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Edilizia storica

Parlare di esistente significa parlare di:

  • Cultura
  • Scopo di non occupare nuovo suolo - recupero dell'esistente

Sono presenti delle normative:

Costituzione della Repubblica Italiana

Art. 9 "La repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali".

Art. 41 "L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all'ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana".

Codice deontologico degli architetti, pianificatori, paesaggisti

Parla delle stesse cose della costituzione, in più:

Art. 3 "Il professionista ha l'obbligo di salvaguardare e sviluppare il sistema dei valori e il patrimonio culturale e naturalistico della comunità all'interno della quale opera".

L'Italia possiede il 70% del patrimonio culturale mondiale. E anche il 70% di abusi edilizi.

UNESCO

United Nations Education Science Culture Organization

Nel 1972 con la convenzione di Parigi l'Unesco stila due liste: beni materiali e immateriali. Sono beni che vanno tutelati. Entrare nelle liste significa rispettare degli standard.

Il nostro patrimonio è minacciato da noi stessi (es. paesaggio). Si crede anche che il costruito sia disponibile (fuoco amico) (es. terrazza sopra un palazzo storico).

Il giudizio soggettivo non può essere alla base di una decisione selettiva, questo perché si può sempre trarre qualcosa, il passato è insostituibile. Questo significa che il mutamento necessario deve essere governato con consapevolezza.

Il costruito esistente è fatto da manufatti architettonici (gesto tecnico fatto dall'uomo che ha attivato delle risorse), che cambiano nel tempo. Non abbiamo mezzi oggettivi per esprimere un giudizio. Questo sistema entra in crisi sull'aspetto della sostituibilità.

Un bene è reso insostituibile perché è presente in un luogo da tempo. Il tempo cambia i beni e lascia dei segni irreversibili. Il tempo rende unici e peculiari i manufatti. Bisogna quindi saper governare questi mutamenti.

Come leggere i cambiamenti

  • Forma empatica (disegno)
  • Descrizione
  • Indagine

Abbiamo una serie di condizionamenti:

  • Turismo
  • Cultura
  • Restauro

Nel tempo gli edifici subiscono trasformazioni in relazione ai diversi utilizzi dell'edificio stesso. Abbiamo di fronte un territorio di interesse di manufatti e risorse attivate. In ciascuna di queste possiamo trovare una ragion d'essere.

La cosa importante sta nella singolarità.

Storia: disciplina moderna

Disciplina moderna, ottocentesca, che si va perdendo, e con lei si perde la memoria. Quando guardiamo qualcosa usiamo l'aspetto fisico, ovvero come guardiamo qualcosa. Per conoscere dobbiamo studiare.

Per un manufatto ricerchiamo la sua storia: ricerca storica.

Ricerca storica

  • Fonti dirette (manufatto)
  • Fonti indirette (documenti scritti, immagini, testimonianze immateriali, es. notizie orali)

I documenti però magari non si trovano, o sono di seconda mano (è intervenuta una variante). La fonte diretta non parla, bisogna usare degli strumenti: l'occhio e il cervello senza condizionamenti.

Metodi per leggere un edificio

  • Stratigrafia
  • Tecniche di datazione: mensiocronologia, dendrologia

Lettura stratigrafica

Capisco come le cose succedono, le fasi cronologiche e costruttive. In certi casi non si può leggere però una sequenza evolutiva perché viene azzerata questa cosa. Se si vede la stratigrafia si può magari notare che è stato cambiato il funzionamento dell'edificio.

Non si può però decidere oggettivamente quale fase storica sia la più rilevante. Un criterio potrebbe essere quello di massimizzare la preesistenza, ma riportare un manufatto alle origini comporterebbe dei disagi. Si potrebbe ammorbidire il manufatto presente (es. intonaco).

Analisi stratigrafica: rilievo geometrico o con ortofoto dove vengono individuate le unità stratigrafiche (elemento fisico con una propria individualità ed è diverso da tutto ciò che è intorno).

Fatto il rilievo passo all'analisi: leggo i rapporti stratigrafici (es. marciapiede sopra la strada: il marciapiede è venuto dopo). Costruisco un diagramma stratigrafico, la graficizzazione del rilievo con sequenza costruttiva. Questo mi permette di identificare e ricostruire in modo oggettivo la storia.

Se nell'intervento di restauro si distrugge un'unità stratigrafica la sequenza cronologica si interrompe, e magari riprende, ma manca un pezzo. Quando si restaura, il fatto che due unità siano separate, mi indica alcune caratteristiche ad esempio dei materiali.

Mensiologia

Nel medioevo/rinascimento veniva usato il braccio come misura (a Milano 59cm) e come sottomultipli si usava i divisori del 12. Il sistema va in crisi con l'illuminismo, ma il 12 ritorna (es. uova, camicie all'ingrosso). Sui monumenti delle città c'erano pietre di paragone da consultare nel caso di contenzioso commerciale. L'altezza dei mattoni è diminuita nel corso dei secoli e sono presenti delle tavole con queste date e misure.

Mensiocronologia: confronto delle altezze dei mattoni in modo da datarli. Non posso prendere solo un mattone di confronto, perché sono fatti a mano e cotti in fornace, quindi c'è un margine. Si fanno le misurazioni su base statistica (100 mattoni) in ogni unità stratigrafica.

Dopo averli misurati si fa una distribuzione di frequenza, in modo da realizzare un grafico. Trovo quindi nella tavola con tutte le misure di che anno sono i laterizi.

Nel caso in cui il grafico mostri due distribuzioni di frequenza alte o ho sbagliato unendo due unità stratigrafiche diverse, oppure sono stati utilizzati materiali di recupero.

Nel caso in cui ci sia un grafico con due grafici che suggeriscono la stessa misura, ma uno con più e uno con meno poca dispersione di frequenza, quello con poca suggerisce che le fornaci sono migliorate e questo porta a pensare che sia intervenuto un restauratore.

Un altro modo è la misurazione dell'isotopo C4, che decade con il tempo, quindi si riesce a datare il materiale.

Un altro: nel caso dei laterizi si può usare la termoluminescenza: si prende un pezzo di materiale e si fa esplodere in un forno e si riescono a datare i laterizi in base a parametri. Queste tecniche laboratoriali sono molto costose.

Dendrologia

Nel caso del legno si usa la dendrocronologia: conto i cerchi concentrici del legno. Ogni anno la pianta cresce di un cerchio e la dimensione degli spazi tra i cerchi cambia in base al meteo dell'anno (tanto spessore: stagione calda). Questo confronto si deve fare tra stessa tipologia di alberi e della stessa zona con condizioni climatiche simili. Questo permette di costruire dei riferimenti con datazione.

Analisi stilistica e dei materiali

In un edificio si effettua l'analisi stilistica e dei materiali. Talvolta queste due letture vanno di pari passo, altre volte divergono. Guardando un edificio possiamo effettuare delle ipotesi, che possono essere implementate da osservazioni derivanti da un rilievo.

In un edificio si fanno osservazioni guardando verso le parti più nascoste, come i sottotetti e i mezzanini.

Materiali e tecniche costruttive

Dalla fine dell'800, con il sistema dei trasporti che si evolve, il mondo si è abituato a una commercializzazione globale. In Lombardia il sistema dei navigli collegava Milano al nord e al Piemonte e veniva utilizzato per il trasporto di vari beni tramite chiatte. Anche per la costruzione del Duomo di Milano sono stati usati i canali per lo spostamento del marmo (es. marmo di Candoglia) e dei materiali direttamente dalle cave posizionate a nord. Al contrario verso il nord venivano trasportati altri materiali che scarseggiavano nelle Alpi. A causa dei dislivelli che i canali presentavano sono state realizzate delle "conche"/"chiuse", dei sistemi di ascensore per le barche. Importante è la Conca di Viarenna, costruita dalla Fabbrica del Duomo, il cui marmo veniva trasportato tramite il Naviglio Grande fino al Laghetto di Santo Stefano.

Fino a un secolo fa l'insediamento aveva un rapporto strettissimo, dal punto di vista costruttivo, con il territorio, si serviva di quello che si trovava nelle zone vicine, dei materiali locali (es. cave piemontesi).

Edifici e territorio

Gli edifici hanno uno stretto rapporto con il contesto e il territorio in cui sono situati. I materiali permettono agli edifici di stare in piedi.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/11 Produzione edilizia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ele090400 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di conservazione dell'edilizia storica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Pertot Gianfranco.
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