Economia aziendale: primo parziale
Attività economica e persone
L'attività economica
Le persone perseguono fini individuali (economici e non) necessità di bisogno per perseguire un fine necessità di attività (economica) per produrre e consumare beni.
Bisogni
- Primari: per sopravvivenza biologica (cibo, acqua, alloggio, ...)
- Secondari: per il miglioramento della qualità della vita (istruzione, tempo libero, ...)
- Aspirazioni: per finalità/voleri socialmente e culturalmente evolute (ricerca di prestigio, lusso, Nobel, ...)
I bisogni sono soddisfatti da beni attività economica svolta principalmente nel lavoro da e per persone, svolta per produrre e consumare beni economici. L'attività economica è svolta e prodotta da e in istituti (aggregazione di persone).
NB: I beni economici sono utili e scarsi nello stato di natura (inesistenti o poco reperibili); un bene utile ma non scarso e libero/sufficiente per tutti non è un bene economico.
Beni economici
- Primari vs voluttuari/accessori
- Complementari vs fungibili (consumati insieme ad altro o non)
- Differenziabili vs non differenziabili (differenti caratteristiche in base a chi lo produce o commodities)
- Di consumo vs strumentali (utilità diretta o per produzione di altri beni)
- Utilizzo singolo vs durevoli (consumabili una volta o più volte)
- Consumo individuale vs collettivo
- Privati vs pubblici
L'attività economica è tesa a produrre e consumare beni ed è svolta mediante operazioni:
- Di trasformazione tecnica (fisica/materie prime, spaziali/impianti, logistiche/dati/conoscenze)
- Di negoziazione (scambi di beni privati/pubblici, lavoro/manodopera, capitali/mercati finanziari, copertura di rischi/assicurazioni)
- Di configurazione e di governo degli istituti (organizzazione, rilevazione e informazione, configurazione dell'assetto istituzionale)
Condizioni di produzione
Produzione economica = beni, merci, servizi. Fine dell'impresa = produzione di redditi (per remunerare il lavoro e per il proprio capitale) e la produzione economica è il mezzo con cui si ottiene ciò.
Ogni azienda necessita condizioni di produzione/cdp (materie prime, immobili, personale, terreni, sicurezza, beni pubblici, ...). Due delle quali sono primarie: il lavoro e il capitale di apporto/iniziale o risparmio/generato successivamente (non solo soldi).
Comportamento nell'attività economica
Il lavoro è di persona e i comportamenti delle persone possono essere interpretati e capiti secondo due posture:
- Homini oeconomici: autonomo, egoista, motivato solo da remunerazioni/ricompense oggettive e concrete, razionalità assoluta come metodo di valutazione, incentivi di carattere estrinseco.
- Persona umana: membro di società, svolgimento di attività economica come mezzo e non come fine, razionalità limitata, influenza di preferenze e gusti, valore a solidarietà/progresso/lealtà/onestà.
Il comportamento comune si basa sull'evitare rischi sicuri piuttosto che guadagni incerti. Conoscendo i bias cognitivi altrui e il ruolo dell'istinto, il modo in cui è posta l'informazione cambia completamente il responso.
Difesa da ciò = pensare e capire in modo razionale e matematico (richiesta di impegno ed energia che è limitata negli umani necessità di scelta di decisioni più importanti) - azienda deve scegliere dove concentrare maggiore energia per lavorare al meglio.
Razionalità assoluta
Interpretazione rigida e non realistica nello stato di natura:
- Obiettivi e problemi chiari, fine/scopo chiaro
- Tutte le informazioni disponibili immediatamente e gratuitamente per permettere decisione migliore
- Conoscenza perfetta di futuri stati del mondo/futuri risvolti previsioni precise
- Alternative chiare, valutate
- Decisore unico e isolato/cinico senza dipendenza da altri = no restrizioni
- Scelta sempre l'alternativa migliore e ottimale
Razionalità limitata
Interpretazione più rilassata:
La persona è soggetta ad aspettative di gruppo ed è soggetta a norme sociali (es. imbarazzo, vergogna, riservatezza, ...). Nel lavoro in azienda, le norme di gruppo e di collettività influenzano il comportamento; se i comportamenti sono legati a norme sociali, diventano più potenti le volontà delle persone a compiere quell'azione. Motiva maggiormente la norma sociale rispetto a remunerazioni estrinseche. Creazione di riti aziendali, miti/archetipi a cui assomigliare e a cui adattarsi, es. tempo libero in azienda per cementare le relazioni tra colleghi.
Ruolo
Il concetto di ruolo organizzativo racchiude le aspettative di azienda e di altri nei confronti del soggetto e viceversa (es. l'italiano da Google aspettative da altri e viceversa). Implica richieste o pretese, ruoli, norme e attese che gravano sulle decisioni e possono mettere a repentaglio una decisione razionale.
Cooperazione
Le società umane (aziende) sono basate su cooperazione tra membri che porta al successo. La cooperazione genera la rendita (sovrappiù di beneficio ottenuto cooperando e non ottenibile singolarmente) che ricompensa tutti coloro che contribuiscono in modo ragionevole (es. remunerazione corretta, ricompensa a tutti coloro che contribuiscono). Il successo di tutti va riconosciuto quando si ha una rendita.
Questo processo è difficile da introdurre: ognuno andrebbe riconosciuto in base ai propri contributi, ma il riconoscimento perfetto dei contributi è complesso e, se ad alcuni non vengono riconosciuti i meriti, può creare disequilibri all'interno del gruppo sociale. Contributi non riconoscibili possono portare alcuni soggetti a incanalare egoisticamente tutto il credito, generando un pessimo clima organizzativo e calo di impegno da chi non viene riconosciuto. Comportamenti opportunistici vs altruistici: altruismo fiducia reciproca, opportunismo sfiducia reciproca.
Un'azienda sana riconosce i meriti e i contributi di tutti.
Aspettative
Le aspettative si "autoavverano", siano esse:
- Positive: nei confronti di altri e dei collaboratori e nei nostri confronti in un gruppo sociale, tutti hanno comportamenti positivi per confermare l'aspettativa (comportamento non scientifico).
- Negative: ipotesi/aspettative negative di molti le ipotesi vengono confermate.
Economia aziendale
1. Studia i fenomeni economici nelle loro manifestazioni all'interno delle singole aziende, nelle classi e negli ambienti in cui operano.
2. Spiega relazioni di causalità relativa tra caratteristiche strutturali/tecniche e risultati economici per migliorare efficacia ed efficienza.
3. Elabora teorie e conoscenze utili al governo delle aziende in ogni classe = innovazione, progresso economico, progresso civile.
NB: Azienda non concreta.
Cos'è l'azienda? L'ordine economico di un istituto (attività economica). Gli esseri umani si aggregano in istituti per svolgere attività azienda = vengono prese in analisi solo le dinamiche economiche degli istituti.
Scopo: L'attività economica (mezzo) produzione di reddito (fine) reddito a sua volta condizione per raggiungere scopo strategico di azienda (es. Google mira a facile accesso a conoscenza).
Se si mostra troppo la volontà del reddito come fine ultimo, si riduce il ruolo sociale e l'azienda fallisce poiché non ha uno scopo strategico finale e perde credibilità e clienti. Produzione eccessiva di reddito può portare a perdita di scopo strategico e perdita di redditi. Bisogna perseguire i redditi che non compromettano il perseguimento dello scopo strategico.
Società umane e istituzioni
Società umane
- Ogni persona è parte di più società umane di varia natura (famiglia, religione, amici, politica, ...).
- Ogni società umana persegue il bene comune dei propri membri, il quale è il prodotto della cooperazione.
- La prospettiva delle società umane è quella di continuare anche dopo la fine della vita biologica dei membri.
- Formate per accontentare bisogni non raggiungibili singolarmente e soddisfare bisogno di socialità.
Istituzioni
- Le istituzioni sono regole e strutture di comportamento adottate in modo stabile da singoli e gruppi.
- Gli istituti sono società umane che assumono caratteri di istituzioni.
- Gli istituti sono duraturi, dinamici, unitari, autonomi e perseguono il bene comune anche attraverso lo svolgimento di attività economiche.
Caratteri delle istituzioni
Gli istituti necessitano di risorse per produrre beni, risorse da combinare per ottenere più beni possibili. Necessità di efficacia (rispondono a bisogni) ed efficienza (minor numero di risorse per stesso tipo di risultato).
Vanno definiti i due livelli da raggiungere e poi minimizzare l'impiego di risorse (conscienza, tecnologia, standardizzazione).
- Rendita organizzativa (fatturato/generato di valore): frutto della cooperazione intelligente di più persone volte allo stesso fine vantaggio economico ottenuto con un'azione organizzata.
- Risultato residuale (utile): è quanto residua ex-post dopo aver remunerato tutti sulla base dei patti ex-ante (non c'entra con la rendita il pagamento, è a prescindere). Può essere positivo o negativo e si ripartisce come pattuito (es. spetta ai soci fondatori).
NB: Se la ripartizione è percepita come equa, l'azienda dura.
Classi di istituti
L'economia aziendale si occupa e studia l'ordine economico (azienda) di quattro classi di istituti rilevanti:
- Famiglie (azienda familiare)
- Imprese (azienda di produzione)
- Stato e istituti pubblici (azienda composta pubblica)
- Istituti non profit (azienda non profit)
Istituti caratterizzati per soddisfare i bisogni umani:
- Finalità dominanti (economiche e non)
- Fine economico immediato
- Portatori di interessi economici istituzionali (interessi rilevanti nel funzionamento dell’azienda – interesse economico primario)
- Portatori di interessi economici non istituzionali (non devono mai pregiudicare interessi istituzionali e primari)
- Processi economici caratteristici
Famiglia
| Istituto | Istituto famiglia |
| Azienda | Azienda patrimoniale familiare di consumo e di gestione |
| Finalità dominanti | Sociali/etiche/religiose |
| Fine economico immediato | Appagamento dei bisogni dei membri (campo ristretto) |
| Portatori di interessi economici istituzionali | Tutti i componenti |
| Portatori di interessi economici non istituzionali | Altre famiglie di parentela, lavoro domestico, consumi, gestione patrimoniale, lavoro, studio, ... |
| Processi economici caratteristici | ... |
Impresa
| Istituto | Istituto impresa |
| Azienda | Azienda di produzione |
| Finalità dominanti | Economiche (vs famiglia) |
| Fine economico immediato | Produzione di remunerazioni monetarie e di altra natura |
| Portatori di interessi economici istituzionali | I prestatori di lavoro e i conferenti di capitale di rischio (mai messi a scapito dei non istituzionali) |
| Portatori di interessi economici non istituzionali | Fornitori, clienti, conferenti di capitale di prestito, stato, ... |
| Processi economici caratteristici | Trasformazioni tecniche, negoziazioni di beni/credito/rischi |
Stato e istituto pubblico
| Istituto | Stato (territoriale di più alto livello con predominio sul territorio) e istituti pubblici |
| Azienda | Azienda composta (di produzione e consumo) pubblica |
| Finalità dominanti | Sociali e morali |
| Fine economico immediato | Produzione e consumo di beni pubblici, remunerazione del lavoro |
| Portatori di interessi economici istituzionali | Tutti i membri della collettività politica e chi presta lavoro |
| Portatori di interessi economici non istituzionali | Fornitori, conferenti di prestiti, altri istituti |
| Processi economici caratteristici | Regolazione/coercizione, trasferimenti, raccolta di tributi (lo comanda per legge), trasformazioni tecniche |
Istituto non profit
| Istituto | Istituto non profit (ampia gamma) |
| Azienda | Azienda non profit |
| Finalità dominanti | Sociali, morali, culturali |
| Fine economico immediato | Appagamento dei bisogni di categorie di soggetti, remunerare il lavoro |
| Portatori di interessi economici istituzionali | Associati, donatori, stato (se finanzia con fondi pubblici), prestatori di lavoro (volontariato) |
| Portatori di interessi economici non istituzionali | Fornitori, conferenti di capitale di prestito (banche), stato, clienti, ... |
| Processi economici caratteristici | Produzione (o produzione e consumo) di beni |
Differenziazione di istituti
Perché così classificati? Cinque domande sulla varietà degli istituti:
- Perché l'attività economica non è totalmente svolta nelle famiglie? Limitate dimensioni economiche e necessità di specializzazione.
- Perché gli istituti si differenziano in grandi classi come famiglie/imprese/stato/non profit? Garantisce obiettivi specifici e solo certe cose limitate in modo specializzato e specialistico.
- Perché le singole persone si aggregano in istituti e non lavorano indipendentemente scambiandosi lavoro, beni e capitali? Cooperazione fondamentale per la rendita organizzativa, si riducono i costi di transazione grazie a una non necessaria definizione contrattuale e remunerativa specifica di tutti i compiti, flessibilità di adattamento a cose non previste = vantaggio.
- Perché l'intera attività economica non si svolge nell'ambito di un solo grande istituto che suddivida e coordini l'attività di ciascuno es. idea del socialismo reale (stato=azienda che gestisce tutto)? Complessità organizzativa e informativa sulla base di informazioni scarse o precise, concentrazione del potere immensa e troppa responsabilità.
- Perché le imprese sono così diverse tra loro per dimensione, proprietà, integrazione, ...? Innovazione richiede tempo e una dimensione particolare, innovazione necessita il piccolo, la freschezza di idee, flessibilità – parto piccolo = perdo poco se fallisco.
Modelli dei sistemi economici:
- Autoconsumo (le famiglie fanno tutto)
- Modello atomistico di mercato (modello astratto in cui i compiti sono attualizzati con uno scambio)
- Modello della gerarchia totale (es. socialismo reale – un unico istituto)
- Modello della pluralità di istituti specializzati (modello della nostra società)
Specializzazione economica
Molte caratteristiche dei sistemi economici moderni sono frutto della specializzazione economica tutte le attività umane e a vari livelli:
- Specializzazione delle classi di istituti
- Tra gli istituti di ciascuna classe
- All'interno di ciascun istituto
Specializzazione vantaggi:
- Riduzione dei tempi, sforzi e costi per svolgere l'attività economica
- Miglioramento della qualità degli output dell'attività economica
Ma la specializzazione può produrre anche svantaggi!
Vantaggi della specializzazione
- Impiego ottimale delle limitate e disomogenee competenze individuali
- Apprendimento della ripetizione (gestire meglio le competenze diverse)
- Differenziazione degli orientamenti manageriali e tecnici in relazioni ad attività disomogenee = perseguimento efficace degli obiettivi
- Riduzione dei costi di apprestamento e di passaggio tra le fasi (+ efficienza e + persone = meno fasi = meno tempo = meno costi)
- Migliori performance degli impianti specializzati migliori risultati
- Motivazione da identificazione (maestria, sono conosciuto per ciò che so fare io in particolare – accade solo se si fanno cose specializzate)
Svantaggi della specializzazione
- Maggiori costi di coordinamento (+ specializzazioni + soggetti da coordinare con regole e da gestire)
- Rigidità degli investimenti specializzati (costi di rigidità) se mi specializzo devo lavorare solo in quel campo per apprendere sempre di più, se sono tanto specializzato è più difficile spostarmi poi in un'altra specializzazione
- La demotivazione da eccessiva parcellizzazione specializzazione porta al rischio della noia di un'attività limitata
Gli istituti grandi hanno più possibilità di specializzazione. Le dimensioni dell'azienda sono collegate alla possibilità di specializzazione. Gli istituti tendono a crescere dimensionalmente per poter realizzare grandi economie di specializzazione. Gli spazi di specializzazione crescono col crescere del mercato e della ricchezza di conoscenza in quel campo.
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