FISICA Chiara Sburlino
Semestre filtro a.a. 2025/2026
UNITÀ DIDATTICA 1: INTRODUZIONE AI METODI DELLA FISICA
Notazione scientifica (4-5)
§ Grandezze fisiche, dimensione ed unità di misura, Sistema Internazionale delle unità di
§ misura. Conversioni tra unità di misura e stima ordine di grandezza. Grandezze
estensive ed intensive. Grandezze scalari e vettoriali. (2-4)
Equazioni con variabili che rappresentano grandezze fisiche (5)
§ Funzioni trigonometriche elementari; grafici; concetto di derivata ed integrale. (6-8)
§ Vettori: definizione, componenti, operazioni (esempi: somma, differenza, prodotto
§ scalare e prodotto vettoriale) (8-9) 1
FISICA: studia i fenomeni aMraverso il metodo fisico: verifica sperimentale
à = si osserva il processo e lo di quanPfica
ANALISI QUANTITATIVA: descriMa
à
dalle leggi matemaPche
NB: necessaria la riproducibilità!
GRANDEZZE FISICHE:
le grandezze fisiche sono quanPtà matemaPche associate ad enPtà osservabili nei fenomeni
naturali
NB: le grandezze fisiche sono definite solo se quanPficabili mediante operazioni di misura
misura consente di esprimere il valore di una grandezza fisica uPlizzando enPtà matemaPche
à Osservazione
Relazione fondamentale tra grandezze fisiche
Leggi fisiche = principi
Deduzione teorica di nuove leggi fisiche
Previsione
Verifica sperimentale
SISTEMA INTERNAZIONALE: insieme minimo di unità fondamentali uPlizzabili per ricostruire tuMe
le altre grandezze fisiche 2
3
NB: l’ordine di grandezza serve a dare un’idea approssimaPva della scala di una quanPtà à
si esprime come potenza di 10 più vicina al valore
!" !"
EX: la massa della terra: ordine di grandezza:
6 ∙ 10 10
à
- GRANDEZZE ESTENSIVE: dipendono dalla dimensione o quanPtà di materia
= se raddoppio il sistema raddoppiano anche loro
- GRANDEZZE INTENSIVE: non dipendono dalla quanPtà di materia
= restano uguali anche se divido o sommo i sistemi
EX: se divido un bicchiere d’acqua in due volume si dimezza (estensiva)
à Temperatura rimane uguale (intensiva)
GRANDEZZE SCALARI E VETTORIALI:
SCALARI: VETTORIALI:
valore numerico con la relaPva necessario specificare il modulo
unità di misura rivela tuMo (numero associato a un’unità di
misura), direzione e verso
hanno solo modulo
à rappresentaP con dei veMori
à
Ex: massa, tempo, temperatura, (frecce)
energia 4
NOTAZIONE SCIENTIFICA: grandezze le cui misure sono espresse da numeri molto grandi o molto
piccoli per lavorare più
à comodamente con
queste cifre si
uPlizza la
notazione
scienPfica
Scrivere tali grandezze come prodoMo
di due faMori #
scriMo nella forma , ∙ 10
à
OPERAZIONI IN NOTAZIONE SCIENTIFICA:
- MolPplicazione e divisione: molPplicare/dividere tra loro i numeri che precedono le
potenze del 10 in maniera tradizionale e le potenze del 10 usando le proprietà delle
potenze #) %) #&%
(& ∙ 10 ∙ (' ∙ 10 = (& ∙ ') ∙ 10
#) %) #'%
(& ∙ 10 : (' ∙ 10 = (&: ') ∙ 10
- Addizione e soMrazione: 2 casi:
• Se le basi 10 dei numeri hanno lo stesso esponente à
#
(& ± ') ∙ 10
• Se le basi 10 hanno esponente diverso trasformarli in modo
à
che le basi 10 abbiano lo stesso esponente
EQUAZIONI CON VARIABILI CHE RAPPRESENTANO GRANDEZZE FISICHE:
in fisica le formule matemaPche sono strumenP fondamentali per descrivere e comprendere i
fenomeni naturali
ogni formula meMe in relazione diverse grandezze
à 5
ANGOLI:
gli angoli si misurano in:
- GRADI: 1° 1/360 angolo giro
à
- RADIANTI: 360°
2. 0&1 à 1 rad = 57°
TRIGONOMETRIA: −1 < sin & < 1
−1 < cos & < 1
sin &
tan & = cos &
−∞ < tan & < ∞
NB:
NB: le funzioni di seno e coseno sono funzioni periodiche oscillano tra -1 e 1
à (
la funzione della tangente invece non è periodica non esiste per (e mulPpli)
, =
à !
VALORI NOTEVOLI:
angolo in angolo in seno coseno tangente cotangente
gradi radianB
23 +∞
360° 0 1 0
3 1
30° 7 √3 √3
√3
7 7 7
6 2 2 3
3
45° 1 1
7 √2 √2
7 7
: 2 2
3 1
60° 7 √3 √3 √3
7
7 7
; 2
2 3
3
90° 1 0 0
+∞
7
2
180° 0 -1 0 -∞
3
;3
270° -1 0 -∞ 0
7
2 6
PROPRIETÀ:
! !
(H) (H)
EFG + IJE = 1
sin(& + 90) = cos(&)
cos(& + 90) = − sin(&)
sin(−&) = − sin(&)
cos(−&) = − cos(&)
sin(& + 180) = − cos(&)
sin(180 − &) = sin(&)
cos(180 − &) = − cos(&)
FUNZIONE:
una funzione è una relazione tra due numeri associa a ogni elemento del dominio X uno e un
à
solo elemento del condominio Y M: H → O
DERIVATA: y=f(x) (definisce il tasso di crescita di una funzione in un punto)
)(+&,)')(+) -. 012 3
+ necessario definire il rapporto incrementale (R): = = = tan P
(+&,'+) /. 450 3
LIMITE: riduce sempre di più l’intervallo fino a diventare
effemvamente la tangente del punto
M(H + ℎ) − M(H) ∆M(H)
lim = lim = M′(H)
ℎ ∆H
,→7 ,→7
NB: se f(x) = costante = k
8)(+) =0
à 8+ 7
INTEGRALE: F(x)+cost (corrisponde all’area soMo una curva) = consiste nel trovare il limite al quale
tende la somma di tali reMangoli
quando la loro larghezza tende a
zero
+ area di ciascun reMangolo può
essere indicata come M(H)∆H
= integrale rappresenta
à
l’operazione di somma di infiniP
termini
funzione inversa della derivata
à Per n intervalli: #
V0W& = X ∆xf(x)
+9:
# <
V0W& WE&[[& = lim X ∆HM(H) = \ M(H) 1H
∆+→7 =
+9:
VETTORI: NB: VERSORI: veMori unitari
veMori sono composP da: lunghezza unitaria (modulo =1)
à
- Modulo privo di dimensioni (e di unità di misura)
à
- Direzione
- Verso indica una direzione
à
NB: i veMori vengono inseriP all’interno di un sistema di riferimento (sistema di coordinate che
possono essere uPlizzate per descrivere la posizione e la velocità di oggem in modo oggemvo)
piano cartesiano
à
+ un insieme di tre assi che si intersecano in un punto comune: ORIGINE 8
OPERAZION SUI VERSORI:
- SOMMA: • Regola del parallelogramma: uno dei due veMori viene
traslato parallelamente fino a portare la coda della
freccia a coincidere con la punta dell’altra
freccia parte dalla coda di uno e arriva sulla punta
à
dell’altro rappresenta il veMore risultante
• Metodo grafico: si trasla uno dei due veMori
mantenendolo parallelo a sé stesso fino a far
coincidere le code dei due veMori
i due veMori rappresentano il lato di un
à
parallelogramma la cui diagonale è il veMore risultante
• ! !
Teorema di Carnot: I = + ' + 2&' ∙ cos ]
√&
- SOTTRAZIONE: si inverte il verso di uno dei veMori & + (−')
à
NB: viene uPlizzata la regola del parallelogramma o del (testa-coda)
= soMrarre un veMore equivale ad aggiungere il suo opposto
• Semplice: scalare x vettore risultato: vettore
à
- MOLTIPLICAZIONE: • Scalare: vettore x vettore risultato: scalare
à & ∙ ' ∙ cos ]
=
• Vettoriale: vettore x vettore risultato: vettore
à
& ∙ ' ∙ sin ]
= 9
UNITÀ DIDATTICA 2: MECCANICA
Cinematica del punto materiale: definizione di posizione e spostamento nel tempo.
§ Concetto di traiettoria e legge oraria. Distinzione tra velocità media e velocità istantanea,
tra accelerazione media e accelerazione istantanea. Studio dei moti rettilinei e curvilinei,
con esempi significativi: moto rettilineo uniforme, moto uniformemente accelerato, caduta
libera, moto parabolico. Descrizione qualitativa del moto circolare uniforme e del concetto
di accelerazione centripeta. Introduzione al moto armonico, utile per comprendere
fenomeni periodici semplici. (12-18)
Dinamica del punto materiale: analisi delle interazioni tra corpi e formulazione dei tre
§ principi della dinamica. Significato fisico del principio di inerzia e condizioni per l’equilibrio
statico (prima legge). Legame tra forza risultante e accelerazione (seconda legge). Azione e
reazione tra corpi in interazione (terza legge). Applicazione ai concetti di equilibrio
traslazionale. Definizione di forza e principali esempi: forza peso, forza gravitazionale, forze
di contatto e forza di attrito (statico e dinamico), tensione, forze elas1che e legge di Hooke
per molle ideali. (19-25)
Lavoro ed energia: concetto di lavoro meccanico come effetto di una forza applicata su un
§ corpo. Definizione di potenza e relazione con il lavoro svolto in un intervallo di tempo.
Teorema dell’energia cinetica. Lavoro e confronto tra forze conservative e forze non
conservative. Definizione di energia potenziale. Esempi: energia potenziale gravitazionale
ed energia potenziale elastica. Energia meccanica come somma di energia cinetica ed
energia potenziale. Teorema di conservazione dell’energia meccanica nei sistemi ideali.
(26-31)
Quantità di moto: introduzione al concetto di quantità di moto e di impulso. Legame tra
§ impulso e variazione della quantità di moto. Principio di conservazione della quantità di
moto nei sistemi isolati. Applicazioni agli urti in una dimensione, con distinzione tra urti
elastici e anelastici. (31-33)
Sistemi di corpi: definizione di centro di massa e descrizione del suo moto. Caratteristiche
§ del corpo rigido. Momento torcente e condizioni per l'equilibrio rotazionale. Momento
d'inerzia come misura della resistenza alla rotazione. Momento angolare e sua
conservazione in assenza di momenti esterni. Esempi applicativi: leve. Corpi deformabili:
introduzione ai concetti di elasticità, sforzo e deformazione (stress/strain), legge di Hooke
generalizzata, modulo di Young e carico di rottura dei materiali. (33-40) 11
LA CINEMATICA DEL PUNTO MATERIALE:
la cinemaXca si interessa alla descrizione del moto indipendentemente dalle cause che lo
à
generano
PUNTO MATERIALE: un’astrazione geometrica per la
quale il corpo del moto interessato ha un’estensione
spaziale nulla ma una massa ben definita
DEFINIZIONI UTILI:
POSIZIONE = punto nello spazio in cui si trova il corpo in un certo istante di tempo
per descriverla si uXlizzano coordinate rispe^o a un sistema di riferimento
à
SPOSTAMENTO = la variazione di posizione di un corpo in un certo intervallo di tempo
∆" = " − "
! "
spostamento distanza: la distanza indica la lunghezza totale del
≠
à
percorso compiuto da un corpo (dipende dal tragi^o effe`vo, non solo dai
punX iniziali e finali)
TRAIETTORIA = l’insieme dei punX che un corpo percorre durante il suo movimento
la linea che rappresenta il percorso seguito dal corpo nello spazio
à
NB: descrive la forma del movimento ma non dice in quanto tempo il corpo passa da
un punto all’altro
LEGGE ORARIA = legge che indica come varia la posizione di un corpo nel tempo
è una funzione matemaXca che me^e in relazione la posizione (x) con il tempo (t)
à
+ descrive come si muove il corpo nel tempo perme^e di calcolare la posizione in
à
ogni istante 12
VELOCITÀ:
velocità = grandezza ve^oriale che descrive quanto rapidamente e in quale direzione cambia la
posizione di un corpo nel tempo
indica la rapidità del moto e il verso in cui avviene lo spostamento
à
La velocità si disXngue tra:
VELOCITÀ MEDIA:
§ " − "
∆" ! "
' = =
# ∆( ( − (
! "
= è il rapporto tra lo spostamento e l’intervallo di tempo impiegato per compierlo
rappresenta quanto velocemente in media un corpo cambia posizione tra due istanX
à
(corrisponde alla pendenza della re^a che unisce i due punX = non dipende dal percorso
ma solo dai punX iniziale e finale)
VELOCITÀ ISTANTANEA:
§ ∆" ,"
' = lim =
" ∆( ,(
∆%→'
= indica la velocità in un istante preciso
descrive la velocità a^uale del corpo, non una media
à
(graficamente è la pendenza della re^a tangente al punto del grafico x(t))
ESEMPIO: un’auto in ci^à può avere una velocità media di 30km/h,
ma una velocità istantanea che varia conXnuamente (0km/h ai semafori, 50km/h nei
tra` liberi ecc…) 13
ACCELERAZIONE:
accelerazione = grandezza ve^oriale che misura quanto rapidamente varia la velocità di un corpo
nel tempo
indica come cambia la velocità
à
L’accelerazione si disXngue tra:
ACCELERAZIONE MEDIA:
§ ' − '
∆' ( ! ( "
(
- = =
# ∆( ( − (
! "
= è la variazione di velocità divisa per il tempo impiegato
descrive quanto la velocità cambia in media in un certo intervallo di tempo
à
ACCELERAZIONE ISTANTANEA:
§ ∆' ,'
- = lim =
" ∆( ,(
∆%→'
= è il limite dell’accelerazione media quando l’intervallo di tempo diventa infinitamente
piccolo
descrive quando velocemente cambia la velocità in un istante preciso
à
MOTI RETTILINEI E CURVILINEI:
moto re'lineo: il corpo si muove lungo una linea re^a la direzione del moto non cambia
à
moto curvilineo: il corpo si muove lungo una curva la direzione cambia conXnuamente nel
à
tempo 14
1. MOTO RETTILINEO UNIFORME: moto con velocità costante su una traie^oria re`linea
= non c’è accelerazione
rappresentato da una linea re^a
à
Legge oraria: " = " + '(( − ( )
' * +
se consideriamo come l’istante di riferimento e lo
(
à +
prendiamo uguale al tempo zero in cui la posizione del punto
materiale che sXamo considerando è , allora la posizione x
"
'
dopo un intervallo di tempo t rispe^o a tale riferimento
viene data da: 1 = 1 + 23
,
2. MOTO RETTILINEO UNIFORMEMENTE ACCELERATO: moto con accelerazione costante
la velocità cambia in modo uniforme
à
nel tempo
Legge oraria: 2 = 2 + 43 Per determinare la velocità finale '
, !
conoscendo la distanza percorsa in
+
' = ' + -(
à # ' * un intervallo di tempo specifico e
∆(
la velocità iniziale '
NB: velocità media = distanza complessiva percorsa '
divisa per il tempo impiegato a percorrerla . .
2 = 2 + 54∆1
à / ,
- .
= si o`ene: 1 = 1 + 2 3 + 43
, , . 15
NB: per il calcolo del tempo di frenata di un corpo so^oposto a una decelerazione costante
conoscendo la velocità prima di iniziare a frenare
la velocità finale è nulla e quindi, lo spazio di frenata è dato da:
à .
2 ,
∆1 = − 54
3. CADUTA LIBERA: parXcolare caso di moto re`lineo uniformemente accelerato
un corpo cade verXcalmente so^o l’azione della gravità (non c’è a^rito
à
dell’aria)
NB: Galileo in assenza di a^rito (aria) tu` i corpi cadono con la stessa
à
accelerazione indipendentemente dalla forma e dalla massa
2 = 63
8 .
7= 63
5
*
9,8 </>
NB:
4. MOTO PARABOLICO: moto curvilineo composto da due moX simultanei:
• moto re`lineo uniforme orizzontale
• moto uniformemente accelerato verXcale (caduta libera)
" = ' cos - (
' 1
B = ' sin - ( −
' 2
eliminando t, si o`ene la traie^oria parabolica:
à *
H"
B = " tan - − * *
2' cos -
' 16
NB: MOTO PERIODICO: moto si dice periodico quando si ripete idenXco (quando il punto materiale
assume le stesse posizioni, velocità, accelerazioni ecc.) al trascorrere di intervalli fissi di tempo
l’intervallo di tempo minore che bisogna a^endere per ritornare alla situazione iniziale è de^o
à
periodo e si indica con T
+ l’inverso del periodo è la frequenza f 1 0+
I='= (> )
J
MOTO CIRCOLARE UNIFORME:
parXcolare moto in cui un punto materiale si muove con modulo e velocità costante lungo una
traie^oria circolare
sarà presente un’accelerazione di natura centripeta (sempre dire^a verso il centro della
à
circonferenza) = l’accelerazione tangenziale sarà nulla
NB: tra^andosi di un moto con modulo della velocità costante = il punto materiale si muove sulla
circonferenza in modo tale da percorrere tra` di circonferenza uguali in tempi uguali
Velocità angolare = il punto P descrive la circonferenza Durante il tempo R spazza
∆(,
+ il raggio R spazza una porzione di cerchio à l’angolo K
= si definisce velocità angolare
L: ∆1 .3
M= = 5NO
à
∆2 4
∆5 6∆7
La velocità lineare di P è ' = = = LP
∆% ∆%
!
∆8 8 08 8 *
! "
L’accelerazione è - = = = = L P
∆% % 0% 6
! " 17
DaX uXli:
VELOCITÀ: 9
lu
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