INFIAMMAZIONE (codice colore: rosso-verde-verde acqua-celeste)
L’INFIAMMAZIONE
Risposta dell’organismo a stimolo lesivo. 2 funzioni:
DifesaContenimento e eliminazione dello stimolo.
Riparazione
Avviene nei tessuti vascolarizzati (microcircolo subisce modificazioni) e vengono coinvolte molte cellule
circolanti:
Leucociti
LinfocitiSe infiammazione è cronica.
Cells. endotelialiModificate da fattori specifici che inducono modificazioni vascolari.
Cells. tissutaliMacrofagi, mastociti, fibroblasti.
Può causare danno tissutale, che differisce se infiammazione è acuta o cronica.
Processo che deve essere stimolato da uno stimolo infiammatorio (che può essere di diversa natura: agenti
infettivi, danno tissutaleinfiammazione sterile)
Pathway infiammatorio:
StimoloInduttoreQuando riconosciuto causa infiammazione. Po' essere endogeno o esogeno.
SensoriMolecole che possono riconoscere fattori dannosi.
Mediatori infiammatori.
DANNO CELLULARE
Omeostasi disturbata da situazioni che ne rompono l’equilibrio. La cellula può adattarsi tramite meccanismi
appositiCiò permette la sopravvivenza. Questi possono non essere sufficienti (influiscono diversi fattori:
intensità dello stimolo, tipo di stimolo, tipo cellulare)Danno cellulare. Se non particolarmente grave
recuperabile dalla cellula. Se invece persiste, può diventare irrecuperabileMorte cellulare, che può
avvenire per:
Necrosi
Apoptosi
Il tipo di morte cellulare può dare informazioni a lv patologico e terapeutico.
CAUSE DI DANNO
Spesso sovrapposte con cause di infiammazione. Sono:
Carenza di O2: Molto diffusa. Importante quando coinvolge più cellule o un intero tessuto.
Si distinguono:
Ipossia
IschemiaPiù grave, deficit di irrorazioneMancanza di O2 e nutrienti.
Agenti fisici: Gruppo eterogeneo.
Sostanze chimiche: Gruppo ampio. Veleni o tossine possono causare danno anche in piccole
quantità, mentre sostanze normalmente innocue possono essere fonte di danno se presenti in
quantità massive.
Infezioni
Reazioni immunologiche
Difetti genetici
Squilibri nutrizionali
Danno porta a modificazioni via via crescenti, che inizialmente sono ultrastrutturali, poi strutturali. Nel
frattempo, la funzionalità decresceDanno irreversibile.
Principali alterazioni:
Aumento del volume.
Formazione di estroflessioniSulla membrana, alterazioni delle pompe ioniche.
Distacco dei ribosomi dal RE
Alterazione degli organelli 1
Perdita di integrità della membrana.
Si è ancora in una situazione di danno reversibile.
Perdita di integrità delle membrane (tutte, anche degli organelli)
Alterazione profonda dei mitocondriimpossibile la produzione di ATP.
La necrosi è il tipo di morte cellulare più frequente. Sempre collegata ad un induzione di
infiammazioneCellule morte per necrosi liberano fattori riconosciuti da sensori dell’infiammazione.
Le prime cellule ad agire in caso di infiammazione sono i granulociti neutrofili
Modificazioni in caso di apoptosi:
Diminuzione del volume
Membrane si mantengono intatteNon vi è produzione di frammenti.
Non vi è infiammazioneContenuto cellulare viene mantenuto, quindi non vi è dispersione di sostanze. Vi
è anche rimozione veloce ed efficiente da parte dei macrofagi. Se ciò non avviene si innesca risposta
autoimmune.
DANNO CELLULARE E NECROSI
BERSAGLI DEL DANNO CELLULARE
In seguito a stimolo lesivo tutte le componenti della cellula possono subire danni, che spesso portano a
morte cellulare per necrosi. In caso di danni al DNA, invece, si ha più probabilmente apoptosiProcesso
innescato per evitare la trasmissione di errori e mutazioni a cellule figlie.
Riserve energetiche: Nei mitocondri avviene la produzione di ATP. Sono il punto centrale di danno e
morte cellulare. Cellula può sopperire alla perdita di mitocondri con la glicoli anaerobiaProcesso
molto meno efficiente rispetto alla fosforilazione ossidativa, ma che richiede tanto glucosi e che
porta ad acidificazione intracellulare (che può essere causa di danno).
In mancanza di ATP si perdono funzioni di componenti vitali per la cellula, in primis le pompe sodio
potassio e canali ioniciAlterazioni dell’equilibrio osmoticoEntrata di H2ORigonfiamento.
Mitocondri: Sensibili a diversi stimoli lesivi (ipossia, presenza di ROS, aumento del Ca intracellulare).
Tra le prime evidenze di danno mitocondriale c’è l’alterazione del potenziale di membrana
mitocondriale:
No fosforilazione ossidativa.
Mancanza di mantenimento di molecole associate alle membrane mitocondriali o al
mitocondrio.
Danno mitocondriale può indurre apoptosi, in quanto questi contengono il citocromo CProteina
che, se presente nel citosol, è induttore di apoptosi. Questa proteina fa parte di un gruppo di un
gruppo dedito alla regolazione dell’apoptosiProteine pro-apoptotiche e anti-apoptotiche.
Calcio: Molto presente all’esterno della cellula, rispetto al citosol. Maggior parte di quello
intracellulare è contenuto in depositi.
Danno cellulare connesso ad aumento del calcio intracellulareQuesti può essere di provenienza
sia dai depositi interni che dall’esterno. Il calcio è tra i secondi messaggeri più importanti,
necessario per innescare processi biochimici e l’attivazione di enzimiUn aumento massivo può
causare alterazione delle funzioni e attivazione involontaria di enzimi anche dannosi.
Lisosomi: Rottura di membrane lisosomiali molto pericolosaPuò esserci dispersione di enzimi
litici.
DNA e Proteine: Presenza o produzione di proteine mal ripiegate può indurre apoptosi. 2
ROS
Specie reattive dell’O2 , che reagiscono facilmente con altre molecole grazie alla presenza di un elettrone
spaiatoPossono causare danni.
Vengono normalmente prodotte dal metabolismo cellulare, subendo però l’azione di enzimi specifici che le
rendono innocue. Se però la concentrazione aumenta eccessivamente i meccanismi di detox non bastano
piùDanno cellulare.
NECROSI
Morte successiva a danno irrecuperabile. Caratterizzata da due eventi importanti:
Digestione enzimatica della cellula: Contenuto della cellula necrotica digerito da enzimi lisosomiali,
oltre che da cellule infiammatorie, richiamate dal processo di necrosi.
Denaturazione delle proteine: Processi che inattivano le proteine, tra cui gli enzimi, denaturandole.
In base alla situazione, si può avere una prevalenza di uno dei due processi, da cui derivano quadri clinici
differenti:
Digestione: Tessuto risulta quasi liquefatto.
Denaturazione: Diminuzione dell’attività enzimaticaMantenimento di uno stato compatto.
Figure mielinicheAmmassi di fosfolipidi alterati che si accumulano nella cellula dopo alterazioni delle
membrane.
Durante il processo anche il nucleo subisce alterazioni e digestione, fino a scomparire.
Nel processo necrotico, ci sono 3 alterazioni specifiche e consequenziali:
Condensazione della cromatina (avviene anche nell’apoptosi).
Attivazione delle endonucleasi: Vanno a digerire il DNA.
Totale frammentazione del nucleo
Si rivelano in base al momento in cui il tessuto è osservato, anche se sono sovrapposti uno con l’altro.
Nell’apoptosi si ha una differente e più ordinata frammentazione del DNA, casuale invece nella necrosi.
Alla fine del processo non si osserva nulla, perché tutto viene fagocitato da fagociti.
QUADRI DI NECROSI TISSUTALE
Basati su aspetto macroscopico di tessuto necrotico:
Necrosi coagulativa: Tessuto si mantiene per qualche giorno. Si ha digestione cellulare poco
importante (denaturazione maggiore), che avverrà comunque col passare del tempo.
Molto diffusa, presente in caso di ipossia (in tutti i tessuti all’infuori del SNC).
Necrosi caseosa: Tipo particolare di necrosi coagulativa. Tipica dell’infezione tubercolare.
Necrosi gangrenosa: Altro tipo particolare di necrosi coagulativa. Verso gli arti inferiori, dovuta a
bassa perfusione. Può trasformarsi in colliquativa quando associata a infezione batterica (necrosi
umida).
Necrosi colliquativa: Prevale la digestione enzimaticaTrasformazione in materiale viscoso.
Spesso presente a lv del SN, oltre che in infezione batterica (che induce forte processo
infiammatorioaumento dell’attività enzimatica).
Necrosi grassa: Lipasi degradano materiale lipidico. Presente se vi è rilascio di questi enzimi da
parte di determinati organi (es. pancreas).
Necrosi fibrinoide: Riguarda immunopatologia.
INDICI PERIFERICI DI NECROSI
Durante il processo di necrosi, vi è rilascio di fattori intracellulari, che se ricercati possono permettere
diagnosi. Necessarie due caratteristiche:
Specificità: Devono essere più specifici possibile per il tessuto di derivazione.
Sensibilità: Devono essere riconosciuti con i dosaggi più piccoli possibile, così da permettere una
diagnosi precoce.
Alcuni esempi: 3
Transaminasi
Cheratin chinasi
Troponina
La necrosi può essere indotta da:
Danno chimico
Danno ischemico e ipossico: Tra le cause maggiori. Possibilità di adattamento tramite l’espressione
di MIF-1lalpha (fattore rilasciato in ipossia che, regolando l’attività genica, spinge verso la glicolisi
anaerobia.
Danno da Ischemia-PerfusioneRiperfusione di un organo o tessuto ischemico causa danni. Ciò
perché: Ritorno di O2 improvviso può causare eccessiva produzione di ROS da parte del
metabolismo cellulare.
Danno da ischemia può aver ridotto le quantità di enzimi per le ROS.
Vi è deposito di anticorpi sulle pareti di un vaso, quando questo viene riperfuso, che
possono attivare il complemento.
APOPTOSI
MECCANISMI DI APOPTOSI
2 vie principali di innesco dell’apoptosi:
INTRINSECA: Detta via mitocondrialePunto di partenza i mitocondri.
Vi sono una serie di proteine che regolano il processo: anti-apoptotiche (bloccano l’apoptosi), pro-
apoptotiche (stimolano l’apoptosi) e regolatorie dell’equilibrio tra i primi due gruppi. Tutte queste
fanno parte della famiglia BCLCapostipite di questo gruppo BCL2, molto presente in leucemie e
linfomi dove il gene codificante è molto espressoCiò perché questa è una proteina anti-
apoptotica, che permette quindi aumentata sopravvivenza delle cellule tumorali. Localizzata a
livello della membrana mitocondriale, dove ha anche funzione di regolazione della permeabilità
mitocondriale blocca il rilascio nel citosol di fattori che possono innescare l’apoptosi (es
Citocromo C).
Nelle cellule sane prevale l’espressione di proteine anti-apoptotiche.
Presenti nelle BCL sensori di danno e stressproteine che si attivano in situazioni anomale della
cellula (es. danno cellulare o mancanza di fattori di crescita), attivando proteine pro-apoptotiche.
ESTRINSECA: Parte tramite interazione tra recettori-ligandi (recettori di morte) di due cellule (una
apoptotica e una normale).
Per quanto riguarda i rec. di morte, hanno un dominio intracellulare DD (dominio di morte). Coppia
più famosa Fas-FasL Quando il recettore riconosce il ligando, assume forma
trimericatrasduzione del segnaleInterazione con proteina FADD (che possiede dominio di
morte)attivazione di proteine BCL.
Importante anche il recettore per il TNF (tra le più importanti citochine infiammatorie).
Le due vie hanno caspasi iniziatrici differenti, la cui regolazione avviene su più livelli:
In primis, le caspasi sono inattive in assenza di stimoli.
Necessaria la presenza di complessi molecolari per l’attivazione dei vari enzimi e la prosecuzione
del processo.
FASE EFFETTRICE
Ogni via ha il proprio complesso molecolare che si attiva: per la via estrinseca DISC, per quella intrinseca
l’apoptosoma, per poi convergere entrambe in una via in comuneattivazione delle caspasi effettrici.
Le due vie hanno anche inibitori dell’apoptosi: FLIP per la via estrinseca e XIAP per quella intrinseca, che
possono subire disregolazione in situazioni patologiche. 4
ESEMPI DI APOPTOSI
Deprivazione dei fattori di crescita: Situazione frequente, sia patologica che fisiologica
Danno al DNA: Resistenza all’apoptosi può essere regolata da proteina p53 (guardiano del
genoma)attivata quando vi è danno al DNA, blocca quindi la replicazione, così da poter provare a
riparare il genoma. Se la riparazione non avviene, questa proteina attiva una serie di fattori
inducenti apoptosi (eq. si sposta a favore delle proteine pro-apoptotiche). Alterazioni dei vari
meccanismi di regolazione può limitare il processo di apoptosi.
Linfociti: Vanno incontro ad apoptosi anche in situazioni fisiologicheProcesso fondamentale per
evitare l’innesco di reazioni autoimmuni, in questo caso è coinvolta soprattutto la via intrinseca.
Nonostante ciò, Fas-FasL è importante nell’eliminare cells. Immunitarie che hanno già portato a
termine il loro compito, e che devono essere eliminateNella ALPS (patologia autoimmune) si ha
iperproliferazione linfocitaria e attacco a diversi organi, dovuti a deficit ella funzionalità del
meccanismo di Fas-FasL.
Linfociti T citotossici e NK: Riconoscimento di cellule infettate da virus porta ad apoptosi
Stress del reticolo: Fenomeno innescato da proteine mal ripiegate, normalmente controllate da
chaperonineSuccessivamente al riconoscimento di proteine in questa condizione, si ha
inizialmente adattamento alla condizione, col tentativo di correzione (es. tramite aumento della
sintesi di chaperonine)Se ciò non è sufficiente, allora la cellula va incontro ad apoptosi.
Questi difetti delle proteine possono causare danno in diversi modi: Formazione di accumuli di
precipitati proteici, mancata secrezione di proteine destinate ad uscire, secrezione di proteine
alterate che modificano il microambiente.
MORTE CELLULARE
Indotta da infezioni virali: In base alla situazione e al tipo di virus si può avere sia apoptosi che
necrosi, quindi un danno indiretto o un danno diretto (causato direttamente dalla presenza del
virus), che può portare a necrosi tramite utilizzo dei nutrienti della cellula o induzione dello scoppio
della cellula (citopatici). Alcuni virus però possono causare danni a lv mitocondriale, innescando
morte per apoptosi direttamente o agendo su fattori regolatori dell’apoptosi.
Molti virus causano danno indiretto (derivante non dalla presenza del virus, ma dalla risposta
immunitaria conseguente) portandola a necrosi o apoptosi (tramite attività di cellule come linfociti
T citotossici o NK, oppure da fattori come anticorpi).
Indotta da radiazioni: Le radiazioni possono danneggiare il DNA portando ad apoptosi o necrosi, il
tutto dipendente dalla loro entità e dal tempo di esposizione.
Necroptosi: Necrosi e apoptosi sono i meccanismi di morte cellulare più importanti, ma non sono
gli unicive ne sono di non assimilabili all’uno né all’altro, tra cui la necroptosi: Presenta
caratteristiche miste tra le 2 principalisi ha rottura delle membrane (come nella necrosi) e
conseguente risposta infiammatoria, ed è derivante dall’attivazione di vie biochimiche (come
l’apoptosi) che però non coinvolgono le caspasivi sono delle proteine come RIP-1 e RIP-3, e
anche una caspasi (8) con ruolo diverso.
Questo processo avviene tramite interazioni di membrana recettore-ligando, tra le principali TNF-
TNFRIn base alla via innescata questo legame può portare apoptosi, necrosi o può esserci un
coinvolgimento nell’infiammazione (essendo TNF una citochina infiammatoria).
Autofagia: Meccanismo di morte cellulare, che in alcuni ha casi ha funzione di adattamento (non
porta necessariamente alla morte della cellula)In ambienti in cui vi è scarsità di nutrienti la cellula
può essere costretta ad autodigerirsi, e ciò avviene tramite attivazione di specifiche vie
biochimichevi è formazione di autofagosomi (vacuoli derivanti dall’inglobamento di componenti
della cellula in vescicole) che vanno poi a fondersi col lisosoma, i cui enzimi litici, grazie a pH acido,
possono digerirne il contenuto.
Meccanismo importante nei tumori in quanto le loro cells. Possono trovarsi spesso in condizione di
carenza di nutrienti.
Vi sono gruppi di geni associati all’autofagia.
Piroptosi: Può avvenire in concomitanza col rilascio di IL-1. 5
RECETTORI DELL’IMMUNITA’ INNATA
L’immunità innata inizia attraverso il riconoscimento di stimoli lesivi. Risposta specificaPer attivarsi
necessario un riconoscimento. Ha varie funzioni: contenimento del patogeno finché non entra in azione
l’immunità adattativa oltre che preparare l’immunità adattativa stessa.
Nello studio di questa immunità, Charles Janeway, ha elaborato il modello stranger modelL’immunità
innata può riconoscere qualcosa di “strano”, cioè qualcosa espresso dai patogeni, i PAMPs (molecole
pattern associate ai patogeni). Sono stati riconosciuti poi i DAMPsmolecole pattern associate al danno.
Polly Matzinger ha poi modificato il modello definendolo modello di pericolo: immunità innata può
riconoscere segnali di pericolo derivanti non necessariamente da agenti infettivi.
ATTIVAZIONE LEUCOCITARIA
Pattern molecolari (da ovunque provengano) attivano cells. infiammatorie attraverso recettoriQuesti rec.
sono importanti sia nella risposta immediata che nella risposta a lungo termine, in quanto andranno ad
attivare anche la risposta adattativa. L’immunità innata ha il ruolo anche di preparare e attivare la
successiva risposta immunitaria.
I rec.
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