L’impresa vista da fuori
L’oggetto di studio della disciplina è costituito dalle scelte relative alla creazione e alla guida dell’impresa.
L’impresa è sempre considerata nella sua globalità, specificità ed interattività con l’ambiente nel quale nasce, si sviluppa e, talvolta, cessa di esistere.
Quattro sono le aree fondamentali per il governo d’impresa, che legittimano la nascita e l’esistenza dell’impresa:
- Analisi dei presupposti, sia strutturali che funzionali dell’impresa.
- Analisi dei caratteri, azione imprenditoriale.
- Analisi delle condizioni di esistenza e dei processi di cambiamento sia in una prospettiva strutturale che teleologica nella quale si valorizza la dimensione “politica” del divenire d’impresa.
- Analisi delle principali decisioni imprenditoriali.
Questi confini dell’oggetto di studio sono frutto di una profonda evoluzione storica:
- La fase negoziale mercantile si ha con la nascita della cosiddetta “tecnica mercantile”, quando le imprese hanno iniziato ad operare su scala geografica provocando il problema di studiare ed elaborare clausole giuridiche sempre più articolate inerenti i contratti di vendita ai clienti o di acquisto dei fornitori, al fine soprattutto di limitare i rischi dell’impresa. Questa tecnica studia le problematiche inerenti ai contratti di approvvigionamento e/o di vendita da un punto di vista giuridico ma con un’ottica essenzialmente aziendalistica.
- La fase sistematico gestionale è nata con l’aumento del giro di affari e delle connesse problematiche di determinazione del reddito prodotto dalle imprese. Vi era la mancanza di un adeguato impianto contabile, basato su un sistema nonché su un “metodo”, idoneo a spiegare ed a rendere visibile il processo di formazione di reddito. In questa fase si può affermare che la tecnica mercantile assume livelli di complessità più elevati ed una completa autonomia disciplinare rispetto alla ragioneria. Intorno agli anni ’30 del secolo scorso gli studiosi di ragioneria si resero conto che occorreva studiare la fisiologia del sistema operativo e la gestione dei processi reali connessi ad esso.
- La fase imprenditoriale nasce a partire dagli anni ’50 quando la “tecnica” attiva un processo di interiorizzazione degli studi ragionieristici sulla gestione. Tuttavia, i “tecnici”, constatato che tali studi sono limitati al solo sistema operativo, cominciano a studiare anche la figura dell’imprenditore e la sua attività di guida, strutturazione e gestione del sistema operativo, di mediazione tra quest’ultimo e l’assetto proprietario di gestione dei rapporti impresa-soggetti esterni.
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L’impresa vista da fuori
Chi guida l’impresa non può far altro che osservare i cambiamenti che stanno avvenendo, da un punto di vista tecnologico ma anche sociale, es. Netflix che ha sostituito i negozi di noleggio film/DVD. Tutto ciò che può cambiare anche in termini fiscali può imporre alle imprese di assumere decisioni differenti.
Un altro elemento di osservazione e di studio di chi opera sul governo e sulla direzione d’impresa è la realtà operativa delle imprese. Studiano cioè i comportamenti, i risultati, e altre informazioni su tutte le altre imprese che operano nel mercato.
L’output di questi studi è rappresentato da dei principi di governo, cioè da dei principi che andrebbero seguiti per garantire la sopravvivenza e la crescita dell’impresa, degli strumenti imprenditoriali, mappe concettuali, modalità di analisi del contesto imprenditoriale, e da casi aziendali riflettendo su casi reali per andare a spiegare perché quell’impresa ha avuto successo o ha avuto insuccesso in un certo periodo storico, Blackberry, Nokia, Apple...
L’impresa quale strumento sociale, bisogni, fattori produttivi e sistema economico
L’impresa altro non è che una invenzione dell’uomo per cercare di migliorare le proprie condizioni di vita.
L’impresa è un’organizzazione in cui l’azione combinata di più individui consente di ottenere risultati difficilmente conseguibili dai singoli individui.
L’economia è una condotta umana che porta a rispondere a un problema fondamentale che è quello di garantire la massimizzazione dei bisogni a fronte di risorse limitate. L’economia si trova a rispondere a bisogni illimitati, legato al fatto che la soddisfazione umana non ha mai un livello superiore, c’è sempre un livello aggiuntivo di soddisfazione a cui l’umanità può auspicare, con risorse pressoché limitate, scarse. La scarsità dipende dal fatto che servono per soddisfare bisogni illimitati e dall’altra parte è che la soddisfazione di bisogni diversi spesso porta all’utilizzo delle stesse risorse andando incontro a un “concorso” tra risorse.
La soddisfazione dei bisogni, ossia dalle esigenze, virtualmente infinite, necessita lo svolgimento di un’attività economica. “Economica” è la scienza che studia la condotta umana come una relazione tra scopi e mezzi scarsi applicabili ad usi alternativi.
Le “risorse” sono tutto ciò che può essere utilizzato come mezzo per soddisfare le nostre esigenze. Possono essere definite come tutti quegli input indifferenziati acquisibili sul mercato che possono essere utilizzati come mezzi per la soddisfazione dei bisogni. Tutto questo viene fatto sulla logica della convenienza dei prezzi, ottenendo un beneficio economico dello sforzo.
Il bisogno si è cercato di interpretarlo in più modi e seguendo approcci diversi da studiosi di materie differenti. Ciascuno si è concentrato sulle proprie specificità delle conoscenze per dare una loro interpretazione sui bisogni.
Scala dei bisogni dello psicologo Abraham Harold Maslow
Sosteneva sull’esistenza di una sorta di scala dei bisogni: “i bisogni non sono tutti uguali e non si presentano nello stesso modo e nelle stesse quantità durante la vita di una persona”.
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Quelli che sono i bisogni sono sentiti in maniera primaria sono i bisogni fisiologici cioè che sono conseguenza di una necessità primaria. Una volta trovato il modo di soddisfare i bisogni fisiologici possono nascere i cosiddetti bisogni di sicurezza dal rischio di non essere più in grado di soddisfare con regolarità quelli precedenti. Ci sono poi i bisogni di appartenenza, cioè di sentirsi parte di gruppi sociali, che è esterno alla propria persona. Nasce il bisogno di instaurare legami di amicizia, di affetto... Nasce poi il bisogno di stima fino ad arrivare ai bisogni di autorealizzazione, cioè la spinta personale di voler dimostrare a noi stessi di essere arrivati ad un certo livello.
Bisogna riflettere sul fatto che i bisogni non sono tutti uguali e che si presentano in maniera differente durante la vita di una persona.
I bisogni secondo John Maynard Keynes
È un economista inglese che riflettendo sul concetto di bisogni si sofferma su una divisione fondamentale:
- Bisogni assoluti: quelli sentiti a prescindere dalla situazione di altri soggetti, bisogno di avere fame. Sono saturabili, li posso soddisfare relativamente in maniera semplice.
- Bisogni relativi: quelli la cui soddisfazione è in qualche modo dipendente da un confronto con le condizioni di altri soggetti e il soggetto stesso. Sono difficilmente saturabili in maniera definitiva ma dipendono dal tipo di confronto e dai soggetti con cui avviene il confronto.
I bisogni secondo Philip Kotler
Ha un approccio un po’ più aziendalista cioè si pone il problema dell’impresa e chi è chiamato a rispondere a quei bisogni. Non è importante per lui come nasce un bisogno ma invece come ha la possibilità di realizzarlo e se ha la possibilità di poterlo realizzare.
- Bisogno generico: sensazione di mancanza di benessere provata rispetto ad una condizione di soddisfazione generale legata alla natura umana, tipica delle persone, es. pubblicità di Ambrogio sulla Ferrero Rocher dove la signora dice che non ha fame ma ha voglia di qualcosa di buono -> bisogno generico.
- Desiderio: un modo particolarmente chiaro di esplicitare un bisogno. Richiede una serie di valutazioni tra quello che è la mancanza che ho e il modo in cui posso soddisfare il bisogno, il Ferrero Rocher offerto da Ambrogio alla signora.
- Domanda potenziale: un desiderio accompagnato da un potere o una volontà di acquisto.
I bisogni secondo John Cave Abbott e Theodore Levitt
Approccio promosso da aziendalisti che identifica più soluzioni tecnologicamente diverse, si distinguono tra:
- Bisogno generico: sensazione di mancanza provata rispetto ad una condizione di soddisfazione generale legata alla natura umana, Kotler.
- Bisogno derivato: la risposta tecnologica specifica, il bene o il servizio, capace di soddisfare il bisogno generico.
Il sistema economico
Il sistema economico rappresenta l’organizzazione dell’attività economica di una collettività ed è rappresentata da individui, imprese, istituzioni e mercati attraverso i quali i soggetti economici interagiscono per soddisfare i propri bisogni.
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Soddisfare i bisogni è un “compito sociale” indubbiamente complesso, l’origine di tale complessità è rintracciabile nel dinamismo che qualifica la relazione tra risorse e bisogni.
La visione socialista è lo stato che interpreta i bisogni e indica come soddisfarli. Per farlo lo stato gestisce direttamente le imprese per realizzarlo, svolge il ruolo di attore economico.
L’approccio capitalistico dice invece che gli attori economici, sia quelli che si propongono come risolutori dei bisogni sia coloro che presentano i bisogni stessi, siano guidati esclusivamente dal sistema dei prezzi, è tutta una questione di convenienza.
Al fine di massimizzare la soddisfazione dei bisogni, il sistema economico, attraverso le sue istituzioni, deve essere in grado di massimizzare l’efficienza e l’efficacia nell’utilizzo dei fattori produttivi:
- L’efficacia è data dal rapporto ed è la capacità di conseguire dei risultati soddisfacenti, in base agli obiettivi che ci siamo fissati, è assimilabile al concetto di rendimento, cioè il rapporto fra il risultato ottenuto e il risultato che si sarebbe potuto ottenere mediante l’impiego ottimale dei fattori produttivi.
- L’efficienza è data dal rapporto ed è la capacità di impiegare in modo ottimale i mezzi a disposizione, minimizzando gli sprechi e i costi, per ottenere certi risultati, è assimilabile al concetto di produttività.
L’impresa costituisce la “risposta razionale” a questa fisiologica relazione squilibrata tra risorse e bisogni.
La forza dell’impresa rispetto all’alternativa dell’auto produzione risiede nella possibilità di dar luogo ad un utilizzo più efficiente delle risorse necessarie a soddisfare il bisogno. Tale maggiore efficienza è rintracciabile nei seguenti aspetti:
- Presenza di uno sforzo congiuntivo e coordinato di più individui che consente di per sé di svolgere attività non realizzabili da un singolo individuo.
- L’applicazione sistematica del principio di divisione del lavoro e della specializzazione produttiva.
- Risulta essere il risultato efficiente di un processo di scambio in cui ciascuna impresa specializzata acquisisce risorse e fornisce risorse ad altre imprese.
L’impresa rappresenta uno strumento particolarmente capace di sostenere e aiutare il sistema economico a perseguire il suo scopo. È all’interno dell’impresa che, all’interno della concorrenza, nasce la sfida verso gli altri. Grazie al lavoro dell’impresa è possibile il recupero di efficienza attraverso la divisione del lavoro.
Adam Smith evidenzia come il criterio della divisione del lavoro consenta un notevole progresso nella capacità produttiva e dunque un utilizzo più efficiente delle risorse. Si può distinguere tra:
- Divisione sociale del lavoro, ossia una divisione che riguarda un aspetto verticale, cioè tra attività diverse. Tanto più sarà grande un mercato tanto più saranno gli operatori che cercheranno di diventare sempre più bravi diminuendo i costi della produzione.
- Divisione organizzativa del lavoro, la divisione del lavoro non avviene in termini verticali cioè tra attività diverse, ma in termini orizzontali in cui ci sono persone che all’interno dello stesso tipo di attività svolgono funzioni di vario tipo ma l’occasione di suddividere il lavoro di attribuire a diversi soggetti compiti più o meno adatti. Ha portato all’idea della catena di montaggio in cui c’è una combinazione della robotica e delle persone per lo svolgimento di alcune parti specifiche.
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Economie di apprendimento ed economie di scala
Costo Medio Unitario.
Le economie di apprendimento: il costo medio di produzione in termini di tempo ed economici successivamente, diminuisce al crescere del volume di produzione cumulato, ovvero al numero di prodotti realizzati da un’impresa, o da una persona, dall’avvio della produzione. Sono dette anche economie di esperienza.
Produzione cumulata.
Costo Medio Unitario = quante volte si realizza la stessa cosa.
Le economie di scala, ovvero delle riduzioni di costo unitario di produzione all’aumento della dimensione di un flusso di produzione o di vendita. Il costo medio di produzione diminuisce al crescere della capacità produttiva installata a condizione che tutto ciò che venga prodotto venga anche venduto.
Per ciascuna attività si hanno dei vantaggi sia nelle economie di scala che di apprendimento. Questi due fenomeni vanno in parallelo.
Capacità produttiva installata = organizzazione produttiva di oggetti al giorno/mese...
L’attività che l’impresa si trova a svolgere consiste nell’andare a ricercare, dopo aver individuato i bisogni che si vuole andare a soddisfare, la soluzione tecnologica necessaria per soddisfare il bisogno e quali risorse utilizzare. L’attività che si manifesta in un’impresa è quella di selezione e combinazione dei fattori produttivi: azione combinatoria. Selezionare nel mercato i fattori produttivi, e non solo anche dipendenti, che si ritengono necessarie all’attività economica e combinarli tra loro in modo da garantire l’ottenimento del bene o servizio più idoneo possibile alla soddisfazione del bisogno, contenendo maggiormente il costo per valutare a quanto vendere il prodotto in realizzazione ai costi sostenuti.
Le funzioni tecnico economiche
L’azione combinatoria delle risorse per la soddisfazione dei bisogni consiste nello svolgimento di almeno una delle funzioni tecnico economiche:
- Funzione di produzione di beni o servizi: descrive l’attività di quelle imprese la cui azione combinatoria si concretizza in un processo di trasformazione di risorse finalizzato alla produzione di nuove risorse adatte a soddisfare direttamente uno specifico bisogno.
- Nella produzione dei beni in senso stretto attraverso lo svolgimento di un’attività volta a modificare la natura fisico-chimica degli input e/o unirli tra di loro.
- Nella produzione di servizi nel caso in cui il processo di trasformazione riguarda un bene immateriale.
- Funzioni di adattamento, nel tempo, nello spazio, nella qualità e quantità dei beni o servizi, serve a rendere usufruibili all’utenza portatrice del bisogno beni già prodotti da altre imprese. Attua la funzione commerciale.
- Adattamento nello spazio finalizzato a rendere disponibili i prodotti nei luoghi in cui si manifesta il bisogno da parte dell’utenza.
- Adattamento nel tempo finalizzato a rendere disponibili i prodotti nel momento in cui si manifesta il bisogno da parte dell’utenza.
- Varietà dei prodotti rendendo disponibile nello stesso luogo beni diversi, prodotti da produttori diversi.
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- Funzione finanziaria delle imprese che producono finanziamenti, banche, Intesa Sanpaolo, Visa, MasterCard, PayPal... producono strumenti finanziari che servono a rispondere alle esigenze dei soggetti che si sostanza in un commercio di denaro.
BMW finance, Generali Assicurazioni... svolgono sia la funzione 1. che la funzione 3.
L’attività di impresa individua i bisogni da soddisfare, si domanda come soddisfarlo e porterà all’individuazione delle funzioni tecnico-economiche. Dovrò rivolgermi al mercato per ottenere i fattori produttivi e le risorse necessarie allo svolgimento dell’attività. Una volta combinati si otterrà dei beni e servizi tesi a risolvere i bisogni della clientela. Il bisogno poi si può trasformare in domanda attraverso l’acquisto del bene con un trasferimento della moneta all’impresa -> creazione del valore.
La filiera produttiva e i mercati dell’impresa
Il luogo di incontro di maggior rilievo del sistema economico è il mercato, che possiamo definire come il luogo in cui avviene l'attività di scambio. Gli attori del mercato sono i venditori e gli acquirenti, i primi forniscono beni o servizi, i secondi acquistano tali beni per sfruttarne l'utilità, ed infine le transazioni sono regolate da flussi di denaro.
È utile distinguere il mercato dei beni finali, il cui oggetto della transazione è un bene o servizio acquistato dal consumatore finale, dal me
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Economia aziendale
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