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Economia delle aziende finanziarie e assicurative

Introduzione all'economia aziendale

La società moderna è organizzata in istituzioni, ognuna con una specifica funzione da svolgere per la quale si mobilitano e utilizzano risorse. Economia aziendale è la disciplina che studia le risorse a disposizione della società e il modo in cui esse vengono utilizzate. È una scienza sociale che osserva le attività umane e i risultati da esse ottenuti. Ha come oggetto lo studio di teorie, principi e misure che permettano un uso efficiente delle risorse disponibili.

Definizione e caratteristiche dell'azienda

L'azienda è un sistema, insieme di diversi elementi e delle relazioni che si instaurano tra di essi. Si tratta di un sistema:

  • Probabilistico: solo in parte deterministico, ma principalmente stocastico (non prevedibile).
  • Aperto: in costante connessione con l'ambiente esterno, inteso come istituzioni, mercato, avanzamento tecnologico, da cui riceve input e in cui emette output. L'azienda opera in condizioni di razionalità limitata a causa della non prevedibilità dell'andamento futuro.
  • Dinamico: viene costruito nel tempo con il ripetersi di un'attività produttiva ed è in continuo cambiamento per reagire agli stimoli provenienti dall'ambiente.
  • Complesso: al suo interno contiene dei sottosistemi, che rappresentano le funzioni aziendali, la cui analisi è fondamentale per comprendere il funzionamento del sistema generale. Fa parte di sovrasistemi più grandi, che rappresentano il quadro generale in cui opera l'impresa.
  • Sociale: composto da varie categorie di soggetti interessate, per ragioni differenti, all'andamento dell'azienda. Inoltre, l'azienda incorpora e produce cultura.
  • Finalistico: l'azienda viene creata per il raggiungimento di un obiettivo specifico. È centrale la creazione di un sistema informativo sistematico e cronologico per il controllo dell'impresa nel tempo e la raccolta di informazioni (utili per fare previsioni). Si costruisce un feedback loop (segnale-elaborazione-riorganizzazione) allo scopo di garantire la finalizzazione.

Più l'impresa cresce, più sottosistemi e relazioni si creano, più è complessa la gestione. L'azienda è da considerarsi un sistema generale che presenta caratteristiche che influenzano l'intera struttura aziendale (es. quantità economiche d'azienda, scambi, ecc.).

Tipologie di sistemi aziendali

Un sistema aziendale può essere definito in due modi:

  • Unità nel tempo e nello spazio delle operazioni aziendali, con operazioni di gestione tra loro legate da una relazione causa-effetto.
  • Insieme di elementi che interagiscono e si coordinano per il raggiungimento di un fine comune.

La definizione di azienda è una lettura istituzionale delle organizzazioni umane che compiono trasformazioni fisiche o economiche di risorse, ottenendo beni o servizi. Le imprese sono una sottocategoria delle aziende; esse producono beni che cedono sul mercato a prezzi remunerativi. Ad esempio, l'Università è una azienda ma non un'impresa perché non opera nel mercato.

L'impresa può essere sia privata (fini di lucro) sia pubblica (perseguimento di obiettivi sociali con svolgimento dell'attività anche in condizione di non equilibrio).

Origine e scopo dell'azienda

Un'azienda ha origine da un’idea che rappresenta una modalità di soddisfacimento di un bisogno riscontrato in un gruppo di persone. Per soddisfare tale bisogno, è necessario reperire una serie di risorse da combinare tra loro per ottenere un bene/servizio adeguato. Pertanto, l'azienda esiste per produrre qualcosa che abbia valore, ovvero un bene/servizio da cui qualcuno può trarre beneficio usandolo per soddisfare un proprio bisogno. Lo stesso bisogno può avere più modalità di soddisfacimento (es. bisogno: fare un pagamento; + soluzioni: satispay, bancomat, contanti, ecc.).

Processi, coordinazioni e combinazioni

L'organizzazione aziendale è connessa alla gestione dei vari processi aziendali, al modo in cui essi devono essere strutturati ed eseguiti. All'interno dell'impresa si compiono operazioni, definite come singole azioni che generano variazioni nel sistema aziendale e che non possono essere ulteriormente scomposte. Essa rappresenta il “fatto aziendale”, l'azione compiuta da cui si ottiene una variazione contabile (costo, ricavo, credito, ecc.).

Vengono poi costruiti dei processi caratterizzati dall'organizzazione logica e temporale delle singole operazioni di una stessa tipologia o relative allo stesso oggetto (es. processo di acquisto, vendita, investimento, ecc.), legate tra loro da relazioni di consequenzialità, complementarità, ecc.

Le operazioni, o attività, possono essere divise in due gruppi:

  • Primarie: indispensabili per l'organizzazione e lo svolgimento del processo produttivo. Riguardano le attività di logistica, trasformazione economica, marketing e servizi con una diversa rilevanza a seconda del settore di riferimento.
  • Supporto: attività non percepite dal cliente che contribuiscono in maniera indiretta alla creazione del valore. Sono le attività di approvvigionamento, ricerca e sviluppo, gestione delle risorse umane e delle infrastrutture aziendali.

L'aggregazione di processi della stessa tipologia, secondo il principio di specializzazione, dà luogo alle coordinazioni parziali. Tali processi presentano relazioni di interdipendenza di varia natura e spesso rappresentano le varie funzioni aziendali, organizzate in reparti: si ha, infatti, l'unificazione dei processi finanziari, di acquisto, di vendita, ecc.

Possono essere presenti anche “operazioni fuori processo”, eseguite una volta sola o ripetute poco frequentemente (es. aumenti di capitale) di solito volte a modificare la struttura produttiva dell'azienda. All'interno di ogni coordinazione parziale si identificano delle combinazioni elementari rappresentate dall'aggregazione delle operazioni riferite allo stesso oggetto.

Combinazioni parziali e generali

L'aggregazione dei processi in base all'oggetto di riferimento crea le combinazioni parziali. Esse assumono rilevanza in aziende di grandi dimensioni, con strutture organizzative complesse suddivise in divisioni, dove è comune aggregare tra loro tutte le operazioni riferite a specifici oggetti particolarmente rilevanti per l'attività d'impresa (es. singoli clienti, prodotto o linea di prodotti, mercati particolari, ecc.). Ogni combinazione parziale restituisce dei risultati economici parziali (costi e ricavi).

Il complesso sistema che comprende tutte le operazioni aziendali si indica come combinazione generale. Partendo dalla combinazione generale, l'azienda può decidere di rendere autonome alcune sue divisioni andando ad esternalizzare una serie di funzioni aziendali. Non vengono mai esternalizzate funzioni che richiedono l'accesso ad informazioni strategiche come la lista clienti o la progettazione per tutelare il proprio vantaggio competitivo. Al contrario, funzioni quali la gestione del magazzino e delle consegne, le pulizie, ecc. possono essere facilmente affidate a terzi.

Relazioni con l'ambiente

L'azienda opera in un sovrasistema ambiente esterno. Essa svolge il ruolo di trasformatore economico, elaborando una serie di input e immettendo una serie di output in un determinato sistema ambientale. L'ambiente esterno influenza l'azienda sotto due aspetti principali:

  • Influssi di tipo economico e culturale, derivanti dallo scenario socio-politico-economico in cui l'azienda si trova ad operare.
  • L'azienda è in relazione con sottosistemi dell'ambiente, i mercati, da cui acquisisce i fattori produttivi che sottopone ad una trasformazione (fisica o economica) ottenendo prodotti finiti da cedere nuovamente in un mercato realizzando scambi economici.

L'ambiente in cui l'azienda opera è un dato indipendente, non modificabile a proprio piacimento. Esso rappresenta vincolo e opportunità per lo sviluppo aziendale; l'analisi dello scenario è fondamentale nelle fasi di programmazione e controllo per stabilire gli obiettivi pluriennali dell'azienda. Nell'analizzare come l'azienda interagisce con l'ambiente esterno occorre considerare la tipologia di operazione e relazione che va a concretizzare il rapporto con l'esterno.

Tipi di input e mercati

L'input che l'azienda riceve dal sistema ambientale comprende i vari fattori produttivi (beni di vario tipo, lavoro, servizi pubblici e privati, capitale e assicurazioni, ecc.). L'azienda sottopone tali risorse ad una combinazione produttiva secondo varie modalità. Infine, l'azienda cede (direttamente o indirettamente) i beni prodotti realizzando uno scambio con il mercato da cui riceve denaro; l'importo ottenuto misura il valore del bene oggetto dello scambio.

L'ambiente generale in cui opera l'impresa può essere analizzato sotto vari punti di vista:

  • Fisico: collocazione geografica dell'impresa. Caratteristica fondamentale che influenza la logistica, la disponibilità di risorse, ecc. Inoltre, l'impresa risente di fattori geografici propri della zona in cui si trova (es. clima).
  • Demografico e culturale: stabilisce la tipologia di clienti (giovani, anziani, ecc.). Rappresenta il livello di istruzione e formazione della popolazione, oltre ai valori prevalenti, agli usi e costumi della popolazione che influenzano la tipologia di beni consumati.
  • Legislativo, fiscale e politico: legato alla presenza/assenza di regolamentazione in certi settori, alla stabilità del Governo e alla partecipazione ad istituzioni sovranazionali a cui il paese ha ceduto sovranità (es. ingresso nell'Uem). È rilevante per le aziende l'ingerenza della tassazione e presenza di servizi correlati.
  • Economico: caratterizzato dalla struttura macroeconomica del paese (indicatori come PIL, ripartizione del reddito, rapporti con l'estero, ecc.).
  • Tecnologico: presenza di infrastrutture e vie di comunicazione, connessione internet, università e poli di ricerca. Disponibilità di accesso a tecnologie avanzate da impiegare nella produzione.

L'azienda applica, sia nell'ambiente generale che nei suoi mercati specifici, comportamenti strategici. Gli scambi che l'azienda effettua con l'esterno non sono solo di tipo economico ma anche culturale-valoriale; temi quali l'attenzione alla sostenibilità ambientale rappresenta un vincolo legislativo per l'azienda ma anche un'opportunità di sviluppo di nuovi prodotti. L'ambiente aziendale, inoltre, ha l'effetto di attirare o scoraggiare potenziali investitori.

Il sistema delle risorse

Quando si decide di avviare un’attività aziendale, è necessario stabilire quali e quante risorse sono necessarie per svolgere tale attività. Il sistema delle risorse si compone tramite l’interazione di vari fattori come l’apporto iniziale dei soci, il tipo di attività da svolgere e gli obiettivi fissati. Esso prevede tre diversi tipi di risorse (comuni a tutte le aziende):

  • Finanziarie: rappresentate dai mezzi monetari disponibili in un certo momento (denaro) o che saranno disponibili in futuro (crediti di funzionamento commerciali e crediti di finanziamento). Possono avere origine esogena, se concesse a titolo di capitale di debito da soggetti finanziatori o a titolo di capitale proprio dai soci alla costituzione o in momenti successivi; oppure hanno origine endogena, se derivate dal corretto svolgimento dell’attività aziendale: si tratta dell’utile conseguito dall’impresa che viene in parte suddiviso tra i soci e in parte destinato all’autofinanziamento che rappresenta una fonte di risorse finanziarie alternativa al capitale proprio o di debito. La capacità di reperire adeguate risorse finanziarie è fondamentale per garantire la sopravvivenza a lungo termine dell’impresa.
  • Materiali: comprendono i beni tangibili utilizzati nell’attività aziendale; aziende dello stesso tipo possono avere composizioni molto diverse a livello di risorse materiali. Esse si suddividono in risorse a fecondità semplice (un solo ciclo produttivo), ripetuta (più cicli produttivi ma non soggetti ad ammortamento) e beni pluriennali (ammortizzati) che progressivamente consumano la loro utilità residua. Le risorse materiali possono derivare da uno scambio con l’esterno (esogene) o essere prodotte internamente (endogene).
  • Immateriali: risorse accomunate dalla loro natura intangibile e difficili da classificare. Comprendono:
    • Capitale umano, ovvero le capacità e conoscenze delle persone che lavorano per l’azienda. Si tratta di una risorsa non di proprietà dell’azienda ma vincolata alla presenza di un contratto di lavoro permanente. Soprattutto nelle aziende che forniscono servizi professionali (es. studi legali, aziende di consulenza), il capitale umano è un fattore fondamentale per la determinazione del successo aziendale. Ne consegue che la mobilità della forza lavoro rappresenta per l’azienda un rischio per la continuità dei risultati aziendali; nasce quindi la necessità di sviluppare strategie mirate (codificazione dei processi produttivi, database su clienti e fornitori, ecc.) a rendere il risultato aziendale il più indipendente possibile dalla presenza di singoli soggetti.
    • Capitale organizzativo, comprende la conoscenza interna sviluppata nel corso del tempo e che rimane integra al di là del turnover. Il capitale organizzativo è costruito dalle conoscenze del capitale umano e rappresenta la base iniziale che permette al capitale umano di cedere la propria utilità.
    • Capitale relazionale, comprende l’insieme delle relazioni che l’azienda instaura con i propri interlocutori; esse dipendono solo in parte dall’azienda perché subiscono l’influenza di numerosi fattori derivanti dall’ambiente esterno.

Ogni sistema, però, si differenzia per le modalità con cui queste risorse si combinano tra loro e si relazionano con l’ambiente in cui l’azienda opera. Il sistema delle risorse non è statico nel tempo ma si modifica indirettamente, per effetto delle attività aziendali, e direttamente, grazie ad operazioni mirate a tale scopo (formazione, delocalizzazioni, investimenti in IT e ricerca e sviluppo). La dinamicità della struttura del sistema delle risorse rende difficile la sua rappresentazione; nemmeno il bilancio di esercizio è uno strumento adatto a tale scopo.

Settori e mercati

Aziende con una combinazione produttiva simile, in cui è possibile comparare i processi produttivi e/o i prodotti, vengono aggregate in un settore. Un settore nel suo complesso può essere oggetto di specifiche politiche pubbliche dette settoriali. Vi sono poi ambiti, come il turismo, definiti come comparti in quanto comprendono aziende con combinazioni produttive molto diverse.

Il mercato può essere rappresentato dalle modalità con cui le aziende acquisiscono input e cedono output. È formato da tutte le strutture economiche con cui l'azienda si relaziona. È un luogo, non necessariamente fisico, composto da una serie di relazioni stabili che permettono e facilitano gli scambi. All'interno di ogni mercato opera anche il soggetto pubblico a cui spetta il compito di garantire le condizioni ottimali al suo funzionamento.

Vi sono molteplici mercati di inputs, uno per ogni fattore produttivo necessario all'azienda (lavoro, tecnologie, materie prime, fonti energetiche, capitali); al contrario, si solito ogni azienda ha un unico mercato di sbocco, opera quindi su un solo mercato di outputs. L'evoluzione nel tempo dei mercati di output ha modificato l'orientamento della produzione (prodotto→vendita→cliente), con un sempre maggior contenuto di servizi legati ai prodotti offerti (relazioni nel lungo periodo); il sistema dei servizi è sempre più connesso a quello dei beni (es. acquisto di un Iphone: bene fisico ma anche fornitore di servizi di cloud).

Obiettivi delle aziende

L'azienda persegue l'obiettivo fondamentale di creare ricchezza durevole nel tempo, realizzando un output che ottenga sul mercato una valorizzazione maggiore di quella avuta dagli input utilizzati nel processo; in questo modo, l'azienda viene sempre accolta favorevolmente dall'ambiente in cui opera. Al contrario, quando un'azienda produce un bene di valore inferiore alle risorse che consuma essa spreca risorse e non costruisce buone relazioni con l'ambiente.

La creazione di ricchezza crea un nuovo problema: la sua ripartizione. Una volta che l'azienda è capace di produrre ricchezza, deve anche stabilire a chi, come e in che proporzione distribuirla; oppure, nel caso in cui non si riesca a produrre nuova ricchezza, bisogna stabilire chi dovrà sopportare le conseguenze della perdita di risorse.

Per un'azienda che opera sul mercato, il prezzo è misura del valore dei beni prodotti e l'obiettivo primario è la massimizzazione del profitto. Per le aziende che non operano sul mercato, invece, l'ottenimento di un utile non è l'obiettivo principale; spesso, il costo sostenuto per la produzione non è coperto dal prezzo.

Bisogna sempre considerare che l'azienda è controllata da persone e che da esse dipende la valutazione e la classificazione degli obiettivi da raggiungere. L'economicità è relazionata con l'ambiente circostante; meno finanziamenti esterni ha l'impresa, più essa risulta indipendente dall'ambiente esterno. Per un'azienda che si rivolge al mercato in cerca di finanziamenti, è importante mantenerne la fiducia: meglio presentare un bilancio in perdita che un bilancio molto positivo a cui il mercato fa fatica a credere.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofdf23 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende finanziarie e assicurative e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Travaglini Claudio.
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