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Economia e gestione delle imprese

Parte I: l’impresa vista da fuori

Parte I: l’impresa vista da fuori —> perché nasce l’impresa e la sua osservazione dall’esterno (perché esiste, possibili dinamiche che durante la sua vita potrebbero manifestarsi).

Focus della materia, oggetto di studio della disciplina: scelte relative alla creazione e alla guida dell’impresa, comportamento imprenditoriale e scelte che l’imprenditore prende, senza le quali l’impresa non potrebbe nascere e svilupparsi. L’impresa è sempre considerata nella sua globalità, specificità e interattività con l’ambiente nel quale nasce, si sviluppa e, talvolta, cessa di esistere. Tutte queste decisioni vengono prese tenendo in mente anche le conseguenze che tali decisioni avranno e che queste decisioni richiedono una consapevolezza dell’ambiente in cui opera l’impresa (è condizionata dall’ambiente e lo condiziona). L’ambiente è in continuo cambiamento, quindi questo determina una modificazione delle scelte in modo da adattarle alle esigenze.

Contenuto degli studi sul governo e sulla direzione delle imprese

Oltre alla realtà operativa delle imprese [si guarda anche ad altre imprese che operano nel settore, quali competenze hanno e che risorse offrono, risultati ottenuti, cosa manca alla mia impresa per sopravvivere nel lungo periodo], anche le scienze naturali e sociali, la tecnologia [Amazon ha per prima capito quale potesse essere la portata del commercio elettronico nell’economia, e ha sfruttato altre tecnologie come internet e l’enorme diffusione dei telefoni cellulari] e altre conoscenze [abitudini di vita delle persone, preferenze determinano la nascita di nuove forme di business e ne fanno morire altre] concorrono agli studi sul governo d’impresa e sulla direzione d’impresa. Chi governa un’impresa non può fare a meno di guardare anche a questi ambiti per prendere delle decisioni.

Da qui oggetto di studio di EGI possono essere anche dei casi aziendali [di successo o insuccesso, si raccolgono informazioni in proposito, es capire perché in quel determinato momento storico un’impresa ha avuto successo o meno, perché sono arrivate al fallimento o vicino ad esso, come BlackBerry superata perché sono stati inventati sistemi operativi più efficienti mentre essa è rimasta ancorata a un modello tradizionale, Kodak inventa la fotografia digitale ma ha evitato di investire molto nelle pellicole per evitare “cannibalismo” ma altri ci hanno investito maggiormente superandoli] per spingere le imprese ad evitare gli stessi errori (tipicamente è quello di non considerare i cambiamenti dell’ambiente esterno che si stanno manifestando o stanno per farlo, perché sottovalutati).

La vita delle imprese va gestita, non ha un orizzonte lineare, e la sua durabilità nel tempo può anche essere molto lunga nel tempo pur cambiando radicalmente molte volte (l’impresa). L’output degli studi sul governo e sulla direzione d’impresa sono rappresentati da principi di governo (principi che vanno seguiti per garantire il successo e la sopravvivenza dell’impresa sul lungo periodo), casi aziendali o strumenti imprenditoriali (mappe concettuali, modalità di analisi del contesto della realtà, in modo da utilizzare le conoscenze raccolte per prendere delle decisioni).

L’importanza della tecnologia nel cambiamento delle imprese: il caso Amazon Go

L’importanza della tecnologia nel cambiamento delle imprese: il caso Amazon Go: nel 2018 ha inaugurato il primo supermercato senza casse né cassieri, chiamato Amazon Go (per sottolineare la velocità dell’acquisto). Dato che il concept ha funzionato, è stato replicato in una ventina di altri locali negli Stati Uniti, fino all’apertura di un enorme punto vendita. I dipendenti assunti si occupano di organizzare la merce nei magazzini e di riempire gli scaffali. Telecamere e sensori riconoscono e seguono i clienti mentre fanno la spesa, riconoscendo anche i prodotti che metteranno nel carrello. Poco dopo essere usciti dal negozio, il pagamento verrà addebitato direttamente sulla carta di credito tramite app.

Perché l’impresa esiste?

Perché l’impresa esiste? Garantire la soddisfazione di bisogni illimitati (soddisfazione umana non ha mai un livello superiore, una volta che un bisogno sia stato soddisfatto se ne manifestano altri, si manifesta sempre sotto forma di bisogni di soddisfare) utilizzando risorse limitate (perché i bisogni sono illimitati quindi la scarsità di risorse è dovuta anche a questo, per quanto siano numerose sono limitate perché hanno usi alternativi, grande problema che l’economia deve affrontare: come si fa a soddisfare il massimo numero di bisogni utilizzando le risorse a disposizione?, la soddisfazione di bisogni diversi spesso richiede l’utilizzo delle stesse risorse: se in questo caso una risorsa è presente in quantità numerose ma ha molti utilizzi, come l’acqua, allora bisogna “bilanciare” il suo utilizzo per soddisfare il maggior numero di bisogni possibili). Economia si occupa quindi di orientare l’uso delle risorse in modo da soddisfare i bisogni.

La soddisfazione dei bisogni necessita lo svolgimento di un’attività “economica”. “Economica” è la scienza che studia la condotta umana come una relazione tra scopi e mezzi scarsi applicabili ad usi alternativi (L. Robbins).

Attività economica richiede un’organizzazione delle attività e questa organizzazione avviene attraverso due grandi sistemi economici che definiscono le regole di funzionamento dell’economia (cambia il modo in cui vengono utilizzate le risorse):

  • Approccio capitalistico: stato stabilisce le regole di funzionamento e gli attori che si propongono di soddisfare bisogni mediante la produzione di beni o servizi sono guidati dal sistema dei prezzi (risorse consumate hanno valore inferiore del prezzo a cui vendo il bene o servizio). Tutto questo avviene in una logica di convenienza: fin quando si ottiene un beneficio economico da questo sforzo, ci sarà qualcuno che soddisferà un determinato bisogno.
  • Approccio socialista: attribuisce allo stato la decisione di quali bisogni e in che misura devono essere soddisfatti (non è il singolo, ma lo stato si fa interprete dei bisogni). Per fare questo lo stato interviene nella gestione delle imprese direttamente (svolge anche il ruolo di attore economico nella produzione).

Le “risorse” (in questa fase) possono essere definite come tutti quegli input indifferenziati acquisibili sul mercato che possono essere utilizzati come mezzi per la soddisfazione dei bisogni.

Cos’è un bisogno?

Cos’è un bisogno? Secondo studiosi di materie differenti:

Maslow

Maslow (psicologo) perché nascono e in che ordine: scala dei bisogni, non sono tutti uguali e non si manifestano nello stesso modo nella vita delle persone e nello stesso momento, alcuni si manifestano solo quando sono soddisfatti quelli del livello precedente.

  • Bisogni fisiologici: sono fondamentali per la vita delle persone e vanno soddisfatti con una certa regolarità (fame, sete, sonno…). Se questi non vengono soddisfatti è difficile che l’uomo manifesti altri bisogni.
  • Bisogni di sicurezza: mettere al sicuro la propria persona, famiglia e difendere la continuità della soddisfazione dei bisogni primari.
  • Bisogni di appartenenza: bisogno di instaurare relazioni sociali, di far parte di un gruppo di amici, sentirsi parte di una nazione, relazioni esterne alla propria persona…
  • Bisogni di stima: bisogno di essere stimati all’interno del gruppo.
  • Bisogni di autorealizzazione: sono molto soggettivi, dipendono dal contesto che la persona frequenta e dalle ambizioni personali, possono essere più o meno elevati.

Bisogni non sono tutti uguali, e si manifestano in fasi diverse della vita delle persone.

Keynes

Keynes (economista) sono saturabili o meno:

  • Bisogni assoluti: sentiti a prescindere dalla situazione di altri soggetti (saturabili, li posso soddisfare in maniera relativamente semplice e li posso soddisfare in modo totale).
  • Bisogni relativi: la cui soddisfazione dipende in qualche modo da un confronto con le condizioni di altri soggetti (non saturabili, dipendono dai soggetti con cui mi confronto, es se per fare una vacanza mi confronto con un soggetto che è stato in una città d’arte, questo determina un incremento dei miei bisogni dovuto al confronto con altri, nascono dal confronto con altri; difficilmente soddisfabili in maniera totale, definitiva perché ne nasceranno altri via via).

Kotler

Kotler, approccio più aziendalistico, si pone il problema dell’impresa cioè di chi è chiamato a rispondere a quel bisogno:

  • Bisogno generico: sensazione di mancanza provata rispetto ad una condizione di soddisfazione generale legata alla natura umana.
  • Desiderio: un modo particolarmente chiaro di esplicitare un bisogno.
  • Domanda potenziale: un desiderio accompagnato da un potere o una volontà d’acquisto.

Non è importante perché nasce un bisogno per Kotler ma se la persona che manifesta un bisogno è capace di individuare come soddisfarlo (perché un bisogno generico si può soddisfare in molti modi, a ogni bisogno corrispondono più modi per soddisfarlo) e se è disposto a spendere (e ha la capacità economica) per soddisfare un determinato bisogno (se c’è domanda potenziale), non è detto che se ognuno di noi abbia il desiderio di fare una cosa è disposto a comprarla [es spot degli anni 80 di Ferrero Rocher: signora ha un bisogno generico. La voglia di qualcosa di buono espressa dalla protagonista del video rappresenta un bisogno generico mentre l’individuazione dei Ferrero Rocher da tenere a disposizione costituisce un vero e proprio desiderio chiaramente espresso. La domanda potenziale è in questo caso sottintesa vista anche la condizione economica della signora].

Abbott e Levitt

Altro approccio aziendalista, Abbott e Levitt, cercano le soluzioni alternative che potrebbero essere date a uno stesso bisogno generico, ci sono soluzioni diverse per soddisfare uno stesso bisogno:

  • Bisogno generico: sensazione di mancanza provata rispetto a una condizione di soddisfazione generale legata alla natura umana (Kotler).
  • Bisogno derivato: la risposta tecnologica particolare (bene o servizio) data al bisogno generico.

Risolvere il grande problema dell’economia (trovare un punto di equilibrio tra bisogni illimitati-risorse limitate) richiede efficacia (capacità di soddisfare in modo più elevato possibile i bisogni del cliente, rapporto tra risultato atteso e risultato conseguito, sono più efficace quando con le risorse che ho utilizzato sono in grado di garantire un livello di soddisfazione maggiore del bisogno dei clienti) ed efficienza (soddisfare la stessa quantità di bisogni utilizzando meno risorse possibili e nel miglior modo possibile, simile al concetto di produttività) nell’utilizzo delle risorse.

La soddisfazione di un bisogno generico può essere conseguita attraverso risposte tecnologiche diverse: ad esempio l’ascolto di musica da parte di una persona, che è un bisogno generico, può essere soddisfatto attraverso diverse risposte tecnologiche dal vinile passando alla traccia MP3 fino allo streaming di musica. Il ricorso a risposte tecnologiche diverse può essere legato all’evoluzione tecnologica ma non sempre è così.

Il sistema economico

Al fine di massimizzare la soddisfazione dei bisogni bisogna massimizzare l’efficienza e l’efficacia nell’utilizzo dei fattori produttivi.

Alla piena soddisfazione dei bisogni non si arriva in nessun caso.

Se i bisogni sono illimitati e le risorse limitate allora bisogna trovare un punto d’equilibrio.

Per trovare il punto di equilibrio l’attività economica lo fa grazie al sistema economico (detta le regole per utilizzare queste risorse, principalmente sono capitalistici e socialisti) rappresenta l’organizzazione dell’attività economica di una collettività ed è rappresentata da individui, imprese, istituzioni e mercati attraverso i quali i soggetti economici interagiscono per soddisfare i propri bisogni. Il sistema economico cerca quindi di massimizzare i criteri di efficienza ed efficacia. Un’impresa è più efficiente di un’altra quando a parità di risultati consuma meno risorse. + efficienza - utilizzo risorse, maggiori sono i bisogni che posso soddisfare.

L’impresa è uno strumento particolarmente capace per aiutare il sistema economico a raggiungere il proprio scopo perché in essa attraverso la concorrenza si ha la tendenza a raggiungere l’efficienza e l’efficacia nella produzione. Come le imprese possono essere più efficienti?

Adam Smith (La ricchezza delle nazioni) evidenzia come il criterio della divisione del lavoro consenta un notevole progresso nella capacità produttiva del lavoro e dunque un utilizzo più efficiente delle risorse, cita la divisione del lavoro come opportunità di aumento della produttività.

Si può distinguere tra:

  • Divisione sociale del lavoro: divisione verticale del lavoro, divisione del lavoro in attività professionali diverse, nell’ambito di un mercato ci sono operatori che si specializzano in determinate attività (diventando più bravi, riuscendo a svolgerla in tempi più brevi e riducendo gli sprechi delle risorse e a costi di produzione quindi più bassi), oggi vi è ancora una forte divisione sociale del lavoro (non richiede l’esistenza di un’organizzazione con soggetti al suo interno, possono anche essere soggetti indipendenti che scambiano l’output dell’attività svolta tramite moneta);
  • Divisione organizzativa del lavoro: (richiede l’esistenza di un’organizzazione) divisione del lavoro nella stessa attività, in modo orizzontale sono distribuite varie attività specifiche, ogni persona ricopre un ruolo. All’interno di un’impresa si svolgono attività diverse (ciascuna ha competenze specifiche, si specializza in una determinata attività, e grazie anche alla loro esperienza svolgono un’attività nel miglior modo possibile). Direttamente proporzionale alla grandezza dell’impresa (in quelle più piccole vi è meno divisione del lavoro) in modo da sfruttare la loro specializzazione.

Smith mise in evidenza il concetto di divisione organizzativa del lavoro attraverso l’esempio della fabbrica degli spilli: se si impiega un solo operaio che segue tutte le fasi di produzione dello spillo, egli sarà in grado di produrre uno spillo in un giorno (fabbrica non specializzata). Se invece si individuano 18 fasi di lavorazione (fabbrica specializzata) e queste fasi venissero attribuite a 10 operai questi ne produrranno 48000 in un giorno. Smith ha portato all’introduzione dell’idea della catena di montaggio, che esiste ancora oggi in alcuni tipi di imprese industriali (es auto), in cui c’è anche una combinazione di una parte robotica e l’intervento dell’uomo (vi è meno coinvolgimento quindi di persone, si ha dunque un recupero di efficienza).

Divisione del lavoro e produttività: economie di scala e di apprendimento

Questi recuperi di efficienza dipendono da due processi:

Economie di scala: riduzioni del costo unitario associate all’aumento della dimensione di un flusso di produzione o di vendita: il costo medio di produzione diminuisce al crescere della capacità produttiva installata, a condizione che tutto ciò che viene prodotto venga anche venduto.

(Es magazzini di Amazon, se io oggi voglio competere con Amazon devo arrivare a raggiungere la stessa efficienza di distribuzione, vendita altrimenti avrei dei costi di produzione più alti, quindi si sale lungo la curva, di conseguenza il costo medio unitario sale, e sono costretto a vendere il prodotto a un prezzo più alto).

Economie di apprendimento o di esperienza: (si parla di ogni attività umana, non solo economica, più volte la faccio e meglio la faccio) il costo medio di produzione diminuisce al crescere del volume di produzione cumulato (ovvero al numero di prodotti realizzati da un’impresa, o da una persona, dall’avvio della produzione). Quando si parla di economie di apprendimento si parla di produzione cumulata = quante volte ho fatto la stessa cosa.

Economie di apprendimento: (ascisse: produzione cumulata, ordinate: costo medio unitario).

Economie di scala: (ascisse: capacità produttiva installata, ordinate: costo medio unitario).

C’è un rafforzamento della suddivisione del lavoro: prima divido socialmente, all’interno divido nuovamente, e i vantaggi li ottengo sia dal punto di vista delle economie di scala e per ciascuna attività anche per le economie di apprendimento. Quindi questi due fenomeni vanno paralleli.

L’impresa, dopo aver individuato quale bisogno vuole soddisfare, deve capire qual è la soluzione tecnologica a quel bisogno (cosa può fare per soddisfarlo), quindi in questa fase capisco anche quali risorse devo utilizzare per svolgere tali attività. Selezionare nel mercato i fattori produttivi da utilizzare e combinarli (azione combinatoria) per soddisfare un certo bisogno, e cercando di contenere i costi (altrimenti non sono disposti ad acquistarlo).

Quali sono le attività in cui un’impresa può impegnarsi? Sostanzialmente si possono individuare tre funzioni tecnico-economiche che le imprese si possono impegnare a svolgere.

L’azione combinatoria delle risorse per la soddisfazione dei bisogni consiste nello svolgimento di almeno una delle seguenti funzioni tecnico-economiche:

  • Funzione di produzione di beni o servizi: consiste nell’acquisto di fattori produttivi (mi devo rivolgere quindi al mercato), si combinano (le trasforma) e si vende qualcosa di nuovo rispetto ai fattori produttivi che ha acquistato (bene o servizio come uno spettacolo, servizio di telefonia, aeroporto); è questo l’elemento centrale delle imprese che svolgono questa funzione (trasforma) es De Longhi Group spa svolge come funz prevalente quella di
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sofiat02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Becagli Claudio.
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