EDUCAZIONE TERAPEUTICA (ET)
→ educare per curare.
OBIETTIVI NELLO STUDIARE L’ET
• Conoscere dove si colloca l'ET rispetto all'inquadramento professionale infermieristico, la
rilevanza epidemiologica, i modelli organizzativi e la panoramica secondo l'OMS (Self Care)
• Differenziare le diverse tipologie di educazione alla salute, sanitaria e terapeutica, correlandole
alle diverse tipologie di prevenzioni primaria, secondaria e terziaria e riconoscendo possibili
interventi di prevenzione
• Distinguere l'ET dall’informazione ed istruzione
• Descrivere le finalità dell'ET
• Conoscere i fattori che influenzano la persona verso il cambiamento
• Individuare i principali destinatari
• Descrivere gli outcome
• Identificare come includere l’ET nel processo assistenziale fatto di interventi farmacologici,
riabilitativi per raggiungere esiti/effetti terapeutici sul paziente
ANALIZZIAMO ALCUNI OBIETTIVI:
-OBIETTIVO1
CONOSCERE L’INQUADRAMENTO PROFESSIONALE INFERMIERISTICO, LA
RILEVANZA EPIDEMIOLOGICA, I MODELLI ORGANIZZATIVI E LA PANORAMICA
SECONDO L’OMS IN CUI SI COLLOCA L’ET.
IL NUOVO CODICE DEONTOLOGICO (entrato in vigore il 22 marzo 2025)
→ ART.2 AZIONE:
l’infermiere orienta il suo agire al bene della persona, della famiglia e della collettività. Le sue
azioni si realizzano e si sviluppano nell’ambito della pratica clinica,
dell’organizzazione,dell’educazione e della ricerca.
→ ART.13- AGIRE COMPETENTE, CONSULENZA E CONDIVISIONE DELLE
INFORMAZIONI
L’infermiere agisce sulla base del proprio livello di competenza e ricorre, se necessario,alla
consulenza e all’intervento di infermieri esperti o specialisti. Presta consulenza ponendo le sue
conoscenze e competenze a disposizione della proprio e delle altre comunità professionali e
istituzionali. Nel percorso di cura si adopera affinché la persona assistita disponga di tutte le
informazioni relative ai suoi bisogni di salute, favorendone scelte di cura consapevole.
→ART 17- INFORMAZIONE SULLO STATO DI SALUTE
l’infermiere, in accordo con l’equipe di cura,si assicura che la persona assistita , o la persona
indicata come riferimento,riceva in tempi e modalità appropriate ,informazioni sul suo stato di
salute precise e complete, nel rispetto delle sue esigenze e dei suoi valori
→ART 19- RAPPORTO CON LA PERSONA ASSISTITA NEL PERCORSO DI CURA
Nel percorso di cura l’infermiere accoglie e valorizza il contributo della persona assistita, il suo
punto di vista e le sue emozioni, facilitando l’esternazione e l’espressione della sofferenza.
L’infermiere informa,coinvolge,educa e supporta la persona assistita e, con il libero consenso di
quest’ultima, le sue persone di riferimento,al fine di favorire l’adesione al percorso di cura e di
valutare e attivare le risorse disponibili
→ART 22- STRATEGIE E MODALITà COMUNICATIVE
L’infermiere sostiene la relazione con la persona assistita, anche quando questa si trova in
condizioni che ne limitano l’espressione, attraverso strategie e modalità comunicative efficaci.
→ ART 25- DOLORE
L’infermiere previene, rileva e documenta il dolore della persona assistita durante il percorso di
cura. Si adopera per la gestione del dolore e dei sintomi a esso correlati, applicando le linee guida,
le raccomandazioni e le buone pratiche clinico-assistenziali, nel rispetto delle volontà della persona
stessa
→ ART 27- VOLONTà DI LIMITE AGLI INTERVENTI
L’infermiere promuove il coinvolgimento attivo della persona assistita nel processo decisionale
riguardante il suo percorso di cura. Se la persona assistita lo desidera, in tale relazione può essere
coinvolta anche la persona di rifermiento. L’infermiere fornisce le informazioni affinché la persona
assistita possa esprimere consapevolmente la propria volontà e le proprie preferenze, inclusa la
possibilità di porre limite agli interventi sanitari non ritenuti proprie preferenze, inclusa la
possibilità di porre limite agli interventi sanitari non ritenuti proporzionali o coerenti con la propria
concezione di qualità di vita
→ ART 40- LINEE GUIDA E BUONE PRATICHE ASSISTENZIALI
L’infermiere, in ragione del suo elevato livello di responsabilità professionale, si attiene alle
pertinenti linee guida e buone pratiche clinico assistenziali e vigila sulla loro corretta applicazione,
promuovendo il continuo aggiornamento.
RILEVANZA DEMOGRAFICA ED EPIDEMIOLOGICA
• L’Italia è un paese che invecchia: secondo i dati ISTAT, al 1° gennaio 2025, la quota è di 208
anziani ogni 100 giovani, confermando la crescita costante dell’indice, in atto oramai da un
ventennio.
• Una delle sfide più urgenti del 21°secolo è rispondere alla complessità delle domande di salute
indotte dalla continua crescita delle patologie cronico-degenerative
• Si stima che circa il 70-80% delle risorse sanitarie a livello mondiale sia oggi speso per la gestione
delle malattie croniche
• Nel 2020 esse rappresentano l’80% di tutte le patologie nel mondo
• Malattie croniche colpiscono l’80% delle persone oltre i 65 anni e spesso si verificano
contemporaneamente nello stesso individuo, con importanti risvolti funzionali sulla autonomia ed
autosufficienza
ESISTONO NUOVI MODELLI ORGANIZZATIVI :
(passaggio da una sanità di attesa ad una sanità di iniziativa)
→ Sanità di attesa: centrata sulla malattia
→ Sanità di iniziativa: focalizzata sulla prevenzione e sull’educazione
- interazione tra persona resa esperta da interventi educativi e team multi-professionale
- l’educazione ha un ruolo fondamentale nella gestione delle patologie croniche
- implica dare empowerment alla persona e ai suoi caregiver
Al centro c’è la persona e i suoi bisogni. Questo cambiamento implica:
-ascolto dei bisogni individuali e del contesto di vita (famiglia, lavoro, rete sociale)
-personalizzazione assistenza (piani assistenziali individuali)
-empowerment: la persona è protagonista , del proprio percorso di salute
-attenzione a determinanti sociali e ambientali della salute (non sol biologici)
IN SINTESI→ il passaggio da sanità di iniziativa significa non aspettare la malattia, ma costruire
salute attorno alla persona, con un sistema che si prende cura prima, durante e dopo.
PANORAMICA DELL'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ (OMS)
• Entro il 2030 è prevista una carenza globale di circa 18 milioni di operatori sanitari, con un record
di 130 milioni di persone che necessitano di assistenza sanitaria
• L'OMS raccomanda interventi di auto cura (self-care) per ogni paese:
ha pubblicato nel 2021 la sua prima linea guida sugli interventi di autocura, inclusa la promozione
della salute, la prevenzione delle malattie e la diagnosi a domicilio
PERCHE UN MODULO DI EDUCAZIONE TERAPEUTICA? →
1) CONTESTO ATTUALE
-aumento patologie croniche e multimorbilità
-carenza di personale sanitario con aumento complessità assiste
-
Educazione terapeutica e formazione
-
Educazione terapeutica e formazione
-
Appunti completi Educazione terapeutica
-
Educazione comparta