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Elementi di diritto penale con riferimento ai reati dei pubblici ufficiali contro la PA

Costituiscono delitti contro la Pubblica Amministrazione (PA) i fatti che impediscono, ostacolano o turbano il regolare svolgimento dell’attività amministrativa, legislativa e giudiziaria dello Stato, nonché dell’attività amministrativa degli enti pubblici, pregiudicando il buon andamento e imparzialità della PA.

Delitti contro la PA

I delitti contro la PA sono disciplinati nel Titolo II, Libro II del codice penale, in tre capi:

  • I delitti commessi dai pubblici ufficiali contro la PA (Capo I)
  • I delitti commessi dai soggetti privati contro la PA (Capo II)
  • Alcune disposizioni comuni ad entrambe le categorie (Capo III)

Delitti commessi dai pubblici ufficiali

I delitti commessi dai pubblici ufficiali contro la PA appartengono alla categoria dei reati propri poiché per la loro realizzazione è necessario il possesso di una determinata qualità. Ad esempio, il reato di peculato può essere commesso soltanto da chi riveste la qualifica di pubblico ufficiale, incaricato di pubblico servizio o esercente di un servizio di pubblica necessità.

Definizione di pubblico ufficiale e incaricato di pubblico servizio

Il pubblico ufficiale è colui il quale esercita una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa, ovvero una funzione nella quale concorre a formare e a manifestare la volontà della PA. L’incaricato di un pubblico servizio è chi, a qualunque titolo, presti un pubblico servizio ovvero un’attività equiparabile alla funzione pubblica ma esercitata senza i poteri tipici di quest’ultima, come i dipendenti della RAI e quelli dei trasporti pubblici. L’esercente di un servizio di pubblica necessità è il privato che esercita professioni il cui esercizio richiede una speciale abilitazione dello stato quando della sua opera il pubblico è obbligato a valersi o adempie un servizio dichiarato di pubblica necessità tramite un atto della PA.

Peculato

Commette il delitto di peculato il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che si appropria del denaro o di altra cosa mobile altrui di cui ha il possesso o la disponibilità per motivi attinenti al suo ufficio o servizio. La pena prevista è la reclusione da 4 a 10 anni e 6 mesi. L’appropriazione si verifica quando il soggetto manifesta la volontà di considerarla come propria non come possessore ma come proprietario. Il peculato per distrazione si ha quando si fa uso diverso da quello istituzionale.

Interesse protetto

L’interesse protetto non è solo patrimoniale ma anche a livello di legalità, efficienza ed imparzialità. È un delitto plurioffensivo.

Peculato d'uso

Il peculato d’uso consiste nel fare un uso momentaneo della cosa per fini extra lavorativi. L’uso deve essere immediato, ossia deve avvenire subito dopo l’appropriazione. Si ha peculato comune, e non d’uso, nel caso in cui l’appropriazione avvenga in vista di una futura utilizzazione del bene; un esempio è il dipendente che utilizza il telefono dell’ufficio affidato alla sua disponibilità per finalità personali, ovvero quando adoperi per propri scopi l’autovettura di Stato. Non si ravvisa il peculato d’uso nel caso in cui l’uso personale del bene abbia modalità tali da consentire la contemporaneità con quello pubblico, come avviene ad esempio, nel caso del personal computer adoperato negli intervalli di tempo in cui detto uso pubblico non avvenga. Al momento del rendiconto restituendo cose di ugual tipo, caratteristiche e valore, si integra il delitto di peculato per appropriazione. Commette peculato mediante profitto dell’errore altrui chi riceve denaro o altre utilità che gli siano state consegnate per errore ovvero che, accortosi di ciò, non lo restituisca.

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Scienze giuridiche IUS/17 Diritto penale

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