Martina Caneparo
Economia aziendale
TEORIA
CAPITOLO 1
L’AZIENDA
1. Definizione
L’azienda è uno strumento per la produzione e/o erogazione di beni e servizi al fine del soddisfacimento
dei bisogni umani.
Il concetto di strumento è qualcosa che serve per produrre e/o erogare.
Al centro dell’azienda vi è il soddisfacimento dei bisogni umani.
Esempi.
L’azienda McDonald produce beni e servizi di ristorazione per soddisfare un bisogno umano che è quello di
ristorazione veloce per la città.
La raffineria produce, trasforma, il petrolio in carburante, benzina, gasolio che serve per far andare avanti
l’automobile; il funzionamento di un’automobile soddisfa il bisogno umano.
2. Classificazioni
Le aziende si classificano in due categorie principali:
1) Secondo il fine perseguito: secondo l’obbiettivo di soddisfazione dei bisogni umani, che bisogna
perseguire.
2) Secondo la natura dei soggetti promotori: secondo chi sta dietro l’azienda, dietro un soggetto pubblico
o ad un soggetto privato.
1) LA CLASSIFICAZIONE SECONDO IL FINE PERSEGUITO
Le classificazioni secondo il fine perseguito si dividono a loro volta in tre tipologie di azienda:
1. AZIENDA DI PRODUZIONE PER IL MERCATO (IMPRESA)
La prima tipologia si chiama azienda di produzione per il mercato, o anche detta impresa.
La realtà di questa azienda produce beni e servizi che poi vende sul mercato a un consumatore per
soddisfare i suoi bisogni finali od intermedi.
Esempio.
L’impresa McDonald produce e vende panini ad un consumatore attraverso uno scambio di mercato, quindi
McDonald vende ed il consumatore compra. L’impresa, vendendo il prodotto, soddisfa il bisogno di
ristorazione del consumatore.
L’impresa produce beni, che hanno una caratteristica di materialità, e servizi, che hanno caratteristiche di
immaterialità. 1 Martina Caneparo
Esempio.
BMW vende un bene, ovvero l’automobile, ma vende anche un servizio, il servizio di assistenza e
manutenzione. Da una parte abbiamo un bene fisico, dall’altro un bene immateriale. Esistono imprese che
vendono solo beni o solo servizi, come GTT, che garantisce soltanto un servizio, il servizio di trasporto.
I bisogni del consumatore si dividono in bisogni finali ed intermedi. I bisogni finali vengono soddisfatti
quando l’impresa vende direttamente il prodotto al consumatore finale, mentre i bisogni intermedi si
manifestano quando vi è un’impresa vende un prodotto ad un’altra impresa, da cui successivamente il
consumatore può acquistare.
Esempio.
L’impresa Amazon vende direttamente al consumatore finale, se il consumatore vuole comprare un prodotto,
Amazon lo garantisce.
La SAP software per aziende, vende ad Amazon o ad altri soggetti un prodotto, ma non direttamente al
consumatore finale.
Si chiama impresa poiché è una procedimento difficile, in quanto vi deve essere uno scambio di mercato,
ma se lo scambio di mercato non va a buon fine, non è possibile soddisfare l’esigenza del consumatore, e di
conseguenza, l’impresa fallisce.
2. AZIENDA DI EROGAZIONE PER IL CONSUMO (AZIENDA PURA)
La seconda tipologia si identifica nell’azienda di erogazione per il consumo o azienda pura.
L’azienda eroga beni e servizi ad una determinata categoria di soggetti senza uno scambio di mercato.
Esempio.
Il comune di Torino eroga servizi ad una determinata categoria (ai cittadini).
La famiglia eroga servizi gratuiti ad una determinata categoria di soggetti (i familiari).
Questa tipologia di azienda generalmente non vende beni o servizi, ma fornisce delle determinate regole.
Esempio.
INPS ed INAIL non vendono necessariamente i loro servizi o beni, ma li offrono senza uno scambio di
mercato.
All’interno delle aziende pure vi sono anche alcuni soggetti come il comune, la regione, la città
metropolitane, le province, che erogano beni e servizi (Ad esempio. Servizi di sicurezza, di manutenzione
delle strade, di trasporti).
3. AZIENDE DEL TERZO SETTORE
Infine, la terza tipologia, le aziende del terzo settore, hanno delle caratteristiche ibride tra le imprese di
produzione per il mercato e le aziende di erogazione per il consumo.
Sono per lo più aziende che fanno un’attività che in parte è legata allo scambio di mercato, in parte erogata
verso determinati soggetti.
Esempio.
La fondazione per la ricerca sul cancro, la croce rossa italiana, le attività di supporto locali e la raccolta
indifferenziata, svolgono diversi scopi assistenziali essenziali culturali aggiuntivi.
Inoltre queste tipologie di aziende vengono chiamate no profit perché a differenza delle imprese proiettate al
profitto, le aziende del terzo settore non sono orientate, ovvero non hanno come obbiettivo quello di
soddisfare l’imprenditore, ma l’obbiettivo è simile a quello dell’azienda di erogazione, incentrato sul
soddisfacimento dei fabbisogni di determinati soggetti portatori di interesse.
2 Martina Caneparo
2) LA CLASSIFICAZIONE SECONDO LA NATURA DEI SOGGETTI PROMOTORI
È inoltre importante fare un ulteriore tipo di classificazione, in quanto dietro all’azienda è possibile trovare
un soggetto di tipo pubblico o un soggetto di tipo privato.
Le aziende pubbliche hanno la finalità di soddisfare bisogni pubblici legati alla collettività; aggiungono
alla soddisfazione dei bisogni umani, i bisogni collettivi. Una caratteristica non sempre presente nelle
aziende private (Ad esempio. Ferrero, Lavazza), che hanno la finalità di soddisfare un puro bisogno
individuale.
Esempio.
Amazon vende al consumatore un prodotto con servizio di trasporto per soddisfare un bisogno privato.
Invece GTT, Gestione Trasporti Torino, che appartiene ad un’azienda pubblica, da un lato tenta di
soddisfare un bisogno individuale, il bisogno di trasporto individuale, ma allo stesso tempo soddisfa il
bisogno collettivo di trasporto.
Incrociando la classificazione delle aziende di erogazione e delle aziende di produzione (le imprese) con le
aziende pubbliche e private otteniamo le seguenti tipologie:
1. Le aziende di erogazione pubbliche (C)
2. Le aziende di erogazione private (Famiglia)
3. Imprese pubbliche (GTT)
4. Imprese private (Amazon)
1. Aziende di erogazione pubbliche: tra le aziende di erogazione pubbliche trovano piena collocazione gli
enti territoriali come Stato, regioni, province, comuni, città metropolitane, e gli enti istituzionali
come INPS, INAIL e la camera di commercio.
2. Aziende di erogazione private: tra le aziende di erogazione private trovano piena collocazione le
famiglie, i gruppi, gli enti orientati volti a produrre per il proprio nucleo di persone.
3. Imprese pubbliche: tra le imprese pubbliche trovano piena collocazione le aziende di produzione per il
mercato, dove avviene lo scambio di mercato, in cui il soggetto economico (la testa pensante, chi
governa l’azienda) è di natura pubblica, legata ad un ente pubblico (Ad esempio. La società che
gestisce il cimitero vende servizi cimiteriali pensando in termine di bene collettivo).
4. Imprese private: tra le imprese private trovano piena collocazione le aziende in cui il soggetto
giuridico (la testa pensante, chi governa l’azienda) è di natura privata (Ad esempio. L’attività
ospedaliere).
Quindi, le imprese private o pubbliche sono realtà che partecipano ad un bene collettivo pur essendo
imprese che vendono beni o servizi per il soddisfacimento, che possono essere di matrice pubblica o privata.
3 Martina Caneparo
CAPITOLO 2
L’IMPRESA 1
1. Caratteristiche
L’impresa è una categoria specifica di azienda, che si occupa di beni e di servizi per lo scambio di mercato.
L’impresa è un sistema, un Sistema Sociale Aperto.
All’interno di un’impresa coesistono una serie di elementi diversi, poiché perché vi sia un’impresa vi
devono essere elementi diversi che la costituiscono, e che attraverso le loro relazioni, ne caratterizzino il
funzionamento: dipendenti, immobilizzazioni, denaro, materiali di produzione, macchine…
• Le imprese ad alta intensità di lavoro combinano molte persone e vengono chiamate "labor intensive”
(Ad esempio. Le imprese smaltimento rifiuti).
• Le imprese che hanno bisogno di denaro, invece vengono chiamate “capital intensive”.
All’interno dell’impresa, il denaro è necessario per due motivi:
1. È legato al ciclo di produzione: generalmente, all’interno di un’impresa, prima è necessario acquistare
e quindi pagare la materia prima, assumere personale e soltanto successivamente vendere ed incassare. È
necessario avere del denaro iniziale per finanziare il processo produttivo agli albori.
2. È necessario per gli investimenti: l’impresa è “capital intensive”. Oltre all’importo iniziale, è anche
necessario avere del denaro, residuo o ottenuto, per poter investire ed accrescere l’impresa.
In conclusione, il denaro è importate poiché permette il funzionamento di un’azienda, ma questo non rimane
l’unico elemento importante, in quanto l’impresa funziona in modo ottimale solo quando si ha una relazione
fra i suoi vari elementi.
L’impresa è un sistema:
1. Economico: l’impresa serve per produrre beni e servizi che vengono venduti con lo scopo finale del
soddisfacimento dei bisogno umani. L’impresa è finalizzata a soddisfare un bisogno illimitato
attraverso l’impiego di risorse limitate.
- Efficace, raggiungere l’obbiettivo imposto, quando ci si pone un obbiettivo e lo si raggiunge. L’efficacia
in un’impresa si ottiene quando questa soddisfa il bisogno del consumatore.
- Efficiente, arrivare al risultato nel minor tempo possibile, impiegando minori risorse. L’efficienza in
un’impresa si ottiene quando tenta di ridurre i consumi, minimizzando l’utilizzo di risorse.
2. Aperto: in costante rapporto di scambio ed in contatto con l’ambiente esterno, all’interno di un
contesto che può essere più o meno grande.
3. Dinamico: perché sistematicamente sempre in evoluzione, con velocità più o meno diversa ( Ad
esempio. L’evoluzione tecnologia).
RELAZIONI TRA GLI ELEMENTI CHE COMPONGONO L’IMPRESA
Elementi fondamentali del sistema aziendale sono gli elementi umani e i mezzi tecnici:
1. Elemento umano: non esiste impresa senza persone.
4 Martina Caneparo
2. Mezzi tecnici: attività, strumenti materiali ed immateriali che sono necessari in quanto impiegati
nello svolgimento delle attività di qualunque impresa.
L’attività dell’impresa consiste nell’attivazione dei mezzi tecnici ad opera dell’elemento umano.
Questi elementi vengono combinati in modo diverso secondo quelle che sono le tipologie di imprese.
2. Funzionamento
L’impresa riceve dall’ambiente o acquista da un fornitore, dal mercato degli input, ovvero i fattori
produttivi (Ad esempio. materie prime, impianti, lavoro e servizi, capitale monetario, energia).
L’impresa trasforma gli input, i fattori produttivi, “producendo economicamente” beni o servizi ed
ottenendo gli output, i beni e servizi, che ritrasmette all’ambiente o indirizza al compratore,
consumatore (Ad esempio. Prodotti, servizi, conoscenze, tecnologiche…).
All’interno dell’impresa c’è una trasformazione di tipo fisico (Ad esempio. Si acquista la gomma plastica e
si realizza una scarpa). La trasformazione può essere fatta ovunque (Ad esempio. Trasformazione nello
spazio, trasformazione nel tempo, trasformazione economica) e dopo il bene, output, può essere messo in
vendita sul mercato.
Quando si parla di output, si parla sia di beni, materiali (Ad esempio. Vendita di orologi) ma anche di
servizi, immateriali (Ad esempio. Vendita di una consulenza).
5 Martina Caneparo
Inoltre, importanti sono i processi di feedback della trasformazione da output a input. È fondamentale non
ignorare e basarsi sul feedback, sulle informazioni di ritorno sui risultati dei processi di trasformazione
forniti dai clienti.
Ma vi sono altri input da tener conto, gli influssi ambientali (Ad esempio. Norme di legge, vincoli ecologici,
vincoli sociali). Sono input importanti poiché condizionano l’attività dell’impresa. È necessario saper
utilizzare e conoscere l’impianto normativo che spiega quali sono le forme secondo cui è possibile fare
attività di impresa, nel pieno rispetto delle norme. Vincoli culturali e sociali, a seconda del contesto si hanno
bisogni di cui si deve tenere conto come informazioni per poter soddisfare quello che è il bisogno dei
consumatori (Ad esempio. disponibilità di risorse).
Come vi sono altri input, esistono anche altri output di tipo positivo o negativo.
• Negativi, come l’inquinamento, causa del cambiamento climatico.
• Positivi, come la cultura, gli impatti sociali dell’impresa che grazie ai distretti industriali crea ricchezza
poiché la distribuisce sul territorio, creando posti di lavoro.
L’impresa è una dimensione complessa e diffusissima. In Italia ne esistono 4 milioni.
3. Gli scambi di mercato
Uno scambio di mercato è costituito da acquisti e vendite.
1) Gli acquisti, si dividono in costi ed uscite monetarie.
6 Martina Caneparo
Nel momento in cui si ha un’acquisizione di un fattore produttivo è possibile scomporre la transazione in due
parti, un aspetto finanziario, monetario, le uscite monetarie, ovvero l’uscita di denaro e un aspetto
economico, il costo. I due aspetti non possono disgiungersi, se vi è l’uno, vi è anche l’altro.
• Quando si fa un acquisto dal punto di vista economico, viene sostenuto un costo.
Il costo è un sacrificio economico per l’ottenimento di un fattore produttivo.
Quando si parla di costi si parla di efficienza.
• All’interno dell’acquisto, non vi è un costo senza un’uscita monetaria.
L’uscita monetaria può essere attuale o futura.
Se si ha un’uscita monetaria attuale, si ha un’uscita di cassa.
Se si ha un’uscita monetaria futura si basa su un rapporto di fiducia con il fornitore, verso cui si ha un
debito (Nelle realtà aziendali l’uscita monetaria è sempre futura).
2) Le vendite, si dividono in entrate monetarie e ricavi.
Nel momento in cui si ha la vendita di un fattore produttivo è possibile scomporre la transazione in due parti,
un aspetto finanziario, monetario, le entrate monetarie, ovvero l’entrata di denaro e un aspetto
economico, il ricavo. I due aspetti non possono disgiungersi, se vi è l’uno, vi è anche l’altro.
• Quando viene venduto un prodotto o un servizio si ottiene il ricavo.
Il ricavo è un beneficio economico dalla cessione di un bene o un servizio.
Quando si parla di ricavi si parla di efficacia.
• All’interno dell’acquisto, non vi è una vendita senza un’entrata monetaria.
L’entrata monetaria può essere attuale o futura.
Se si ha un’entrata monetaria futura, si ha nei confronti del cliente un credito.
- L’aspetto economico può essere negativo o positivo, una perdita o un utile. Un’impresa guadagna
quando l’aspetto economico è di tipo positivo, ovvero quando i ricavi sono superiori ai costi.
- L’aspetto finanziario tiene sotto controllo entrate e uscite di denaro.
L’aspetto finanziario è sincronizzato con l’aspetto economico e devono essere tenuti sotto controllo in
parallelo.
Solo all’interno di un’economia primitiva non vi è differenza tra aspetto finanziario ed economico:
un’economia dove compro e pago, vendo ed incasso.
In un contesto evoluto, quando si acquista come azienda, spesso non si paga subito e allo stesso tempo,
quando si vende, non si incazza subito. Ciò crea il fabbisogno finanziario, il bisogno di denaro.
TERMINI
Molto spesso si tende a confondere il ricavo con il guadagno:
Guadagnato: il guadagno nasce dal confronto, dalla differenza tra il ricavo e i costi, dove il ricavo è
superiore ai costi (quando si hanno costi superiori ai ricavi si è di fronte ad una perdita). In termine tecnico, il
guadagno viene chiamato utile.
Il profitto è legato ad un aspetto economico positivo, la perdita è legato ad un aspetto economico negativo.
Ricavato: se si parla di ricavo si parla del ricavo di vendita che non tiene conto dei costi sostenuti.
N.B. Utile, guadagno e profitto sono sinonimi 7 Martina Caneparo
4. L’ambiente
Quando si parla di ambiente, per quanto riguarda l’impresa, si fa una classificazione in ambiente generale e
specifico.
1. L’ambiente generale: contesto geografico all’interno del quale opera l’impresa. Si riferisce ad un
quadro di riferimento comune a tutte le imprese che operano nello stesso ambito territoriale il cui aspetto
specifico è legato all’attività della soddisfazione dei bisogni dei consumatori (Ad esempio. Lavazza e
Ferrero, entrambi in Piemonte, ma si occupano di cioccolata e di caffè).
L’ambiente generale si divide in:
• Ambiente politico-legislativo, gli elementi di questo ambiente riguardano la situazione politica del paese
in cui l’azienda opera e le norme che disciplino il funzionamento delle aziende.
• Ambiente tecnologico, legato alla diffusione della tecnologia all’interno dell’azienda, diffusione delle
competenze tecnologiche.
• Ambiente economico, la proprietà dei fattori di produzione, all’interno di un contesto nazionale, la
coesistenza di imprese pubbliche ed imprese private, di proprietà dello stato piuttosto che delle
articolazioni lo
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Economia aziendale - Parte 1 - Appunti
-
Economia aziendale - Parte 2 - Appunti
-
Economia aziendale - Parte 3 - Appunti
-
Economia aziendale - teoria parte 1