LE EMOZIONI
Costituiscono una delle funzioni superiori più tipiche dell’uomo = condizioni
mentali e fisiologiche associate a un’ampia gamma di sentimenti e
comportamenti.
Qualora ci siano dei disturbi nell’area delle emozioni con compromissioni di
qualche circuito che le determina si può andare incontro a disagi o vere e
proprie patologie accompagnate da relative terapie disturbi della sfera
affettiva che vanno a compromettere la qualità della vita, conseguenze
sociali in tutti gli ambiti
I centri nervosi che presiedono alla generazione delle emozioni sono nel
sistema limbico identificato in più strutture:
amigdala sede della memorizzazione degli eventi, sede della paura e
dispiacere
corteccia pre-frontale anticip ala ocnseguenza delle azioni spingeno un
comportamente consono e adeguata
corteccia cingolata riguarda l’attenzione
corpo striato sede della gratificazione = circuiti della gratificazione
che racchiudono molteplici problematiche in quanto emozione ricercata
continuamente dagli individui. Se questa è carente c’è il rischio di
compensarla con una serie di comportamenti anomali come dipendenza
di sostanze (nicotina o varie droghe), o comportamenti come gioco
d’azzardo, acquisti compulsivi.
Le emozioni sono spesso collegate a una serie di reazioni neurovegetative
a causa di una determinate reazione l’organismo reagisce
“involontariamente” come un riflesso psicofisiologico che possono portare
per esempio a variazioni della frequenza cardiaca o respiratoria,
vasodilatazione, sudorazione.
L’emozione influenza anche l’aspetto cognitivo (es. memoria, capacità di
concentrazione, smarrimento, confusione…)
Le manifestazioni comportamentali indotte dalle emozioni, quindi come uno
si presenta quando prova un’emozione, sono geneticamente determinate
per esempio la paura provata da me, è uguale alla paura provata da una
seconda persona, uguale alla paura provata da qualcuno dall’altra parte del
pianeta, o qualcuno vissuto 100 anni fa.
La tenerezza dei neonati o dei cuccioli, sono espressioni mirate alla
“protezione” espressione dolce e tenera che richiamano accudimento e
protezione e non aggressione.
4 coppie di emozioni primarie (hanno in tutte le specie stesse espressioni)
RABBIA E PAURA
GIOIA E TRISTEZZA coppia cdi emozioni che regolano il tono
dlel’umore
SORPRESA E ATTESA
DISGUSTO E ACCETTAZIONE il disgusto ci salvaguardia per esempio
nel non mangiare cose che non ci piacciono
Dalle 4 coppie di emozioni primarie nascono una serie di emozioni
secondarie come ansia, gelosia, speranza, offesa, delusione e tante altre che
se provate possono andare a influire su rapporti/relazioni con le altre persone
IL TONO DELL’UMORE
Il tono dell’umore è regolato dall’equilibrio gioia-tristezza, coppia di
emozioni primarie, ed è continuamente e fisiologicamente oscillante poiché
emozione scatenati da certi eventi.
Si sfocia nella patologia quando una di queste due emozioni prevale sull’altra
in modo mantenuto e consistente questo può avvenire per:
Precedenti vissuti dal soggetto esperienze passate come traumi,
abbandoni, violenze ecc.. psicogeni che creano negatività
meccanismi
nell’individuo
meccanismi neurochimici biologici deficit di certo
neurotrasmettitori che regolano il tono dell’umore come carenze o
eccesso di determinati neurotrasmettitori che porta incapacità di regolare
i neuroni post-sinaptici in modo opportuno.
Quando il motivo è biologico si possono attuare delle terapie farmacologiche
per agire sui recettori in modo da regolare tramite questi le problematiche
presenti
MECCANISMI BIOLOGICI REGOLATORI DEL TORNO DELL’UMORE
I meccanismi biologici che possono essere coinvolti:
Circuiti noradrenergici neuroni che comunicano tra loro tramite
noradrenalina che è responsabile dell’attivazione delle funzioni cognitive
attivando i neuroni e i circuiti che influenzano l’allerta, la vigilanza, la
concentrazione. Questo funzionamento può anche essere eccessivo,
troppo marcato o può essere carente in caso di carenza si possono
avere sintomi depressivi comunemente indicati da fenomeni come
perdita di interesse, sia per relazioni che progetti futuri, isolamento
sociale, apatia, tristezza, percezione del dolore in quanto fenomeno
accompagnato da abbassamento della soglia del dolore noradrenalina
neurotrasmettitore più coinvolto nel funzionamento sociale.
Circuiti serotoninergici neuroni che comunicano
tramite serotonina. Oltre al tono dell’umore queste vie
regolano l’impulsività, l’appetito, aggressività, sessualità.
Quando queste vie sono alterate per esempio carenti, queste disfunzioni
portano a alterazioni del tono dell’umore, eventuali disturbi del sonno e
dell’alimentazione.
Circuiti dopaminergici neuroni che secernano dopamina molto
coinvolti negli stati emotivi oltre all’emotività controllano i
comportamenti motivati, la progettualità, la motivazione ad agire.
Un’alterazione di queste vie dopaminergiche può portare a mania = stati
maniacali =immotivata allegria, immotivata agitazione motoria, manie di
grandezza, onnipotenza, insonnia data proprio dall’eccitazione dei sistemi
celebrali.
Diversi neurotrasmettitori possono controllare la stessa funzione la
dopamina da sola controllano euforia, attività psicomotoria, insieme a
adrenalina e serotonina si ha un controllo dell’umore e dell’emotività.
Dopamina con serotonina controllano appetito,
sesso, sonno, aggressività
La serotonina da sola regola aspetti particolarmente
sviluppati nelle forme depressive come induzione
suicidaria data dal soggetto fortemente depresso.
Noradrenalina e serotonina insieme controllano
ansia e irritabilità.
Noradrenalina da sola controlla stati di concentrazione e attenzione.
PATOLOGIA DISTIMICHE = patologie del tono dell’umore compresi tra due
estremi depressione e mania
DEPRESSIONE
Patologia psichiatrica maggiormente diffusa a livello mondiale. Grazie
all’ampia diffusione e ampia ricerca troviamo numerosissimi studi di farmaci
per curarla e controllarla che per la maggior parte mirano a aumentare i
livelli di neurotrasmettitori cerebrali che devono regolare il tono dell’umore. E
sono:
Antidepressivi triciclici
Inibitori delle monoamino-ossidasi enzimi che inattivano le mono-
ammine come la noradrenalina
Inibitori della ricaptazione della serotonina SSRI se
serotonina
carente può sfociare in depressione si potenzia la permanenza della
poca serotonina rilasciata a livello delle sinapsi che poi dovrebbe venire
eliminata dallo spazio sinaptico smettendo la sua azione con questi
inibitori si evita che la serotonina venga ricaptata dal terminale
presinaptico (es. fluoroxetina) MANIA
È l’elevazione del tono dell’umore, allegria IMMOTIVATA, fino all’euforia
linguaggio che diventa logorroico, insensato, grandiosità nei progetti.
Questa patologia può portare diminuzione di ore di sonno in uqanto il
cervello è talmente attivo che non riesdce a rilassarsi e lo stesso per
l’alimentazione, non c’è l’ascolto a stimoli a richieste interne fisiologiche.
A questa fase maniacale può seguire l’opposto quindi una fase depressiva.
Per contrastare le alterazioni di queste due estremità sono molto spesso
utilizzati farmaci contenenti carbonato di litio, per appunto stabilizzare i toni
dell’umore in quanto contribuisce a mantenere sotto-soglia il potenziale delle
membrane oppure farmaci antiepilettici per bloccare e diminuire attività
fisica incontrollata. ANSIA
Normalmente NON è patologica ma determinata da determinati eventi o
situazioni, diventa patologica nel punto in cui è scatenata senza cause
apparenti
L’ansia come problematica è definita come malessere interiore, indefinita
sensazione di paura, penosa attesa e angoscia.
Ansia che si può manifestare con comportamenti incongrui, manifestazioni
neuro-vegetative come il non riuscire a mangiare o il non riuscire a dormire.
Tra i disturbi più comuni dell’ansia possiamo trovare attacchi di panico, o
fobie, o disturbi ossessivi compulsivi = comportamenti immotivati dati
dall’obbligo che sente il soggetto ad agire per colmare un’ansia interna che in
realtà non si placa mai.
La terapia in genere è a base di benzodiazepine
ATTIVITÀ ELETTRICA CELEBRALE
Il cervello ha un’attività elettrica data dai neuroni stessi che vengono o meno
attivati.
l’elettroencefalogramma è un esame in cui si collegano molteplici elettrodi
con una cuffietta sulla testa. In base alla zona in cui sono localizzati questi
elettrodi sia andrà a rilevare attività elettrica di parti diverse del cervello e
ogni zona è relativa a una certa determinata funzione.
Questi elettrodi sono fuori dal tessuto nervoso per questo l’attività elettrica
registrata sarà filtrata oltre alle cellule superficiali ci sono altrettante
cellule più interne (sotto le meningi, sotto l’osso, liquido, osso, capelli)
attività elettrica registrata come media di tutte le cellule che conducono
elettricità.
È possibile registrare 4 diverse tipologie di attività elettrica più o meno
intense = definite onde e a registrazione di queste dipende dall’attività della
zona del cervello che si sta registrando:
Ritmo beta tipo di onde più desincronizzato, le onde
sono piccole di ampiezza (Ampiezza che non supera i 50
microvolt) e nell’unità di tempo si ha frequenza maggiore
rispetto ai 4 tipi indice di maggiore attività elettrica celebrale.
Ritmo misurato normalmente nella veglia, da svegli e coscienti, con un
normale stato di vigilanza.
Questo stesso ritmo è registrabile in una fase di stress acuto attività
direttamente proporzionale all’attivazione del sistema ortosimpatico che
libera noradrenalina. Essendo un ritmo che corrisponde a un’elevata
attività elettrica, è un ritmo molto dispendioso a livello energetico per i
neuroni occorre dare tempo ai neurotrasmettitori di riformarsi e quindi
di recuperare.
Nello stress cronico non si ha questo riposo in quante continue scariche
elettriche.
Coinvolte nella fase REM del sonno fase che prevede il sogno, dal
punto di vista elettrico non è diverso dalle fasi di veglia in quanto si vive
l’esperienza del sogno il cervello è come se fosse sveglio e vigile e non
si riposa
Ritmo alfa inizia ad avere maggiore sincronizzazione,
frequenza più bassa e ampiezza un po’ più alta rispetto a
beta. È il ritmo del distacco dalla realtà esterna, iniziando un
rilassamento e distacco dagli stimoli esterni, si ha un calo dell’attività
celebrale, ed è stato di attività elettrica associata alla meditazione e alla
visualizzazione creativa. Si ha nella situazione del pre-sonno.
Ritmo teta incremento dell’ampiezza e riduzione della
frequenza. Associato a illuminazioni creative e a lampi di
genio risolutivi. È il ritmo di un profondo rilassamento, ritmo della
meditazione, ritmo che si genera durante il sonno ristoratore, riposante
(abbastanza profondo). Dopo tanto tempo che il cervello si concentra e
non riesce più a risolvere un problema è possibile che dopo il riposo ci si
svegli con la soluzione del problema.
Ritmo delta minor frequenza delle 4 ma maggior
ampiezza. Ritmo del sonno profondo siamo
completamente isolati dall’esterno.
Si ha in questa fase il rilassamento netto dei neuroni, ma anche a tutte le
cellule dell’organismo, recuperando energie, ripristinare quantità di ATP,
riattivare funzione immunitaria, secrezione di ormoni (ormone della
crescita prodotto in questa fase) rinnovamento cellulare.
Fase del sonno dove si ha la massimo produzione di endorfine
neurotrasmettitori liberati da una serie di neuroni che ci permettono di
attenuare le informazioni dolorifiche.
Ritmo delta controllato dal sistema parasimpatico
LE FASI DEL SONNO
Sono state identificate tramite 3 tecniche diverse, una è
l’elettroencefalogramma, elettromiografia che valuta il tono muscolare,
elettrooculografia che valuta la mobilità oculare (quanto si muovono i globi
oculari).
In base a queste tecniche sono state osservate due fasi del sonno fase
REM e fase NON REM
FASE REM
= movimenti oculari rapidi caratterizzata da onde beta, e dall’attività
onirica (sogno) e si rileva atonia muscolare (muscoli senza tono con minima
attività) paradosso: alla massima attività celebrale corrisponde la minima
attività muscolare
FASE NON REM
fase divisa in 4 poiché non omogenea soprattutto dal punto di vista
dell’attività celebrale in quanto si assiste a una progressiva riduzione della
frequenza delle onde permettendo il passaggio alla fase successiva
Fase non rem 1 fase dell’addormentamento con onde alfa, si ha un
certo tono muscolare e pochi movimenti oculari dati da eventuali
pensieri.
Fase non rem 2 sonno superficiale in cui bastano piccoli stimoli per
svegliarsi e non si hanno movimenti oculari
Fase non rem 3 il sonno inizia a diventare profondo, si ha un ritmo
teta e delta e il tono muscolare è ulteriormente ridotto.
Fase non rem 4 il sonno è assolutamente profondo e il ritmo è delta
ipnogramma: rappresenta la
successione dei cicli REM e NON REM
nelle ore di sonno (considerando una
media di 8 ore di sonno)
la prima fase è NON REM e piano
piano in una mezz’ora con il cambiare
delle onde si arriva a una
fase delta non molto lunga. Dopo questa fase si ha una
riattivazione del cervello e le onde si incrementano di frequenza, si ha un
tono muscolare e si rientra nella fare REM che dura pochissimo.
Dopo questa fase si ritorna in un sonno profondo per poi ritornare a una fase
REM alternarsi di queste fasi nelle prime ora di sonno.
È possibile avere anche una fase di risveglio per un brevissimo tempo prima
di ritornare nella fase REM si avrà un ulteriore alternarsi di fasi senza pero
arrivare alla fase di onde delta della fase 4.
Via via che ci si avvicina alla mattina le fasi si dilatano.
La riduzione del sonno profondo durante la nottata, ci permette di essere più
reattivi agli stimoli e svegliarsi meglio la mattina, tanto da potersi svegliare
con il rumore di una sveglia o addirittura con la luce che entra dalle finestre.
Già al concepimento e di vita uterina si ha
sempre un’attività celebrale di tipo REMdopo
la nascita si ha una distribuzione di sonno REM,
veglia e non REM equivalente di circa 8 orecon
il procedere dell’età aumentano le ore di veglia e
relegare le ore di sonno a 8 e di queste ore di
sonno alla fine quasi tutte sono non REM e
un’ora di REM. MECCANISMI NEUROFISIOLOGICI DI SONNO
sottocorticali
Il sonno è un processo attivo regolato da strutture
1- VEGLIA:
INDUZIONE DELLO STATO DI attivato dalla sostanza reticolare
ascendente attivatrice (centro della veglia, pontino-mesencefalica),
nuclei colinergici e proiettano alla corteccia costituendo il centro della
veglia e quindi responsabili di indurre anche il sonno REMin più altri due
distretti anatomici che mandano imput alla corteccia costituendo la veglia
locus coeruleus (noradrenalina), nuclei del rafe (serotonina) e sono
implicati nella percezione del dolore
2- SONNO:
INDUZIONE DEL i neuroni corticali vengono spenti aumentando
l’attività dei neuroni dell’area preottica cioè davanti al chiasma ottico,
paraventricolare cioè vicino al 3 ventricolo sono dei neuroni
GABAergici che liberano acido-gamma-ammino-butirrico che è un
amminoacido che inibiscono l’attività del sistema attivatore ascendente.
Attivazione dell’addormentamento anche da parte di neuroni
serotoninergici del rafedoppia azione veglia e sonno. Il centro
regolatore del ciclo sonno-veglia è nucleo soprachiasmatico
dell’ipotalamola sua attività regola il sonno distribuendoli in dei cicli
sonno-veglia nell’arco della giornata.
tra le funzioni superiori ci sono anche le funzioni di apprendimento e la
memoria:
-apprendimento: processo di acquisizione di nuove conoscenze
-memoria: codificazione, conservazione e utilizzazione di alcune
informazioni
solo alcune esperienze apprese vengono conservate nella memoria e
potranno essere ricordate in futuro, cioè non tutte vengono memorizzate a
lungo perché è un processo multistep che portano al cosiddetto
consolidamento TIPI DI MEMORIA
I. DICHIARATIVA O ESPLICITA cose di cui si è consci che si possono
dichiarare: 1- episodi di memoria episodica (es: sono stato male un anno
fa); 2 nozioni-memoria semantica cioè imparare delle informazioni (es: il
mare è salato) e questo tipo di circuito ha sede nell’ippocampo
II. PROCEDURALE O IMPLICITA capacità acquisite gradualmente con
l’esperienza (come si va in biciletta o come si scia) il corpo si ricorda di
come si fa quell’atto tramite delle strutture encefaliche che riguardano il
movimento e sono: la corteccia motoria, i gangli d
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.