MACROECONOMIA
CAPITOLO XX: PIL, FLUSSO DI REDDITO, COSTO DELLA VITA
Misurare il reddito di una nazione REDDITO E SPESA NEL FLUSSO CIRCOLARE
FLUSSO CIRCOLARE SEMPLIFICATO
SPESA= REDDITO
Il prodotto interno lordo (PIL)
Il PIL è un indicatore che misura sia il reddito di una nazione che la spesa in un’economia in un
dato periodo di tempo. Il PIL è anche una misura standard della produzione di un sistema
Il PIL è il valore di mercato di tutti
economico nazionale. Misurazione del prodotto interno lordo:
i beni e servizi nali prodotti in un paese in un dato periodo di tempo:
• misurazione di diversi prodotti / attività in base ai loro prezzi di mercato;
• inclusi i servizi forniti dal patrimonio immobiliare esclusi beni / servizi illegali e di autoconsumo;
• prodotti tangibili e attività immateriali;
• esclusi i prodotti intermedi (ma incluse le scorte);
• i beni / servizi di nuova produzione, non quelli usati
• nell’ambito dei con ni nazionali;
• valori dell’anno solare (o trimestrali misurati al tasso annuale e destagionalizzati);
Altre misure del reddito
• Prodotto nazionale lordo (PNL) = include il reddito guadagnato all’estero da soggetti nazionali
/ esclude quello realizzato nel paese da soggetti stranieri;
• Prodotto nazionale netto (PNN) = PNL meno l’ammortamento dei beni immobili;
• Reddito nazionale (RN) = PNN escluse le imposte indirette / inclusi i sussidi alle imprese;
• Valore aggiunto lordo (VAL) = il contributo apportato all’economia da produttori, branche e
settori interni;
• Reddito personale (RP) = PIL (o PNN) esclusi gli utili non distribuiti, le imposte sul reddito, i
contributi previdenziali;
• Reddito disponibile (RD) = PNL al netto di tutte le imposte = RP escluse le imposte individuali;
• PIL pro capite = il PIL di un paese diviso per il numero dei suoi abitanti (PIL medio per
abitante); 1
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LE COMPONENTI DEL PIL
PIL nominale e PIL reale
• Il PIL Nominale si riferisce alla produzione di beni e servizi misurata in prezzi correnti.
• Il PIL Reale si riferisce alla
produzione di beni e servizi
misurata in prezzi costanti
relativi a un determinato anno
(anno base). Solo il PIL Reale
mostra come varia
e ettivamente nel tempo la
produzione di beni e servizi di
un sistema economico (depura
i dati dagli e etti del livello dei
prezzi).
Come si trasforma il PIL
nominale in PIL reale
Per valutare l’andamento
dell’economia è necessario
trasformare il PIL nominale in PIL
reale utilizzando in de atore del
PIL: Il PIL reale ci dice di quanto la produzione totale di beni e
servizi nell’economia sia cambiata nel tempo perché tiene
ssi i prezzi ad un livello passato. Come de atore si una il
prezzo medio dei beni nali prodotti nell’economia.
Il de atore del PIL
Il de atore del PIL è un indice generale dei prezzi. una
Il de atore del PIL è quindi utilizzato come
misura delle variazioni dei prezzi di beni e servizi che si producono in un determinato paese.
Misura:
• la variazione del livello dei prezzi correnti rispetto
al livello dei prezzi nell’anno base;
• l’aumento del PIL nominale dovuto all’aumento
dei prezzi piuttosto che all’aumento delle quantità
prodotte; 2
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MACROECONOMIA
PIL reale e PIL nominale
Problema del cambiamento del peso percentuale dei vari beni→ due metodi per il computo del
PIL reale:
• Aggregazione su base ssa (un anno scelto come base aggiornato ogni 5 anni);
• Concatenamento annuale (valutazione dei beni in base ai prezzi dell’anno precedente): utilizza i
prezzi medi nel periodo considerato; Reddito, felicità, benessere
L’aumento della ricchezza non si traduce in
PIL E BENESSERE ECONOMICO analogo aumento della felicità. Varietà dei
fattori che contribuiscono alla felicità (salute
/ istruzione /socialità / occupazione / ecc.)
Importanza:
delle aspirazioni
• (aspettative di
miglioramento) nel ricambio generazionale;
Della percezione dello sviluppo come
•
gioco a somma zero (dominato dalla
competizione);
- Elaborazione di indicatori alternativi /
integrativi per misurare la felicità: di coltà
di elaborare misuratori condivisi:
Misurare il costo della vita:
L’indice dei prezzi al consumo
(IPC) misura
L’indice dei prezzi al consumo è una
generale del costo di beni e servizi acquistati dal
consumatore rappresentativo. L’IPC viene
utilizzato per monitorare il costo della vita nel
Se l’IPC aumenta, il consumatore
tempo.
rappresentativo spenderà più denaro per
mantenere inalterato il proprio tenore di vita. È necessario determinare il paniere di riferimento e
L’ISTAT identi ca il
quindi conoscere i prezzi più importanti per il consumatore rappresentativo.
paniere di beni e servizi che il consumatore rappresentativo acquista e conduce periodicamente
indagini tra i consumatori per stabilire i “pesi” dei beni e servizi tenendo conto dei cambiamenti
emersi nelle abitudini di spesa delle famiglie. Nel paniere del 2019 gurano 1.507 prodotti
elementari. Aumentano rilevanza: Frutti di bosco e Zenzero; Bicicletta elettrica e Scooter sharing.
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MACROECONOMIA
COME SI CALCOLA L’IPC: 1. d e t e r m i n a z i o n e d e l p a n i e re
(individuare i prezzi rilevanti per il
consumatore e il loro peso);
2. rilevazione del prezzo dei prodotti
(nei diversi anni considerati)
3. calcolo del costo del paniere (nei
diversi anni considerati)
4. individuazione dell’anno base (anno
di riferimento, con indice = 100)
5.calcolo dell’indice (costo del paniere
nell’anno considerato ÷ costo del
paniere nell’anno base ×100) ;
6.calcolo del tasso di in azione
(variazione % dell’IPC da un anno
all’altro);
In azione
L’in azione è la di erenza tra il livello medio dei prezzi P di un periodo (t) e quello del periodo
ΔPt = Pt– Pt-1 > 0;
precedente (t-1): azione può anche essere negativa cioè il livello dei prezzi
l’in
ΔPt = Pt– Pt-1 < 0;
diminuisce e in questo caso: un’in azione negativa si chiama de azione.
Il tasso di in azione
Il tasso di in azione viene calcolato come variazione percentuale dell’indice dei prezzi rispetto al
periodo precedente. Generalmente si calcola con:
• l’IPC per l’intera collettività (NIC);
• l’indice dei prezzi per le famiglie di operai e
impiegati (FOI);
• l’indice dei prezzi europeo armonizzato (IPCA); 4
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MACROECONOMIA
Problemi nella misurazione del costo della vita
L’IPC è una misura accurata del costo dei beni che fanno parte del paniere, ma NON è una misura
precisa del costo della vita:
1. Distorsione da sostituzione (i prezzi aumentano in modo diversi cato):
→ il consumatore sostituisce i beni più costosi con quelli più a buon mercato ma il paniere è
assunto come costante;
→ l’IPC tende a sovrastimare l’aumento del costo della vita;
2. Introduzione di nuovi beni (=maggiori opportunità di acquisto a parità di spesa):
→ l’IPC non ri ette questo cambiamento nel potere d’acquisto;
→ necessario variare la composizione del paniere;
3. Variazioni nella qualità dei beni (a parità di prezzo):
→ con variazioni di prezzo = metodo edonico di aggiustamento della qualità;
4. Rilevanza di erenziata dell’IPC rispetto alla percezione del costo della vita per i diversi
consumatori:
→ tentativo di calcolare l’in azione “personale”; DIFFERENTI MISURATORI
DIFFERENTI MISURATORI DELL’INFLAZIONE DELL’INFLAZIONE
DEPURARE I VALORI MONETARI DEPURARE I VALORI MONETARI
DELL’INFLAZIONE DELL’INFLAZIONE
Esempio: la scala mobile degli anni ’70,
soppressa nel ’92. La correzione dagli e etti
dell’in azione è importante per i
tassi di interesse. L’interesse rappresenta la
remunerazione futura in corrispondenza di un
trasferimento di denaro avvenuto in passato. Il
tasso di interesse nominale è il tasso di interesse
non corretto per l’in azione. È il tasso di
interesse pagato dalle banche. Il tasso di
interesse reale è il tasso di interesse nominale
corretto per l’in azione. 5
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MACROECONOMIA
CAPITOLO XXI: PRODUZIONE E
CRESCITA
Misure della crescita
Tassi di crescita anche modesti,
accumulandosi nel tempo, danno
luogo a una crescita notevole.
La crescita economica nel mondo
crescita economica = incremento
percentuale tendenziale del PIL reale
→
pro capite in un certo periodo
determina il livello del tenore di vita di
un paese. Il tenore di vita varia da
paese a paese e cambia a tassi
Esso
diversi nel corso della storia.
dipende fondamentalmente da livello e
andamento della produttività del lavoro
(riferimento: Teoria neoclassica della crescita:
Solow).
La funzione di produzione
Una funzione di produzione ha rendimenti di
scala constanti se, dato un numero positivo
x, si ottiene: xY= A F( xL , xK , xH , xN ).
Raddoppiando tutti gli input raddoppia
anche il livello del prodotto.
Se il prodotto aumenta in misura più che
proporzionale rispetto all’aumento dei fattori
di produzione, si hanno rendimenti di scala
Le funzioni di produzione con rendimenti di scala costanti mostrano una proprietà molto
crescenti. x = 1/L, Y/ L = A F(1, K/ L, H/ L, N/ L).
utile. Poniamo Y/L = prodotto per lavoratore;
K/L = capitale sico per lavoratore;
H/L = capitale umano per lavoratore;
N/L = risorse naturali per lavoratore;
Le determinanti della produttività
1. capitale sico (K) dotazione di strumenti, utensili, immobili da usare nella produzione.
=
Dipende dalla spesa per investimento (i. lordo = spesa totale in un dato periodo; i. netto = al netto
della spesa per sostituire lo stock di capitale esistente). Dato un certo tasso di ammortamento
(svalutazione dello stock) e un certo tasso di crescita della popolazione, l’ammontare di
investimento determina il mantenimento / incremento del rapporto capitale / lavoro (K/L) [legame
con il risparmio delle famiglie];
2. capitale umano (H) conoscenza / capacità accumulate dai lavoratori = dipende da esperienza
=
e da spese in istruzione / formazione;
3. risorse naturali (N) i fattori di produzione forniti dalla natura.
= Possono essere rinnovabili (es.:
foreste) o non rinnovabili (es.= petrolio, carbone). Sono condizione non necessaria per una elevata
crescita economica (se ottenibili con il commercio internazionale);
4. conoscenza tecnologica (A ) la conoscenza dei modi più e caci per produrre
= (intesa come
stock disponibile nella società) (invenzioni, innovazioni, brevetti)→ permette di incrementare la
produttività media degli altri fattori, controbilanciando gli e etti dell’andamento decrescente del
Teoria della crescita endogena (Romer) tasso di
prodotto marginale di ciascuno di essi. = il
crescita economica di lungo periodo è determinato dal tasso di crescita della produttività totale dei
fattori, che a sua volta dipende dal tasso di progresso tecnologico. Il processo di distruzione
creatrice = innovazione (nuove tecnologie) che rende obsolete le tecnologie precedenti.
Politiche economiche per la crescita economica
1. Incentivazione del risparmio e dell’investimento per accrescere lo stock di capitale;
2. Investimento in capitale umano;
3. Qualità delle Istituzioni; 6
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MACROECONOMIA
4. Libero scambio nel commercio internazionale;
5. Promozione della ricerca scienti ca e dello sviluppo tecnologico;
6. Sostenere la crescita demogra ca;
1. Incentivazione del risparmio e dell’investimento per accrescere lo stock di capitale.
• Può consistere anche in investimento estero. L’i.e. può essere o diretto = quando posseduto e
gestito da soggetti stranieri o di portafoglio = solo nanziato dall’estero, con partecipazioni o
prestiti In entrambi i casi comunque rende il PNL più basso del PIL.
• È incoraggiato da organismi internazionali come la Banca Mondiale.
• Si scontra con i rendimenti decrescenti del rapporto capitale /lavoro
Risparmio e Investimento
Man mano che lo stock di capitale aumenta, la quantità di prodotto fornita dall’unità addizionale di
capitale impiegato (il prodotto marginale) diminuisce a causa della legge dei rendimenti
decrescenti. A causa di rendimenti decrescenti un aumento del tasso di risparmio porta a tassi di
crescita del PIL più elevati solo per un periodo di tempo limitato, non si hanno e etti di crescita
Più risparmio = maggiore crescita, solo nel breve periodo.
permanente. Nel lungo periodo tassi di
risparmio più elevati portano a livelli di produttività e reddito più elevati ma NON a tassi di crescita
più elevati.
Ipotesi di convergenza
A parità di altre condizioni, per i Paese poveri è
più facile crescere velocemente (e etto catch-
up). Questa ipotesi si basa sugli e etti prodotti
dall’accumulazione di capitale:
• Se il capitale per lavoratore è basso non
sono necessari grandi investimenti per dotare
ogni lavoratore di maggiore capitale.
• Se il capitale per lavoratore è alto è
necessario un elevato livello di risparmio e
investimento per ampliare il livello di capitale.
E etto catch-up
Rendimenti decrescenti del rapporto capitale /
lavoro.
e etto catch-up
→ = i paesi più poveri
tendono a crescere più velocemente di quelli
ricchi (che hanno un rapporto K/L già elevato);
diminuisce nel tempo la diseguaglianza;
→
2. Investimento in capitale umano
a) costruire un sistema scolastico e universitario ben funzionante;
b) incentivare la scolarità (nei paesi più poveri il costo-opportunità dell’istruzione è molto elevato
per le famiglie);
Il capitale umano esternalità positive
• genera importanti (più persone più istruite producono
più idee nuove, a bene cio di tutti);
Rischio della fuga dei cervelli
• (emigrazione dei lavoratori più istruiti verso i paesi più ricchi);
• Capitale umano salute della popolazione,
da intendere anche come che è condizione per la
alimentazione e ciente
→
produttività del lavoro necessità di migliorare la e costruire un
sistema sanitario.
3. Quadro istituzionale a sostegno del funzionamento del mercato
a) tutela dei diritti di proprietà e sistema giudiziario e ciente;
b) pubblica amministrazione e ciente e contenimento della corruzione;
c) stabilità politica;
4. Libero scambio nel commercio internazionale e abbandono delle politiche isolazionistiche
(che riducono le dimensioni del mercato); 7
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MACROECONOMIA
5. Promozione della ricerca scienti ca e dello sviluppo tecnologico tramite laboratori
pubblici / sovvenzioni e sgravi scali/ tutela dei brevetti [sostegno a università, laboratori di
ricerca, attività di R&S, che hanno un e etto importante sul processo di innovazione e crescita.]
6. Sostenere la crescita demogra ca permette di ampliare:
a) la disponibilità di forza lavoro;
b) le dimensioni del mercato (maggiore divisione del lavoro e possibili economie di scala);
c) le occasioni di progresso tecnologico (più scienziati e inventori)
• Non fondatezza della teoria malthusiana della popolazione (crescita demogra ca esponenziale
vs crescita lineare delle risorse). Lo sviluppo tecnologico ha più che compensato l’incremento
demogra co; →
• Possibile diluizione dello stock di capitale (soprattutto capitale umano) necessarie allora
politiche di contenimento demogra co (di usione dei metodi contraccettivi / campagne di
controllo demogra co;
CAPITOLO XXII: LA DISOCCUPAZIONE
Le rilevazioni del mercato del lavoro in Italia
I dati u ciali sul mercato del lavoro in Italia provengono dall’Istituto Centrale di Statistica (ISTAT)
che conduce la Rilevazione Continua delle Forze Lavoro (RCFL) in conformità con la metodologia
dell’Unione Europea. Obiettivo principale di questa indagine campionaria condotta tramite
interviste è la stima u ciale degli occupati e delle persone in cerca di occupazione. La nuova
metodologia di rilevazione permette di ampliare la base informativa attraverso la registrazione dei
dati relativi a:
• collaborazioni coordinate e continuative;
• lavoro interinale;
• disponibilità a lavorare a tempo pieno da parte di chi è part-time;
• corsi di formazione;
• motivi della mancata partecipazione al mercato del lavoro;
Le classi cazioni nel mercato del lavoro
Gli individui appartenenti alla popolazione in età lavorativa (15-64 anni) vengono classi cati in:
• Occupati: coloro che hanno svolto almeno un’ora di lavoro nella settimana che precede
l’intervista;
• Disoccupati: coloro che si dichiarano disponibili a lavorare entro le due settimane successive
all’intervista e hanno fatto almeno un’azione di ricerca di lavoro nelle quattro settimane
precedenti;
• Forze di lavoro = occupati + disoccupati;
• Economicamente inattivi: tutti gli altri individui che non sono occupati o disoccupati ma che
sono in età lavorativa;
• Non appartenenti alle forze di lavoro somma di inattivi + coloro che non hanno una età
=
l
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