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Tecniche geografiche (dalla cartografia al GIS)

Una carta geografica non è una raffigurazione imparziale e scientificamente attendibile di un territorio, ma piuttosto la rappresentazione di un punto di vista. Bisogna partire da questo presupposto per affrontare in maniera consapevole lo studio della cartografia. Le carte sono una riproposizione visiva delle scelte operate dal cartografo e sono basate sulla decisione di mettere in risalto determinati aspetti a discapito di altri, al fine di veicolare un preciso messaggio.

Le tappe fondamentali delle tecniche geografiche

Le tappe fondamentali delle tecniche geografiche sono le seguenti:

  • Nelle civiltà antiche, le prime visioni del mondo non furono basate sull’osservazione della Terra, ma fortemente influenzate dalla filosofia ed ebbero come obiettivo principale la diffusione dei miti che confermassero la superiorità dell’autorità costituita (re, faraoni), e la relativa corrispondenza con la forma del mondo.
  • Il mondo greco ha dato un importante contributo allo sviluppo della Geografia e delle rappresentazioni grafiche del mondo con Pitagora che fu ipotizzata la forma sferica del pianeta. Infatti, essendo questa perfetta, venne considerata l’unica forma accettabile per la Terra.
  • In contrapposizione al pensiero pitagorico, Erodoto fu il primo a proporre un approccio più empirico all’osservazione dello spazio geografico, non più attraverso il calcolo matematico, piuttosto mediante viaggi ed esplorazioni.
  • Un decisivo cambio di rotta si ebbe durante l’età di Pericle e grazie all’avvento della democrazia. La rappresentazione dello spazio universale doveva essere razionale, non più influenzata dal mito del potere divino, e pertanto riproporre fedelmente lo spazio geografico e i rapporti che esistevano tra questo e i cittadini della polis.

Sviluppo della cartografia

Dal punto di vista campocartografico nel III secolo a.C. Eratostene di Cirene fu il primo ad affrontare il problema della proiezione cartografica, e sempre a lui si devono l’ideazione del sistema di coordinate (latitudine e longitudine). Nell’età imperiale, le concezioni di Strabone non riscossero molto successo, a differenza dell’opera di Tolomeo, considerato il geografo dell’impero romano nel suo massimo splendore. Il suo apporto alla cartografia è sicuramente importante, grazie anche alla creazione di mappe incentrate sia sull’intero ecumene che sulle singole province romane. Si tratta di mappe basate su principi scientifici ma comunque migliorate rispetto al passato. Tolomeo infatti migliorò notevolmente il metodo delle proiezioni, il fine della geografia doveva essere rappresentare la terra nella sua totalità.

L'evoluzione nel Medioevo

Il Medioevo è spesso descritto come un periodo colmo di contraddizioni, questa concezione sussiste anche in campo geografico. Infatti, da un lato la visione dominante venne fortemente influenzata dal pensiero religioso, le mappe che simboleggiarono appieno il pensiero dominante sono le cosiddette mappe mundi a T e O. Si tratta di mappe in cui i fiumi Nilo e Don formano la barra orizzontale della lettera T, e il Mar Mediterraneo rappresenta la barra verticale. Al contempo, i tre continenti sino ad allora conosciuti assumono la forma di una O. Dall’altro lato, nel Medioevo vennero prodotte le prime carte navali che ebbero unicamente una funzione strumentale, ovvero tracciare le rotte e individuare gli approdi sulle costemediterranee.

Il pensiero geografico tra XVII e XVIII secolo

Il pensiero geografico dominante tra il XVII e il XVIII secolo sorge in Portogallo e nei Paesi Bassi. Nel primo caso, l’osservatorio allestito da Enrico il Navigatore e nel quale si raccoglievano i più esimi geografi, matematici e cartografi dell’epoca svolge un ruolo fondamentale per i nuovi progressi della disciplina. Nei Paesi Bassi e nelle Fiandre, invece, si sviluppano una serie di laboratori artigiani come quello in cui opera Gerhard Kremer, detto Mercatore, fabbricando strumenti di misura e costruendo quella carta geografica che ha avuto un’influenza decisiva nel corso della storia. Nella sua proiezione, l’Europa risulta più grande dell’America meridionale a causa della posizione data a quest’ultima, a cavallo dell’equatore. La scelta dell’autore di alterare la misura delle superficie è dovuta al solo scopo di calcolare più facilmente la rotta delle navi. Il suo obiettivo è quello di rispondere a una esigenza concreta, solo in un secondo momento la sua proiezione verrà utilizzata in senso propagandistico, per supportare l’idea di una superiorità bianca ed europea rispetto agli altri popoli.

Il contributo di Arno Peters

Nella carta, infatti, l’Europa si trova nel centro ottico della mappa, le terre abitate dagli europei e dai bianchi in generale appaiono molto più grandi di quelle occupate dagli altri popoli e la linea dell’Equatore è rappresentata così in basso che 2/3 della mappa sono occupati dal solo emisfero Nord. La mappa del Mercatore sarà poi contestata da Arno Peters, un cartografo tedesco, il quale diventa celebre per aver creato una nuova proiezione cartografica della terra, denominata appunto “Carta di Peters” e pubblicata nel 1973, in cui le superfici dei continenti subiscono distorsioni meno drastiche. Tuttavia, come ogni proiezione, anche questa perde precisione sotto alcuni punti di vista e in particolare nella rappresentazione delle distanze verticali.

Geografia moderna e mappe

Nell’Ottocento la Geografia moderna si impone come disciplina di studio all’interno delle università soprattutto perché si dimostra utile alle esigenze dei potenti. Secondo Harley, “Le mappe sono rappresentazioni grafiche che facilitano una comprensione spaziale di cose, concetti, condizioni, processi o eventi nel mondo”, ma proprio per questo sono lontane dal possedere un carattere obiettivo e pienamente scientifico. I fattori di mappe non si limitano a raffigurare il mondo, lo costruiscono sulla base delle idee vigenti nella loro epoca. Le mappe geografiche rappresentano, infatti, vividamente gli ambienti e le circostanze nelle quali sono state create. Insomma, tutte le mappe hanno tanto influenzato quanto riflesso gli eventi contemporanei e, leggendole, si possono meglio comprendere le civiltà che le hanno prodotte. Sebbene il modo in cui si producono le rappresentazioni cartografiche stia cambiando di nuovo sensibilmente, secondo Brotton, le carte di oggi non sono da considerarsi più definitive o oggettive di un tempo: continuano a ricreare e mediare la concezione che si ha del mondo.

Tipologie di carte geografiche

Oggi esistono numerose tipologie di carte geografiche. Innanzitutto, va detto che questi oggetti sono rappresentazioni della Terra in dimensioni ridotte, simboliche e approssimate. Per raffigurare su un piano la superficie della Terra è necessario ricorrere a delle trasformazioni geometriche, dette proiezioni cartografiche. In base alle loro caratteristiche, è possibile distinguere tra proiezioni equidistanti, quando mantengono le proporzioni tra le distanze, come nel caso delle carte stradali; proiezioni equivalenti, che mantengono proporzionali le aree, a questa categoria appartengono le carte fisiche e politiche; e infine, le proiezioni isogone che mantengono esatti gli angoli tra meridiani e paralleli.

Tipi di mappe

Le carte assumono nomi diversi in base alla porzione di superficie terrestre da rappresentare. I mappamondi o planisferi rappresentano il mondo intero. Mentre le carte geografiche raffigurano un continente o una vasta regione, utilizzando una scala che va da 1:50 milioni a 1:100000. Se la porzione di territorio da descrivere è meno estesa si utilizzano le carte topografiche, con una scala compresa tra 1:100000 e 1:10000. Infine, la mappa è il tipo di carta più dettagliata, e si rifà a una scala inferiore al 10000. Nel caso una mappa venga utilizzata per rappresentare una città, prenderà il nome di pianta.

Telerilevamento e GIS

Un’altra tecnica per osservare e ottenere informazioni circa fenomeni relativi alla superficie terrestre è il telerilevamento. Attraverso l’utilizzo di sensori e strumenti posti lontano dal soggetto o dall’oggetto studiato, come sui satelliti, è possibile registrare informazioni utili. Attualmente questa tecnica ha numerose applicazioni: dallo studio delle condizioni dell’ambiente naturale, ad esempio in campo meteorologico e viene anche per constatare i danni causati da disastri naturali e per conoscere le condizioni d’accesso utili ai soccorritori.

L’integrazione tra telerilevamento, informatica e cartografia ha prodotto i cosiddetti GIS (Geographic Information Systems), che rappresentano lo strumento più avanzato di cui possa avvalersi la geografia umana. Nei GIS ogni punto del territorio è indicato attraverso le sue coordinate geografiche e in base a una serie di valori relativi ad aspetti fisici o umani. Tali valori sono registrati all’interno di banche dati, e da qui sono selezionati per dare vita alle diverse rappresentazioni del territorio. I campi di applicazione dei GIS sono i più svariati, in quanto il sistema geografico di informazione rappresenta innanzitutto un fondamentale strumento di conoscenza, grazie al numero di informazioni tecniche senza precedenti che contiene.

Concetti chiave della geografia politica

La Geografia politica è una sotto disciplina della geografia umana, non esiste una definizione universalmente riconosciuta di Geografia politica, poiché la materia non si occupa esclusivamente dell’aspetto geografico-politico del mondo, come il nome potrebbe far supporre. Il termine Geografia politica ha mantenuto nel tempo una certa coerenza, seguendo sempre due direzioni. La prima riguarda l’attenzione nei confronti di alcuni concetti chiave come quello di confine, territorio, Stato, nazione. La seconda riguarda il modo in cui la geografia fa da tramite tra gli esseri umani e le organizzazioni politiche e il modo in cui la politica e le scelte ad essa associate vengano analizzate in base al contesto geografico, inteso non solo come territorio fisico, ma anche in termini di organizzazione umana della superficie terrestre.

La Geografia politica si occupa, inoltre, dell'unione tra geografia e politica. Comunemente la Geografia politica è intesa come lo studio del modo attraverso il quale la geografia, quindi le caratteristiche fisiche dell’ambiente, abbia influenzato la politica, ovvero le varie forme di organizzazione delle comunità umane. Da un punto di vista accademico, questa definizione della Geografia politica è stata superata. Infatti, i divari sociali ed economici tra i diversi luoghi non vengono fatti risalire a differenze di natura fisica e, in generale, la Geografia non è più intesa come lo studio di fatti e fenomeni incontrovertibili, ma piuttosto come la classificazione e la selezione di alcuni temi anziché altri. È facile capire come la scelta degli argomenti da trattare o da porre in risalto sia legata all’esercizio del potere: chi detiene il potere può stabilire la nozione stessa di Geografia. In quest’ottica, la definizione iniziale viene completamente ribaltata e oggi la Geografia politica diviene lo studio di come la politica influenzi la geografia. È evidente che questa disciplina non possa essere limitata a una semplice branca della geografia, la varietà di temi che affronta e le numerose teorie che l’hanno riguardata ne fanno una disciplina vera e propria, strumento imprescindibile per accademici e politici.

Cosa si intende per protogeografie

C'è sempre stata un'organizzazione politica solo che non esisteva la geografia politica: ci sono stati degli autori, dei politici o altri personaggi che hanno dato delle teorie prima ancora della nascita della geografia politica e proprio per questo usiamo il termine protogeografia. Si inizia a parlare di protogeografie con l'Utoria di Tommaso Moro, dove designa l'organizzazione ideale di una città e quindi come dovrebbero essere dislocati i centri di una città in maniera funzionale. Così come Alexander Von Humboldt e Karl Ritter hanno fatto indirizzare le protogeografie verso una geografia moderna.

Erodoto introduce il rapporto uomo-ambiente attraverso i suoi viaggi. Tucidide presenta la contrapposizione tra potere marittimo e potere continentale. Aristotele teorizza un modello di stato. Alessandro Magno che mette insieme diversi poli commerciali con le sue conquiste militari. Strabone primo e vero geografo, inserisce i fattori necessari per il funzionamento di un'unità politica come l'impero romano. (come l'impero romano dovrebbe essere organizzato per contenere il territorio). Idn Khaldun che analizza una ciclicità della vita degli Stati (come potevano sorgere e morire).

Riprendendono il discorso di Alessandro VI possiamo notare la Bolla Intercaetera dove si delineano le competenze di spartizione di terre tra la Spagna e il Portogallo. Bisogna ricordare che questa bolla proviene da un documento (il trattato di Costantino) nel quale l'imperatore dà al papa il compito di decidere a chi attribuire le terre incognite. In questo modo tutte le terre del Sud America sarebbero andate agli spagnoli, però i portoghesi non furono d'accordo anche perché Alessandro VI era di origine spagnola perciò si credeva che fosse di parte, e quindi si giunse al trattato di Tordesillas dove la linea fu spostata più a ovest e quindi il Portogallo acquisisce il Brasile. Allo stesso modo, dall'altra parte dell'emisfero abbiamo una linea che divide ad est gli spagnoli e a ovest si dà possesso ai portoghesi, perciò i portoghesi potevano accaparrarsi le Molucche, dove c'è un importante passaggio geostrategico (posto ricchissimo di spezie). Perciò questi due trattati, Tordesillas e Saragozza stabiliscono i domini del Portogallo e della Spagna.

Riguardo le protogeografie poi abbiamo anche Montesquie che osserva le relazioni tra sistemi politici e insediamenti. Karl Ritter, sviluppa una teoria sulla ciclicità simile a quella di Idn Khaldun ma orientata agli organismi viventi.

Parchi scientifici e tecnologici (PST)

I parchi scientifici e tecnologici sono aree caratterizzate da forti agglomerazioni di attività hi-tech. Lo scopo primario consiste nell'aumentare il benessere di una comunità attraverso lo sviluppo dell'innovazione e delle istituzioni universitarie. Di conseguenza tale scopo viene raggiunto promuovendo la collaborazione tra le varie istituzioni.

Per far sì che un parco scientifico e tecnologico sorga in una determinazione area deve soddisfare i seguenti criteri: il primo riguarda la presenza di attività a elevato contenuto tecnologico ed il secondo riguarda quei fattori che determinano il grado di innovatività dell'area.

Le funzioni principali di un PTS sono le seguenti:

  • Produrre e diffondere conoscenza grazie all'attività dei laborati, delle università e dei centri di ricerca.
  • Creazione di economie esterne di tipo tecnologico.

Inoltre, i PST sono dotati di servizi ed infrastrutture che gli permettono di svolgere il ruolo di incubatore di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico. Perciò possiamo constatare il fatto che il parco non solo dà alla nuova impresa un supporto logistico iniziale, ma bensì offre anche un ulteriore sostegno attraverso attività di consulenza ed assistenza nel reperire la copertura finanziaria necessaria nella fase di avvio. I PST si sono diffusi a partire dagli anni settanta. Il parco scientifico e tecnologico più importante della Cina è lo Z-Park.

Critiche alla geopolitica e ambiti più recenti della geopolitica

La geopolitica critica rifiuta e mette in discussioni le tesi tradizionali della geopolitica classica. Secondo i teorici della geopolitica critica, la geopolitica classica è una rappresentazione che svolge la funzione di organizzare conoscenza e dare forma alle azioni: si potevano giustificare azioni di tipo nazionalistico e si dava molto spazio a ciò che erano gli interessi nazionali.

Inoltre la geopolitica classica avrebbe depolicizzato dei processi politici, cioè avrebbe tolto la capacità politica di gestire alcuni fenomeni e la capacità di scegliere tra alcuni processi naturali. Come conseguenza possiamo evincere che la geopolitica classica avrebbe semplificato di molto la realtà e avrebbe eliminato alcuni elementi geografici basandosi quasi esclusivamente solo su esempi marittimi, aerei ecc.

La geopolitica critica si divide in tre filoni:

  • Geopolitica formale: una geopolitica "neoclassica", si abbandona all'aspetto deterministico della geopolitica classica.
  • Geopolitica pratica: una geopolitica fatta da politici e uomini pratici, basata su atti e testi. E' una geopolitica che possiamo ritrovare nei discorsi e nei testi.
  • Geopolitica popolare: una geopolitica che va a comunicare delle idee politiche attraverso la cultura popolare dello stato, cioè attraverso il cinema, la televisione oppure i social.

Analizzando più a fondo la geopolitica popolare che comunica attraverso la cultura popolare, possiamo notare alcuni esempi come quello di Capitan America. Capitan America dà una percezione di idee facilmente veicolate al nostro modo di pensare. Codesto personaggio ha svolto diverse funzioni in vari periodi della politica americana:

  • Durante la seconda guerra mondiale abbiamo un Capitan America come difensore di una America libera e democratica che si oppone ad un Europa imperialista e bellicosa.
  • Dopo la seconda guerra mondiale abbiamo un Capitan America in caccia dei comunisti durante i primi anni della guerra fredda.
  • Negli anni '60 abbiamo un Capitan America che denuncia le differenze sociali e della corruzione della società americana.
  • Dopo l'attentato dell'11 settembre 2001 abbiamo Capitan America come incarnazione della fede americana, con un ruolo patriottico.

Un altro esempio di geopolitica popolare lo abbiamo con il personaggio di Batman, che non è un supereroe, poiché protegge il sistema capitalista americano, però ha molte risorse economiche ed è in costante miglioramento.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tizi_iuli_bologna di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia economico-politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Niccolò Cusano di Roma o del prof Giordano Alfonso.
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