriarcato come un insieme di 6 strutture.
Le 6 strutture principali del patriarcato
6 diverse strutture principali che si sostengono e riproducono a vicenda:
- 1. Modo di produzione → una delle due strutture sul piano economico: distribuzione sessuata nei compiti lavorativi nei compiti di cura e lavoro retribuito tra uomini e donne. Ciò che avviene all’interno delle dinamiche familiari è una forma di sfruttamento lavorativo → il lavoro delle donne è appropriato dagli uomini attraverso la relazione matrimoniale e attraverso le relazioni il lavoro femminile viene appropriato dall’uomo che al massimo garantisce alla donna un reddito di sussistenza (Marx). La condizione di sfruttamento può essere equiparata alla relazione tra proletario e capitalista (espropria il lavoro del proletariato). Separazione tra compiti di cura e lavoro retribuito.
- 2. Relazioni nel mercato del lavoro → rimanda all’esclusione o segregazione delle donne all’interno del lavoro retribuito (seconda struttura sul piano economico). Non si realizza con l’esclusione ma più frequentemente con forme di segregazione occupazionale. Si parla di segregazione orizzontale (delle donne in professionalità meno riconosciute) o verticale (nella struttura gerarchica): produce un deprezzamento del lavoro femminile che porta conseguenze al di là della sfera economica.
- 3. Stato → fa riferimento all’esclusione delle donne dalle istituzioni statali, da risorse e potere che le istituzioni statali rappresentano. Avviene attraverso l’esclusione diretta da strutture statali (% donne all’interno del parlamento) o indiretta (esclusione dei temi femminili dall’agenda dei temi statali). Lo stato rappresenta una delle più visibili strutture del patriarcato ma non monolitica perché si compone di diverse istituzioni e ciascuna è in grado di sovvertire o resistere alla struttura patriarcale.
- 4. Violenza maschile → da pensare non solo come pratica avvenuta ma come la possibilità di violenza. La potenzialità della violenza crea la struttura. La struttura è creata dalla potenzialità di questa pervasività e dagli effetti che ha sul genere femminile. La maggior parte delle donne viene modificata nella condotta es. non si esce la notte perché potrebbe succedere. “non tutti gli uomini hanno attivamente bisogno di utilizzare questo potenziale potere per avere un impatto sulla maggior parte delle donne"
- 5. Sessualità → il patriarcato va a regolare la sessualità femminile attraverso una logica di doppio standard: diseguale distribuzione di potere nelle pratiche sessuali nel momento in cui c’è una simile quantità di partner. Controllo delle sessualità eterodivergenti → imposizione dell’eterosessualità come un’altra forma attraverso cui si esprime la struttura della sessualità. Il doppio standard e l’eteronormatività conducono alla prima struttura con matrimonio, monogamia,...
- 6. Cultura → discorsi riprodotti e diffusi attraverso i media, storia, religione, pornografia e discorsi che vanno a creare una certa idea del femminile e una certa idea del maschile (es. uomo in giacca e cravatta: mascolinità come successo lavorativo, donna enfatizza la sessualità). Idee di mascolinità e femminilità che producono effetti negativi su uomini e donne.
Perché strutture?
Perché strutture?
Pensare al patriarcato come un insieme di strutture permette di:
- Spiegare perché il patriarcato è universale, ma al contempo cambia nel tempo e nello spazio, di società in società, di gruppo sociale in gruppo sociale, ecc...;
- Spiegare perché sopravvive nel tempo;
Alcune strutture del patriarcato sono più importanti di altre in tempi e luoghi diversi (forma privata vs forma pubblica). Sopravvive perché in alcuni tempi e luoghi alcune strutture sono più rilevanti di altre e perché al venire a meno di alcune strutture il patriarcato non cade. L’evoluzione delle strutture patriarcali → in passato aveva una forma principalmente privata, ad oggi sono principalmente le strutture pubbliche ad avere rilevanza nel perpetuarsi del patriarcato.
La scomparsa o diminuzione di una delle strutture non implica lo smantellamento del sistema. La diminuzione delle due strutture non fa venire a meno il patriarcato nel suo complesso.
Patriarcato come struttura cumulativa su 3 livelli: sistema patriarcale sorretto da strutture patriarcali e a sua volta sorretto da pratiche patriarcali → riproduzione ma anche trasformazione.
Il patriarcato è un prodotto cumulativo.
Da dove si origina il patriarcato?
Da dove si origina il patriarcato?
All’interno della letteratura femminista esistono una miriade di differenti approcci all’origine del patriarcato rispetto all’origine e alle strutture primarie su cui esso si basa (e quindi le strategie di smantellamento)
- Origina nel capitalismo: il lavoro non retribuito della donna permette al lavoratore di lavorare in fabbrica.
Ma perché le donne non si ribellano al patriarcato?
Ma perché le donne non si ribellano (abbastanza) al patriarcato?
Concetto di dominio maschile → elaborato da Bourdieu → forma di violenza simbolica.
- Non è mai venuto meno in me lo stupore di fronte al [.] fatto che l'ordine del mondo così come è, con i suoi sensi unici o vietati, in senso proprio o figurato, i suoi obblighi e le sue sanzioni, venga più o meno rispettato [...] o, cosa ancor più sorprendente, il fatto che l'ordine stabilito, con i suoi rapporti di dominio, i suoi diritti e i suoi abusi, i suoi privilegi, si perpetui in fondo abbastanza facilmente [....] e che le condizioni di esistenza più intollerabili possano tanto spesso apparire accettabili e persino naturali.
Violenza simbolica
Violenza simbolica.
Si interroga su cosa rende possibile al dominio maschile di restare in piedi attraverso il concetto di violenza simbolica.
La violenza simbolica non è né fisica né psicologica → forme di violenza primaria e complementaria.
- Violenza primaria: rapporti di dominazione fatti, disfatti e rifatti dentro e con le interazioni tra persone es. se do un pugno a una persona è una forma di violenza diretta data dall’interazione tra me e un’altra persona, la violenza psicologica si ha tra una persona e un’altra.
- Violenza simbolica: forma di violenza complementare, non richiede l’interazione, si ha attraverso simboli. Indiretta ma non meno efficace, è sempre più pervasiva. Più la società condannerà gli altri due tipi di violenza (fisica e psicologica) più aumenterà la violenza simbolica in quanto modo sicuro per mantenere il dominio senza incorrere a sanzioni.
Le due forme di violenza si sostengono a vicenda e forme di dominazione primaria coesistono spesso contemporaneamente.
Es. violenza simbolica: se di congedo di paternità c’è solo una settimana ciò che ci viene detto indirettamente è che la donna deve pensare ai figli.
Gramsci dice che il potere non si può mantenere solo con la violenza fisica. La violenza simbolica agisce come ideologia che va ad appoggiare il dominio maschile.
Bourdieu definisce la violenza simbolica come una forma di violenza «dolce» che si distingue per:
- Essere esercitata attraverso canali simbolici di comunicazione;
- Essere esercitata con la «complicità» di chi la subisce;
- Essere agita e subita in un modo né chiaramente conscio, né chiaramente inconscio.
Naturalizzata, non riusciamo a capire che è una forma di violenza. Dominazione che si ha tra canali indiretti, nascosti e costruisce una determinata idea del mondo che ci appare poi naturale.
- La violenza simbolica si verifica quando dei sistemi di simboli e di significati sono imposti a gruppi di persone in modo tale che siano vissuti come legittimi.
- La violenza e il dominio simbolico sono esercitati sugli individui attraverso le abitudini sociali quotidiane, e si generano attraverso la sottile inculcazione dei rapporti di potere sulle abitudini quotidiane date per scontate. es questione dei bagni: divisione tra maschi e femmine che esclude chi non vi si riconosce.
- Così la graduale accettazione e internalizzazione di idee, simboli e istituzioni che subordinano alcuni gruppi di persone viene mascherata nella neutralità e naturalità della vita quotidiana. La violenza simbolica è efficace perché spesso non ci rendiamo conto che esiste.
La violenza simbolica si realizza attraverso diversi meccanismi:
1. Misconoscimento
1-misconoscimento
- Processo che fa sì che le relazioni di potere «non siano viste oggettivamente per quello che sono, ma in una forma che le rende legittime agli occhi del dominato» (Bourdieu e Passeron, 1977: xili).
- La dominazione non può avvenire in modo del tutto scoperto, ma deve essere mascherata sotto il «velo di relazioni incantate» → La dominazione non può avvenire in modo scoperto perché verrebbe sanzionata e si nasconde sotto un velo di relazioni incantate.
- Affinché possa essere riconosciuta (ovvero accettata), la dominazione deve essere «camuffata», «trasfigurata» e «eufemizzata» → nasconderla dietro qualcosa di naturale o positivo.
Esempio della società dei berberi di Cabilia (Algeria) → analisi di qualcosa di distante ma abbastanza vicini da farci vedere come dei processi si hanno anche nella nostra società → forte divisione di genere. La divisione si vede nella raccolta delle olive → rigidissima divisione dei ruoli: gli uomini sbattevano gli alberi per farle cadere e le donne le raccoglievano da terra → sebbene il lavoro delle donne era duro veniva presentato come un lavoro facile, sicuro e leggero → misconoscimento nascosto sotto un velo di relazioni incantate. Divisione del lavoro naturalizzata, ricondotta alle capacità del corpo femminile.
Il processo di misconoscimento permette di nascondere dietro una relazione incantata una forma di dominazione.
Esempi di misconoscimento: domestica, uomo enfatizzato per il lavoro che compie, stage non retribuiti, relazioni di abuso come storie di grande passione.
È violenza simbolica tutto quello che va a costruire una sola idea di società, di prospettiva sul mondo che diventa ideologia.
21/09
Il misconoscimento viene descritto da Bourdieu dalla learned happiness.
Misconoscimento - learned happiness
Misconoscimento - learned happiness (incapacità appresa)
- Più ero trattata come una donna e più diventavo donna. Mi adattavo, bene o male. Se si presumeva che fossi incapace di fare una retromarcia o di aprire una bottiglia, sentivo, stranamente che non ne ero effettivamente capace. Se qualcuno pensava che una valigia fosse troppo pesante per me inspiegabilmente, anche io la ritenevo tale. - J. Morrison, Conundrum - citata in Bourdieu.
Funzionano perché ripetuti, portano alla creazione di un habitus, che appare naturale ma che è frutto di un processo di socializzazione.
2. Denegazione
2-denegazione
- Pratiche sociali in cui una persona o un gruppo dominante di persone con maggiore potere minimizzano temporaneamente e simbolicamente (non realmente) le disparità di potere tra loro e le persone che occupano posizioni subordinate.
- Si verifica attraverso la manipolazione della prossimità relazionale tra dominato e dominante → Si riduce ciò che fa sembrare il dominato e il dominante distanti → ciò consente alla persona dominata di beneficiare di un duplice canale di dominazione: da un lato poiché la gerarchia viene ridotta solo temporaneamente e simbolicamente, la persona dominante resta al vertice della gerarchia, ma allo stesso tempo riducendo la distanza simbolica tra lui e le persone dominate beneficia di un canale relazionale, va a creare una relazione. Crea una finta intimità con il dominato e rinforza la gerarchia.
Es. marito che pulisce ogni 5 anni che si presenta come un casalingo.
- Bourdieu (2002) descrive il caso del sindaco della cittadina della provincia francese di Bearn che, in un discorso ai cittadini, scelse di parlare in dialetto piuttosto che in francese.
- Da un lato parlare in dialetto → negazione simbolica della gerarchia → creazione di prossimità (vicinanza territoriale)/illusione di prossimità.
- Dall'altro lato, rinforzo della gerarchia → Coloro che sovvertono le gerarchie sono coloro che sono più consapevoli della loro posizione dominante in queste stesse gerarchie (possono permettersi di negarle, senza perdere realmente potere) → se la persona del popolo usa il dialetto viene vista male, chi è al vertice non perde niente nel fingersi dominante, non perde il potere.
- Doppio movimento di negazione e rinforzo simultaneo di strutture di potere conosciute.
Es. dare il cognome della madre, capo che porta a bere e poi si aspetta che lavoriate fino a tardi, discorsi populisti in politica.
Esempio
Esempio
- E varrebbe la pena passare in rassegna tutti i casi in cui gli uomini meglio intenzionati (la violenza simbolica, è noto, non opera nell'ordine delle intenzioni consce) compiono atti discriminatori, escludendo le donne, senza neppure porsi il problema, dalle posizioni di autorità [....] richiamandole e riconducendole in qualche modo alla loro femminilità, attirando l'attenzione sull'acconciatura o sull'uno o sull'altro tratto corporeo, o rivolgendosi a loro con un tono di familiarità (usando il nome di battesimo) o di intimità ("cara" "amica mia"') in una situazione formale [...] Tutte scelte infinitesimali dell'inconscio che, sommate tra loro, contribuiscono a costituire la situazione diminuita delle donne.
L’intuizione di Bourdieu sta nel vedere non necessariamente l'azione come cosciente.
3. Consenso
3-consenso
- Infine, il consenso si riferisce al modo in cui l'ordine sociale della dominazione è iscritto nel dominato attraverso l'apprendimento e l'acquisizione di «disposizioni» (atteggiamenti).
- Né una «sottomissione passiva a un vincolo esterno» né una «libera adesione alla dominazione» (Bourdieu, 1992: 168).
L'ordine sociale dominante viene interiorizzato dai dominati. Non deriva da azioni coscienti.
- Una persona sottoposta a violenza simbolica acquista un atteggiamento che non rientra così chiaramente nelle normali categorie di «libertà» o «costrizione», come qualcosa di non volontario.
- Il dominato non può non dare al dominatore il consenso perché la sua comprensione della situazione e della relazione si basa su strumenti di conoscenza che egli ha in comune con il dominatore, che fanno apparire questa relazione come naturale.
- In questa prospettiva: non riescono a vedere il proprio ruolo nella produzione e riproduzione della dominazione (Bourdieu, 1977; Bourdieu e Passeron, 1977). Il dominio si fa invisibile perché costantemente naturalizzato.
Es. definirsi architetto anziché architetta, una donna che dice che le donne esagerano,...
Esempio
Esempio
"Le donne francesi dichiarano, a larga maggioranza, di desiderare un marito più vecchio e più alto di loro; i due terzi delle donne interpellate arriva sino al punto di rifiutare esplicitamente un uomo meno alto. (...) le donne in generale si trovano d'accordo con gli uomini (che, per parte loro, preferiscono donne più giovani) nell'accettare i segni esteriori di una posizione dominata".
Inoltre, le donne applicano schemi di percezione e valutazione universalmente condivisi e "nel momento che questi principi comuni esigono indiscutibilmente che l'uomo occupi (....] la posizione dominante (....) possono volere e amare solo un uomo la cui dignità è chiaramente affermata e attestata in e attraverso il fatto che è visibilmente "superiore a loro".
Il consenso si iscrive in comportamenti quotidiani e rimanda al continuo rinforzo che rimanda alla violenza simbolica.
Come funziona la violenza simbolica?
Come funziona la violenza simbolica?
- Misconoscimento > naturalizza e nas
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Appunti esame prof Zatti corso 'I gender studies'
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Gender History
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Lingua inglese - gender differences
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Tesi - Gender fuck