Ereditarietà mendeliana
Il protagonista delle scoperte riguardanti la genetica è senza dubbio Mendel: padre della genetica moderna. Per comprendere i suoi studi c’è bisogno di un contesto pregresso: da molti anni si pensava ci fosse ereditarietà dei caratteri. Un esempio sono i cani: nel 1800 si facevano degli incroci di cani controllando la riproduzione, lo stesso avveniva per le piante.
Ereditarietà: si andava ad analizzare il rapporto tra genotipo e fenotipo. Si vanno quindi ad analizzare tutti i caratteri che possono misurarsi, è influenzato anche dai caratteri naturali e ambientali dello sviluppo. Se una persona predisposta a essere alta non trova, durante lo sviluppo, sufficiente apporto di calorie rimarrà bassa.
Nel passato esistevano tutta una serie di teorie che non sono scientificamente rilevanti: teoria homunculus, unione dei fluidi e interazione dei caratteri tra i due genitori.
Nomenclatura
- Gene: fattore ereditario che contribuisce nello sviluppo di un fenotipo nell’individuo
- Allele: una delle più forme alternative di un gene
- Locus: posizione che occupa un allele sul cromosoma
- Genotipo: serie di alleli dell’individuo
- Fenotipo: manifestazione di una certa caratteristica
Gli studi di Mendel
Mendel fece i suoi studi principali sul pisello da orto, e pubblicò questi studi su una rivista scientifica dal titolo “Esperimenti sull’ibridazione delle piante”. Dal 1865 al 1902, tutta la storia di Mendel fu dimenticata. All’epoca la diffusione dell’informazione era piuttosto deficitaria, e dopo la sua morte furono sostanzialmente dimenticati.
Altri ricercatori all’inizio del Novecento arrivarono esattamente alle stesse conclusioni. Fu in quell’ottica che si scoprì e riscoprì che Mendel aveva già descritto quelle leggi una trentina d’anni prima. Le “leggi di Mendel”, che lui ovviamente non definì mai come tali, furono chiamate così solo successivamente.
C’è da sapere che Mendel fu mandato a Vienna a laurearsi in scienze fisico-matematiche. Il suo aspetto innovativo fu proprio questo: usare un approccio sperimentale e quantitativo allo studio della natura. Massimizzare la produzione in ambito agroalimentare era un’esigenza vitale, e il suo lavoro fu fondamentale in questo senso. Mendel riuscì a caratterizzare la trasmissione dei caratteri ereditari quando ancora non si sapeva che il DNA fosse il materiale genetico, né si conosceva l’esistenza dei geni.
Modello sperimentale
Avviò la ricerca di un corretto modello sperimentale utilizzando:
- Incrocio tra linee pure che differiscono per un carattere → 1 legge
- Incrocio tra linee pure che differiscono per due caratteri → 2 legge
Scelse come modello sperimentale le piante (volle usare i topi ma l’abbate glielo impedì). Utilizzando le piante poté controllare gli incroci tra esse e osservare delle caratteristiche ben visibili. Il fiore del pisello normalmente è composto dagli stami e essi posso
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