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Microeconomia – capitolo 2

In questo capitolo introdurremo i concetti di curva di domanda, curva di offerta, equilibrio di mercato, elasticità della domanda al prezzo e al reddito, elasticità incrociata ed elasticità dell'offerta.

Curve di domanda

La curva D in figura rappresenta la curva di domanda di mercato (Demand) di un bene, in questo caso il mais, e indica la quantità di mais che i compratori sono disposti ad acquistare a diversi livelli di prezzo. Tra le definizioni di domanda bisogna fare una distinzione:

  • Domanda diretta: domanda di un bene derivante dal desiderio dei compratori di consumare direttamente il bene stesso (non influenzato da altri beni);
  • Domanda derivata: la curva dipende dalla produzione e vendita di altri beni (ad esempio la domanda di sciroppo di cereali che contiene fruttosio dipende dalla domanda di bevande in cui è utilizzato).

La quantità di prodotto richiesto può essere influenzata, oltre che dal prezzo dello stesso bene, anche da altri fattori, come per esempio i prezzi dei beni correlati, la pubblicità, il reddito e i gusti dei consumatori. Date queste definizioni possiamo introdurre la legge della domanda, ovvero la relazione inversa tra prezzo e quantità domandata tale che all’aumentare del prezzo di un bene diminuisce la sua quantità domandata.

Curve di offerta

La curva S nella figura precedente è la curva di offerta di mercato (Supply) del mais e illustra la quantità totale di mais che i fornitori sono disposti a vendere a ciascun livello di prezzo. Anche in questo caso individuiamo una legge, la legge dell’offerta, ovvero la relazione diretta o positiva tra prezzo e quantità fornita tale che all’aumentare del prezzo di un bene aumenta la sua quantità domandata. Come nel caso della domanda, altri fattori oltre al prezzo influenzano la quantità di un bene che i produttori forniranno sul mercato. Per esempio, i prezzi dei fattori di produzione (la manodopera e le materie prime utilizzate per produrre il bene) influenzeranno la quantità che i venditori sono disposti a offrire.

Equilibrio di mercato

Il punto E in figura rappresenta il punto di intersezione delle curve di domanda e offerta denominato punto di equilibrio. In corrispondenza di questo punto il mercato è in equilibrio (quantità domandata eguaglia quella offerta). Per ogni prezzo, diverso da quello di equilibrio, esistono delle forze che spingono il prezzo a variare. Per esempio, se il prezzo del mais fosse 5 $ per bushel si avrebbe un eccesso di offerta (la quantità offerta a quel prezzo supererebbe la quantità domandata) mentre se il prezzo del mais fosse 3 $ per bushel, ci sarebbe un eccesso di domanda (la quantità domandata a quel prezzo supererebbe la quantità offerta).

Spostamenti dell’offerta e della domanda

Attraverso la statica comparata possiamo studiare come una variazione in una variabile esogena (reddito dei consumatori o salari) cambi i valori d’equilibrio delle variabili endogene (prezzo e quantità) e rappresentare i cambiamenti della variabile mediante lo spostamento della curva di domanda, di offerta o entrambe. Per esempio, supponiamo che i consumatori aumentino la quantità domandata di un determinato bene a seguito di un incremento del reddito disponibile. L’effetto prodotto da un aumento del reddito disponibile sull’equilibrio di mercato viene rappresentato attraverso uno spostamento verso destra della curva di domanda. Tale spostamento indica che a ogni livello di prezzo la quantità domandata è maggiore rispetto a prima e l’equilibrio di mercato passerà dal punto A al punto B.

Analogamente, supponendo che aumentino i salari per i lavoratori di una particolare industria alcune imprese potrebbero ridurre i livelli di produzione, poiché i costi sono saliti parallelamente al costo del lavoro. Alcune imprese potrebbero anche uscire del tutto dal mercato e l’aumento dei costi del lavoro sposterebbe la curva di offerta verso sinistra. Questo spostamento indica che per ogni livello di prezzo verrebbe offerta una minore quantità di prodotto e l’equilibrio di mercato si muoverebbe dal punto A verso il punto B.

Attraverso simili analisi di statica comparata sulla diminuzione della domanda e sull’aumento dell’offerta, possiamo derivare le quattro leggi alla base dell’offerta e della domanda:

  • Aumento della domanda + curva dell’offerta invariata = prezzo di equilibrio più alto e maggiore quantità d’equilibrio;
  • Diminuzione dell’offerta + curva della domanda invariata = prezzo di equilibrio più alto e minore quantità d’equilibrio;
  • Diminuzione della domanda + curva dell’offerta invariata = prezzo di equilibrio più basso e minore quantità d’equilibrio;
  • Aumento dell’offerta + curva della domanda invariata = prezzo di equilibrio più basso e maggiore quantità d’equilibrio.

Logicamente esistono casi in cui variano entrambe le curve e non solo una come analizzato finora in cui i risultati possono essere nettamente differenti.

Elasticità della domanda al prezzo

L’elasticità della domanda al prezzo (Price Elasticity of Demand) misura la sensibilità della quantità domandata al prezzo. La formula matematica per calcolare il suo valore è:

∆ =, ∆

e determina la variazione percentuale della quantità domandata (Q) determinata dalla variazione del prezzo (P) di un punto percentuale. Per esempio, supponiamo che quando il prezzo di un bene è di €10 (P), la quantità domandata sia di 50 unità (Q), e che quando il prezzo aumenta a €12 (∆ = 2), la quantità domandata diminuisca a 45 unità (∆ = −5).

Se inseriamo questi numeri nell’equazione, troviamo che in questo caso l’elasticità della domanda al prezzo è:

∆ −5 10 = = × = −0,5, ∆ 2 50

Come illustrato da questo esempio, il valore deve sempre essere negativo; ciò riflette il fatto che la curva di domanda ha pendenza negativa a causa della relazione inversa esistente tra prezzo e quantità: quando il prezzo aumenta, la quantità diminuisce e viceversa. La tabella seguente mostra come gli economisti classificano il possibile range di valori di :

Valore di Significato Classificazione
0 La quantità domandata è completamente insensibile al prezzo Domanda perfettamente inelastica (o anelastica e curva di domanda verticale)
Tra 0 e -1 La quantità domandata è relativamente insensibile al prezzo Domanda inelastica (o anelastica)
-1 L’aumento percentuale della quantità domandata è uguale al decremento percentuale del prezzo Domanda con elasticità unitaria
Tra -1 e -∞ La quantità domandata è relativamente sensibile al prezzo Domanda elastica
-∞ Ogni incremento del prezzo si traduce in una riduzione della quantità domandata fino a zero, ed ogni decremento del prezzo si traduce in un aumento fino all’infinito della quantità domandata Domanda perfettamente elastica (curva di domanda orizzontale)

Elasticità lungo specifiche curve di domanda

Ogni curva di domanda con pendenza verso il basso ha una corrispondente curva di domanda inversa che esprime il prezzo come una funzione della quantità. Possiamo trovare la curva di domanda inversa prendendo l’equazione della curva di domanda e risolvendola per P in termini di Q. La curva di domanda inversa riferita alla curva di domanda lineare è data da 1 = −, e l’elasticità della domanda al prezzo per la curva di domanda lineare è data dalla formula:

∆ = = −, ∆

Curve di domanda con elasticità costante

Un’altra curva di domanda comunemente usata è la curva di domanda con elasticità costante data dalla − = formula generale dove a e b sono delle costanti positive. Nel caso di curva di domanda con elasticità costante, l’elasticità della domanda al prezzo è sempre uguale all’esponente -b.

Elasticità della domanda al prezzo e ricavi totali

Gli imprenditori, i consulenti e gli organi di governo fanno molto uso dell’elasticità della domanda al prezzo per capire in che misura un aumento nel prezzo di un bene possa modificare il ricavo totale, ossia il prodotto tra quantità e prezzo di vendita del bene, PQ. In un primo momento potreste aspettarvi che un aumento di prezzo determini un aumento del ricavo totale, ma in realtà a seguito dell’incremento nei prezzi la quantità domandata del bene si riduce. Pertanto il beneficio derivante dall’imposizione di un prezzo più alto viene compensato dal costo rappresentato da una riduzione nella quantità domandata. Se la domanda è elastica (cioè la quantità domandata del bene è relativamente sensibile al prezzo), la riduzione di quantità domandata supererà il beneficio di un maggior prezzo e il ricavo totale si ridurrà. Se la domanda è inelastica (la quantità domandata è relativamente insensibile al prezzo), la riduzione della domanda non sarà così intensa e il ricavo totale aumenterà. Quindi, conoscere l’elasticità della domanda al prezzo può aiutare un imprenditore a prevedere l’impatto sul ricavo totale di un aumento nel prezzo.

Determinanti dell’elasticità della curva di domanda rispetto al prezzo

Riportiamo alcuni fattori che influenzano l’elasticità della domanda di un prodotto al prezzo, cioè la misura in cui la domanda è relativamente sensibile o insensibile al prezzo:

  • La domanda tende a essere più elastica al prezzo quando esistono dei beni sostituti (o, alternativamente, la domanda relativa a un prodotto tende a essere meno elastica al prezzo quando esistono pochi o non adeguati sostituti);
  • La domanda tende a essere più elastica rispetto al prezzo quando la quota spesa per l’acquisto di un prodotto è ingente (sia in termini assoluti, sia in rapporto alla spesa totale);
  • La domanda tende a essere meno elastica rispetto al prezzo quando il prodotto viene visto dal consumatore come un bene di necessità.

Elasticità della domanda rispetto al prezzo a livello di mercato e a livello di marchio

Un errore comune nell’uso delle elasticità della domanda al prezzo è supporre che se la domanda di un prodotto è inelastica, la domanda che affronta ciascun venditore singolarmente sia pure inelastica. Consideriamo, per esempio, le sigarette. Come discusso prima, la domanda di sigarette non è particolarmente sensibile al prezzo: l’aumento del prezzo di tutte le marche di sigarette influenza in misura modesta la domanda totale di sigarette. Tuttavia, se il prezzo di una specifica marca di sigarette (come Camel) dovesse aumentare, probabilmente la domanda di a quella sola marca crollerebbe, perché i consumatori sposterebbero le proprie scelte d’acquisto verso quelle marche di sigarette che hanno un prezzo invariato minore. Quindi, anche se la domanda non è elastica a livello di mercato, può esserlo a livello di singola marca. Un fumatore tipico ha bisogno delle sigarette perché non esistono validi sostituti, ma non ha bisogno necessariamente di sigarette Camel perché, se il loro prezzo aumenta, spostandosi verso un’altra marca il consumatore ottiene più o meno lo stesso grado di soddisfazione.

Elasticità della domanda rispetto al reddito

L’elasticità della domanda rispetto al reddito (Income Elasticity of Demand) è il rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale del reddito, mantenendo costante il prezzo e tutti gli altri fattori da cui dipende la domanda. La formula matematica è:

∆ =, ∆

Elasticità incrociata della domanda rispetto al prezzo

L’elasticità incrociata della domanda rispetto al prezzo (Cross-price Elasticity of Demand) per il prodotto i rispetto al prezzo del prodotto j è il rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata del prodotto i e la variazione percentuale del prezzo del prodotto j. La formula matematica è:

∆ = , ∆

L’elasticità incrociata della domanda rispetto al prezzo può essere positiva o negativa:

  • Se > 0, l’aumento del prezzo del bene j fa aumentare la domanda del bene i. In questo caso i prodotti i e j sono beni sostituti;
  • Se < 0, un prezzo più alto del prodotto j fa diminuire la domanda del prodotto i. Questa relazione indica che i prodotti i e j sono beni complementi.

Elasticità dell’offerta

L’elasticità dell’offerta rispetto al prezzo (Price Elasticity of Supply) misura la sensibilità della quantità offerta Q al prezzo. La formula matematica è:

∆ = , ∆

Questa formula si applica sia a livello di impresa che a livello di mercato. L’elasticità dell’offerta rispetto al prezzo a livello di impresa misura la sensibilità dell’offerta di una singola impresa al prezzo, mentre l’elasticità dell’offerta rispetto al prezzo a livello di mercato misura la sensibilità dell’offerta di mercato rispetto al prezzo.

Microeconomia – capitolo 3

In questo capitolo introdurremo i concetti di paniere, le preferenze del consumatore e i relativi assiomi, l’ordinamento delle preferenze e il concetto di utilità con le relative funzioni.

Paniere e rappresentazione delle preferenze

Un paniere è una combinazione di beni e servizi acquistabili da un consumatore. Per esempio, un paniere può contenere un paio di jeans, due paia di scarpe, 5 etti di cioccolata. Un secondo paniere può contenere due paia di jeans, un paio di scarpe e 2 etti di cioccolata. Per fornire un’idea di paniere consideriamo un esempio in cui un consumatore può acquistare solo due beni, cibo e abbigliamento, e immaginiamo di avere sette possibili panieri di consumo come illustrato nella figura. L’acquirente del paniere E consuma 20 unità di cibo e 30 unità di abbigliamento per settimana. Chi sceglie invece il paniere B consuma 60 unità del primo bene e 10 unità del secondo bene. Le preferenze del consumatore ci dicono come un individuo valuti i due panieri in ordine di desiderabilità, ipotizzando che siano disponibili a costo zero.

Ovviamente la scelta finale del consumatore dipenderà da una serie di fattori oltre alle preferenze, tra cui il reddito e il costo del paniere, ma per il momento ci limitiamo a considerare solo le preferenze. In simboli matematici, un paniere è un insieme e può essere trascritto in questo modo: = { , , … , , } ∈ oppure1 2. Ma come fa un consumatore generico a scegliere tra diversi panieri? Per rispondere bisogna introdurre gli assiomi delle preferenze e il concetto di razionalità.

Assiomi delle preferenze

Il nostro studio sulle preferenze del consumatore inizia con tre ipotesi della scelta del consumatore e per il momento assumiamo che gli individui siano razionali (lo sono se rispettano tutte le ipotesi):

  • Completezza: dati due panieri, il consumatore è in grado di assegnare un ordine di preferenze e quindi di valutare tutte le alternative;
  • Transitività: ciascuna scelta effettuata dal consumatore è coerente con l’altra. Supponiamo che il consumatore dichiari di preferire il paniere A al paniere B e il paniere B al paniere E. A questo punto ci aspetteremmo che preferisca il paniere A al paniere E. Utilizzando la notazione per descrivere le preferenze, possiamo rappresentare la transitività nel modo seguente: se A≻B e B≻E allora A≻E;
  • Non sazietà (“più è meglio”) o monotonicità: per il consumatore è meglio avere una quantità maggiore almeno di un bene.

Nel caso in cui il consumatore viola almeno una di queste regole, si tratta di un consumatore irrazionale.

Ordinamento ordinale e cardinale

Bisogna effettuare un’importante distinzione tra l’ordinamento ordinale e cardinale:

  • L’ordinamento ordinale fornisce informazioni circa l’ordine secondo cui un consumatore classifica i panieri. Per esempio, scegliendo il paniere A nella figura sopracitata il consumatore acquista una quantità tripla di entrambi i beni rispetto a quella che avrebbe acquistato scegliendo il paniere D. L’ipotesi “più è meglio” ci dice che il consumatore preferisce il paniere A a D. Tuttavia, l’ordinamento ordinale non ci dice nulla su quanto il paniere A è preferito al paniere D;
  • L’ordinamento cardinale fornisce informazioni circa l’intensità delle preferenze del consumatore. Nel caso considerato pertanto possiamo stabilire non solo che A è preferito a D ma anche il grado di preferenza. Con un ordinamento cardinale possiamo quindi fare un’affermazione di tipo quantitativo, per esempio: “Il paniere A è doppiamente preferito al paniere D”. L’ordinamento cardinale, pertanto, contiene maggiori informazioni rispetto a quello ordinale.

Preferenza forte e preferenza debole

Con il simbolo ≻ si indica una preferenza forte tra due panieri mentre con il simbolo ≽ si indica una preferenza debole.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher HawkedF di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Parello Carmelo.
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