Economia aziendale
Attività economica svolta da aziende per persone considerate nella loro interezza, con i loro diversi fini.
L’attività economica è la produzione di beni economici per soddisfare i bisogni delle persone che perseguono dei fini.
Persone – fini – bisogni – beni – attività economica
I bisogni
I bisogni sono:
- Dinamici: variano in continuazione.
- Gerarchici: bisogni biologici, sociali.
Classificazione dei beni
Come si classificano i beni:
- Economici: ottenibili attraverso uno scambio.
- Liberi: liberamente disponibili.
- Merce: bene tangibile (si possono immagazzinare, stoccaggio).
- Servizio: bene non immagazzinabile.
- Primari.
- Voluttuari.
- Complementari: si completano a vicenda (carta-penna, macchina-benzina).
- Fungibili: sostituibili l’uno con l’altro (penna-matita, treno-aereo).
Il cambiamento di un bene all’interno del mercato impatta anche sugli altri. Ad esempio un aumento del prezzo di benzina causa un danno nel mercato automobilistico in quanto probabilmente i consumatori inizieranno a comprare auto elettriche. Nel mondo aeronautico, una volta alcune tratte potevano essere percorse solo con compagnie aereo, ma con la creazione dei treni, l’afflusso aereo è notevolmente diminuito.
- Privati: offerti da imprese in cambio di denaro.
- Pubblici: erogati o venduti da enti pubblici (trasporti, scuola). In cambio le persone pagano delle tasse per permettere allo stato l’erogazione di tali servizi.
- Ad uso individuale: usato da una persona.
- Collettivo: possono essere utilizzati da tutti e sono realizzabili in cambio di tasse. (strada, illuminazione). Sono caratterizzati dalla non escludibilità (nessuno può essere escluso) e dalla non rivalità (se io lo utilizzo, non impedisco ad altri di utilizzarlo).
- Di consumo: beni utilizzati direttamente dal consumatore finale (telefono).
- Strumentali: servono per produrre altri beni (macchinari). Vengono venduti ad altre imprese e non direttamente al consumatore finale. Sono strumentali per formare altri beni.
- Molto differenziabili: “può essere differenziato”. È un bene che può essere reso diverso, particolare. È unico rispetto ai prodotti delle altre imprese come ad esempio l’automobile della FIAT può essere resa molto diversa rispetto a quella della FORD. Si possono cambiare vari elementi come il design, le prestazioni.
- Poco differenziabili: l’impresa non ha molti elementi per rendere il prodotto distintivo (energia, benzina). A livello gestionale si deve prestare attenzione al prezzo perché dal momento in cui producono tutti la stessa cosa, il consumatore compra il bene che costa meno. Il processo d’acquisto è guidato dal prezzo ed è svantaggioso per le aziende. La competizione sul prezzo fa sì che a distanza di tempo le imprese si trovano allineate su prezzi sempre più bassi e ad ogni vendita il guadagno diminuisce. I profitti si spostano dalle imprese ai consumatori. La concorrenza (imprese che producono lo stesso bene) va a beneficio del consumatore. Proprio per questo le aziende cercano di far basare il consumatore non sul prezzo del bene ma su altri elementi come la fedeltà (fidelizzazione del cliente) fornendo ad esempio le così dette carte fedeltà che hanno dei vantaggi per il cliente che la compra.
Esempio sui beni poco differenziabili
Esempio:
Consideriamo 2 imprese che producono lo stesso bene e lo vendono entrambe a 100 euro. Dopo un po’ la prima azienda che vuole aumentare le vendite, diminuisce il prezzo di vendita a 90 euro. Ponendo il caso che il prezzo di produzione è 70 euro, il guadagno sarà sceso da 30 euro a 20 euro, ma saranno aumentati i clienti. A un certo punto la seconda impresa decide di abbassare il prezzo di acquisto a 85 euro, ricaverà qualche cliente in più ma il guadagno sarà minore.
Ricavi / vendite = P (prezzo, ricavo unitario, immediato) x Q (quantità).
Diminuendo il prezzo d’acquisto, diminuisce il ricavo unitario ma aumenta la quantità.
Attività economica e produzione economica
Attività economica: è la produzione e il consumo di un bene economico che si sostanzia in diverse operazioni:
- Di trasformazione: la materia prima viene trasformata in un bene.
- Di negoziazione / scambio: di beni, lavoro, capitale.
- Di configurazione: tra cui la configurazione dell’assetto aziendale, operazioni di organizzazione (come dividere il lavoro) e di rilevazione (studiare i dati del mercato).
Produzione economica: sono le operazioni svolte dalle imprese:
- Produzione di merci (impresa manifatturiera).
- Produzione di servizi (imprese di trasporti, turistiche).
- Negoziazione di beni (imprese commerciali), di capitali (banche).
La produzione di beni e servizi comunque non è il vero obiettivo delle imprese, ma solo un mezzo per raggiungere il vero fine cioè la produzione di rimunerazioni sia per chi lavora che per chi ha conferito il capitale.
L’attività economica si svolge attraverso l’impiego dei fattori produttivi cioè tutto ciò che rende possibile la produzione economica.
Tra tutti i fattori produttivi / condizioni di produzione che utilizza un’impresa, 2 sono più importanti:
- Lavoro.
- Capitale “risparmio” / capitale di rischio: è un tipo di capitale utilizzato dall’impresa per svolgere l’attività.
Il capitale utilizzato può derivare da 2 fonti:
- Capitale di prestito / capitale di terzi: viene prestato solitamente da una banca o un istituto di credito sotto forma di prestito o finanziamento.
- Capitale proprio/di rischio: conferito da chi fonda l’impresa (l’imprenditore, soci).
Uomo economico e persona umana
Nell’ambito economico è possibile distinguere due tipi di persone:
- Uomo economico: è mosso dall’interesse economico e dal voler sempre massimizzare i profitti. È un essere razionale e egoista. In questo caso si parla di razionalità assoluta, quindi dinanzi a un problema, l’uomo è sempre in grado di valutare tutte le opzioni disponibili e prendere la migliore decisione.
- Persona umana: opera con una razionalità limitata cioè dinanzi a un problema, parte con dei presupposti ma poi a mano a mano esplorando le altre opzioni, cambia idea. Dal momento in cui però valutare tutte le opzioni disponibili richiede molto tempo, la persona ad un certo punto si ferma e sceglie l’alternativa più soddisfacente.
Istituto
L’istituto è una società umana, fatta di persone e risorse che perseguono un fine comune, raggiungere il bene dei componenti. Possiamo individuare 4 categorie di istituti:
- Famiglie.
- Stato.
- Chiesa.
- Impresa.
Ogni persona appartiene a una pluralità di istituti.
Quali sono i caratteri degli istituti?
- Duraturo: atto a durare nel tempo. Gli istituti non nascono con una data di scadenza, ma con l’obiettivo di durare nel tempo.
- Dinamici: cambiano nel tempo, si evolvono perché si modifica l’ambiente in cui sono inseriti. Ad esempio cambiano i gusti dei clienti, si evolve la tecnologia.
- Ordinato: il funzionamento è disciplinato da regole, non è casuale.
- Unitario: nasce per perseguire un fine comune.
- Autonomo: il funzionamento degli istituti non dipende da altri soggetti, da terzi, ma è in grado di vivere autonomamente. Non vive invece in maniera isolata perché deve sempre stare a contatto con i clienti, i lavoratori, la concorrenza.
Spesso il termine impresa viene utilizzato come sinonimo di azienda, ma non è così. L’impresa è un istituto, l’azienda è la parte economica all’interno dell’istituto.
Istituto azienda
L’impresa è un istituto che nasce con un fine economico. Dato che in questo istituto non c’è una parte non economica, l’azienda rappresenta quasi del tutto l’impresa.
Istituti e aziende
L’economia aziendale si occupa di 4 istituti nel quale si svolge un’attività economica:
- Imprese: azienda di produzione (produzione di beni).
- Famiglie: azienda di gestione patrimoniale e consumo.
- Stato e istituti pubblici: azienda composta pubblica (produzione e consumo). Gli enti pubblici attuano delle attività economiche per soddisfare le richieste dei cittadini.
- Istituti no profit: non nascono per finalità economiche, non hanno scopi di lucro, ma hanno comunque una parte economica. Sono aziende no profit.
Negli ultimi anni è stato coniato il termine aziendalizzazione per indicare la volontà di trasferire i principi di gestione utilizzati nelle imprese (attenzionare le risorse, le entrate e le uscite) anche negli istituti che imprese non sono. (ospedali, enti pubblici). Conoscere l’economia aziendale è utile per gestire tutti gli istituti e non solo le imprese proprio perché il concetto di azienda è trasversale agli istituti.
Dal momento in cui impresa e azienda non sono la stessa cosa, esiste una differenza anche tra:
- Impresa pubblica: in questa il conferente di capitale (proprietario) è un soggetto pubblico.
- Azienda pubblica: parte economica in un ente pubblico (INPS).
Gli istituti si caratterizzano per alcune caratteristiche essenziali:
- Finalità generale.
- Fine economico.
- Portatori di interesse economici istituzionali (soggetti primari).
- Portatori di interesse economici non istituzionali (soggetti secondari).
Lavorato stato clienri ticoncorrenti fornitori impresa soci territorio (popolazione banche mass locale) (finanziatori) media.
Tutti i soggetti con cui ha a che fare l’impresa (influenzano / sono influenzati) sono portatori di interesse (stakeholder).
Specializzazione economica
Tutta l’attività economica si fonda sul principio della specializzazione.
Esistono diverse categorie di istituti. All’interno di ogni istituto ci sono diverse classi (esistono varie imprese). Anche all’interno di ogni impresa c’è una specializzazione del lavoro, ognuno ha il proprio compito.
La specializzazione ha vari vantaggi:
- L’apprendimento da ripetizione.
- L’impiego ottimale delle competenze individuali. Per esempio se ho un piccolo supermercato con pochi impiegati, tutti dovranno far tutto. Se ho un supermercato grande, con tanti impiegati, ci sarà più specializzazione del lavoro. Potrò assegnare compiti diversi in base alle competenze, alle attitudini.
- La riduzione di costi di passaggio tra le fasi.
Tra gli svantaggi troviamo:
- Maggiori costi di coordinamento. C’è bisogno di coordinare più persone.
- Rigidità degli investimenti specifici. Ognuno è specializzato in una singola cosa, c’è difficoltà nell’adattarsi ad altri lavori e bisogno di assumere nuovi lavoratori, nuovi macchinari per svolgere nuovi lavori.
- Demotivazione delle persone derivante da compiti semplici e ripetitivi.
Le imprese più sono grandi, maggiore è la specializzazione e quindi l’efficienza (minori costi di produzione). Ecco perché le imprese cercano di ingrandirsi. La tendenza alla crescita incontra però un limite rappresentato dal rapporto tra domanda e offerta: infatti se un'impresa produce molti più prodotti di quanti ne vende, ci sarà una perdita di denaro. Un’impresa deve produrre quanto pensa di riuscire a vendere.
Esempio sulla dimensione dell’impresa
Esempio: ci sono due imprese A e B. Una delle decisioni da prendere quando si decide di avviare un’attività riguarda la dimensione cioè la capacità produttiva.
A (più piccola) 100 prodotti l’anno <> B 300 prodotti l’anno.
Costi totali costo unitario (costo di produzione di un prodotto) costi totali costo unitario (costo di produzione di un prodotto).
L’impresa B essendo più grande potrà meglio sfruttare i vantaggi della specializzazione quindi nonostante produce più prodotti, il costo singolo di un prodotto sarà minore rispetto ad A. Le decisioni aziendali vengono prese considerando i ricavi e i costi.
Struttura aziendale: il modello
All’interno di ogni azienda possiamo riconoscere 5 aspetti:
- Combinazioni economiche: è l’attività svolta dall’azienda. Sono l’insieme delle operazioni svolte all’interno dell’azienda. Con il termine operazioni si intende l’unità elementare delle combinazioni economiche. Esempio: in un’impresa che produce montature per occhiali, l’acquisto delle viti è un’operazione.
Le combinazioni economiche possono essere analizzate in termine di:
- Coordinazioni parziali: funzioni aziendali.
- Combinazioni parziali o particolari: in quali settori opera l’impresa? Esistono infatti imprese monobusiness (operano in un settore) e multibusiness (operano in più settori).
- Negoziazioni: indica come avvengono gli scambi.
- Assetto istituzionale: qual è l’assetto proprietario? Che forma giuridica ha l’azienda? Quali sono gli organi di governo economico? L’azienda fa parte di un gruppo?
- Assetto organizzativo: come viene diviso e coordinato il lavoro? Come si programmano le attività future di breve e lungo periodo? Come si organizzano e trasmettono le informazioni?
- Organismo personale: chi sono i dipendenti dell’azienda? Che qualifiche hanno? Qual è l’età media?
- Patrimonio:
Tornando a parlare delle operazioni, quest’ultime producono il sorgere o il mutare del valore economico (costo o ricavo) e la variazione di almeno un elemento della struttura dell’azienda. Ad esempio quando acquisto delle materie prime, queste subentrano all’interno dell’azienda, quando invece vendo un prodotto questo esce.
L’insieme delle operazioni determina un processo e processi dello stesso tipo portano a una coordinazione parziale.
L’organizzazione dell’impresa viene schematizzata attraverso l’organigramma.
Amministratore delegato ufficio ricerca e marketing produzione amministr legale sviluppo azione g ne.
Le coordinazioni parziali raggruppano persone con le stesse competenze. Non in tutte le imprese ci sono le stesse coordinazioni parziali. Alcune imprese ad esempio non hanno la parte che si occupa di ricerca e sviluppo, altre magari decidono di non gestire la contabilità al loro interno ma di affidarla a persone esterne.
Per quanto siano diverse le imprese e le coordinazioni parziali, le combinazioni economiche in tutte sono raggruppate in 4 classi.
- Gestione.
- Organizzazione.
- Rilevazione.
- Progettazione.
Gestione
Indica l’insieme di operazioni attraverso cui l’impresa produce il bene o il servizio. Si scompone in 5 aree di gestione che servono a capire da cosa dipende l’andamento dell’impresa.
Gestione caratteristica
La gestione caratteristica sono le operazioni che: (a) identificano l’attività tipica di ogni impresa, (b) originano la gran parte di costi e ricavi dell’impresa. Per un supermercato ad esempio tutte le operazioni di acquisto/vendita di beni fanno parte della gestione caratteristica. È la ragione per cui nasce l’impresa. La gestione caratteristica genera costi e ricavi e, per differenza, un utile o una perdita chiamato reddito operativo della gestione caratteristica. È una gestione attiva.
Gestione finanziaria
La gestione finanziaria è l’insieme delle operazioni con la quale l’impresa copre il fabbisogno finanziario cioè il fabbisogno di risorse necessario per avviare e gestire l’impresa nel tempo. Per avviare un’impresa, bisogna fare una stima del fabbisogno finanziario, quest’ultimo si copre con:
- Capitale proprio o di rischio.
- Capitale di terzi o di prestito.
Questi due capitali costituiscono la struttura finanziaria di un’impresa intesa come il mix delle fonti di finanziamento.
A seconda della fonte di finanziamento, remunerazioni e rischio non sono uguali. Il capitale di prestito va restituito con un certo interesse e una scadenza che vengono stabiliti nel contratto; questo capitale è indipendente dall’andamento dell’impresa quindi nel caso di una crisi, i soldi devono comunque essere restituiti. La remunerazione è rappresentata dagli interessi passivi, è una remunerazione certa, tranne nel caso del fallimento dell’azienda che si trova in una situazione di insolvenza.
Il capitale proprio invece non deve essere restituito a nessuno quindi nel caso di un fallimento va perso. La remunerazione è legata all’andamento dell’impresa ed è rappresentata dall’utile, quindi è incerta.
All’interno della società il capitale può essere finalizzato a diverse parti autofinanziamento conferenti di capitale proprio il capitale non viene proprio il capitale viene distribuito e viene distribuito investito per migliorare completamente ai l’impresa. L’impresa soci autofinanzia le attività con.
Il capitale non deve essere destinato per forza ad una delle due opzioni, si può anche fare gli utili stessi. un mix. L’utile distribuito non compare nel bilancio e nelle società per azioni viene chiamato dividendo.
La gestione finanziaria è passiva perché comprende i costi fatti per coprire il fabbisogno finanziario. Il livello di questo fabbisogno dipende da vari fattori:
- Investimenti richiesti dall’attività.
- Ciclo produttivo: nel periodo tra l’acquisto della materia prima e la vendita del bene, l’impresa ha una serie di costi (stipendi, affitti, macchinari) senza ricavi. Questo periodo è il ciclo produttivo e più lungo sarà, maggiore sarà il fabbisogno finanziario.
- Tempi di pagamento dei produttori: quando l’imprenditore acquista la materia prima, l’impresa sostiene un costo, ma il pagamento può anche non avvenire subito. Il denaro potrà uscire dalla cassa dell’azienda in u
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