La cucina futurista, una storia tra passato, presente e futuro
Università San Raffaele Roma
Facoltà di Agraria
Scienze dell’alimentazione e gastronomia
Corso di storia della gastronomia
Elaborato di Anita Salvin
N° matricola: 219643
Sessione esami di Gennaio/Febbraio 2022
La cucina futurista, una storia tra passato, presente e futuro
La cucina futurista, una storia tra passato, presente e futuro
Indice
- Introduzione Pag. 3
- Futurismo nella storia Pag. 4
- La cucina futurista nel passato Pag. 4-5
- Influenze della cucina futurista sul presente Pag. 5-6
- Dal passato al futuro: l’innovazione in cucina Pag. 6
- I banchetti futuristi come Performance Art Pag. 7
- Conclusioni Pag. 8-9
- Bibliografia/ sitografia Pag. 10
La cucina futurista, una storia tra passato, presente e futuro
1. Introduzione
La cucina futurista venne fondata da Filippo Tommaso Marinetti, un poeta, scrittore e drammaturgo italiano, con la finalità di proporre una forma d’innovazione sotto ogni aspetto della vita delle persone, scardinando abitudini, tradizioni e ideologie considerate, dal suo punto di vista, nocive, tra cui anche la cucina.
La svolta iniziò il 28 dicembre 1930 con la pubblicazione sulla Gazzetta del Popolo di Torino del “Manifesto della Cucina Futurista”.
Il precursore vero e proprio fu però un cuoco francese, Jules Maincave, che già nel 1914 aderì al movimento con desiderio di rinnovamento delle proposte gastronomiche fino ad allora centrate sulla tradizione e da lui considerate monotone.
In riferimento all’ambito culinario, Marinetti si pose lo scopo dell'abbattimento dei cardini gastronomici. Secondo il movimento futurista la cucina doveva essere luogo di sperimentazione sensoriale, mediante nuovi colori, forme, sapori e abbinamenti.
Nel Manifesto scritto da Marinetti si legge: “Si pensa si sogna e si agisce secondo quel che si beve e si mangia”, espressione volta a significare la stretta correlazione tra la scelta degli alimenti e le proprie abitudini comportamentali.
I punti fondamentali della cucina futurista possono essere riassunti in 7 regole che rappresentano, secondo la visione di Marinetti, gli elementi indispensabili per un pranzo perfetto:
- Armonia originale della tavola coi sapori e colori delle vivande.
- Originalità assoluta delle vivande (abolizione della pastasciutta).
- Dotazione di strumenti scientifici in cucina.
- Abolizione della forchetta e del coltello.
- Creazione dei bocconi simultanei da gustare in pochi attimi.
- Uso dell'arte dei profumi per favorire la degustazione.
- Presentazione rapida tra vivanda e vivanda, finalizzata a stimolare la curiosità nel commensale.
Tra le più grandi innovazioni che la cucina futurista proposte ritroviamo, quindi, sicuramente l’abolizione della pastasciutta ma anche la grande considerazione che il movimento riversava nei confronti della chimica.
A rileggere dopo circa un secolo il manifesto gastronomico Futurista, si intuisce che alcuni dei suggerimenti di Marinetti hanno trovato applicazione e altri sono stati dimenticati.
Alcune ricette fondamentali del movimento, sono ad oggi per molti sconosciute, come il carneplastico, (grande polpetta di carne di vitello arrostita ripiena di undici qualità diverse di verdure cotte) mentre altre sono state il fondamento per la cucina del presente, tra cui la Nouvelle Cuisine.
La cucina futurista, una storia tra passato, presente e futuro
2. Futurismo nella storia
Il Futurismo è stato un movimento di particolare influenza sia per la storia passata sia per quella attuale.
L’influenza di Marinetti è stata così incisiva che al giorno d’oggi, dopo circa un secolo dalla diffusione del Manifesto, l’ambito gastronomico ha promosso innovazioni in merito alle scelte alimentari e alle tecniche culinarie derivanti dalla cucina futurista.
2.1 La cucina futurista nel passato
Il “Manifesto della cucina futurista” deve essenzialmente la sua fama per la proposta dell’abolizione della pastasciutta, in quanto considerata faticosa da digerire. Gli spaghetti, infatti, furono accusati dai futuristi di essere un alimento che non si mastica ma si ingozza, causando quindi, al momento della digestione, un inevitabile senso di fiacchezza.
L’alimento veniva considerato ignobile per due ragioni principali. La prima poiché da loro definito come un’“assurda religione gastronomica italiana”, cioè concepita essere come una pietanza barbara ma anche perché visto essere poco nutriente e poco digeribile.
In sostituzione della pastasciutta si promuovevano, invece, piatti a base di riso, prodotto più genuinamente italiano e in grado di fare fronte alle esigenze nutrizionali di un uomo moderno.
I “pranzi perfetti” immaginati dai futuristi dovevano seguire alcune regole rivoluzionarie, come l’abolizione della forchetta e del coltello per i piatti che possono dare “piacere tattile”, l’uso dei profumi da spruzzare sui commensali
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