Economia delle aziende di credito
La banca come intermediario finanziario
Cosa fa un intermediario finanziario?
Un intermediario finanziario svolge funzioni economiche, che si differenziano in due tipologie:
- Trasferimento dei saldi finanziari: comprende operazioni di trasformazione delle scadenze, riduzione delle asimmetrie informative e gestione dei rischi;
- Funzione monetaria delle passività (sistema dei pagamenti).
Cosa sono i saldi finanziari?
I saldi finanziari sono ciò che resta del risparmio dopo aver fatto degli investimenti e potrebbero essere intesi come la parte di reddito determinata dalla somma tra il consumo ed il risparmio - distinto in investimento e la sua rimanenza (individuata nel saldo finanziario Y = C + S I e SF = –S I).
Un intermediario finanziario effettua il trasferimento dei saldi finanziari, i quali potrebbero essere positivi nell'ottica della famiglia o negativi nell'ottica dell'impresa. Pertanto, un intermediario finanziario trasferisce i saldi finanziari per colmare quella situazione di squilibrio tra chi ha surplus di moneta e chi invece ha deficit di moneta.
Tuttavia, gli operatori in surplus ed in deficit potrebbero avere una serie di problemi: gli operatori in surplus potrebbero non gradire le scadenze relative alle risorse cedute. In questo senso la banca, come intermediario finanziario, ha il compito di ridurre le asimmetrie informative tra i soggetti in surplus e quelli in deficit. Infine, la banca ha il compito di gestire i rischi legati all'incertezza delle asimmetrie informative.
Un'altra funzione economica della banca, intesa nella sua declinazione di intermediario finanziario, è quella di possedere una funzione monetaria delle passività, determinato dal sistema dei pagamenti.
Per quanto concerne la relazione con le sue controparti - famiglie o imprese - la banca raccoglie risorse finanziarie dagli operatori in surplus e lo trasforma per scadenze, si prende dei rischi, e impiega queste risorse agli operatori in deficit.
Dunque, la banca raccoglie dai soggetti in surplus denaro e li registra tra le passività dello Stato patrimoniale:
- Nelle passività si identificano: i depositi cioè il denaro che viene raccolto dai soggetti in surplus, il capitale che corrisponde alla parte del presidio bancario e sono i soldi della banca (degli azionisti).
- Nelle attività si identificano: le riserve di liquidità, i crediti, i titoli, che sono la parte che viene prestata ai soggetti in deficit di saldi finanziari.
La banca vive sul filo del rasoio, non le piace rischiare anche se farlo corrisponde alla sua ragione di esistere, ha il compito di mantenere l'equilibrio (bancario) che considera:
Equilibrio finanziario
L'equilibrio finanziario corrisponde all'evoluzione sostenibile di entrate ed uscite e si basa sull’impatto economico. L'equilibrio finanziario è fondamentale per la banca perché se viene meno la liquidità della banca, la stessa perde di credibilità nei confronti dei clienti. Dall'equilibrio finanziario deriva che la banca deve essere in grado di gestire, la tesoreria che corrisponde alla funzione aziendale che permette equilibrio tra il flusso in entrata ed il flusso in uscita, la liquidità sulla quale è intervenuta la disposizione di Basilea 3 che ha mostrato le ragioni per cui la banca deve possedere liquidità ed infine, è necessario che sia in grado di gestire l'attivo/passivo con orizzonte temporale a lungo periodo facendo delle previsioni.
Equilibrio patrimoniale
L'equilibrio patrimoniale è caratterizzato dalla vigilanza. In tale equilibrio vengono individuati i rischi che derivano dall'attivo mediante mezzi patrimoniali, distinguendo:
- Vigilanza prudenziale: Introdotta con Basilea 1, consiste sul fatto che la banca si fonda su un equilibrio economico, per cui è plausibile che si assuma dei rischi, a patto che sia in grado di farsi carico degli eventuali rischi assunti (per questo si hanno i rating di vigilanza prudenziale).
- Politiche di raccolta ed impiego: È necessario che ci sia una programmazione idonea per le politiche di raccolta ed impiego.
Equilibrio economico
L'equilibrio economico segue le dinamiche tra i costi dell'intermediazione ed i relativi ricavi. Quando si parla di equilibrio economico è necessario osservare sia lo stato patrimoniale che il conto economico. Partendo dalla base dell'attività caratteristica della banca si distinguono tutti i flussi di interessi attivi che derivano dalle riserve di liquidità, dai crediti e dai titoli e, i flussi di interessi passivi che derivano dai depositi e dalle obbligazioni. La differenza tra le due tipologie di flussi determina il margine di interesse (o margine di gestione denaro), il quale indica il bilancio di una banca.
Mutamenti di scenario
Innovazione digitalizzazione e Fintech
La finanza è sempre stata caratterizzata da una forte innovazione finanziaria, la quale può distinguersi in:
- Innovazione di prodotto: I primi prodotti innovativi sono stati i derivati, i quali sono stati i “primi a modellare il tempo” e nascono all'inizio dell'innovazione. Innovazione di prodotto e rischi sono accomunati dall'ambiente.
- Innovazione di processo: Le prime innovazioni di processo erano basate sulla remote banking, investment banking, cartolarizzazione, ..., ovvero non si produce un nuovo bene ma si cambia il modo di produrlo.
Si è passati alla digitalizzazione e l’esponente che ha rappresentato tale fenomeno è Fintech (termine coniato dalla crasi di finanza tecnologica). I punti di forza di Fintech sono stati distinti dai suoi servizi offerti:
- Pagamenti digitali: App di banche o altri intermediari che permettono acquisti tramite smartphone;
- Peer to peer lending: È il prestito di denaro effettuato senza intermediari, in piattaforme digitali, tra i soggetti in surplus con i soggetti in deficit. Questa tipologia di prestito può essere intesa come finanziamento, ottenuto in tempi rapidi e che propongono costi ridotti rispetto ai finanziamenti delle banche.
- Crowdfunding: È la possibilità di ottenere finanziamenti dalla gente comune.
- Robo-Advice: Strumento caratterizzato da macchine che supportano, tramite consigli finanziari, i consulenti. Punto di forza del robo-advice è controllare e gestire una grossa mole di dati.
- Insurtech: Applicazione di processi digitali al settore assicurativo. La quantità di informazioni digitali raccolte permettono di stimare facilmente il rischio a cui viene esposto l’assicurato.
- Tecnologia Blockchain: Certifica gli scambi contrattuali.
All'inizio Fintech era considerato come uno strumento molto più competitivo rispetto all'intermediario finanziario, oggi tale settore è caratterizzato da molti investimenti.
La regolamentazione internazionale e domestica
Negli ultimi due decenni c’è stato uno sviluppo del quadro normativo a livello internazionale, in particolare viene identificata una nuova direttiva sui requisiti patrimoniali che viene recepita dal quadro di Basilea 3.
In seguito, il legislatore europeo ha provveduto a muoversi nell'ambito dei mercati finanziari con altre normative (relative soprattutto alle MiFID 1 e 2), anche se la direttiva viene applicata alcuni anni dopo. Parlando di regolamentazione è necessario ricordare come cambiano le direttive nell'ambito dei mercati finanziari; con particolare riferimento alla direttiva europea sui servizi di pagamento (PSD2). Infine, si ricorda che, con il fenomeno della banking union si completa il tassello dei mercati finanziari europei. Conseguenza diretta dell’ottenimento di un’unione bancaria di carattere europeo determina il fenomeno del Bail, il quale è un provvedimento emanato dalla banking union.
Cosa è mutato nell'operatività dalla banca con il passaggio dalle adesioni nazionali ai provvedimenti emanati dalle direttive europee?
Negli anni 1990 si ha la Legge Amato - Carli risolve il problema legato all'assetto proprietaristico delle banche italiane.
Cos’erano le casse di risparmio italiano prima della Legge Amato - Carli?
Le casse di risparmio erano quelle che raccoglievano denaro e svolgevano operazioni di risparmio nella loro forma classica, erano utilizzate in tutto il mondo e, solo in Italia evidenziavano un problema. Il problema delle casse di risparmio era distinguere l’attività del soggetto economico dall’ente beneficenza (svolta morale); esisteva dunque, sul piano giuridico, una contrapposizione dualistica delle casse di risparmio.
Con la Legge Amato - Carli si ottiene una divisione dell'attività bancaria:
- Cassa di risparmio come soggetto economico giuridico banca, intesa come Banca S.P.A., la quale si concentra solamente sul business derivante dall'attività bancaria;
- Fondazione, soggetto giuridico che riconosce la natura morale (esempio Fondazione di Macerata - ente morale di beneficenza).
Si distinsero dunque casse di risparmio e fondazioni e, la proprietà delle casse di risparmio rimase però alle fondazioni (le quali però ottengono gli utili dalle casse di risparmio).
Per molti anni le casse di risparmio avevano dei proprietari che avevano finalità differenti in quanto la finalità della fondazione era di distinguersi come ente no profit, che però disponeva della raccolta degli utili delle casse di risparmio per fronteggiare le spese. Agli inizi degli anni '90 si riscontra il dibattito su come organizzare il modello bancario in Italia; infatti, già nel 1989 era presente in Europa una normativa unica in tema di banca.
Dunque, il problema era individuare quale modello si sarebbe potuto applicare in Italia tanto che da questo nacque un dibattito su quale modello adoperare:
- Modello Tedesco: Banca Universale ovvero l’intermediario creditizio che può raccogliere il risparmio ed esercitare il credito senza limiti di durata, di destinazione o di forma tecnica e con la possibilità di svolgere ulteriori attività finanziarie;
- Modello Anglosassone: Basata sulla struttura di gruppo.
Il modello finale adottato è quello tedesco con una banca universale, ovvero l’intermediario creditizio che può raccogliere il risparmio ed esercitare il credito senza limiti di durata, di destinazione e forma tecnica. Sul piano organizzativo a distanza di molti anni le banche si sono organizzate in modi differenti, originariamente l'idea era di dividersi in banche universali poi si sono distinte in gruppi. Lo scopo finale di scegliere il modello idoneo era quello di avvicinare gli stati membri in modo tale che si potesse creare un mercato unico e concorrenziale raggiungendo un buon livello di equità - competitiva Direttiva di coordinamento bancario 89/646/CEE.
Si evidenziano inoltre anche altre riforme, come ad esempio i decreti legislativi 385/1993 del TUB e 58/1998 del TUF, nonché il decreto eurosim, i quali hanno influenzato l'operatività della banca. Infine, si evidenzia l’introduzione del decreto legislativo 262/05 relativo alla riforma del risparmio.
La prima direttiva sulla banca si ha con il decreto legislativo 385/1993, il quale introduce il Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia TUB. Il TUB ha rappresentato la rivoluzione in ambito bancario ed ha attuato modifiche circa una serie di principi:
- Despecializzazione temporale: che applicava distintamente la propria disciplina:
- Banche commerciali: Esercitavano il credito commerciale utilizzando fondi raccolti prevalentemente a vista o a breve termine (massimo per 18 mesi). Prima dell’introduzione del TUB vigeva una normativa (legge bancaria del 1936) derivante dalla grande crisi del 1929 e che poneva come soluzione al rischio sistemico la possibilità che le banche potevano operare solo nel breve periodo.
- Istituti di credito speciale: Concedevano finanziamenti a lungo termine solo per progetti di investimento a fronte di una raccolta basata sull’emissione di obbligazioni.
- Il principio della despecializzazione temporale, inoltre, è stato caratterizzato dall’articolo 12 del Testo Unico, il quale ha determinato l'innovazione della despecializzazione temporale permettendo alle banche di emettere obbligazioni a lungo termine anche al portatore. Implicitamente ciò determinava la possibilità di finanziare a lungo se si raccoglieva (tramite le obbligazioni) a lungo. Questa scelta venne adottata per generare il “level playing field”. In Italia tale normativa europea ha determinato un beneficio per l’ente creditizio banca che le ha permesso di raggiungere un livello in termini di semplificazione istituzionale.
- Semplificazione istituzionale: Le banche commerciali erano distinte dagli istituti di credito in base alla despecializzazione temporale. La II direttiva europea in ambito di coordinamento bancario affermava il concetto di “parità concorrenziale” anche nella riforma giuridica ma, grazie al TUB in Italia, si è avuta una semplificazione della forma giuridica. In particolare, secondo gli articoli del TUB, si evidenziano:
- Forma giuridica delle banche di nuova costituzione SPA Articolo 14 e si abrogano le leggi relative alla disciplina delle casse di risparmio Articolo 161.
- Società per azioni, distinte in: Istituti di diritto pubblico, banche di credito ordinario e casse di risparmio e monti di credito su pegno.
- Società cooperative per azioni a responsabilità limitata, distinte in: Banche popolari e banche di credito cooperativo. Nelle cooperative sono state confluite:
- Le banche popolari Cooperative di grandi dimensioni.
- Casse rurali Dove il socio della cooperativa viene remunerato con un particolare servizio bancario (l'utile non è nello scopo).
- Successivamente, tali articoli subiscono modifiche, in particolare si ha la riforma delle banche popolari nel 2015, la quale imponeva a tutte le banche popolari che presentavano un attivo superiore agli otto miliardi di trasformarsi in società per azioni. Se la banca è capogruppo di un gruppo bancario, il limite viene determinato a livello consolidato: oltre a quella soglia, c’è l’obbligo di trasformazione in Spa. Infine, ulteriori modifiche si sono avute nel triennio 2016/2019 ed hanno interessato soprattutto le banche di credito cooperativo. In questo caso sono stati costituiti gruppi bancari dove le BCC hanno l’obbligo di aderire, pur mantenendo i caratteri distintivi di banche locali cooperative e dunque, almeno il 60% del capitale detenuto dalla stessa BCC, operatività territoriale ben definita, principio del voto capitario, obbligo di destinazione di almeno il 70% degli utili netti attuali a riserva e governance cooperativa. Tale riforma ha eliminato l'ottica regionale introducendo una holding di carattere nazionale.
- Despecializzazione operativa: Questo termine significava che le banche potevano operare su tutti i tipi di duration, si introdusse il principio di non distinzione tra breve e lungo periodo. Viene dunque superato il principio della specializzazione settoriale che distingueva il modo di operare tra banche commerciali (esercitavano il credito commerciale nel breve termine) dagli istituti di credito speciale (concedevano finanziamenti per settori di intervento). Con la Legge 175/91 le banche, intese come società per azioni, vengono autorizzate dalla Banca d’Italia a modificare in senso “polisettoriale” il proprio oggetto sociale. Successivamente, con il recepimento della II Direttiva europea definita dal T.U. delle leggi in materia bancaria e creditizia ed il decreto eurosim, vengono indicate le attività che permettono lo scambio tra banche di diversi paesi che sono sottoposte alle normative europee. Questo era un modo di internalizzare l'operatività della banca nel confine europeo. Per questo motivo le banche oggi possono svolgere molteplici attività e, le attività ammesse dalla legge al mutuo riconoscimento per l’esercizio dell’attività bancaria sono: raccolta di depositi ed altri fondi rimborsabili, operazioni di prestito, offerte per il leasing finanziario, servizi di pagamento, emissione e gestione dei mezzi di pagamento, gestione e consulenza dei patrimoni, servizi di intermediazione finanziaria ed altri.
- Libertà di insediamento: Con questo termine viene disposta la libera prestazione di servizi distinguendo le libertà delle singole banche:
- Le banche italiane: Possono stabilire succursali nel territorio nazionale, degli altri Stati comunitari in uno Stato extracomunitario previa autorizzazione della Banca d’Italia. Inoltre, possono esercitare attività di mutuo riconoscimento in uno Stato comunitario o extra comunitario anche senza succursali ma nel rispetto delle procedure o previa autorizzazione della Banca d’Italia.
- Le banche comunitarie: Possono stabilire succursali nel territorio italiano previa comunicazione alla Banca d’Italia da parte dell’Autorità competente dello Stato di appartenenza. Inoltre, possono esercitare attività di mutuo riconoscimento nel territorio italiano senza stabilirvi succursali solo dopo che la Banca d’Italia sia stata informata dall’Autorità competente dello Stato di appartenenza.
- Le banche extra comunitarie: Possono stabilire succursali nel territorio italiano previa autorizzazione della Banca d’Italia. Inoltre, possono operare in Italia senza succursali previa autorizzazione.
Allo stato attuale si distinguono dunque:
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