ANATOMIA E FISIOLOGIA DEI MODELLI ANIMALI - FISIOLOGIA ANIMALE (2)
Prof Toschi, laurea triennale in Biotecnologie UNITO, a.s. 2025-2026
1. PRINCIPI BASE DELLA SPERIMENTAZIONE ANIMALE
IN VITRO EX VIVO IN VIVO
Linee cellulari Colture di: Piccoli animali (topo, cavia,
Colture primarie coniglio)
- Tessuti
Co-culture Grandi animali (ruminanti,
- Organi
Colture di organoidi suini, cavalli)
Colture 2D e 3D Clinica Veterinaria (gatto, cane)
Primati non umani
MODELLI SPONTANEI
● L’animale ha caratteristiche naturali come quelle dell'uomo o uno stato di malattia umano.
● Mostrano come fattori quali la dieta, la genetica, l'ambiente e l'immunità possono tutti
contribuire a una malattia
MODELLI INDOTTI
● Il modello animale è stato alterato attraverso la chirurgia o la manipolazione genetica.
● Utili per studiare le cause alla base di una malattia e sono uno strumento di ricerca comune
per identificare potenziali bersagli farmacologici
PARAMETRI per la SCELTA del modello
1. Similitudini con la specie di interesse (distanza filogenetica)
2. Strutture idonee alla stabulazione
3. Costo di gestione per animale
4. Disponibilità di conoscenze e competenze tecniche
5. Tempo di generazione della specie
6. Eterogeneità genetica
7. Sperimentazioni precedenti 1
MODELLI PIÙ UTILIZZATI
TOPO (Mus musculus) circa il 70% del totale degli animali utilizzati a scopi sperimentali.
● VANTAGGI: piccolo, economico e facile da maneggiare
○ breve durata di vita e il rapido tasso di riproduzione
○ Predisposizione a manipolazione genetica
Modello per lo studio della fisiologia e patologia dei mammiferi:
➔ Organizzazione del DNA ed espressione genica
➔ Sistema riproduttivo e nervoso simile agli esseri umani
➔ Incidenza di cancro, diabete a disturbi comportamentali
➔ Possibilità di indurre sperimentalmente malattie
CEPPI IMMUNODEFICIENTI
nod/SCID: Topi non obesi, diabetici. Completamente privi di linfociti B e T a causa di un blocco
precoce nella maturazione linfocitaria
Nude: topi privi di pelliccia a causa di una mutazione associata a un fenotipo immunodeficiente.
→
Risposta immunitaria molto limitata assenza di rigetto. Impiegato nello studio dei trapianti e dei
tumori, ha contribuito ad ampliare le conoscenze sulle malattie immunitarie quali leucemie e AIDS
OUTBRED STOCK: colonie chiuse di animali geneticamente indefiniti, quindi il genotipo di un animale
in un dato locus è solitamente sconosciuto. Hanno una buona fertilità, con una buona curva di
crescita, una cucciolata numerosa e quindi sono facili da produrre.
INBRED STRAIN: ceppo mantenuto per accoppiamenti tra fratello e sorella per almeno 20
generazioni, producendo animali che sono al 99% omozigoti. A causa della depressione da
consanguineità si verifica una riduzione delle prestazioni riproduttive, della sopravvivenza e delle
caratteristiche generali di forma fisica. La produzione e il mantenimento di una colonia è più
impegnativo.
- Un IBRIDO F1 viene prodotto accoppiando due ceppi inbred.
CEPPO MUTANTE: ceppo ibrido che trasporta un gene mutante, come per i topi nudi o obesi. Il
mantenimento dipende dal fatto che il mutante sia dominante o recessivo e se gli animali mutanti
omozigoti di uno o entrambi i sessi siano vitali e fertili. I sistemi di allevamento e produzione sono più
complessi e costosi
CEPPI COISOGENICI: ceppo che differisce da un inbred solo per una mutazione in un unico locus
CEPPI CONGENITI: ceppo che si ottiene incrociando una progenie eterozigote con un ceppo inbred
parentale per almeno 10 generazioni, continuando a selezionare l’eterozigosi per uno specifico locus
(introduzione di una mutazione in eterozigosi in un ceppo inbred)
CEPPO TRANSGENICO: risulta dall'introduzione di DNA estraneo negli embrioni in fase iniziale in
modo tale da essere incorporato in modo permanente nel DNA ospite.
KNOCKOUT, KNOCK-IN: topi in cui un locus viene eliminato (KO) oppure uno o entrambi gli alleli
vengono sostituiti da transgeni
COMPORTAMENTO
I topi sono animali sociali che possono vivere in armonia, in gruppi con un maschio e diverse
femmine, una volta stabilita la loro gerarchia. 2
➔ feromoni agiscono come mediatori nella comunicazione tra i topi (dominanza, estro,
rapporto madre-cuccioli)
➔ Fornire un arricchimento ambientale influenza il comportamento sociale
RATTO (Rattus Norvegicus)
Sono animali amichevoli e disponibili se maneggiati delicatamente e con frequenza, sebbene ci siano
alcune differenze di ceppo.
● Sono animali notturni e sociali (STABULAZIONE IN GRUPPO).
● Il loro senso dell'olfatto e dell'udito sono molto sviluppati mentre la visione diurna è scarsa.
● outbred (Wistar e Sprague–Dawley) e qualche inbred (Lewis)
Disponibili ceppi
● Effetti dei feromoni meno pronunciati rispetto ai topi
CRICETO (Mesocricetus auratus)
Sono facilmente addomesticati e raramente mordono a meno che non vengano spaventati o
maneggiati bruscamente.
● Sono attivi a volte durante il giorno, ma lo sono principalmente nel periodo notturno
● Sono animali solitari e tendono ad attaccarsi a vicenda (STABULAZIONE INDIVIDUALE)
● I maschi sono generalmente più docili delle femmine
Si nascondono per evitare il calore al contrario del freddo, che può essere tollerato abbastanza bene
(T°< 5 °C, pseudoibernazione, riduzione fertilità).
GERBILLO (Meriones unguiculatus)
● Sono animali docili, facilmente gestibili.
● Sono sociali e attivi e mostrano un comportamento esplorativo in un nuovo ambiente.
● Sono prevalentemente notturni ma in laboratorio sono attivi anche di giorno.
● Sono ottimi scavatori e costruiscono estesi sistemi di tunnel.
● Presentano comportamenti aggressivi se inseriti in un nuovo ambiente (COPPIE
MONOGAME, separazione solo post-parto)
● Prevalentemente ceppi outbred, ma è disponibile una varietà inbred (Ceppo MON/ Tum).
CAVIA (Cavia Porcellus)
● Disponibili ceppi outbred (Hartley and Duncan-Hartley) e ceppi consanguinei inbred (2 e 13).
● Sono animali suscettibili che mordono raramente
● Quando vengono spaventati, hanno la tendenza a diventare immobili o a correre e
vocalizzare rendendo difficile la cattura.
● sono crepuscolari ma in laboratorio saranno attivi per periodi durante il giorno e la notte.
● Vivono in GRUPPI dove si stabiliscono gerarchie (feromoni)
● Sono animali abitudinari, soprattutto in età avanzata faticano ad adattarsi ai cambiamenti.
● Presenza di membrana vaginale (perforazione in fase estrale e al momento del parto,
problemi di distocia frequenti)
CONIGLIO (Lagomorfi, lepoidi)
● Sono animali sociali e sono in grado di utilizzare un ambiente complesso e tridimensionale.
● Se viene fornito spazio adeguato mostreranno l'intera gamma di comportamenti naturali
(l'arrampicata fino a un buon punto di osservazione, esplorazione e tunnelling, attività
sociale e aggressività) 3
● L'incidenza del comportamento aggressivo dipende da molti fattori, tra cui ceppo, sesso, età
e peso, parentela degli individui e vicinanza di altri conigli del sesso opposto
● I conigli selvatici sono crepuscolari o notturni. In laboratorio, i periodi di attività sono
frequenti sia il giorno che la notte
La fisiologia generale dei conigli è simile a quella degli esseri umani e presentano alcune patologie
con equivalenti umani (fibrosi cistica). Storicamente, sono utilizzati per:
➔ Ricerca sulle malattie infettive e immunologia
➔ Sviluppare vaccini e per la produzione di anticorpi
➔ Ricerca sulle malattie cardiovascolari come l'ipertensione
Altri argomenti della ricerca medica che fanno uso di tale modello includono: glaucoma, infezioni
dell'orecchio e agli occhi malattie della pelle diabete enfisema
LA STABULAZIONE DEGLI ANIMALI DA LABORATORIO
● La stabulazione è sempre specie-specifica.
● Deve trovare l’optimum tra le esigenze degli animali e i
costi di gestione.
● E’ necessario identificare quali sono le caratteristiche
minime per evitare stress.
● 2010/63/EU in merito all’utilizzo degli animali da
Direttiva
laboratorio.
● Decreto Legge 26/2014: recepimento italiano della
direttiva europea.
● Decreto Legislativo 183/2025 (che aggiorna il D.Lgs. 26/2014),
Italia è regolata dal
introducendo standard più restrittivi su benessere, spazi minimi, illuminazione e qualità
ambientale per garantire standard elevati di cura
CONDIZIONI AMBIENTALI DI STABULAZIONE DEI RODITORI
● 18-26°C (ottimale 21°C), 40-60% con 12-15 cambi d'aria/h : 12h
TEMPERATURA/UMIDITÀ:
ciascuno è il più utilizzato.
● : Per incrementare l’efficienza riproduttiva passare a 14h di
CICLO LUCE/OSCURITÀ
oscurità/10h di luce (intensità 350-400 lux, albini 60 lux)
CONDIZIONI AMBIENTALI DI STABULAZIONE DEI CONIGLI
● : 16-20°C, 40-60% (Neonati non termoregolano in ambiente caldo
TEMPERATURA E UMIDITÀ
fino a 7g)
● CICLO LUCE/OSCURITÀ : Le femmine richiedono 14-16 h di luce/day, e maschi da 8-10 h, con
o senza periodi di crepuscolo (animali albini luce a più bassa intensità).
ATTENZIONE! I roditori sono molto sensibili a rumori, vibrazioni e odori intensi. Una manipolazione
delicata effettuata sempre dallo stesso operatore a intervalli regolari riduce il livello di stress
dell’animale. I conigli possono sentire nella gamma degli ultrasuoni (2-16 kHz e possono arrivare fino
a 42 kHz) quindi è necessario non esporli a trattamenti che prevedono rumori eccessivi. Il rumore di
fondo può aiutare a impedire agli animali di essere sorpreso da rumori improvvisi
STRESS: Ridotta fertilità, cannibalismo dei piccoli da parte della madre, aggressività, alterazioni
metaboliche, endocrine e comportamentali, alterazione dati sperimentali, problema etico 4
STABULAZIONE TOPI: sono molto versatili e possono essere allevati in diverse modalità tenendo
presente alcune caratteristiche di specie:
● Maschi adulti individuali
● Gruppi di femmine consanguinee (separate in gravidanza)
● Accoppiamenti ad harem e monogami
➔ RATTI: stabulazione in gruppi. Modalità di allevamento versatili come topi
➔ CRICETI: stabulazione preferibilmente individuale, coppie monogame se prima della pubertà
o rotazione
➔ CAVIA: stabulazione in gruppo con gerarchie, accoppiamenti versatili.
➔ GERBILLI: gruppi se formati prima della pubertà, preferibilmente in coppie monogame
➔ CONIGLI: Stabulazione in gruppo in grandi gabbie dove possono esibire comportamenti
naturali. Gabbia singola solo maschi adulti o esigenze di stabulazione
ARRICCHIMENTO AMBIENTALE: miglioramento delle funzionalità biologiche di animali in cattività
risultante dalla modificazione del loro ambiente. Fornitura di stimoli che promuovono l'espressione
di comportamenti specie specifici appropriati e attività mentali in ambienti sotto stimolanti.
ALIMENTAZIONE: la forma, il contenuto e la presentazione degli alimenti devono corrispondere alle
esigenze nutrizionali e comportamentali dell’animale.
● Il cibo deve essere standardizzato e fornire tutte le sostanze necessarie all’animale. Deve
anche essere fornita acqua in abbondanza.
● Si devono adottare tutte le misure per ridurre al minimo le contaminazioni.
● Ogni animale deve poter accedere agli alimenti e avere spazio sufficiente per mangiare, in
modo da limitare la concorrenza tra animali.
● Diete speciali possono essere necessarie a seconda del ceppo o delle esigenze sperimentali
● Variazioni in base a: specie; gravidanze; età; ceppo, esigenze sperimentali
ILLUMINAZIONE occorre fornire un’illuminazione artificiale controllata allo scopo di rispettare le
esigenze biologiche degli animali e di fornire un soddisfacente ambiente di lavoro
● Deve permettere di svolgere le procedure e ispezione degli animali
● Deve garantire fotoperiodi regolari ed un’intensità luminosa adatta alle varie specie
● animali albini: l’illuminazione tiene conto della sensibilità alla luce
RUMORE
➔ il livello dei rumori, compresi gli ultrasuoni, non deve nuocere al benessere degli animali
➔ I locali di permanenza sono isolati acusticamente e provvisti di materiali fonoassorbenti
ACCOPPIAMENTO E GRAVIDANZA
Vaginal plug: tappo di eiaculato solidificato che è possibile identificare nella vagina della femmina tra
le 8 e le 30h dopo l’accoppiamento (esame fatto al mattino). Indica solo l’accoppiamento non
l’instaurarsi della gravidanza! (palpazione al giorno 11)
ADOZIONE: a volte la madre non è in grado di allattare i piccoli, generalmente con ceppi transgenici.
Per mantenere la nidiata è possibile farla “adottare” da un’altra madre
Alcune Precauzioni: Dividere nidiate numerose (>6) tra più madri adottive
● Facilitare il riconoscimento stimolando la madre ad urinare
● Non isolare dalla nidiata wild type 5
SISTEMA DI IDENTIFICAZIONE DEGLI ANIMALI
1. Cartellino sulla gabbia: indicare numero di topi, sesso, trattamenti in corso, accoppiamenti.
2. Identificazione univoca degli animali
GENOTIPIZZAZIONE: non necessaria nel caso si utilizzino solo inbred strain. Necessaria in caso di
transgeni generati in laboratorio (mutazioni in eterozigosi)
CRIOPRESERVAZIONE DEGLI EMBRIONI
● Permette il mantenimento a basso costo di ceppi poco utilizzati
● Permette di preservare ceppi rari per lungo tempo
● Riderivazione per eliminazione di patogeni
● Maggiore facilità e sicurezza nel trasferire ceppi
● Conoscenze tecniche richieste
METODICHE DI SOPPRESSIONE
ideale: indolore, rapida, ininfluente sui test sperimentali, causa minimo stress all’animale, affidabile,
sicura per l’operatore
1. Asfissia con CO
2
2. Dislocazione cervicale (ratti sotto i 150g)
3. Decapitazione
4. Iniezione letale (overdose di barbiturico, anestetico+tanax)
FISIOLOGIA DELLO STRESS
il sistema endocrino: cellule/tessuti/organi in grado di
produrre e secernere ormoni
il sistema nervoso: l’attività di molte cellule endocrine è
regolata da neuroni del SNA
Interfaccia: IPOTALAMO, COORDINA L’ATTIVITA’ DEI 2
● Riceve stimoli interni/esterni e regola l’attività del
SNA e la secrezione ormonale dell’IPOFISI
● ormoni tropici che a loro volta
L’ipofisi produce
influenzano la produzione di ormoni da parte di
tessuti endocrini bersaglio (surrenali, gonadi, tiroide)
IPOTALAMO
● costituisce una parte del diencefalo
● posto ventralmente al talamo
● forma il pavimento del terzo ventricolo
IPOFISI 6
Situata in una tasca ossea sotto l’ipotalamo con cui è in comunicazione attraverso un prolungamento
tissutale ricco di fibre nervose e vasi.
● NEUROIPOFISI (LOBO POSTERIORE; estensione encefalo): neuroni influenzati
da input dell'ipotalamo
● LOBO INTERMEDIO (tessuto endocrino, origine epiteliale)
● ADENOIPOFISI (LOBO ANTERIORE; tessuto endocrino, orig. epiteliale):
principale ghiandola che regola l’attività di altre ghiandole periferiche. Attività
secernente regolata da prodotti da neuroni ipotalamici, trasposati da vasi
ipotalamo-ipofisari
RAPPORTI IPOTALAMO-IPOFISI:
1. Ipotalamo-Neuroipofisi:
● Neurormoni Ipotalamici (Ossitocina, ADH-vasopressina): prodotti
nell’ipotalamo
● Trasporto assonico (connessione neurale)
● arrivo a Neuroipofisi
● in seguito a stimolo, rilascio nel torrente circolatorio
2. Ipotalamo-Adenoipofisi:
● Neurormoni ipotalamici (fattori di rilascio-RH, inibenti IH)
● entrano in circolo nel Sistema circolatorio (connessione circolatoria)
● raggiungono Adenoipofisi
● Rilascio ormoni (organi bersaglio, feedback negativo)
→
STRESSORS: SQUILIBRIO OMEOSTASI attiva ASSE IPOTALAMO-IPOFISI-SURRENE
CRH (corticotropin releasing hormone) da parte dell’ ipotalamo
1. Secrezione di ACTH (adrenocorticotropic hormone) a livello adenoipofisi
2. Aumento produzione
GLUCOCORTICOIDI e ANDROGENI al livello corteccia
3. Aumento secrezione
(feedback negativo con punto 1)
surrenale
Cortisolo e Corticosterone circolano nel sangue e facilitano la produzione di
4. energia extra, per aiutare a far fronte all'emergenza (proteolisi e gluconeogenesi)
MECCANISMI A FEEDBACK NEGATIVO DI REGOLAZIONE ORMONALE
● LUNGHI Glucocorticoidi inibiscono la produzione di ormoni sia al livello ipotalamico
che adenoipofisario agendo direttamente sul CRH ed ACTH
● CORTI: l’ACTH ipofisario ha un effetto a feedback negativo su CRH 7
GHIANDOLE SURRENALI
organi endocrini bilaterali e simmetrici, situate anteriormente ai reni, composta da 2 porzioni
separate
MIDOLLARE
● Derivazione ectodermica
● Composta da tessuto nervoso (cellule assimilabili a neuroni post gangliari
modificati)
● Agisce come parte del Sistema nervoso simpatico: innervata da vie
efferenti del SNS a singolo neurone.
● catecolamine: noradrenalina e adrenalina. Ormoni prodotti non
Produce
indispensabili per la vita
CORTICALE
● Derivazione mesodermica
● Compone l’80% della ghiandola
● ormoni steroidei come cortisolo, corticosterone, steroidi sessuali e aldosterone
Produce
Porzione della ghiandola priva di innervazione, organizzata in 3 zone :
➔ GLOMERULARE: zona esterna relativamente stretta con cellule
ZONA
organizzate in una disposizione a spirale.
➔ FASCICOLATA: zona centrale relativamente ampia con cellule organizzate
ZONA
in colonne.
➔ RETICOLARE: zona interna adiacente al midollo, dimensioni intermedie
ZONA
con cellule organizzate in modo
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