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Economia di internet

Economia dell'innovazione - Università degli Studi di Torino

Economia dell’innovazione: 3 approcci e 3 parole chiave

  1. Economia dell'informazione (Information Economy): Shapiro e Varian - information rules

    1. I beni e i processi sono a contenuto informativo.

    2. L’informazione è il contenuto chiave di internet e dell’economia digitale; inoltre, ha delle caratteristiche molto particolari, che lo differenziano dai processi di produzione e di diffusione dei processi “normali”.

  2. Economia della conoscenza (Knowledge Economy): la conoscenza è l'asset principale che caratterizza l’economia di internet. Le risorse principale sono quelle immateriali.

  3. Network Economy: è la rete di connessioni e di processi di comunicazione che tengono insieme sia la comunicazione che la conoscenza.

→ Questi 3 concetti sono spesso usati come sinonimi, ma bisogna tenere presente che il concetto più complesso è la NE.

Gli approcci della NE e di internet sono legati tra loro da una tensione dialettica, ma che vedono l’economia di internet e la NE da due punti di vista differenti:

  • L’idea che internet e la NE vengano studiati con gli strumenti tradizionali dell’economia.

→ Secondo Shapiro e Varian internet e l’economia digitale non rappresentano una discontinuità rispetto alle precedenti tecnologie dell'informazione, ma uno step all’interno di un percorso lineare.

  • L’idea che abbiamo una serie di autori (Benkler, Anderson, Von Hippel, Rifkin e lo stesso Handbook) che vedono internet e la NE come un cambio paradigmatico, una rivoluzione digitale, un cambiamento radicale rispetto a un sistema tecnologico ed economico precedente.

→ Cambio del paradigma: concetto introdotto nella sociologia della conoscenza da Thomas Kuhn, per rappresentare un momento di discontinuità nella riflessione sul metodo scientifico rispetto ad uno stadio precedente.

→ Per quanto riguarda internet e la NE sono un cambio di paradigma perché sono una trasformazione radicale che richiedono concetti e modelli nuovi per essere studiati e implicano comportamenti e forme organizzative radicalmente nuove.

Questi approcci sono complementari, nel senso che ciascuna delle prospettive ci permette di capire alcuni degli aspetti della NE e dell’economia di internet.

Internet: è un sistema complesso, articolato, e di conseguenza abbiamo bisogno di una “cassetta degli attrezzi” altrettanto articolata e variegata al suo interno per permetterci di capire i diversi aspetti di questo sistema.

All'interno della NE la conoscenza e l'informazione sono i due input/asset principali, sia utilizzati per produrre beni e servizi sia veicolati all’interno di internet.

Conoscenza e informazione

  • Shapiro e Varian: la conoscenza e l'informazione possono essere considerati come beni economici tradizionali, con caratteristiche identiche a qualsiasi bene economico:

    • Sono soggetti alle leggi tipiche e tradizionali della concorrenza e vanno analizzati attraverso modelli che tradizionalmente l’economista usa per analizzare e comprendere altri settori più tradizionali.

  • Benkler, Lessig, Rifkin, Anderson e von Hippel ritengono che la rivoluzione digitale apra modi completamente nuovi di organizzare la vita economica e sociale.

Internet viene vista come una “disruptive innovation" perché ha cambiato radicalmente sia i modi di organizzare la vita economica sia quelli con cui gli attori sociali interagiscono tra loro; molti autori pensano che siano necessari concetti e parole nuove per comprendere le caratteristiche ed implicazioni:

  • Sharing economy: economia della condivisione.

  • Peer to peer: scambio tra soggetti.

  • Creative commons: proprietà intellettuali → brevetti.

  • Prosumers: consumatori che allo stesso tempo sono produttori di contenuti.

  • Coda lunga: la possibilità di avere nicchie di mercato piccole da soddisfare la domanda di pochissimi consumatori.

→ Descrive come nel mondo digitale ci sia la possibilità per esistere attraverso titoli di libri o film consumati da pochi consumatori. Questo perché l’informazione ha un costo marginale decrescente che tende a 0 e produrre un prodotto in più a contenuto informativo costa molto poco. → Internet e le nuove tecnologie hanno creato situazioni di quasi monopolio sfruttando le regole dell’informazione di Shapiro e Varian, ma attraverso le strategie di Von Hippel e Rifkin: “in che modo Android si è affermato come dominant design? Era disponibile a tutti perché era il risultato di un processo Open Source.

  • Organizzazioni orizzontali: struttura organizzativa non più orizzontale e gerarchica, ma è una piattaforma, ovvero un’organizzazione piatta "flat", in qualche modo democratica.

Internet grazie allo sfruttamento delle applicazioni dei concetti nuovi, ai nuovi processi e organizzazione alla convergenza tecnologica ha creato una situazione di monopolio con elevata concentrazione settoriale e industriale all'interno dell’economia digitale.

Microsoft, Amazon, Android, Netflix sono tutte imprese che in qualche modo hanno utilizzato nuovi concetti e strumenti, hanno sfruttato caratteristiche distintive dell’economia di Internet, della network economy, nuove rispetto a fasi precedenti del capitalismo, per poi emergere come oligopolisti o monopolisti all’interno dei propri settori o segmenti di appartenenza. In altre parole, hanno utilizzato strumenti, concetti, strategie nuove per convergere su posizioni tradizionali, per far emergere situazioni economiche e industriali tradizionali come per esempio l’oligopolio o il monopolio.

Approcci opposti alla NE e all’economia di internet

  • I concetti e i modelli necessari per comprendere internet e la NE sono quelli tipici dell'economia (Shapiro e Varian) → si continua a parlare di “rendimenti di scala decrescenti" ossia l'output prodotto aumenta in modo meno proporzionale rispetto agli input utilizzati; o “ rendimento di scala crescenti”, dove i beni prodotti attraverso l'utilizzo di determinate risorse economiche aumentano in modo più che proporzionale rispetto agli input impiegati.

  • Internet non cambia le variabili economiche e strategiche in gioco, i fattori competitivi chiave grazie ai quali le imprese riescono ad emergere come dominanti in un settore o in un segmento di mercato.

  • La struttura di mercato e la dinamica competitiva sono quelle note agli economisti.

→ La struttura del mercato non è il risultato della libera interazione tra domanda/offerta, ma il risultato dei comportamenti di alcuni attori che sfruttano questi fattori.

  • L’economia di scala e di scopo contano il fatto che le imprese riescono a diminuire i loro costi aumentano i loro volumi produttivi o diversificando la loro produzione.

→ Le dimensioni dell’impresa rimangono un fattore competitivo determinante; non è vero che internet crei maggiori opportunità per le piccole imprese –< Shapiro e Varian dicono che le imprese che sono dominanti e più competitive sono le imprese di grandi dimensioni che utilizzano risorse finanziarie importanti, che fanno ricerca e sviluppo proteggendo i loro risultati tramite uso di brevetti, applicando così i meccanismi di protezione della proprietà intellettuale.

  • Questo dà luogo a strutture di mercato, settore, che sono tendenzialmente monopolistiche o oligopolistiche.

Autori all’opposto

All'opposto troviamo autori che sostengono:

  • I modelli e i concetti dell’economia ortodossa siano completamente inadeguati e inappropriata per comprendere e spiegare la discontinuità che è rappresentata dalla rivoluzione digitale.

  • L’emergere delle NE rappresenta un cambio di paradigma.

  • Nuove strutture e comportamenti economici.

  • Sono nuovi alcuni dei fattori competitivi che giocano un ruolo importante nel vantaggio competitivo, come direbbe Porter all’interno dell’economia. → Condivisione di conoscenza, imprenditorialità, apertura e condivisione delle risorse piuttosto che appropriazione.

  • Per questi autori siamo in presenza di mercati orizzontali, molto competitivi. → Co-copetition: contemporaneamente in competizione e condivisione tra imprese che in modelli tradizionali sarebbero state definite come in concorrenza tra loro. (Apple e Samsung) → Sharing economy: la condivisione emerge come un processo alternativo all’appropriazione in quanto è importante la condivisione, cooperazione e la collaborazione.

Caratteristiche essenziali dell’economia digitale

  • Possiamo dire che le economia di scala sono un fattore importante anche della NE, nella società dell’informazione. Quello che cambia sono le fonti di tali economia:

    • Nei settori tradizionali, ad alta intensità di capitale, le fonti dell’economia di scala sono quelle legate al capitale fisico, quindi le imprese riescono a diminuire i loro costi di produzione e ad essere più efficienti perché sfruttano alcune proprietà del cap. fisico. Nel caso dell’economia digitale le prevalenti sono quelle fisiche (banda larga) ma anche le fonti immateriali e intellettuali, poiché le informazioni e conoscenza sono input essenziali per lo sviluppo dell'economia digitale.

  • Nella NE sono rilevanti i costi fissi: costi sommersi (sunk costs), cioè non possono essere mai recuperati.

  • Dunque dal punto di vista economico il digitale è caratterizzato da elementi analoghi ai settori più tradizionali, ma ciò che cambia è la struttura dei costi variabili e marginali, che in questo caso sono trascurabili.

    • I costi variabili e marginali tendono a zero: si sostengono dei costi fissi iniziali molto alti legati alla produzione di un prodotto ad alto contenuto informativo e di conoscenza. Sono tendenti a zero perché la tecnologia digitale permette di duplicare la mia informazione senza avere dei costi aggiuntivi.

  • Un elemento di novità è quello di esternalità di rete e feedback positivo: il valore che un utente ha di utilizzare una tecnologia, o di far parte di una rete di utenti, nell’economia digitale aumenta più che proporzionalmente rispetto al numero di membri della stessa rete.

Da un lato la prospettiva del Time, implicitamente negativa sulle caratteristiche della Network Economy, l’altra, quella di Internazionale, più affine al pensiero di autori come Rifkin e Benkler: qui il pugno con i cavi in mano vuole rappresentare che l’economia digitale ci permetterà di andare oltre al capitalismo come modello economico, mentre quella di Time lascia intendere che tutto si tiene all’interno del sistema economico tradizionale.

Evidenza empirica: non abbiamo nessuna prova che il capitalismo sia stato superato con l’avvento della NE, al contrario i grandi attori di internet sono al centro del nuovo sistema capitalistico → FAMANG (Facebook - Amazon- Microsoft - Apple - Netflix - Google).

Nascita e sviluppo dell'economia digitale

Economia digitale: sistema complesso definita da diversi fattori:

  • Attori eterogenei con competenze e capacità tecnologiche limitate.

  • Attori indipendenti che collaborano al fine di sfruttare le complementarità tecnologiche.

  • Ambiente caratterizzati da incertezza sia per quanto riguarda la domanda e le strategie di offerta.

  • Gli attori cambiano le loro strategie e i contenuti dei prodotti in risposta ai cambiamenti del mercato in cui operano.

4 macro fattori alla base dello sviluppo e della diffusione delle NE

  1. Trasformazione nella specializzazione produttiva delle principali economie avanzate parallelamente al calo della produttività manifatturiera.

  2. Crescita progressiva dell’economia dei servizi (terziarizzazione) nelle principali economie avanzate.

  3. Crescenti opportunità tecnologiche derivanti dalla convergenza tecnologica e dall’integrazione di diverse tecnologie.

  4. Innovazioni nel sistema finanziario e nei meccanismi di governance specifici per le imprese innovative ad alta intensità tecnologica l’output (Y) è una funzione del capitale (K) e del lavoro (L). (a) è una costante, non varia. K e L hanno due esponenti (alfa) e (beta) = misurano l’intensità dei due fattori produttivi all’interno del processo di trasformazione di input in output —> sono due numeri che possono essere ricavati dai bilanci —> ci dicono quale dei due fattori contribuisce di più all’ottenimento delle quantità di output che sono l’obiettivo produttivo dell’impresa.

Quando la somma di (alfa) e (beta) è:

  • <1 rendimenti decrescenti —> l’output (Y) aumenta all’aumentare dell’ input ma aumenta sempre meno (funzione concava).

  • >1 rendimenti crescenti (funzione convessa) —> output (Y) che cresce più che proporzionalmente rispetto all’aumento degli input (maggiore efficienza grazie alla possibilità di sfruttare economie di scala).

  • =1 impresa Capital Intensive (ad alta intensità di capitale).

Il sistema finanziario deve minimizzare il rischio di non essere ripagato dall’investimento. → Dilemma del sottofinanziamento dell’innovazione. → Arrow: risolve il dilemma per mezzo dell'intervento pubblico che deve prendersi carico dell’innovazione e del suo supporto.

NASDAQ: uno dei listini azionari della borsa di NY include le imprese ad alta intensità tecnologica e innovativa.

Il declino del vantaggio comparato americano

  • 1968 nascita economia digitale come risposta al declino del vantaggio americano.

  • I nuovi concorrenti minavano le logiche legate all'innovazione e ai miglioramenti del settore chimico, farmaceutico, della meccanica avanzata e dell’automobile.

  • Il recupero dei paesi europei e del Giappone e, l'inflazione del petrolio, ha spinto l’America ad introdurre failure. induced radical technological change: ovvero l’introduzione di un’innovazione come risposta al rischio di vedere sempre più la propria posizione competitiva.

Schumpeter → creative response: la progressiva perdita di vantaggio competitivo stimola una risposta creativa di un certo numero di organizzazioni che esplorano la complementarità tecnologica e sfruttano le caratteristiche istituzionali del sistema economico statunitense. → Nuovo sistema tecnologico

Caratteristiche strutturale del sistema economico americano

  1. Importante dotazione di risorse scientifiche e tecnologiche del sistema accademico di ricerca pubblica degli USA.

  2. Crescita dell’offerta di manodopera altamente qualificata.

  3. Tradizione di una forte collaborazione tra ricerca pubblica e privata.

  4. Accumulo sistematico di investimenti in ricerca e sviluppo e capacità innovativa nelle grandi aziende.

  5. Crescita della ricchezza ed evoluzione dei bisogni dei consumatori americano verso nuovi bene i servizi.

  6. Sviluppo di istituzioni finanziarie dedicate all’innovazione.

Concetto di curva di “isoquanto”

Ha la stessa funzione/equazione della “funzione di produzione”; la differenza sta nel rappresentare graficamente la funzione di produzione su due assi X ( output ) e Y (input). → L’output aumenta in relazione all’aumento di input.

Se su due assi ho due input (capitale K e lavoro L, mi serve per esplicitare la relazione tra i due input all’interno dei processi produttivi.

Il livello di curva di Isoquanto (Y1 e Y2) indica che si produce di più rispetto a Y1 (rappresentano due tecnologie differenti) → mettendo insieme i produttori che sono descrivibili attraverso le funzioni di produzioni, produce il PIL. La stessa cosa possiamo farla con l’isoquanto dei produttori e si ottiene un isoquanto aggregato che descriverà, data una tecnologia (Y1), come un sistema economico aggregato usa quella det. tecnologia, quindi qual è il mix di fattori produttivi (capitale del lavoro) che permette ad un'impresa di raggiungere un determinato livello produttivo?.

Isoquanto = luogo di tutte le combinazioni di capitale lavoro che determinano lo stesso livello di output (livello produttivo).

Se ci si sposta lungo l’isoquanto (A e B) non cambio la quantità di output ma il mix di fattori produttivi.

Lungo l’isoquanto y1, il livello di output prodotto (es: numero di PC prodotti da un’impresa o da un Paese o il PIL di un Paese, dipende dal livello di aggregazione), non cambia (A e B rappresentano gli stessi livelli produttivi —> in A e B producono sempre 100 PC, cambia solo il modo in cui viene prodotto questo output = cambia il modo “tecnica” attra

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher auri_nardelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia di internet e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Paolo Tosi.
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