Domande e Risposte — Costruzioni in Acciaio
Preparazione esame orale — 154 domande con risposta
IL MATERIALE
D: Cosa rappresenta la sigla S355?
R: S indica acciaio strutturale (Structural), 355 indica la tensione di snervamento fy = 355 MPa per
spessori fino a 40 mm. Le classi principali sono S235, S275, S355.
D: Qual è la differenza tra fy e fu?
R: fy è la tensione di snervamento (limite elastico): superata questa, l'acciaio si deforma
plasticamente. fu è la resistenza ultima a trazione: al di là di questa si ha la rottura. Il rapporto fu/fy
> 1 garantisce duttilità.
D: Spiega in modo sintetico il legame tensione-deformazione dell'acciaio.
R: Il diagramma σ-ε presenta: (1) tratto elastico lineare fino a fy; (2) plateau plastico (snervamento a
deformazione costante); (3) incrudimento, con aumento di tensione fino a fu; (4) strizione e rottura.
Il modulo elastico E ≈ 210.000 MPa è uguale per tutti gli acciai strutturali.
D: Spiega la prova di trazione dell'acciaio e cosa si ricava dal diagramma σ-ε.
R: Si applica un carico assiale crescente a un provino normalizzato e si misura allungamento e
forza. Si ricava: modulo elastico E, tensione di snervamento fy, resistenza ultima fu, allungamento a
rottura A% (duttilità).
D: Qual è la differenza tra comportamento elastico e comportamento plastico dell'acciaio?
R: Elastico: dopo la rimozione del carico, il materiale torna alla forma originale (σ < fy). Plastico:
superato fy, rimangono deformazioni permanenti. L'acciaio strutturale ha un lungo plateau plastico
che garantisce grande duttilità.
D: Perché il modulo elastico E è uguale per tutti gli acciai strutturali mentre cambia la
tensione di snervamento?
R: E dipende dal legame atomico del reticolo cristallino del ferro, che è uguale per tutti gli acciai. fy
dipende invece dalla composizione chimica (carbonio, manganese) e dal trattamento termico, che
variano con la classe.
D: Perché la resistenza dell'acciaio diminuisce con lo spessore?
R: Negli elementi più spessi il raffreddamento è più lento, producendo una microstruttura meno fine
e tensioni residue maggiori. Pertanto gli Eurocodici riducono fy per spessori > 40 mm.
D: Perché l'acciaio è considerato un materiale duttile?
R: Perché prima della rottura subisce grandi deformazioni plastiche (allungamento A% elevato).
Questo permette la ridistribuzione delle forze, la formazione di cerniere plastiche e un buon
comportamento sismico.
D: Perché l'acciaio strutturale deve avere buona saldabilità?
R: La saldabilità garantisce che la zona termicamente alterata dalla saldatura non diventi fragile o
critica a fatica. Si ottiene con basso contenuto di carbonio equivalente (CE ≤ 0,43% circa).
D: Che cosa indica la prova Charpy?
R: È una prova d'impatto che misura l'energia assorbita dalla rottura di un provino intagliato a una
data temperatura. Fornisce il valore di tenacità all'urto e indica la transizione duttile-fragile;
fondamentale per escludere la rottura fragile in zone fredde.
D: Descrivi le classi di acciaio strutturale e le caratteristiche meccaniche principali.
R: Le classi principali sono S235 (fy=235 MPa), S275 (fy=275 MPa), S355 (fy=355 MPa), S420,
S460. Al crescere della classe aumenta fy e fu, ma diminuisce la saldabilità. E = 210.000 MPa per
tutte le classi.
AZIONI E SICUREZZA STRUTTURALE
D: Qual è la differenza tra azioni permanenti e azioni variabili?
R: Permanenti (G): presenti per tutta la vita della struttura con intensità pressoché costante (peso
proprio, carichi permanenti portati). Variabili (Q): variano nel tempo per posizione o intensità (neve,
vento, folla, carroponte).
D: Cos'è il metodo semiprobabilistico agli stati limite e perché ha sostituito il metodo delle
tensioni ammissibili?
R: Il metodo semiprobabilistico usa coefficienti parziali di sicurezza (γG, γQ, γM) applicati
separatamente ad azioni e resistenze, calibrati probabilisticamente. Ha sostituito le tensioni
ammissibili perché è più razionale, differenzia l'incertezza delle varie azioni e garantisce un livello di
sicurezza uniforme.
D: Cos'è il metodo semiprobabilistico agli stati limite?
R: Metodo di verifica in cui le azioni di calcolo Ed = γG·Gk + γQ·Qk vengono confrontate con la
resistenza di calcolo Rd = Rk/γM. I coefficienti parziali tengono conto della variabilità statistica di
azioni e materiali.
D: Cosa si controlla agli Stati Limite Ultimi?
R: Resistenza (rottura sezione), stabilità (instabilità globale e locale), equilibrio (ribaltamento,
scorrimento). La verifica è Ed ≤ Rd.
D: Cosa si controlla agli Stati Limite di Esercizio?
R: Deformazioni (frecce), vibrazioni, apertura fessure nelle parti in calcestruzzo. Nelle strutture in
acciaio lo SLE è spesso determinante perché gli elementi sono snelli e deformabili.
D: Perché una struttura verificata a resistenza può non essere accettabile in esercizio?
R: Perché anche con tensioni inferiori a fy la struttura può deformarsi eccessivamente (frecce >
L/500), causare danni ai tamponamenti, vibrazioni fastidiose o malfunzionamenti degli impianti.
D: Perché gli SLE sono importanti nelle strutture in acciaio?
R: Gli elementi in acciaio sono snelli e ad alto rapporto resistenza/peso. Pur avendo grande
resistenza, sono molto deformabili: spesso la freccia limite governa il dimensionamento più della
resistenza.
D: Che cosa sono le combinazioni di carico?
R: Sono le regole (NTC/Eurocodici) per combinare più azioni simultanee. La combinazione
fondamentale allo SLU è: γG·Gk + γQ1·Qk1 + Σγ Qi·ψ0i·Qki, dove ψ0 riduce le azioni di
accompagnamento.
D: Perché il vento può diventare l'azione dominante nelle strutture in acciaio?
R: Il peso proprio dell'acciaio è ridotto rispetto al CA, quindi il rapporto vento/peso proprio è più alto.
Nelle coperture leggere il vento può generare depressioni che superano il peso proprio (inversione
del segno delle azioni).
SEZIONI TRASVERSALI E CLASSIFICAZIONE
D: Perché si classificano le sezioni?
R: Per stabilire se la sezione può sviluppare resistenza plastica e quale capacità rotazionale ha
prima che l'imbozzamento locale riduca la resistenza. Le classi vanno da 1 (plastica, massima
duttilità) a 4 (snella, imbozzamento precoce).
D: Qual è la differenza tra classe 1 e classe 2?
R: Classe 1: può formare cerniera plastica con grande rotazione plastica → usata nei telai sismici e
nell'analisi plastica. Classe 2: raggiunge il momento plastico Mpl ma con rotazione plastica limitata
→ non usata nell'analisi plastica.
D: Da cosa dipende l'imbozzamento locale?
R: Dal rapporto larghezza/spessore (c/t o d/t) degli elementi compressi della sezione (ala, anima).
Più il rapporto è alto, più la parete è snella e prima si imbozza. I limiti c/t per ogni classe sono
tabellati nell'EC3.
D: Perché le sezioni di classe 4 richiedono sezione efficace?
R: Nelle sezioni di classe 4 l'imbozzamento locale avviene prima che la tensione media raggiunga
fy. Si introduce la sezione efficace Aeff < A (e Weff < W) che tiene conto della riduzione di efficienza
delle parti snelle.
D: Perché si introduce il concetto di sezione efficace nelle sezioni di classe 4?
R: Perché nelle parti molto snelle la distribuzione di tensioni non è uniforme: le zone centrali
buckleano e portano meno tensione delle zone vicino ai vincoli. La sezione efficace riproduce
questo effetto riducendo l'area utile.
D: Perché un elemento sottile può collassare localmente prima che la tensione media
raggiunga fy?
R: Perché le parti snelle (grande c/t) sono soggette a instabilità locale (imbozzamento): la lastra
piana si deforma fuori dal piano prima dello snervamento, perdendo capacità portante.
D: Qual è la differenza tra momento elastico e momento plastico di una sezione?
R: Mel = Wel·fy: momento in cui la fibra più esterna raggiunge fy, il resto è ancora elastico. Mpl =
Wpl·fy: momento in cui tutta la sezione ha snervato (metà compressa, metà tesa). Sempre Mpl >
Mel, tipicamente Wpl/Wel ≈ 1,15 per un doppio T.
D: Perché le ali sono fondamentali nella resistenza a flessione di una trave?
R: Le ali sono lontane dall'asse neutro, quindi lavorano alle tensioni normali più alte (σ = M·y/I).
Concentrare area nelle ali massimizza il modulo resistente W e l'inerzia I con poco materiale.
D: Qual è il ruolo dell'anima in una trave a doppio T?
R: L'anima collega le ali e resiste principalmente alle tensioni tangenziali (taglio). Contribuisce poco
alla flessione ma è fondamentale per il trasferimento del taglio e per la stabilità delle ali.
D: Come si distribuiscono le tensioni tangenziali in una trave a doppio T?
R: Le tensioni tangenziali hanno distribuzione parabolica: nulle alle fibre estreme, massime al
baricentro (asse neutro). Nelle ali sono quasi trascurabili; nell'anima sono elevate → l'anima è la
parte che resiste al taglio.
D: Perché una sezione a doppio T è molto efficiente a flessione ma poco efficiente a
torsione?
R: È efficiente a flessione perché le ali lontane dall'asse neutro garantiscono alto W e I. È poco
efficiente a torsione perché è una sezione aperta a pareti sottili: la rigidezza torsionale GIt è molto
bassa rispetto a sezioni chiuse (tubolari).
D: Perché una trave a doppio T non è ideale per torsione?
R: La torsione nelle sezioni aperte genera tensioni tangenziali elevate in ogni parete (torsione di De
Saint-Venant) e, se il profilo non può deformarsi liberamente (torsione non uniforme), tensioni
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