Riassunti TFA sostegno prova scritta
Competenze socio-psico-pedagogiche
Competenze su intelligenza emotiva
Competenza su creatività e pensiero divergente
Competenze di governance scolastica
2023
Indice
- 01 ---------------------------------- 03 Autonomia scolastica
- 02 -------------------------------------- 04 Relazione educativa
- 03 ------------------------------------- 05 Orientamento / PCTO
- 04 ---------------------------------------- 05 Approcci didattici
- 05 ------------------- 08 Competenze chiave di cittadinanza
- 06 ---------------------- 10 Certificazione delle competenze
- 07 --------------------- 10 RAV - Rapporto di autovalutazione
- 08 --------------------------------- 11 Piano di miglioramento
- 09 --- 11 Ruolo delle famiglie/patto di corresponsabilità educativa
- 10 ------- 12 Forme di collaborazione interistituzionale
- 11 ------------------------------------------------ 12 Valutazione
- 12 ------------------ 13 Continuità orizzontale e verticale
- 13 ---------------------------- 14 Integrazione ed inclusione
- 14 ------------ 14 Individualizzazione e personalizzazione
- 15 -- Modalità di raccordo tra docente di sostegno e docente curricolare 14
- 16 ----------------------- 15 Ruolo del docente di sostegno
- 17 ----------- 7 punti chiave per una didattica inclusiva 16
- 18 ------------------------- 18 Motivazione e apprendimento
- 19 --------------------- 19 Creatività e pensiero divergente
- 20 ----------------------- 20 Intelligenza emotiva ed empatia
01 Autonomia scolastica
Il riconoscimento costituzionale dell’autonomia scolastica delle istituzioni scolastiche è stato preceduto dalla legge n. 59/1997, nota come legge Bassanini. La sua principale traduzione operativa fu il D.P.R. n. 275/1999, “Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche”.
L’autonomia si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana; gli interventi educativi previsti devono essere coerenti con i diversi contesti territoriali, con la domanda delle famiglie e con le caratteristiche degli alunni: l’obiettivo è quello di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e apprendimento e garantire agli studenti il successo formativo mediante l’utilizzo di risorse umane, economiche e strutturali.
Il Regolamento detta la disciplina generale dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, in particolare per quanto concerne:
- L’offerta formativa;
- L’autonomia didattica;
- L’autonomia organizzativa;
- L’autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo;
- L’autonomia di associarsi in rete.
Art. 3 PTOF (ex POF)
È il documento fondamentale, costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche; si sostanzia nella realizzazione di interventi di educazione ed è garanzia di pluralismo culturale e di libertà di insegnamento.
A causa di una maggiore complessità della progettazione formativa, unita all’esigenza di dare un minimo di stabilità all’organico funzionale della scuola, si è deciso attraverso la legge n. 107/2015, cosiddetta “Buona Scuola”, di ampliare l’orizzonte temporale del POF, portandolo a tre anni.
Il piano triennale dell’offerta formativa sviluppa le linee progettuali costruite, con la partecipazione di tutte le componenti dell’istituzione scolastica, sulla base delle analisi dei bisogni formativi. Il Piano è elaborato dal Collegio dei Docenti e approvato dal Consiglio di Istituto. Nella predisposizione del PTOF, nelle scuole secondarie di secondo grado, il Dirigente Scolastico deve tenere conto delle proposte formulate dalle associazioni degli studenti.
Art. 4 Autonomia didattica
L’autonomia didattica prevede che le scuole possano regolare in autonomia i tempi dell’insegnamento e dello svolgimento delle singole discipline e attività nel modo più adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento degli alunni.
Nell’ambito dell’autonomia didattica possono essere programmati, anche sulla base degli interessi manifestati dagli alunni, percorsi formativi che coinvolgono più discipline e attività, nonché insegnamenti in lingua straniera in attuazione di intese e accordi internazionali.
Possono essere, inoltre, attivate iniziative di recupero e sostegno, di continuità e di orientamento scolastico e professionale, coordinandosi con le iniziative eventualmente assunte dagli enti locali. La scelta, l’adozione e l’utilizzazione delle metodologie e degli strumenti didattici, ivi compresi i libri di testo, devono essere coerenti con il PTOF e sono attuati con criteri di trasparenza e tempestività.
Le principali forme di flessibilità che un’istituzione scolastica può adottare per esercitare la propria autonomia didattica sono: l’articolazione modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina e attività; l’attivazione di percorsi didattici individualizzati; l’aggregazione delle discipline in aree e ambiti disciplinari; l’articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di studio; la definizione delle festività nazionali per l’anno scolastico in corso. 3
Art. 5 Autonomia organizzativa
L’autonomia organizzativa è espressione di libertà progettuale purché sia coerente con gli obiettivi generali e specifici di ciascun tipo e indirizzo di studio e indirizzata al miglioramento dell’offerta formativa.
Tra le espressioni di autonomia organizzativa rientrano: gli adattamenti del calendario scolastico in relazione alle esigenze derivanti dal PTOF, l’organizzazione flessibile dell’orario del curricolo e la possibilità di diversificare nelle classi le modalità di impiego dei docenti.
Art. 6 Autonomia di ricerca sperimentazione e sviluppo
L’autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo consente alle istituzioni scolastiche, singolarmente o tra loro associate, di rispondere meglio alle esigenze delle realtà locali.
Ciò può essere realizzato curando: la formazione e aggiornamento culturale e professionale del personale scolastico, l’innovazione metodologica e disciplinare, la ricerca didattica sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, gli scambi di informazioni, esperienze e materiali didattici.
Art. 7 Reti di scuole
Le istituzioni scolastiche possono promuovere tra loro accordi di rete, aperti all’adesione di tutte le istituzioni scolastiche che intendano parteciparvi, aventi per oggetto attività didattiche, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, di formazione e aggiornamento, di amministrazione e contabilità, di acquisto di beni e servizi, di organizzazione e di altre attività coerenti con le finalità istituzionali.
L’accordo di rete tra istituzioni scolastiche deve individuare: 1. l’organo responsabile della gestione delle risorse e del raggiungimento delle finalità del progetto; 2. la durata dell’organo responsabile della gestione delle risorse e del raggiungimento delle finalità del progetto; 3. le competenze e i poteri dell’organo responsabile della gestione delle risorse e del raggiungimento delle finalità del 02 progetto; le risorse professionali e finanziarie messe a disposizione della rete dalle singole istituzioni.
02 Relazione educativa
Il processo didattico si basa sulla relazione tra docente e discente: la creazione di una relazione educativa efficace è uno dei principali obiettivi del ruolo del docente, poiché quando positiva favorisce la trasmissione di conoscenze e l’acquisizione di competenze durature.
La relazione educativa è una relazione asimmetrica orientata all’apprendimento, verso il quale l’insegnante, dotato di conoscenze, competenze e metodologie conduce il discente.
Tuttavia, pur non mettendo in discussione la natura asimmetrica della relazione fra insegnante ed alunno, ognuno con i propri ruoli e caratteristiche differenti, si ravvisa il riconoscimento reciproco di essere simili, di avere pensieri, emozioni e idee degne di ugual rispetto e valore, trattandosi di persone in costante dialogo che devono influenzarsi e “contaminarsi” a vicenda.
Così il processo educativo diventa una forma di relazione in cui il dialogo diviene un’occasione di reciproco apprendimento e ciascuno apporta un contributo insostituibile. Proprio per questo motivo, l’insegnamento che si fa in una dimensione di reciprocità è un insegnamento che, oltre a saper dare, sa anche ricevere.
Essere un buon insegnante non vuol dire semplicemente veicolare il sapere ma anche riuscire a trasmetterlo nel modo giusto, non concentrandosi solo sul risultato didattico, sulla performance dell’alunno.
In ambito scientifico c’è ormai comune accordo nel sottolineare che i processi di apprendimento hanno luogo soprattutto nell’ambito di un contesto relazionale: per realizzare una relazione educativa/comunicativa efficace e motivante il docente deve creare un clima positivo, comunicando in modo chiaro, favorendo la partecipazione di tutti gli alunni e una collaborazione emotiva tra di essi, valorizzando l’impegno, sottolineando positivamente i punti forti di ogni percorso effettuato per poi concentrarsi sulle difficoltà non ancora superate, sempre mantenendo un atteggiamento incoraggiante e partecipe durante la realizzazione del compito. 4
03 Orientamento / PCTO
L’attività di orientamento scolastico e professionale si propone principalmente di portare le persone ad una maggiore consapevolezza di se stesse, delle proprie attitudini e motivazioni. Punta, inoltre, ad assicurare la conoscenza di tutte le possibilità disponibili nei settori dell’educazione, della formazione e delle professioni.
L’attività di orientamento scolastico riguarda tutti i gradi di scuola, dall’infanzia alla scuola secondaria, ma è in quest’ultima che svolge un ruolo particolarmente importante.
Per avvicinare la scuola al mondo del lavoro, la Legge 107/2015 ha previsto la realizzazione di percorsi obbligatori di alternanza scuola-lavoro per tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori, oggi rinominati “Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento”, in breve PCTO.
I Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento rappresentano una metodologia didattica integrata alla formazione in aula, con la quale trasferire agli alunni conoscenze e abilità curricolari, creando esperienze formative utili a comprendere meglio come funziona il mondo del lavoro.
Nello stesso tempo gli studenti sono in grado di acquisire le cosiddette competenze trasversali, soft skills, cioè qualità applicabili a diversi contesti oggi molto richieste ai giovani in ambito lavorativo. I percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento vengono inquadrati nel contesto dell’intera progettazione didattica, pertanto costituiscono un aspetto fondamentale del piano di studio.
Sono strutturati in modo tale da poter offrire opportunità didattiche che consentano agli alunni di conoscere meglio se stessi, di misurarsi con compiti significativi, di riconoscere le proprie potenzialità e di operare scelte consapevoli. Inoltre hanno la funzione di supportare l’alunno nell’acquisizione di strumenti cognitivi, emotivi e relazionali.
04 Approcci didattici
Didattica esperienziale/laboratoriale
L’apprendimento esperienziale costituisce un modello di apprendimento basato sull’esperienza, sia essa cognitiva, emotiva o sensoriale.
Il processo di apprendimento si realizza attraverso l’azione e la sperimentazione di situazioni, compiti, ruoli in cui il soggetto, attivo protagonista, si trova a mettere in campo le proprie risorse e competenze per l’elaborazione e/o la riorganizzazione di teorie e concetti volti al raggiungimento di un obiettivo.
L’apprendimento esperienziale consente al soggetto di affrontare situazioni di incertezza sviluppando comportamenti adattivi e migliorando, nel contempo, la capacità di gestire la propria emotività nei momenti di maggiore stress psicologico.
Consente inoltre di sviluppare le proprie abilità di problem solving, anche attraverso l’abilità creativa, e di far acquisire auto-consapevolezza mediante auto-osservazione ed etero-osservazione al fine di ridefinire eventuali atteggiamenti inadeguati e di valorizzare i comportamenti costruttivi.
L’esperienza così acquisita diviene patrimonio di conoscenza del soggetto e costituirà il nuovo punto di partenza di ulteriori evoluzioni. Esempi di attività di apprendimento esperienziale includono gite sul campo, educazione all’aria aperta, lavoro di gruppo dentro e fuori l’aula e attività di discussione.
EAS, episodi di apprendimento situato
EAS, episodi di apprendimento situato: l’EAS o Episodio di Apprendimento Situato riguarda attività di insegnamento e apprendimento che attraverso un contenuto circoscritto, uno sviluppo temporale ridotto e un agire contestualizzato si propone come forma di insegnamento efficace e opportunità di apprendimento significativo.
La metodologia si articola in tre fasi: 5
Nella fase preparatoria l’insegnante fornisce uno stimolo e dà una consegna: disegna ed espone un framework concettuale e assegna i compiti. Lo studente svolge i compiti assegnati: ascolta, legge e comprende, raccoglie informazioni su un tema o problema, nel contesto metodologico del problem solving.
Nella fase operatoria l’insegnante organizza il lavoro individuale e/o di gruppo e definisce i tempi dell’attività. Lo studente produce e condivide un artefatto nella logica didattica del learning by doing.
Nella fase ristrutturativa l’insegnante valuta gli artefatti, corregge e fissa i concetti. Lo studente analizza criticamente gli artefatti e sviluppa riflessione sui processi attivati secondo il concetto del reflective learning.
L’EAS si basa sulla didattica laboratoriale, che pone lo studente in maniera attiva e operativa di fronte al problema, sul rovesciamento della lezione, che anticipa il lavoro degli studenti a casa proponendo compiti sfidanti, e sulla meta-cognizione che induce lo studente a riflettere sulle azioni svolte.
Didattica inclusiva
La didattica inclusiva rappresenta un modello d’insegnamento democratico, che permette agli allievi di esprimere le proprie idee e valorizzare la propria partecipazione: alla base dell’inclusione scolastica c’è il rispetto della diversità.
Nasce come modello di insegnamento nei confronti di ogni alunno che manifesti un bisogno educativo speciale per motivi fisici, biologici, fisiologici ma anche psicologici o sociali, fornendo una risposta personalizzata a tale bisogno.
La didattica dell’inclusione si prefigge l’obiettivo di creare le condizioni di apprendimento ottimali ad appianare la difficoltà e le differenze, con la finalità di mettere ogni alunno nelle condizioni di scoprire, valorizzare ed esprimere al massimo il proprio potenziale.
È una didattica rivolta a tutti e a ciascuno, è organizzata con diverse modalità e approcci adatti alla specificità di ogni alunno e prevede l’adeguamento degli obiettivi curricolari attraverso gli strumenti della didattica personalizzata.
Inoltre, organizza ambienti di apprendimento e realizza strategie didattiche finalizzate allo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e consente a tutti gli alunni di raggiungere il massimo grado possibile di apprendimento e partecipazione sociale, valorizzando le differenze individuali presenti nel gruppo classe.
Le strategie attuabili sono molteplici e spesso si basano sull’incentivazione di nuove modalità di apprendimento tra cui: l’integrazione della tecnologia nella didattica, il cooperative learning, la didattica meta-cognitiva, la didattica laboratoriale e l’utilizzo della LIM.
Cooperative learning: è una metodologia estremamente utile per realizzare una didattica inclusiva poiché si basa sul lavoro di gruppo: la collaborazione e la cooperazione degli studenti determina un effetto sinergico capace di produrre risultati superiori alla somma degli sforzi individuali e delle capacità dei singoli.
Inoltre, nei gruppi di cooperative learning, che vanno formati seguendo un criterio di eterogeneità, ciascuno è responsabile non solo del risultato finale ma anche dello specifico compito che deve svolgere per poterlo realizzare insieme agli altri.
Infine, viene favorita l’interdipendenza positiva tra i partecipanti i quali si p
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