La storia del turismo
Le prime forme di turismo
Le prime forme di turismo registrate nel corso della storia si hanno molto tardi, solo a partire dall’800, dall’EXPO di Londra del 1851. Il turismo infatti nasce come vero e proprio sistema solamente nell’ultimo secolo, nonostante il viaggio, per motivi ed esigenze diverse, sia sempre esistito.
Tra le prime forme di viaggio troviamo:
- Il viaggio commerciale, nato con i sumeri intorno al 4000 a.C.;
- I viaggi militari ed amministrativi, importanti per stringere scambi e alleanze politiche strategiche;
- I pellegrinaggi e le feste religiose.
Il viaggio commerciale, in voga fino al 1400/1500 e che comprendeva vie molto importanti di trasporto merci tra le quali quella della lana, delle spezie, della seta etc., era una tipologia di esigenza di viaggio molto pericolosa e difficile. Di norma si viaggiava infatti di giorno; i viaggi notturni sono apparsi molto dopo con la scoperta della luce artificiale.
Il settore del turismo è in generale molto pericoloso, dovuto alla mobilità della persona, che mette quest’ultima più esposta al rischio.
I pellegrinaggi e le feste religiose, come quelli in voga soprattutto nell’antico Egitto e nell’impero romano, ma soprattutto nel Medioevo, agevolati soprattutto grazie alla costruzione di strade, avvenivano soprattutto verso luoghi di fede. La maggior parte venivano fatti a piedi e di giorno quando ancora non vi erano mezzi di trasporto, con la possibilità di incontrare lungo il percorso chiese e monasteri adibiti ad “alberghi”, divennero le prime forme di ospitalità turistica.
Il grand tour
Nasce poi il grand tour, destinato però ad un’élite di giovani appartenenti alle classi elevate, corti e aristocratici, poi anche per i grandi borghesi, ovvero viaggi di cultura di fine XV secolo a completare la loro formazione. Chi si muoveva era dell’élite.
Tra XVII e XVIII secolo appare per la prima volta la parola “turista”: si comincia a viaggiare per il piacere e non per il dovere come in precedenza; nascono le località termali e le stazioni termali come luoghi di piacere, ma anche teatri di incontri strategici ecc. Inizia ad essere accettato il principio di uguaglianza e di promiscuità. Attenzione: non alle terme romane, teatri antichi o aree concerti, fortemente esclusivi.
Tra il XVIII e XIX secolo nasce il viaggio di esplorazione scientifica e culturale, di cui protagonisti si sono resi gli inglesi. Nasce il turismo colto, ma sempre riservato alle classi agiate.
Il diciannovesimo secolo
Nel 1800 fu sicuramente di grande impatto la rivoluzione industriale, oltre al passaggio dal nomadismo all’agricoltura e alla vita sedentaria, quando nasce il concetto di vacanza e di reddito con il quale pagarsela.
Nascono i primi mezzi di trasporto, dopo millenni di viaggi a piedi, in sella ad animali, sui carri… nascono le carrozze con i motori a scoppio e si arriva ai treni.
I viaggi iniziano a divenire accessibili a più persone ed è per questo che si dice che il turismo nasce quando diventa fenomeno di massa.
La prima forma di viaggio organizzato la si ha nel 1841 con Thomas Cook, organizzò il viaggio da Leicester a Loughborough in treno, segnò l’inizio degli spostamenti di massa in treno per viaggi di piacere.
Il ventesimo secolo
Durante il XX secolo, oltre al periodo della belle époque, di estrema importanza fu il periodo di pace tra le due guerre, prima e dopo; esso ha portato a grande ricchezza e allo sviluppo di varie forme di democrazia, senza le quali non ci poteva essere turismo, oltre che all’avvento delle automobili, prima mezzo elitario, poi del popolo, da lì anche il concetto elaborato dalla Volkswagen negli anni ‘50/’60, con un motore endotermico elaborato da Ford e dell’aereo.
L’aereo ha trasformato il modo di viaggiare, aprendo al turismo nuove aree geografiche, culture e popolazioni. Utilizzati inizialmente per fini commerciali, gli aerei cominciarono a trasportare passeggeri negli anni ’20. I viaggi aerei per fini turistici presero piede dopo la WW2.
Il sistema turistico
Tra i componenti del sistema turistico, secondo il modello elaborato da Leiper, troviamo:
- I turisti: attori del sistema. Attori perché personifichiamo delle parti a seconda del nostro status, possibilità più ampia ad oggi rispetto al passato. In questo concetto è importante distinguere il ruolo acquisito dallo status: il ruolo acquisito è la componente prescrittiva del nostro status e si acquisisce con l’esperienza; lo status, es. nazionalità, genere, età, famiglia, è una componente allocativa, che può essere acquisito o non, ed è, insieme al ruolo, diversificato a seconda della ricchezza.
- Gli elementi geografici: l’area di provenienza, dove si forma la domanda turistica, motore del mercato turistico; di destinazione, luogo di pianificazione turistica; qui si percepiscono le conseguenze del turismo e sono messe in pratica le strategie di gestione e pianificazione; è la ragion d’essere del turismo; e di transito, luoghi di transito che possono essere visitati lungo la strada, sistema dei trasporti.
- Il settore turistico: insieme delle attività economiche e delle organizzazioni coinvolte nell’offerta del prodotto turistico. Area di provenienza = agenti di viaggio e tour operator; area di destinazione = attrazioni e strutture alberghiere; area di transito = mezzi di trasporto.
Ogni elemento del sistema turistico interagisce con l’altro nell’offerta del prodotto turistico, nella transazione commerciale e nella diversificazione dei contesti in cui si verifica il turismo.
Il modello poi consente di affrontare in modo sistemico i tipici problemi del settore turistico:
- Imprevedibilità, stagionalità e irrazionalità della domanda, per questo ci sono le assicurazioni, per un prodotto del turismo volubile;
- Frammentarietà, rigidità dell’offerta, spesso influenzata dal dominio dei costi fissi di investimento. Ci sono tanti servizi di offerta, problema, forte instabilità della domanda e frammentarietà dell’offerta.
Si fa influenzare dagli effetti di crisi, guerre… essendo il sistema turistico un sistema globale.
Definizioni del turismo
Il turismo viene definito come «l’intera gamma di individui, aziende, organizzazioni e luoghi che si combinano per offrire un’esperienza di viaggio», attività multidimensionale e sfaccettata che riguarda più vite e attività economiche differenti che si influenzano l’un l’altra.
La parola turista appare per la prima volta intorno al 1800 nella lingua inglese, ma la sua definizione resta problematica tutt’oggi e questo riflette la complessità dell’intero settore del turismo, materia di studio ancora recente, e dello sforzo nei tentativi di definirlo.
Nonostante le difficoltà è essenziale tentare di definire il turismo, sia per dare alle persone coinvolte un senso di credibilità e di padronanza della materia, sia per necessità pratiche relative alla statistica e alla legislazione.
Definizioni del turismo basate sulla domanda
Le definizioni del turismo possono essere distinte in:
- Definizioni basate sulla domanda: «le attività di persone che viaggiano e trascorrono un periodo non più lungo di un anno in luoghi diversi dal loro ambiente abituale per piacere, affari o altri scopi». Definizione che in sé sintetizza il fatto che: il turismo ha origine dal movimento o dalla permanenza delle persone in diversi luoghi o destinazioni; ha due caratterizzazioni, viaggio verso la destinazione, componente dinamica, e il soggiorno nel luogo di destinazione, complementari tra loro; il viaggio è permanenza al di fuori dell’ambiente abituale o del normale luogo di residenza e lavoro; movimento temporaneo e di durata limitata con l’intenzione di tornare a casa; le destinazioni vengono visitate per motivi diversi dal trasloco abitativo permanente o dall’impiego lavorativo nel luogo visitato, diverso dal turismo business.
L’UNWTO, organizzazione mondiale del turismo, vedere il sito, inoltre, ha sviluppato definizioni tecniche a seconda della domanda per distinguere ai fini statistici i viaggi turistici da altre forme di viaggio. Un’attività per essere definita turismo deve avere:
- Durata minima del soggiorno di una notte, altrimenti si definiscono visitatori, escursionisti giornalieri o gitanti;
- Durata massima del soggiorno di un anno, altrimenti si definisce immigrazione;
- Rigida categorizzazione degli scopi della visita;
- Distanza minima di 160 km, dato non sempre tenuto in considerazione.
Definizioni del turismo basate sull’offerta
«L’industria turistica è costituita da tutte quelle società, organizzazioni e strutture che intendono soddisfare i bisogni e i desideri specifici dei turisti».
Il problema che sorge in merito alle definizioni tecniche è l’esistenza di un ampio spettro di organizzazioni e aziende turistiche/imprese che offrono attività e beni anche per residenti e in altri mercati.
Viene quindi definito un conto satellite, tourism satellite account TSA: approccio concordato per definire il settore turistico, in quanto misura dei beni e servizi acquistati dai visitatori e permette di fare una stima della dimensione del settore economico turistico.
L’interazione spaziale tra i componenti del sistema turistico: i flussi di turisti
Quando si parla di flussi turistici si parla di:
- Fattori di spinta: sono legati principalmente al livello di sviluppo economico nelle aree di origine; sono elementi che spingono a fare turismo presso le stesse; includono i livelli di affluenza, mobilità e diritto alle ferie; un certo benessere economico permetterà di avere i mezzi per viaggiare, così come un clima poco favorevole spingerà a spostarsi altrove.
- Fattori di attrazione: hanno a che vedere con l’accessibilità, le attrattive, e servizi nell’area di destinazione, anche costo del viaggio, efficacia del marketing, corretta promozione della destinazione.
Variabili interdipendenti che influenzano questi fattori:
- Distanza tra le aree, maggiore distanza, minore volume di flusso;
- Connessioni internazionali, legami commerciali e culturali condivisi e simili;
- Attrattività di una nazione.
Questo perché vale il modello di gravità: i fattori di spinta e di attrazione generano flussi, e più è numerosa la popolazione del paese A o del paese B, più è ampio il flusso tra i due.
Vale anche l’attrito della distanza: si riferisce al costo maggiore, sia in termini di tempo sia monetari, dei viaggi più lunghi e influisce riducendo il flusso tra il paese d’origine e le destinazioni più distanti.
Interrelazioni e classificazioni
Il turista
I turisti sono un gruppo eterogeneo, con personalità, distribuzioni demografiche ed esperienze differenti. Possono essere classificati:
- In base alla destinazione: nazionali e internazionali;
- Per tipo di viaggio: tutto compreso, organizzazione indipendente e viaggio su misura, combinazione dei primi due;
- Per distanza: a lungo raggio, medio o corto raggio;
- Per scopo: pleasure e business, o altri scopi;
- Altri criteri: stile di vita e personalità, percezione del rischio, caratteristiche socio-demografiche, età, titolo di studi, famiglia…, tipo di interazione con la destinazione, dal turismo di massa a quello alternativo.
Le classificazioni che adottano questo approccio in genere posizionano a un estremo il turismo di massa e all’altro alcune forme di turismo alternativo e su piccola scala, con una varietà di classi nel mezzo. Si dimostra come il turismo di massa abbia un grave impatto sulla destinazione per l’ampiezza dell’industria a esso collegata e per la natura stessa del consumatore. Tipologie alternative di turismo su piccola scala hanno invece un impatto molto ridotto sulla destinazione, non solo a causa del tipo di consumatore coinvolto ma anche per la tendenza a evitare l’industria turistica, preferendo pensioni locali o soggiorni in famiglia. Si ritiene quindi che l’impatto di questo tipo di turismo sia meno dannoso rispetto a quello di massa.
L’esperienza del turista
Il turismo è un aspetto importante dell’economia delle esperienze.
Il viaggio è come esperienza che implica diverse fasi: attesa, realizzazione e ricordo, con aspettative e influenza sui futuri programmi.
La definizione della destinazione turistica
La destinazione turistica può essere considerata, insieme al turista, l’unità di analisi di base per il turismo.
Nel 2002 l’UNWTO riunisce un gruppo di esperti per coniare una definizione e il risultato fu che la destinazione turistica assunse il significato di un insieme di:
- Spazio fisico in cui i turisti trascorrono almeno una notte. Per essere una destinazione turistica essa deve avere strutture di supporto per il pernottamento;
- Servizi di supporto, attrazioni e risorse nel raggio di un giorno di viaggio;
- Ha confini fisici e amministrativi che definiscono la sua gestione;
- Le immagini e le percezioni della destinazione contribuiscono alla sua competitività sul mercato.
Le destinazioni comprendono diversi stakeholders, portatori di interesse: soggetti titolari di un interesse nella realizzazione delle attività, imprese, aziende, tra cui una comunità ospitante, che possono raggrupparsi e creare una rete per formare una destinazione più ampia. Le destinazioni possono essere di varia grandezza. Una destinazione turistica è fatta anche dalle persone che vi abitano.
Le 4 A
Caratteristiche e componenti delle destinazioni turistiche, le 4 A, importante che ognuno di questi elementi sia in funzione prima che il turismo si verifichi, siano compresenti, di qualità uniforme:
- Attrazioni: fattori iniziali di spinta della visita. Possono essere naturali, artificiali o eventi;
- Attrezzature: sovrastrutture e infrastrutture di supporto, come alberghi, punti vendita, intrattenimento, negozi e altri servizi;
- Accesso: vie di accesso, fisico e commerciale, all’interno della destinazione, parcheggi, mezzi di trasporto. Sono fisiche e commerciali in quanto vi accedono persone e merci soggette ad un’economia mondiale; comprendono sia il trasporto locale sia i collegamenti della destinazione con altre zone, es. vie aeree e marittime;
- Servizi ancillari: servizi che svolgono attività di marketing, sviluppo e di coordinamento, DMO Destination Management Organisation.
Anche se le destinazioni sono molto diverse tra loro, possiamo identificare quattro caratteristiche comuni alla maggior parte di esse:
- Sono composte da fattori tra loro eterogenei;
- Sono dipendenti da valutazioni influenzate dalla propria cultura di riferimento;
- Sono inseparabili dal turismo, che è prodotto dove è consumato, il turismo si consuma nell’area di destinazione;
- Non sono usate solo dai turisti ma anche da molte altre categorie di persone.
Perché le destinazioni siano tali occorre la presenza di:
- Infrastrutture: ogni forma di costruzione necessaria ad un’area abitata, con un’ampia comunicazione con il mondo esterno e che fa da base all’attività turistica nell’area, trasporti, servizi di pubblica utilità come elettricità e acqua, altri servizi come sicurezza e sanità. Esse sono condivise con i residenti e normalmente non generano guadagni, ma sono considerate come un investimento pubblico;
- Sovrastrutture: attività del settore privato che generano profitto, alloggio, attrazioni artificiali, negozi e altri servizi;
- Stakeholders: una destinazione è sostenibile se soddisfa tutti gli stakeholder, attraverso una gestione strategica realizzata mediante l’incontro dei diversi stakeholder e dei loro interessi compatibili e/o conflittuali. Tra i diversi tipi troviamo: comunità ospitante, turisti, industria turistica, settore pubblico.
La destinazione sostenibile
La destinazione sostenibile, sostenibilità = visione del turismo a lungo termine; consumo turistico che non va oltre alla capacità della destinazione ospitante di mantenere nuovi turisti in futuro; rappresenta un compromesso tra le necessità attuali e quelle future, è una destinazione che risponde a:
- Capacità di portata: capacità della destinazione di assorbire l’uso turistico senza deteriorarsi, il numero massimo di persone che possono usare un sito senza che si verifichi una variazione inaccettabile dell’ambiente fisico e un inaccettabile declino della qualità dell’esperienza dei visitatori; interviene sulla relazione tra turista e destinazione.
Tipi di capacità di portata:
- Fisica: quantità di territorio disponibile adatto per le strutture;
- Psicologica: quantità massima o minima di presenza di persone che compromette l’esperienza del viaggiatore, c’è chi ama i luoghi affollati e chi no;
- Biologica: soglia oltre la quale il danno o il disturbo ambientale diviene inaccettabile;
- Sociale: livello di sviluppo accettabile per i residenti e le loro attività;
- Management della destinazione, ovvero la gestione coordinata di tutti gli elementi che formano una destinazione. Esso adotta un approccio strategico per collegare entità talvolta molto diverse per una migliore gestione della destinazione.
Essa combina le pratiche e i principi delle attività di:
- Pianificazione dello sviluppo, planning;
- Management;
- Marketing.
Il punto chiave per un management efficace della destinazione è incoraggiare la cooperazione e la collab
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Fondamenti dei Sistemi turistici
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