ETICA SOCIALE-Filosofia morale
Contenuti corso per esame:
-Libri di 4 filosofi:
1.Heidegger - questione della spazialità. Testo: “costruire, abitare, pensare”
2.Merleau-Ponty. Testo: “fenomenologia della percezione”
3.Levinas - tema della dimora. Testo: “totalità e infinito”
4.Ricoeur - tema della memoria, le nostre esistenze sono imbevute di spazio e tempo. Testo: “passato,
memoria, storia, oblio in ricordare, dimenticare, perdonare” -Rapporto con il passato, Ricoeur: come
rapporto dinamico. Per Heidegger il passato è un essente stato, c’è nel modo del non esserci più, non
possiamo fare niente per far sì che quello che è accaduto non sia accaduto. Ma dato che quello che è
accaduto continua ad essere presente nello spazio d'esperienza come passato, questo suo essere
presente nello spazio di esperienza si gioca rispetto al significato che gli diamo. Non possiamo cambiare
ciò che è accaduto -->responsabilità etica nei confronti del passato. Il passato si gioca appunto nello
spazio di esperienza presente e in questo spazio d'esperienza contribuisce a creare l'orizzonte di futuro,
cioè l'aspettativa, l'orizzonte d'attesa che si proietta al futuro da uno spazio di esperienza.
-Testi prof. Danani (pdf):
1.giustizia spaziale: i luoghi sono porzioni di spazio qualificate, la dimensione della spazialità non è una
scenografia/palco ma è un contenuto di esistenza. Non è estranea, non è un accidente, ma attraverso la
dimensione della spazialità/ attraverso le configurazioni dei luoghi, passano anche contenuti di giustizia e
di ingiustizia (secondo il pensiero di Foucault). L’essere umano è un essere socio-spazio temporale.
2.legittimazione simbolica e politica: il testo fa capire come veicola in senso politico la spazialità nella
sua valenza simbolica, costruzione della comunità. Toponomastica, monumenti e disposizioni in città.
Monumento: riesce a prendere spazio nel tempo, è un medium e da significità e performatività. In
tedesco ha 2 significati: Denkmal: è il termine generico per monumento, statua o memoriale che
commemora una persona o un evento storico. Mahnmal: è un monumento specifico "ammonitore",
creato per ricordare atrocità o tragedie (come l'Olocausto) e indurre alla riflessione. Il monumento
⟶
ammonisce e fa pensare, è il medium attraverso cui far passare quella che è la convinzione o l'ideologia.
Le configurazioni spaziali mediano i significati e i comportamenti che si vogliono proporre (periodo del
nazional socialismo)
3.lo spazio e le donne: Lefebvre ci insegna che solo chi può decidere come costruire lo spazio è davvero
cittadino di un determinato posto. Se tu sei espropriato della possibilità di dire qualcosa su come
organizzare lo spazio che vivi, vuol dire che non hai piena soggettività politica. Il testo ha un focus sul
come le donne hanno trasformato gli spazi nelle città.
4.Abitare il futuro tecno digitale tra spinte, ambivalenze e incertezze: la rivoluzione digitale non ha
messo in mano nuovi strumenti ma ha trasformato l’ambiente in cui viviamo. Riguarda qualcosa in cui
siamo immersi e come la dimensione cibernetico-digitale trasforma il nostro modo di fare esperienza nel
mondo. Essere consapevoli di come la rivoluzione abbia trasformato e reso più complesso l’ambiente
circostante. Capire cosa significa vivere bene--> l’etica esige una riflessione antropologica e fisiologica,
ossia cosa succede all’umano in determinate condizioni
-Libro “le città invisibili” di Calvino: 3 città a scelta a cui applicare i testi
Simmel, testo “Lo spazio e gli ordinamenti spaziali della società”, in cui cerca di mostrare il
rapporto/relazione tra forme spaziali e gruppi sociali ---> non c’è determinismo spaziale ma una sorta di
co-costruzione, co-trasformazione perchè gli esseri umani sono attivi nei luoghi che abitano.
essere umano inteso come coscienza corporea o corpo coscienziale.
Corporeità e spazialità:
Dal libro: Fenomenologia della percezione -1945--->Merleau-Ponty: fenomenologo francese che ha
reinterpretato il concetto di essere e tempo di Husserl e Heidegger perché nei loro testi si è persa di vista
la spazialità e ha ridotto essere e tempo alla temporalità.
Essere umano è un corpo coscienziale, ha coscienza corporea ed è attraversato da coscienza. La
spazialità è intrecciata al tempo. L’essere umano si chiede “che ore sono” ma non si chiede “dove sono”-->
= abbiamo una familiarità con il mondo più antica del pensiero, siamo in presa diretta con il mondo e lo
spazio prima ancora che concettualizziamo la cosa. L’essere umano non pensa lo spazio e il tempo ma lo
inerisce/lo abita, il proprio corpo si applica ad essi.
Mi muovo nel mondo e lo imparo a conoscere. Il soggetto che è venuto al mondo è corpo coscienziale e
coscienza corporea agisce, pensa, si muove. La corporeità è soggetto e oggetto contemporaneamente
⟶
perchè è attraversata dalla coscienza.
-Tutti noi seguiamo una traccia ma non sviluppiamo un senso dell'orientamento. Ma com'è possibile? Da
che cosa può venire? per Merlau-Ponty abbiamo un rapporto con il mondo più antico del pensiero, un
rapporto non estrinseco. Nel mondo siamo in continuo scambio con ciò che incontriamo.
Viviamo nel mondo ma anche del mondo: il nostro vivere nel mondo ha serie di implicazioni con varie
dimensioni di rinvio. La familiarità con il mondo ci fa dire che l’essere umano vive DEL mondo e proprio
per questo spesso l’uomo è cieco della propria spazialità.
-Le proporzioni e gli elementi materici comunicano significatività e performatività. Allo stesso modo un
edificio comunica in modo differente da un altro.
Teoria della neuro estetica: I neuroni specchio sono una classe di cellule nervose, scoperte dal team di
neuroscienziati di Giacomo Rizzolatti negli anni '90, che si attivano sia quando compiamo un'azione
finalizzata, sia quando osserviamo la stessa azione compiuta da un altro soggetto, ci fanno cogliere i
modi di fare della persona e ci fanno entrare in relazione con essa--> Funzionano anche quando abbiamo
a che fare con elementi che si incontrano nello spazio (edifici, opere d’arte ecc).
Siamo esseri relazionali fin dalla nascita e siamo costituiti relazionalmente = il soggetto che è corpo
coscienziale o coscienza corporea, è inserito nelle relazioni che vive con altri esseri umani e ambiente,
che avvengono all’interno di mediazioni spaziali. Spazio pubblico media relazione con gli altri e noi stessi
Luoghi: I luoghi hanno una dimensione di significatività e di performatività. Si caratterizzano per diverse
dimensioni. Si danno queste dimensioni nel modo di offrire condizioni di possibilità, sono dinamici grazie
a coloro che ci mettono mano, li interpretano e li descrivono, ricco di narrazioni. Riguardano l’esistenza
degli esseri umani
Il “chi” del luogo di cui si parla è l’essere umano
⟶ Interrogazione sull’essere. L’essere umano è un essere che vive in un corpo, è qualcosa che fa
⟶
esperienza del mondo attraverso la propria corporeità, di essere una coscienza incarnata. Conosce il
mondo in prospettiva, in ciò che conosce si rivela una spinta ad andare oltre, conoscere in prospettiva
per adombramenti parte dal null punckt: punto zero della conoscenza: è la nostra corporeità, mentre
⟶
noi conosciamo il mondo, non riusciamo contemporaneamente a mettere a fuoco noi stessi conoscendo
il mondo.
L’essere umano è trascendentalmente allocato da qualche parte, in quanto esiste
Conoscere la realtà e trasformarla: Bisogno di conoscere il mondo accresce con l'incontro con lo sguardo
dell'altro che potrà aiutarvi perché attraverso la sua prospettiva, avrà visto altre realtà e si sarà spostato
verso altri adombramenti. La verità è inesauribile. È qualcosa a cui ci approcciamo sempre a partire dalla
nostra prospettiva, dal qui e ora dove siamo, in compagnia con altri e altre e in presa diretta con il mondo
che si offre alla conoscenza--> = modo di stare al mondo per gli esseri umani
Non è impresa sul mondo in tutte le posizioni, perché la sua coesistenza con il mondo polarizza
l'esperienza e fa sorgere una direzione.
Rapporto con lo spazio e il pensiero--> abitare il mondo. N.B: Non siamo in questo spazio e in questo
tempo come ci stanno le cose. L’umano abita lo spazio e il tempo.
“Lo spazio e in generale la percezione, denotano nel cuore del soggetto il fatto della sua nascita, l'esser
venuto al mondo, l’apporto perpetuo della sua corporeità, una comunicazione con il mondo più vecchia
del pensiero”. Noi non vediamo il tempo e lo spazio ma li viviamo
⟶
“Lo spazio riposa sulla nostra fatticità. Non è né un oggetto né un atto di collegamento del soggetto. Non
si può osservarlo perché è presupposto in ogni osservazione, né vederlo uscire da un'operazione
costituente, poiché gli è essenziale esser già costituito. Ed è così che esso può dare magicamente al
paesaggio le sue determinazioni spaziali, senza mai apparire in prima persona” Noi in prima persona
⟶
non incontriamo lo spazio e il tempo. Noi viviamo di spazio e di tempo, di spazialità e di temporalità, e la
loro coniugazione sono i luoghi come accadere, di condizioni, di possibilità in una certa porzione di spazio
e in un certo momento --->Spazialità di situazione = uomo vs differente da spazialità di posizione=
oggetti
Dal libro: essere e tempo - Heidegger, 1935. Comincia a rivedere questa posizione e si accorge che non
può più interpretare la domanda originaria su che cos'è l'essere riducendo a temporalità/ riducendo
l'evento, l'accadere dell'essere a temporalità, e parla quindi di gioco spazio temporale.
QUI ed ora, spazio da cui guardo il mondo. Il qui è un concetto relativo, si definisce sulla base delle
relazioni con tutti la che non sono il mio qui. Essere umano sta sempre in un qui= luogo dove si sta, offre
condizione di possibilità.
I luoghi in cui viviamo la nostra esistenza sono contenuti di esistenza, offerta di condizioni di possibilità
che possono inibire alcune pratiche e favorirne altre. Non sono semplici scenari. Non sono affatto neutri,
cambiano le condizioni di possibilità in cui gioco la mia esistenza e quella degli altri. Lo stesso luogo
⟶
offre condizioni di possibilità differenti, il soggetto che esiste è contemporaneamente attivo e passivo, è
un essere che riceve e allo stesso tempo interviene l’essere umano è un essere che vive del mondo,
⟶
costruisce sè in relazione multidimensionale con il mondo, con gli altri. Il mio modo di essere al mondo
influisce sulle condizioni di possibilità che si danno per gli altri che in questo mondo esistono o che
potranno esistere--> si allarga la responsabilità, riguarda la stessa costruzione di se e dei soggetti che
vivono tra noi. Dal libro: costruire, abitare e pensare - Heidegger, 1951. L’abitare è
Concetti di Abitare e costruire.
il modo di essere al mondo degli esseri umani. Usa la via della filologia mettendo in evidenza l’andare alle
cose stesse, per far emergere che tipo di esperienza facciamo del mondo, attraverso il linguaggio e l’uso
della parola
Abitare : risultato del costruire. Dimensione dell’abitare, farci rendere consapevoli che si tratta di un
modo di essere al modo dell’essere umano. L’essere in un luogo per l’umano è una spazialità di
situazione al contrario degli oggetti che hanno una spazialità di posizione Noi siamo nei luoghi nel
⟶
modo di abitarli. Non cambia solo la posizione ma la situazione, ci sono relazioni e condizioni di
possibilità
Che cos’è l’abitare? = modo di essere al mondo, per Heidegger abitare è l’obbiettivo per cui si
costruisce. Il nostro modo di porci le domande non è neutrale--> il nostro porci una domanda è già
indirizzato a porci una risposta. Tutte le volte in cui formuliamo una domanda proviamo a verificare se
l’abbiamo formulata in un modo radicale. Rapporto mezzo-fine.
Rapporto: abitare e costruire, stanno nella relazione del fine al mezzo abitare è il fine per cui si
⟶
costruisce. Non dobbiamo porci dei limiti alle domande che ci facciamo, se noi diciamo che il fine del
costruire è l’abitare ci stiamo ponendo un limite perdiamo di vista la possibilità di comprendere a piano
ciò di cui stiamo parlando. Infatti tutte le costruzioni sono abitazioni. Essere uomo significa essere sulla
terra come uomo mortale, che abita.
Per capire se abbiamo posto in modo giusto la domanda bisogna focalizzarsi su degli elementi di
attenzione, punti di vista, bisogna decentrarsi. Heidegger come metodo usa il linguaggio e il dialogo per
⟶
decentrarsi. Bisogna ascoltare, scavare nel significato delle parole, interrogare le condizioni di possibilità
Non ci limitiamo ad abitare: Ich bin= il modo in cui io sono, sulla terra. Essere uomo significa essere
sulla terra come mortale e cioè abitare. l’uomo è in quanto abita
Costruire: Che cosa significa costruire? l’antica parola tedesca per bauen (costruire) è buan ossia
abitare, nel senso di soggiornare/trattenersi/rimanere, l’uomo è in quanto abita, ma ha anche un
significato ulteriore ossia custodire e coltivare, si protegge la crescita che porta di per se i frutti. Ci dice fin
dove arriva l’essenza dell’abitare, infatti si abita ma si fanno anche altre attività nel mondo. Non ci
limitiamo a produrre ma anche proteggere.
“Finché noi vediamo la cosa entro i limiti della prospettiva si assume l’abitare e il costruire come due
attività separate. Tuttavia attraverso lo schema fine mezzo. Noi, nello stesso tempo ci precludiamo
l'accesso ai rapporti essenziali”--> lasciarci pre-imporre un certo modo di vedere senza interrogarci a
fondo ci preclude l’accesso ai rapporti essenziali il costruire è già in se stesso un abitare. Costruire
⟶
dipende dal come si sta in questo mondo= relazione costitutiva
A seconda di come abito il mondo costruisco nel mondo che a sua volta rende possibile il dimorare.
Uomo come padrone, rapporto di sovranità perchè costruisce nel mondo, usa il mondo con cui ha a che
fare--> modo di abitare il mondo non consapevole, perchè si è anche un abitante nel mondo = a seconda
di come si abita il mondo si costruisce e a seconda di come si costruisce, si rende possibile abitare
il mondo.
Abitare il mondo avviene in forme: 1.produrre 2.coltivare: ciò con cui entro in contatto abitando il
mondo possa svilupparsi per quello che è. Non bisogna confonderle, ci sono modalità diverse
Se ascoltiamo ciò che il linguaggio ci dice nella parola bauen, costruire, apprendiamo 3 cose:
1.costruire è propriamente abitare: è perchè si abita che si costruisce
2.l’abitre è il modo in cui i mortali sono sulla terra
3.il costruire come abitare si dispiega nel costruire che coltiva ciò che cresce, e nel costruire che edifica
costruzioni
Si costruisce nel modo in cui si abita, a seconda di come io abito il mondo e ci sto dentro. Non tutto il
modo di stare al mondo richiede un costruire a volte bisogna usare un modo più conservativo, coltivare
Come facciamo a capire qual è il modo per cui si abita bene il mondo, quali direttrici darci? --->
quadratura. Il modo di stare al mondo segue 4 direttrici= cardini di orientamento che dicono come
l’essere umano sta al mondo (la terra sulla terra, sotto il cielo, davanti ai divini con i mortali). Le 4
direttrici sono tutte collegate, si innescano sul modo di essere dell’abitare:
1.terra: l’uomo è sulla terra. “La terra è quella che servendo sorregge, che fiorendo dà frutti, che si distende
inerte nelle rocce, nelle acque vive nelle piante, negli animali”. La terra non è stata costruita dall’uomo. Siamo
radicati in una riserva di esistenza, di vita. Terra è riserva di energia, permette la crescita di ciò che cresce,
da alle cose la possibilità di essere. L’essere umano viene al mondo con questa riserva di energia, non
fatta da lui.
2.cielo: “il cammino arcuato del sole, il vario apparire della luna nelle sue diverse fasi, il luminoso corso delle
stelle, le stagioni dell'anno, il loro volgere la luce, il declino del giorno, il buio, il chiarore della notte, la
clemenza, clemenza del tempo, l'addensarsi delle nuvole e l'azzurra profondità dell'etere”. Il cielo è
esattamente ciò in cui appare ciò che appare = il tempo. Il nostro essere è mediato dal tempo, Tutto si da
sulla terra ma sotto il cielo. La terra che è riserva di energia fa essere all’interno di un contesto temporale
e storico.
3.divini: l’essere umano è al cospetto dei divini più che non immediatamente della divinità. “Nel sacro
dispiegarsi della loro potenza, il Dio appare nella sua presenza o si ritira nel suo nascondimento. Quando
nominiamo i divini, pensiamo già anche insieme, gli altri tre”. Abitare vuol dire anche avere la
consapevolezza di essere al cospetto di qualcosa di più grande di noi, intenzionalità al Dio. Il divino si
rivela a partire da una sua iniziativa, è qualcosa che ci si ritrova, non lo decidiamo noi
4.mortali: gli uomini sanno di essere esseri mortali. L’essere umano ha la capacità di avere la
consapevolezza della propria mortalità, coglie il fa
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.