Capitolo 1 - Economia aziendale nelle istituzioni e nella società 15.09.22
Impresa —> non solo riferimento a coloro che producono beni tangibili ma anche servizi, es. Comune di Castellanza. Differiscono per modi di operare, prodotti, dimensioni, organizzazione, giuridicamente, scopo, profit-non profit. Ma ci sono anche elementi che accomunano.
I caratteri discriminanti
I caratteri discriminanti: l’impresa si caratterizza:
- Come insieme complesso di elementi differenti tra loro e tra loro interrelati, es. voglio aprire una pizzeria, ho bisogno di capitale, licenze, macchinari… Questi elementi devono essere complementari tra loro.
- Come sistema in quanto si qualifica non solo per gli elementi che la compongono ma per le relazioni che esistono tra gli elementi, se compro un macchinario da 1 mln poi non posso avere un operaio con la terza media.
- Come sistema di natura economica in quanto soddisfa dei bisogni usando risorse limitate, anche nelle più grandi aziende non sono infinite. Il bisogno viene definito in economia senso di mancanza.
I bisogni sono tuttavia diversi tra loro sia per tipologia sia per come li soddisfo, che dipende da:
- Disponibilità economica.
- Gusto.
- Cultura/contesto.
- Età.
- Esperienza, se compro un prodotto e mi trovo male non lo compro più.
Maslow ha identificato 5 categorie di bisogno e una gerarchia.
Certe volte non sentiamo dei bisogni ma è l’impresa stessa che li crea, quindi l’impresa può far 2 cose:
- Soddisfa bisogni esistenti.
- Se non esistono già li crea.
Come un sistema finalizzato a creare ricchezza durevolmente nel tempo, in questo si differenzia ad esempio dall’investimento in borsa, questo vuol dire che il valore output > valore input. Non c’è solo la finalità economica, che è la prima, ma anche:
- Finalità sociali.
- Finalità competitive.
I caratteri discriminanti - L’istituto 16.09.2022
L’istituto è un complesso di elementi e di fattori, di energie e di risorse personali e materiali.
Secondo l’economia aziendale esistono questi 4 istituti, che si differenziano per finalità:
- Istituto impresa.
- Istituto stato - pubblica amministrazione.
- Istituto non profit.
- Istituto famiglia.
Ci sono degli elementi che li accomunano. L’impresa è uno dei 4 istituti.
Istituto —> è duraturo, nell’intento, perché poi non si sa cosa può succedere, e dinamico, deve essere in grado di cambiare per rispondere a stimoli interni oppure esterni come ad esempio l’aumento dei costi. Queste due condizioni sono legate tra loro perché se non si è dinamici non si “dura”, il dinamismo è uno dei prerequisiti per la durata dell’istituto. Condizione che l’istituto deve assolutamente avere.
- È ordinato secondo proprie leggi.
- È unitario, cioè tutte le persone che vi operano sono diverse con caratteristiche, ruoli, competenze diverse ma nonostante ciò hanno tutti le stesse finalità.
- Deve essere autonomo: autonomia decisionale, economica, organizzativa.
La prima che ci deve essere è l’autonomia economica, cioè non ricorro in modo sistematico ai prestiti, ciò non vuol dire che io non lo faccia affatto ma l’importante è che non sia fatto eccessivamente, altrimenti dipenderei dalle banche ed è quindi condizione necessaria per riuscire a mantenere le altre 2 autonomie: decisionale e organizzativa.
Azienda —> è l’ordine, cioè la parte strettamente economica, di un istituto, a seconda in alcuni prevale di più e in altri di meno, ad esempio nella famiglia esiste ma serve per sopravvivere non per finalità di creare ricchezza.
Quindi l’impresa è uno dei 4 istituti invece l’azienda è una parte di ogni istituto.
Fini dell’impresa
- Finalità economiche: valore output > valore input = l’impresa ha perseguito un utile, produce ricchezza, l’utile è la differenza tra il valore dell’output e il valore dell’input. Quando il valore dell’input è > si va in perdita.
- Finalità sociali: vuol dire cercare di soddisfare l’interesse dei miei stakeholder, cioè tutti coloro che vengono a contatto con l’impresa, ad esempio che tutti i miei lavoratori non lavorino in nero, siano garantite le condizioni di sicurezza, smaltire i rifiuti secondo la normativa… Talvolta per guadagnare di più si assume in nero ad esempio, ma così si raggiungono finalità economiche ma non sociali.
- Finalità competitive: mi differenzio per un prodotto di qualità oppure per un prodotto che costa meno, quindi vuol dire raggiungere una quota o fetta di mercato, visto come una torta dove il mercato è il 100%.
Tutte e 3 queste finalità sono ugualmente importanti e si influenzano a vicenda. Devo raggiungerle tutte e tre, d’altra parte è normale che ci siano dei momenti, nel breve periodo, dell’azienda in cui ci si concentra maggiormente su alcune finalità per poi raggiungerle tutte.
Finalità competitive, finalità economiche, finalità sociali.
Creazione di ricchezza: nelle grandi aziende dove si producono più prodotti devo valutare il singolo prodotto dal punto di vista del guadagno, sia nel breve che nel lungo termine. Ovviamente nel breve periodo posso sostenere anche momenti in cui distruggo ricchezza, quindi in cui la prima finalità non è quella economica, ma ciò non posso farlo nel lungo periodo perché non posso indebitarmi senza un limite. Ricordo naturalmente che non si può eccellere in tutto, quindi è ovvio che alcuni prodotti vengono venduti di più e altri meno. Il valore degli output > valore degli input. È importante valutare in una chiave retrospettiva e in chiave prospettica, cioè non posso guardare l’andamento di un solo anno.
L’economicità —> si dice che l’impresa persegua l’economicità quando essa riesce a creare ricchezza economica che si estende nel tempo, anno per anno, durevole nel tempo, nb. come detto prima ci possono essere brevi periodi un po’ più carenti ma appunto brevi, riuscendo a fronteggiare le condizioni di incertezza, di dinamica e di contesto.
Una creazione di ricchezza che soddisfi tutti gli stakeholder e che non persegua solo gli interessi degli imprenditori e azionisti.
Per raggiungere l’economicità devo seguire questi principi-guida:
- Durabilità.
- Autonomia economica.
- Equilibrio.
Parliamo di equilibrio:
- Equilibrio economico reddituale —> le grandezze sono = ricavi / costi.
- Equilibrio monetario —> entrate monetarie / uscite monetarie.
Es. vado dal mio fornitore a prendere le pelli ma il pagamento può essere fatto 90 gg dopo, quindi ho un costo e successivamente un’uscita monetaria: sono legate ma non avvengono contemporaneamente. In alcuni settori lo stress monetario è molto alto, ad esempio settore edile dove molto spesso falliscono, è necessaria molta liquidità perché se costruisco una casa e qualcuno la compra i soldi me li dà 4 anni dopo ma l’elettricista, il proprietario del terreno, … vogliono essere pagati subito. Al contrario un settore in cui si paga subito è quello della ristorazione / supermercati, dunque avendo più liquidità possono investire.
Economia aziendale - Differenze con le altre scienze
Economia aziendale - differenze con le altre scienze —> quello che cambia è l’oggetto di studio:
- Economia politica studia i fenomeni economici di un territorio, stato, nazione… elementi macro-economici.
- Economia industriale studia i fenomeni economici riferiti allo stesso settore dove vi sono tante imprese che alla fine lavorano più o meno nello stesso modo.
- Economia aziendale studia i fenomeni, principi economici della singola impresa.
—> Visto video di Enzo Ferrari - “Come nasce un’azienda”.
Tutto nasce da un sogno, in economia idea imprenditoriale, prima ancora di soldi e altro, di una persona o di un gruppo che soddisfa un bisogno o ne crea uno nuovo. Una volta che recupero tutte le idee devo recuperare tutti i capitali necessari per il primo investimento: un po’ messo da me e/o soci = capitale proprio o di rischio e altri messi da investitori esterni = capitale di terzi o di prestito.
K, capitale = K proprio + K terzi.
| Capitale | Tempo | Rischio | Remunerazione |
|---|---|---|---|
| K proprio | Non ha scadenza | Alto | Dividendo, importo incerto |
| K terzi | Scadenza | Basso | Interesse, importo certo/predeterminato |
K proprio —> non ha scadenza perché l’idea iniziale è che duri per sempre, non che ad esempio io sia socio solo per 3 anni. Il rischio è alto perché prima devo pagare dipendenti, banca, … solo alla fine i soci possono prendere quel che rimane. L’importo è incerto perché non so se ci sarà un utile e dipende come decidiamo di utilizzarlo. La remunerazione è incerta perché non so alla fine dell’anno se ci sarà e nel caso l’importo.
I differenti fattori produttivi input-lavoro-capitale
Uso il capitale per comprare i fattori produttivi, cioè tradurre la mia idea imprenditoriale in una realtà concreta. Questi possono essere: generici, mezzi monetari che possono essere trasformati in qualsiasi elemento utile allo svolgimento dei processi aziendali, che hanno a che fare con altri istituti, ad esempio assumo un contabile che registri le fatture, e specifici, investimenti dei mezzi monetari in impianti, macchinari, merci, materie prime, attrezzature ecc. vincolanti all’attività dell’azienda alla quale contribuiscono mediante “servizi”, che sono strettamente legati con l’impresa quindi macchinari, impianti specifici per quello che voglio produrre.
Output = trasformazione dei fattori produttivi in prodotti:
- Trasformazione tecnica —> partire da materie prime per produrre un prodotto.
- Trasformazione spaziale —> non trasformo nulla, sposto da un luogo a un altro, servizi logistici, es. Amazon.
- Trasformazione logica —> creo conoscenza, faccio analisi.
In ogni caso lo scopo è produrre output.
L’attività di produzione si compone nelle fasi di:
- Acquisizione di fattori produttivi.
- Svolgimento dell’attività tecnica/spaziale/logica di trasformazione.
- Vendita dei prodotti ottenuti / erogazione dei servizi.
L’azienda entra in contatto con 2 mercati diversi:
- Il mercato dei fattori produttivi.
- Il mercato di vendita.
L’azienda può svolgere operazioni di interna, la “trasformazione” di fattori produttivi in prodotti, o esterna gestione, operazioni di scambio, cioè per essere svolte per forza da svolgere con un soggetto esterno, insieme ai fornitori dove prendo la materia prima, macchinari, … con lo scopo di:
- Reperire i fattori produttivi.
- Collocare i prodotti ottenuti.
Ciclo produttivo mappa.
Capitolo 2 - L’attività economica, individui e aziende 22.09.22
Le imprese partendo da risorse limitate svolgono attività economiche per produrre beni e servizi. L’attività economica può essere svolta da singoli individui, famiglia, piccola impresa o grande impresa. La differenza tra queste è lo scopo finale, qualità del prodotto, i processi, le risorse, il numero delle persone che lavorano.
Caratteristiche delle attività economiche dell’impresa
- Pluralità di persone.
- Dinamicità: devo sapermi evolvere nel tempo per durare.
- Continuità —> differenza dal singolo individuo e la grande impresa, es. vendo un appartamento diverso da una agenzia immobiliare che lo fa sempre.
- Preponderanza dell’aspetto tecnico = processi, organizzazione delle persone, pianificazione dell’attività.
I 3 principali elementi
- Risorse e fattori produttivi: che possono essere specifici, capitale, e generici, macchinari, persone, … dovranno essere organizzati tra di loro. Con le risorse e la loro organizzazione viene definita la struttura.
- Struttura: svolge attività e processi per produrre i beni o servizi che poi andrà a vendere per soddisfare il bisogno delle persone. La struttura determina allo stesso tempo il tipo di attività e processi che posso svolgere.
- Attività e processi.
Risorse e fattori produttivi <—> struttura <—> attività e processi.
Risorse e fattori, attività, struttura, produttivi, processi.
- Simultaneità.
- Complementari.
- Rapporti tra elementi.
- Coordinamento.
Dimensione strutturale, dimensione dinamica, sistema azienda.
Risorse e fattori produttivi sono tra loro complementari.
Attività e processi —> simultaneità e coordinamento. Più persone che svolgono diverse attività in sequenza. Necessario che ci sia una persona che coordini queste attività, equilibrio difficile tra rimanere senza risorse e bloccare la produzione e al contrario avere troppe materie prime stoccate con mancanza di capitale.
Dimensione strutturale: più statica perché il macchinario non lo cambi spesso.
Dimensione dinamica: processi e attività cambiano più spesso, possono facilmente adattarsi ed evolvere.
Relazione tra gli elementi —> sistema azienda.
Ricordo sistema = gli elementi sono correlati e si influenzano tra di loro.
Le attività e i processi permettono di raggiungere le finalità che nel caso dell’impresa è innanzitutto economica ma non è l’unica perché abbiamo già visto che sono 3: economiche, sociali e competitive.
Chi governa il sistema azienda? In economia parliamo di soggetto economico.
Cosa fa? Prende decisioni, come utilizzare il capitale, dove collocare la produzione… con dei criteri in primis per il bene dell’impresa.
I 3 criteri, principi base:
- Visione sistemica: avere la visione dell’intera impresa come sistema, prendo decisioni tenendo conto l’influenza che può avere su altri elementi correlati.
- Autonomia: devo sempre preservare l’autonomia, prendere decisioni senza mettere in rischio l’autonomia economica, decisionale e organizzativa.
- Economicità: prendere decisioni con lo scopo di perseguire l’economicità = ricchezza che duri nel tempo e che soddisfi le richieste di tutti gli stakeholder.
Modelli di rappresentazione del sistema azienda
Modelli di rappresentazione del sistema azienda, ci sono 3 modelli di rappresentazione del sistema azienda, vedi disegni:
- Modello input-output.
- Modello input-output evoluto.
- Modello a relazioni circolari.
L’ambiente è tutto ciò che è esterno alla impresa. Ciò che capita nell’ambiente, cambiamenti economici, politici, gusti dei clienti… influenza le decisioni che posso prendere. Ma allo stesso tempo anche l’impresa può influenzare l’ambiente, creando nuovi prodotti inducendo nuovi bisogni, prezzo del prodotto…
- Struttura.
- Attività.
- Risultati.
La struttura mi permette di svolgere certe attività che mi portano a determinati risultati. Se ho risultati competitivi negativi devo migliorare la struttura o le attività, magari la qualità delle materie prime.
Perché si chiama input-output? Perché si influenzano tra loro gli elementi, l’input influenza output ma può essere anche il contrario.
Non è tanto diverso dal 1° ciò che cambia è che qui ci sono 2 attività. Il modello input-output evoluto divide le attività in:
- Attività strategica: legate a strategie dell’impresa.
- Attività operativa: legata al quotidiano dell’impresa.
Aumentano le frecce, non importano i numeri all’esame, serve solo disegnare lo schema, anche tra le due attività.
Differenze: nel 1 e 2 ho sempre la sequenza struttura (1) —> attività (2) —> risultati (3).
Nel 3 invece sono in modo circolare e non poste così strettamente in sequenza. Tutte sullo stesso piano e si influenzano. L’ambiente c’è sempre e in fondo sempre i risultati. Dettaglia ulteriormente struttura e attività.
La struttura viene scomposta in quadratini:
- Risorse primarie; imprenditoriali; manageriali finanziari.
- Patrimonio tecnico - produttivo.
- Patrimonio commerciale.
Attività di:
- Gestione strategica —> investimenti.
- Gestione operativa —> chi si occupa di approvvigionamento.
- Lavorazioni.
- Chi vende —> commercializzazione.
Capitolo 3 - Il sistema impresa e l’ambiente competitivo
L’ambiente è tutto ciò che è fuori dall’impresa formato da attori, in economia soggetti, e condizioni.
3 livelli di analisi ambientale in funzione dell’intensità dell’interazione:
- Ambiente “esteso” —> formato da una serie di attori e condizioni che influenzano l’impresa. Freccia che dall’ambiente esteso va all’impresa che ha un’influenza passiva.
- Ambiente “competitivo” —> ambiente in cui l’impresa compete e quindi formato da tutti i competitor. Qui doppia freccia, influenza sia attiva che passiva.
- Ambiente “competitivo” specifico del business —> tutti i competitor che lavorano nel mio stesso business = fanno più o meno quello che faccio io e come lo faccio, Zara diverso da Armani —> stesso settore ma diverso prodotto e business.
5 categorie di condizioni dell’ambiente esteso:
- Economica.
- Tecnologica.
- Politica-istituzionale.
- Soc.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.