Le emozioni
Con il termine “emozioni” si intendono tutti quei processi, con funzione adattiva, che in generale mediano la relazione tra l'organismo e l'ambiente; permettono infatti di valutare l'ambiente, di prepararsi all'azione e di orientare il comportamento.
Processo multicomponenziale delle emozioni
L'emozione è un processo multicomponenziale, poiché in esso entrano in gioco diversi fattori:
- L'attivazione fisiologica, che è legata all'arousal
- La valutazione cognitiva dell'antecedente emotivo, che è legata all'appraisal
- La tendenza all'azione, che è legata alla motivazione
- L'espressione multimodale delle emozioni (espressioni facciali, postura e movimenti del corpo, etc.)
- Subjective feeling, ossia il vissuto soggettivo interno che accompagna le emozioni
Emozioni e sentimenti
Sia le emozioni che i sentimenti si manifestano come stati di attivazione fisiologica e psicologica, ma quando si parla di:
- Emozioni: ci si riferisce anche alla loro espressione attraverso le reazioni fisiologiche (sudorazione, guance rosse, etc.) e gli indici di comunicazione non verbali (postura, ritmo e tono della voce, etc.)
- Sentimenti: ci si riferisce invece all'esperienza soggettiva di questi cambiamenti fisiologici causati dalle emozioni; non vengono manifestati esplicitamente e sono più duraturi rispetto alle emozioni; dipendono dalla maturità affettiva dell'individuo.
L'origine delle emozioni
Teoria dell’appraisal
Secondo la teoria dell'appraisal, le emozioni permettono di gestire le relazioni e le interazioni con l'ambiente e con gli altri, sulla base dei propri obiettivi, valori, aspettative etc. Questa teoria propone una prospettiva situazionale e dimensionale delle emozioni:
- Situazionale: poiché considera l'emozione come strettamente legata al contesto in cui si manifesta (qui e ora);
- Dimensionale: poiché l'emozione è basata sulla valutazione che viene fatta sulla base di alcuni criteri.
Secondo Scherer, tali criteri sono:
- Novità dell'evento: stimoli nuovi possono suscitare sorpresa, curiosità ma anche paura e angoscia
- Piacevolezza/spiacevolezza: dipendenti dal tipo di emozioni suscitate (positive/negative)
- Pertinenza e rilevanza dello stimolo e della situazione
- Coping: capacità di affrontare lo stimolo
- Compatibilità: con i cosiddetti standard esterni (norme sociali e credenze culturali) e con gli standard interni (l'immagine di sé)
Secondo Frijda, l'emozione deriva dalla valutazione (costruzione di significato) che l'individuo fa della situazione in cui si trova e tale valutazione si basa su 2 leggi:
- Legge del significato situazionale: essendo valutate nel qui e ora, le emozioni possono variare quando varia il valore che gli si attribuisce oppure quando le situazioni vengono viste da un'altra prospettiva (una situazione piacevole oggi, magari risulta malinconica domani, perché alcune persone non ci sono più).
- Legge dell'interesse: le emozioni sono riconducibili all'importanza che si attribuisce all'antecedente emotivo e pertanto fungono da mediatori tra mondo esterno e mondo interno.
Frijda, con i suoi contributi, permette di capire che:
- Non c'è un rapporto biunivoco tra situazione ed emozione "provocata", poiché una stessa situazione può suscitare:
- Emozioni diverse in persone diverse
- Emozioni diverse in tempi diversi nella stessa persona
- L'individuo ha un ruolo attivo, poiché:
- Decide quale significato attribuire agli eventi e quindi quali emozioni provare
- Può regolare tali emozioni: ogni emozione può essere controllata, modificata, compresa e affrontata.
La valutazione dell'evento emotigeno, secondo Lazarus, avviene in 3 fasi:
- Appraisal primario: è una prima valutazione di quanto la situazione sia importante e coerente per il proprio benessere; si tratta di una valutazione rapida e quindi limitata (accesso informazionale limitato), che viene fatta in modo automatico. Permette quindi di capire se si tratta di una situazione positiva o negativa.
- Appraisal secondario: consiste in una valutazione più dettagliata e accurata, che viene effettuata in modo consapevole; l'individuo, dopo aver colto il significato profondo della situazione, valuta se è in grado di affrontare la situazione e nel caso, con quali strategie processo di coping.
- Re-appraisal: consiste nella valutazione dell'efficacia delle decisioni e strategie intraprese nella fase 2; grazie a questo processo, l'individuo elabora e regola le proprie emozioni ed eventualmente gli attribuisce un nuovo significato (ripensando a un'emozione, si può riattivare un vissuto della stessa intensità oppure di un'intensità differente, perché magari mediata da altre info).
La valutazione è quindi un processo ricorsivo: valuto gli eventi, reagisco e metto in atto dei comportamenti e rivaluto la situazione.
Teoria controllo-valore
Pekrun, invece, spiega l'origine delle emozioni con la teoria controllo-valore, secondo la quale vi sarebbero 2 antecedenti cognitivi all'origine delle emozioni:
- La percezione di controllo: riconducibile al concetto di autoefficacia e al senso di competenza (sentire di essere capace, di sapere come fare)
- Il valore: dipende dall'importanza e dal significato attribuito all'evento
Questi due antecedenti sono in relazione moltiplicativa, poiché si alimentano a vicenda:
- + valore e + controllo: si prova uno stato emotivo piacevole e attivante, che favorisce un approccio positivo al compito;
- + valore e – controllo: si prova ansia e senso di inadeguatezza
- - valore e controllo: si prova semplicemente noia
Per sostenere la percezione di controllo e di valore è importante che gli insegnanti curino la qualità dell'istruzione, promuovano l'autonomia, trasmettano l'importanza d'apprendere e comunichino obbiettivi volti al miglioramento. Importante è ciò che veicola l'ambiente.
Teorie cognitivo-attivazionali
L'origine delle emozioni è stata studiata a lungo e ciò che differenzia le varie prospettive è il ruolo che riveste l'attivazione fisiologica; infatti nelle teorie:
- Fisiologiche: l'attivazione fisiologica è la causa scatenante dell'esperienza emotiva;
- Cognitive ed evoluzionistiche: l'attivazione fisiologica è il risultato dell'esperienza emotiva, e non la causa;
- Cognitivo-attivazionali: l'attivazione fisiologica è una concausa dell'esperienza emotiva.
Schachter fu uno dei primi a introdurre la dimensione psicologica nello studio delle emozioni, poiché riteneva che l'attivazione fisiologica da sola non bastasse a spiegare le emozioni; nella teoria cognitivo-attivazionale (o teoria dei due fattori) Schachter sostiene che l'emozione sia il risultato dell’interazione di 2 componenti:
- Una componente fisiologica: consiste nell’attivazione diffusa dell’organismo, ossia nell’arousal (arousal: stato di eccitazione del SN, che rende più vigili a livello attentivo e cognitivo e che prepara a reagire);
- Una componente psicologica: di percezione di questo stato di attivazione e di spiegazione in funzione di un evento plausibile.
Secondo Schachter, infatti, affinché si generi un'emozione non basta avere quest'attivazione generalizzata (arousal), ma occorre anche individuare un'adeguata etichetta/spiegazione che possa spiegare questo stato interiore. Infatti:
- Se si è in uno stato di attivazione fisiologica per il quale non c'è una ovvia spiegazione, l'arousal verrà etichettato in base a un qualunque evento cognitivo disponibile (contesto);
- Se si è in uno stato di arousal per il quale c'è una spiegazione ovvia, non si cercheranno spiegazioni alternative per etichettarlo.
Schachter dimostra la validità della sua teoria attraverso un esperimento, che consisteva nella somministrazione di un'iniezione di epinefrina (aumento del battito/respiro) a un campione di soggetti, suddiviso in 3 gruppi:
- A G1: fornisce la spiegazione corretta circa agli effetti dell'iniezione (stato eccitatorio dovuto all'epinefrina)
- A G2: fornisce una spiegazione errata (mal di pancia, mal di testa)
- A G3: non fornisce alcuna spiegazione
Successivamente i soggetti, dovendo compilare delle schede di autovalutazione, vengono portati in una stanza in cui è presente un complice, che certe volte si comporta in modo euforico mentre altre volte in modo autoritario e aggressivo. Dai risultati si evince che:
- I soggetti di G1: attribuiscono lo stato di eccitazione all'iniezione di epinefrina
- I soggetti di G2 e G3: si fanno influenzare dal contesto per spiegare il loro stato di attivazione psicologica ed assumono l'umore del complice.
A far la differenza sono pertanto le informazioni che si hanno a disposizione e l'interpretazione cognitiva che si formula: è grazie a loro che si attribuisce l'emozione provata a fattori fisici oppure psicologici. Da questa prospettiva deriva "l'ipotesi dell'informazione preparatoria", in base alla quale quante più informazioni vengono date all'individuo circa una situazione stressante, tanto più il soggetto riesce a creare delle aspettative realistiche e ad affrontare meglio la situazione, riducendo i livelli d'ansia. Ex: Esperimento dell'acqua fredda (4°C): ai soggetti, divisi in due gruppi (G1 e G2), viene chiesto di immergere le mani nell’acqua.