Principi di economia
Con sistema economico si intende un sistema efficace in grado di coordinare tutte le attività produttive (dalla produzione dei beni e servizi alla loro distribuzione). L'economia è una scienza sociale che analizza produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi.
Sistemi economici e economia di mercato
Oggigiorno, le economie sviluppate sono economie di mercato, non coordinate da una sola entità precisa, ma risultanti da un insieme di decisioni individuali: i produttori compiono le azioni per loro più redditizie mentre i consumatori acquistano beni che possano effettivamente soddisfare i loro bisogni; nessun soggetto può essere costretto a compiere una determinata azione.
In passato vi sono stati esempi di sistemi economici opposti, detti dirigisti, in cui le decisioni venivano prese da un’entità centrale (URSS dal 1917 al 1991); i risultati prodotti da questo tipo di sistema economico sono stati scarsi (anche negativi).
La mano invisibile e i fallimenti del mercato
Adam Smith ha creato l’espressione mano invisibile per riferirsi al modo in cui in un’economia di mercato, perseguendo il proprio guadagno personale, gli operatori economici vadano di fatto a creare benefici per l’intera collettività. Nel corso del tempo è stato però dimostrato come questo principio non sia sempre applicabile: a volte, infatti, perseguendo il proprio benessere si causa (involontariamente) un danno alla collettività. In questi casi si parla di fallimenti del mercato.
Inoltre, il sistema economico non procede sempre senza intoppi ed è normale affrontare periodi di forte recessione.
La microeconomia e la macroeconomia
La microeconomia si occupa di studiare il comportamento dei singoli soggetti per capire il modo con cui essi prendono decisioni; inoltre, studia come le decisioni prese dai singoli soggetti interagiscano tra loro nel mercato. Inoltre, l’analisi economica può essere utilizzata per individuare i casi di fallimento del mercato e per trovarvi un rimedio.
La macroeconomia si occupa di studiare l’andamento delle fluttuazioni del sistema economico nel suo complesso, studiando le cause dei periodi di recessione e offrendo soluzioni adeguate.
Nel tempo la crescita economica, ovvero la crescente capacità di un sistema economico di produrre beni e servizi, ha radicalmente cambiato la vita di molte persone. I fattori che permettono tale crescita sono essenzialmente due:
- Aumento dei fattori produttivi (terra, capitale monetario e umano, imprenditori) che possono essere impiegati per la produzione di beni e servizi.
- Sviluppo della tecnologia impiegata per la produzione che permette di ridurre i tempi o i costi di produzione o di aumentare la quantità a parità di costo.
Principi di economia: scelta e scarsità delle risorse
Ogni individuo è costretto ad effettuare delle scelte; mentre i desideri umani sono pressoché illimitati, le risorse necessarie a soddisfarli sono disponibili in quantità limitate e sono quindi utilizzabili per produrre un numero di beni/servizi limitati.
Le risorse sono tutto ciò che può servire per produrre qualcosa e vengono spesso definite scarse poiché la loro quantità non è sufficiente a soddisfare tutti gli usi che la società vorrebbe farne. Non solo le famiglie sono costrette a scegliere. Il problema della scelta riguarda tutti i soggetti economici e anche la collettività nel suo complesso. Solitamente ai singoli individui viene lasciata libera scelta su come gestire le proprie risorse e la scelta collettiva risulta essere la somma delle scelte individuali; vi sono delle situazioni in cui questo non è opportuno e risulta necessario che la scelta sia operata dalla collettività nel suo insieme (es. limitare le zone edificabili in un quartiere).
La frontiera delle possibilità produttive
Anche le imprese sono quindi costrette a compiere delle scelte. La frontiera delle possibilità produttive è un modello economico rappresentato da una curva che riporta tutte le possibili combinazioni di produzione per due beni considerando le risorse disponibili. Il movimento lungo la curva mostra il grado di sostituibilità dei prodotti; tutte le combinazioni presenti lungo la curva o al suo interno sono realizzabili, mentre quelle all’esterno della curva non possono essere realizzate con le risorse a disposizione. La frontiera permette di comprendere il concetto di efficienza economica.
Principio 2 - Il vero costo è il costo-opportunità
Il costo che dobbiamo sostenere per l’acquisto di un bene non ha solamente carattere monetario. Con costo-opportunità intendiamo tutto ciò a cui è necessario rinunciare per ottenere qualcos’altro. Tutti i costi sono di fatto dei costi opportunità poiché a causa della scarsità delle risorse di cui disponiamo dobbiamo sempre compiere una scelta.
Principio 3 - Una decisione quantitativa è una decisione al margine
Quando una decisione implica una scelta quantitativa, si tratta di una decisione al margine. Ciò significa che occorre eseguire un’analisi marginale, ovvero occorre prendere una decisione confrontando tra loro benefici e costi di una determinata scelta variando di una piccola quantità (di tempo, denaro, ecc.) una certa attività. Es. Se un'azienda vuole aumentare la quantità di beni prodotti, questo comporterà un aumento dei costi di produzione. L’azione potrà definirsi conveniente se l’aumento dei costi risulterà minore dell’aumento dei ricavi derivanti dalla vendita dei beni prodotti.
Principio 4 - Gli individui, di solito, reagiscono agli incentivi
Con incentivi intendiamo tutte le opportunità che un individuo può avere di migliorare la propria condizione. Gli individui, infatti, coglieranno tutte le opportunità e continueranno a sfruttarle fino al loro completo esaurimento. Al contrario, un tentativo di modificare il comportamento degli individui privo di incentivi difficilmente otterrà un esito positivo. Quando si confrontano costi e benefici di una determinata azione si effettua un trade-off.
Principio 5 - Lo scambio genera benefici (reciproci)
All’interno del mercato lo scambio di beni porta alla creazione di benefici per l’intera collettività. Il mercato produce di più nel momento in cui ogni individuo si specializza in una sola mansione ed effettua scambi con il resto della collettività. Gli individui possono, quindi, decidere di specializzarsi in una mansione in quanto sono consapevoli del fatto che troveranno nel mercato beni o servizi adeguati a soddisfare i propri bisogni, prodotti da altri individui specializzati in settori diversi.
Il beneficio prodotto da uno scambio è una condizione necessaria affinché lo scambio possa avvenire e deve essere sempre reciproco: uno scambio deve risultare conveniente sia a chi vende sia a chi acquista.
Principio 6 - I mercati tendono all’equilibrio
Il mercato è un’istituzione fisica o ideale che mette in relazione acquirenti e venditori di un bene, luogo in cui la domanda e l’offerta si incontrano e interagiscono. Una situazione di equilibrio è definita come una condizione in cui nessun individuo può modificare il proprio comportamento per migliorare la propria situazione. I mercati tendono all’equilibrio tramite la variazione del prezzo che (anche se lentamente) porta ad una condizione in cui la domanda viene uguagliata dall’offerta. Ogni volta che si verifica un cambiamento (shock) che sconvolge il mercato, questo si ritrova in una condizione di squilibrio in cui una sua parte non riesce a realizzare i propri obiettivi ma tenderà a tornare in una condizione di equilibrio.
Principio 8 - I mercati, di solito, sono efficienti
All’interno dell’economia di mercato gli individui sono portati a sfruttare gli incentivi e ad allocare le risorse nel modo migliore a garantire un benessere sempre crescente. Di conseguenza ogni opportunità viene sfruttata a pieno e viene garantita l’efficienza senza necessità di un’autorità che sorvegli il comportamento di ogni singolo individuo. Se un sistema economico non è in grado di produrre una maggiore quantità di un bene se non a costo di produrne una minore di un altro, allora il sistema è efficiente nella produzione avendo raggiunto una situazione di totale sfruttamento delle risorse. Se, invece, un sistema economico può produrre una quantità maggiore di un bene senza rinunciare a produrne un altro, il sistema risulta inefficiente poiché erano presenti risorse non sfruttate. Per definire efficiente un sistema economico non basta che esso sia efficiente sotto l’aspetto produttivo; è necessaria anche l’efficienza nell'allocazione delle risorse che devono essere distribuite in modo da garantire il massimo beneficio per la popolazione.
Vi sono infatti delle situazioni di inefficienza, definite fallimenti del mercato, ovvero delle situazioni in cui il perseguimento del benessere individuale arreca un danno alla collettività. Per risolvere queste situazioni è necessario l’intervento pubblico.
Principio 9 - In assenza di equilibrio, l’intervento pubblico migliora il benessere della collettività
Quando un mercato non riesce ad uscire da una condizione di disequilibrio, il governo può e deve intervenire per migliorare la situazione attraverso l’attuazione di specifiche politiche economiche volte a riportare il mercato in una condizione di efficienza modificando l’allocazione delle risorse.
Principio 10 – La spesa di un individuo è il reddito di un altro
In una economia di mercato gli individui guadagnano vendendo beni e servizi (tra cui anche le ore di lavoro). Se un gruppo di individui modifica le sue abitudini di spesa aumentando o diminuendo l’entità della somma di denaro ad essa dedicata, questo causa una variazione, positiva o negativa, sul reddito di un altro gruppo che a sua volta modificherà le proprie abitudini di spesa. Si innesca così una reazione a catena con effetti sull’intero sistema economico.
Principio 11 – La spesa complessiva non è sempre in linea con la capacità produttiva
Può capitare che la quantità di beni e servizi che gli individui sono disposti ad acquistare nel mercato sia diversa da quella che il sistema economico è in grado di produrre.
- Se è minore → possibile recessione
- Se è maggiore → possibile inflazione
Principio 12 – Le politiche pubbliche cambiano le abitudini di spesa
In primo luogo, lo Stato stesso domanda grandi quantità di beni e servizi in svariati settori e può decidere l’entità delle risorse destinate ad ognuno di essi. Inoltre, lo Stato, attraverso opportuni interventi di politica fiscale e/o monetaria, può modificare la quantità di risorse monetarie che le famiglie possono dedicare alla spesa.
Domanda e offerta
La curva di domanda
Rappresentazione grafica della relazione tra prezzo di un bene e quantità domandata dai consumatori. Non rappresenta scambi effettivi ma solo la disponibilità teorica dei soggetti economici ad effettuare uno scambio. Ha pendenza negativa in quanto deve rappresentare la relazione inversa tra prezzo e domanda.
- Se i prezzi aumentano, la quantità diminuisce
- Se i prezzi diminuiscono, la quantità aumenta
La pendenza della curva (delta) indica l’intensità della relazione. La domanda di un bene si definisce:
- Elastica, se subisce grandi variazioni al variare di prezzo;
- Rigida, se subisce solo lievi variazioni al variare di prezzo.
La domanda non dipende però solo dal prezzo del bene ma anche da innumerevoli altri fattori, tra cui le preferenze, il prezzo di beni sostitutivi o complementari, il reddito e l’aspettativa sull’andamento futuro dei prezzi. Queste variazioni vanno a determinare uno spostamento della curva verso destra (se si prevede un aumento) o verso sinistra (se si prevede una diminuzione).
Le aspettative degli operatori economici sull’andamento del prezzo di un bene può avere effetto sulla sua domanda: se in futuro si prevede un aumento dei prezzi, la domanda corrente tenderà ad aumentare; al contrario, se in futuro si prevede che i prezzi scendano, la domanda diminuirà (meccanismi alla base dei mercati finanziari).
La curva di offerta
Si tratta di una rappresentazione grafica della relazione tra prezzo di un bene e quantità del bene che le imprese sono disposte a produrre e ad offrire sul mercato. Un’impresa produce un bene con l’obiettivo di ottenere dalla sua vendita il massimo profitto possibile; per produrre l’impresa deve sostenere i costi delle materie prime, del capitale e della manodopera. L’unione di questi elementi (fattori produttivi) tramite una tecnica di produzione dà vita al prodotto finito.
Anche per l’offerta esiste una relazione tra prezzo del bene e quantità prodotta. Si tratta di una relazione diretta rappresentata da una curva di pendenza positiva. A parità di altri fattori, se il prezzo aumenta l’impresa tenderà ad aumentare la propria produzione beneficiando il più possibile dell’aumento del suo margine di profitto; mentre, se il prezzo diminuisce l’impresa tenderà a ridurre la propria produzione per ridurre i costi e proteggere il proprio margine di profitto.
La pendenza della curva indica l’intensità della relazione tra prezzo e quantità; tale intensità dipende, però, anche dalla capacità produttiva dell’impresa. Se un'impresa ha già raggiunto la massima capacità produttiva non potrà apportare aumenti alla quantità prodotta anche in caso di variazioni del prezzo favorevoli senza prima adeguare il suo impianto produttivo.
L’offerta non dipende però solo dal prezzo del bene che prodotto ma anche da altri fattori come il costo del capitale, della manodopera e di ogni altro fattore produttivo di cui l’impresa necessità nel suo ciclo di produzione. Il variare del prezzo di questi fattori porta ad un incremento o ad una diminuzione dei costi che l’impresa deve sostenere portandola ad adeguare di conseguenza la propria produzione al fine di proteggere il proprio margine di profitto. Queste variazioni determinano uno spostamento della curva verso sinistra (in caso di aumenti) o verso destra (in caso di diminuzioni).
Modello domanda-offerta
Si possono rappresentare in un unico grafico sia la curva della domanda sia quella dell’offerta. Il loro punto di intersezione rappresenta il prezzo di equilibrio, ovvero il prezzo per cui sia la domanda sia l’offerta risultano interamente soddisfatte. Questo rappresenta il prezzo che tutti gli operatori economici della domanda e dell’offerta sono disposti ad accettare. Vengono quindi effettuati degli scambi.
Una variazione del prezzo rappresenta un incentivo a cui sia la domanda sia l’offerta reagiscono modificandosi fino a trovare un nuovo punto di equilibrio.
- Per D > O troviamo una situazione di eccesso di domanda.
- Per O > D troviamo una condizione di eccesso di offerta.
p1 rappresenta un prezzo che causa un eccesso di offerta rispetto alla domanda. p2 rappresenta un prezzo che causa un eccesso di domanda rispetto all’offerta.
Il surplus
Ogni individuo nel mercato ha una determinata disponibilità a pagare, ovvero ha un certo limite di spesa per l’acquisto di un determinato bene; il consumatore acquista il bene solo se il suo prezzo è inferiore (o uguale) al massimo che è disposto a spendere. Affinché possa essere realizzato uno scambio, esso deve generare benefici, detti surplus, sia per il consumatore sia per il produttore.
Consumatore
Per il consumatore il surplus si realizza ogni volta che il consumatore paga un prezzo inferiore alla sua disponibilità a pagare. Può essere rappresentato come valore monetario dato dalla differenza tra il prezzo di riserva del consumatore (disponibilità a pagare) e il prezzo che effettivamente paga. Sommando il surplus di ogni singolo consumatore si ottiene il surplus totale del consumatore generato dal mercato. Graficamente viene rappresentato come l’area al di sotto della curva di domanda ma al di sopra del prezzo di vendita del bene. La disponibilità a pagare è diversa per ogni consumatore, influenzata dalle sue preferenze, dal suo reddito, ecc. Il consumatore marginale rappresenta il punto in cui il prezzo di riserva è uguale a quello di vendita del bene: oltre quel punto lo scambio si realizza, al di sotto non si realizza. Se il prezzo di vendita diminuisce, nuovi soggetti entrano nel mercato. Gli scambi aumentano e aumenta il benessere.
Produttore
Ogni produttore di un certo bene stabilisce un prezzo minimo a cui vuole venderlo per poter guadagnare dallo scambio, quindi trarne un beneficio. Questo prezzo minimo rappresenta il costo-opportunità. Si tratta essenzialmente di un costo-opportunità che può comprendere anche costi monetari sostenuti per la produzione del bene. Il beneficio che il produttore trae dallo scambio è chiamato surplus del produttore. Esso si realizza quando il produttore riesce a vendere i propri beni.
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