Argomenti di macroeconomia
Capitoli di studio e materiali didattici
- Capitoli: 24, 25, 26, 28, 30
- Rapporto CdP: Paragrafo 1.6 e Appendice 1
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Legenda difficoltà: * bassa; ** media; *** alta.
Domanda Jolly
Descrivete i principali tassi d’interesse che conoscete
*Il tasso di interesse è il prezzo pagato per prendere a prestito del denaro. Il calcolo degli interessi avviene su base annua, in % sull’importo dei fondi presi a prestito.
Il tasso di interesse nominale è il tasso di interesse misurato in termini monetari (4%).
Il tasso di interesse reale (2.5%) viene corretto per tenere conto dell’inflazione e si calcola sottraendo al tasso di interesse nominale il tasso di inflazione 1.5%.
Nei periodi di inflazione si devono usare i tassi di interesse reali per calcolare il rendimento degli investimenti in termini di beni guadagnati per anno sui beni investiti.
Tasso di cambio
Il tasso di cambio non è altro che il corrispettivo del tasso di interesse -> il prezzo della moneta che varia da quanto imprese e famiglie domandano la moneta. Il tasso di cambio è quanto una moneta straniera viene domandata, il prezzo della valuta.
Il tasso di cambio nominale è il prezzo di una valuta in termini di un’altra valuta, è quello che vediamo in aeroporto.
APPREZZARE/DEPREZZARE -> regime di cambio flessibile
VALUTA/SVALUTAZIONE -> regime di cambio fisso
Esempio: € oggi si apprezza vuol dire che per comprare 1$ bastano 0.90€. L’€ si è apprezzato e il $ si è deprezzato, viceversa per comprare 1€ servono 1.10$.
Se una moneta si svaluta o deprezza vuol dire che servono più unità di quella per comprare un’unità di un’altra valuta.
Tasso di cambio fisso
L’obiettivo è di tenere il tasso di cambio alla PARITÀ PREFISSATA. Violazione del tasso di cambio fisso immaginiamo che l’€ diventa molto forte quindi: E>I.
Prima che l’€ diventa forte, quando l’€ diventa forte avremo che I>E, allora la domanda di € diminuisce, le merci costano di più, la moneta si apprezza.
L’€ si svaluterà e la banca centrale dovrà fargli riprendere valore aumentando la domanda di € dato che si ha un eccesso di offerta di €.
Sul mercato valutario si aumenta la domanda di € vendendo $, £, cioè la BC deve convertire le proprie valute straniere che si trovano nelle riserve obbligatorie per domandare € così che la moneta riacquisti il suo valore.
Se i prezzi vanno al ribasso sostenere i tassi di cambio fisso è complicato perché per farlo si deve domandare la propria valuta, che implica offrire le valute straniere in funzione di quante ne hai nelle riserve obbligatorie (sostegno limitato).
Se la valuta si apprezza quindi le esportazioni sono molto più competitive vuol dire che le merci piacciono e per comprarle le persone domanderanno euro. Quindi l’euro si valuta ma non può perché abbiamo un tasso di cambio fisso perciò interviene la banca centrale e vede che c’è una forte domanda di euro sul mercato valutario; in questo caso la banca centrale deve offrire euro quindi deve stampare moneta (sostegno illimitato).
Quindi la capacità di sostegno delle istituzioni di un tasso di interesse di cambio fisso non è equivalente ma dipende dalla pressione che si esercita sulla valuta:
- Se la pressione è al ribasso la BC ha dei limiti. Perché la BC deve domandare la sua valuta. E<I
- Se la pressione è al rialzo la BC ha delle capacità illimitate, perché deve offrire la sua moneta. E>I
Tasso di cambio flessibile
La determinazione del valore della valuta è lasciato alle forze di mercato. In questo caso non abbiamo l’intervento della BC perché il cambio viene lasciato andare.
Se E > I -> D (€) > S (€) -> Pressione al rialzo sul cambio dell’Euro.
Se le mie merci sono competitive quindi si esporta -> tutti non manderanno euro che comincia ad apprezzarsi. Apprezzandosi le merci avranno un prezzo più alto quindi si riduce la domanda e gli acquisti di euro e di merci.
Aumentando il tasso di cambio e i prezzi aumentano ciò frena le esportazioni e di riflesso aumenteranno le importazioni. A lungo andare le esportazioni scendono le importazioni salgono e la pressione sul tasso di cambio scompare perché non c’è più la forte domanda di euro. Il sistema si riequilibra da solo.
Se E < I -> D (€) < S (€) -> Pressione al ribasso sul cambio dell’Euro.
L’euro è molto forte, le merci non sono attrattive e gli europei sono incentivati a comprare fuori con la valuta forte. La domanda di euro crolla e c’è un eccesso di offerta, quindi l’euro si deprezza. E non intervenendo alla banca centrale con una moneta debole succede che le esportazioni risalgono, il tasso di cambio si rialza e l’euro si riapprezza.
Tasso di cambio reale
Rappresenta il rapporto tra il valore di un certo numero di beni in un paese rispetto al valore degli stessi beni in un altro paese, dunque il valore a cui questi beni vengono scambiati.
Il tasso di cambio reale viene utilizzato per spiegare due cose:
- Come si creano i disavanzi commerciali fra paesi (es: 8% della Germania o il 3.5% dell’Italia e il forte deficit degli USA).
- Se esiste una situazione di equilibrio di lungo periodo -> PIL potenziale, i mercati sono in equilibrio.
Il tasso di cambio reale = il tasso di cambio nominale che moltiplica il rapporto fra l’inflazione.
Esempio delle cuffie: P usa= prezzo delle cuffie in Usa e P Europa = prezzo delle cuffie in UE.
Esempio: se il tasso di cambio è 1 a 1 e le cuffie costano 100$ e 100€, le cuffie costano allo stesso modo in entrambi i paesi. Se invece il prezzo è 100$ e 100€ ma servono 1,10€ per comprare 1$ conviene comprare le cuffie in UE perché nell’USA ho una sovrattassa del 10% legata al tasso di cambio.
Al denominatore abbiamo sempre il paese domestico.
Il passaggio di una frontiera significa che avremo due tipi diversi di prezzi da entrambe le parti della frontiera e quante unità della mia valuta mi servono per comprare l’altra. Concetto che guida il commercio mondiale.
Definite il tasso d’interesse e la relazione che sussiste con il prezzo dei titoli
*
Definite le funzioni della moneta
* La MONETA è il mezzo di scambio, universalmente accettato, per effettuare pagamenti. Nelle moderne economie si considera moneta lo stock di attività liquide, cioè facilmente utilizzabili per le finalità di scambio. Sono ATTIVITÀ LIQUIDE: il DENARO liquido, i CONTI CORRENTI BANCARI, e altre attività strettamente assimilabili.
La caratteristica importante della moneta è la liquidità che ci consente di fare una transizione immediata (banconote, carte di credito, bancomat).
Inoltre:
- La moneta è una parte di tutte le attività detenute dagli individui.
- Il contante non è fruttifero perché non genera interessi, mentre i C\C, le obbligazioni, i titoli di Stato sono fruttiferi.
- Non tutte le componenti sono accettate come mezzo di pagamento allo stesso modo.
Le funzioni assolte dalla moneta nell’economia di scambio sono:
- Mezzo di scambio -> sostituisce il baratto perché è un’ottima unità di conto (scambiare direttamente i beni che sono oggetto dello scambio).
- Riserva di valore -> Per conservare nel tempo la capacità di effettuare scambi.
- Unità di conto -> Per indicare i prezzi degli scambi oggi nella Unione Europea, l’unità di conto legale è l’euro.
- Mezzo di pagamento differito -> Per specificare l’ammontare di transazioni a lungo termine (prestiti).
La moneta è fiducia, nel senso che per essere accettata la moneta deve poter circolare, cioè deve essere accettata da altri. Qual è il prezzo della moneta? Il tasso d’interesse (i).
Descrivete le determinanti della domanda di moneta
* Teoria della domanda di moneta -> La domanda di moneta è la preferenza degli individui a detenere attività liquide per effettuare scambi.
Sono necessarie alcune precisazioni: gli individui esprimono una domanda di moneta in termini REALI ovvero gli individui non sono affetti da illusione monetaria, all’individuo non interessa avere una maggiore quantità nominale di moneta, sa che deve tener conto del livello dei prezzi perché se il reddito aumenta il 10% e l’inflazione pure l’individuo sa che il suo potere di acquisto non è cambiato.
Gli individui domandano moneta in funzione della quantità di beni che consente loro di acquistare non essendo interessati all’ammontare nominale di moneta detenuta.
- La domanda reale di moneta (M/P) non varia se aumenta il livello dei prezzi (P) ma tutte le altre grandezze reali rimangono immutate (tasso d’interesse, reddito, ricchezza).
- La domanda nominale di moneta (M) aumenta proporzionalmente a P data la costanza di tutte le altre grandezze reali.
Teoria Keynesiana della domanda di moneta:
La teoria della domanda di moneta di Keynes deriva dal trade off fra l’utilità di avere moneta liquida e sostenere il costo opportunità di rinunciare agli interessi, che detenere moneta liquida comporta.
Esempio: se il tasso di interesse reale è il 3% vuol dire che detenendo 1.000 € liquidi si rinuncia a 30 € di interessi l’anno, si sostiene così un costo.
Quindi detenere moneta liquida vuol dire sopportare l’onere della rinuncia al tasso di interesse reale se positivo o nel caso dell’inflazione subire il deprezzamento del capitale perché ha un potere d’acquisto più basso.
LOGICA: liquidità -> trade off con il costo opportunità di detenere moneta liquida perché rinuncio al costo opportunità cioè gli interessi reali se sono positive o si subisce la perdita si interessi reali sono negativi in caso di inflazione (è una tassa).
Keynes dice che le famiglie e le imprese domandano moneta per tre motivi:
- Motivo transazionale -> si riferisce agli scambi acquisti e spesa. Più spesa faccio cioè più transazioni si fanno più moneta viene domandata, il numero di transazioni è legato alla quantità di moneta.
- Motivo precauzionale -> gli individui domandano moneta per affrontare una prospettiva temporale incerta.
- Motivo speculativo (si riferisce ai mercati finanziari).
I primi due si riferiscono al mercato reale, cioè il ciclo consumo -> produzione -> reddito -> consumo.
Il trade-off è sempre fra liquidità e costo opportunità di detenere moneta liquida quindi perdita degli interessi.
GRAFICO slide 50 lezione 11:
La domanda di moneta graficamente:
Sull’asse orizzontale abbiamo il quantitativo di moneta; si hanno degli spostamenti:
- Lungo la curva (hi) quando varia il tasso interesse. Il tasso d’interesse sale si domanda meno moneta perché gli individui sono meno propensi a detenere moneta liquida visto che sta perdendo interessi, il costo opportunità sta salendo.
- Della curva (kY) si hanno quando cambia il reddito.
La domanda di moneta è:
- Inversamente correlata al tasso di interesse (i), perché il costo opportunità di detenere moneta è dato proprio dalla rinuncia al tasso di interesse di altre attività fruttifere (-h).
- Funzione diretta del reddito (Y) perché maggior reddito vuol dire maggiori transazioni e quindi maggior necessità di moneta (k).
L (=Md) = kY - hi
La domanda di moneta si indica con L -> liquidity, perché la domanda di moneta è liquidità, si domanda per fini transazionali, speculativi e precauzionali.
La DdM aumenta all’aumentare del reddito -> kY -> codesto ci dice che a parità di reddito più è grande K più è grande la domanda di moneta (k -> propensione marginale al consumo) - hi -> propensione a speculare; più è alto il tasso d’interesse più è bassa la domanda di moneta liquida.
Descrivete il meccanismo che sta alla base della formazione di una bolla speculativa
*
La domanda speculativa -> gli individui detengono moneta in attesa di poter trasferire la ricchezza in titoli con maggiore rendimento e si disfano di moneta quando il rendimento delle altre attività è più appetibile.
Keynes immagina che ogni individuo ha un portafoglio con i risparmi e la moneta ed è come se l’individuo fa surf fra tenere moneta liquida e comprare titoli.
L’individuo ha moneta liquida perché aspetta che ci sia qualche attività finanziaria con prezzo basso e quindi rendimenti alti per buttarsi; voi perciò comprare un pezzo basso e rivendere a tanto. L’individuo supporta il costo opportunità di non avere una remunerazione immediata dal denaro liquido, ma questo in termini speculativi gli consente di cogliere queste attività finanziarie.
Trade-off -> più i tassi di interesse reali sono alti meno l’individuo è incentivato a detenere moneta liquida. Quindi detenere liquidità è facile con tassi di interesse reali vicini allo zero; è difficile con tassi di interesse reali alti perché si rinuncia agli interessi stessa con l’inflazione perché produce una perdita.
Keynes dice che la domanda di moneta dipende in modo direttamente proporzionale dal reddito, perché redditi più alti vogliono dire più transazioni.
Ed è inversamente proporzionale al tasso di interesse perché più è alto il tasso di interesse più alto il costo opportunità di tenere unita liquida; quindi la domanda di moneta dipende dal reddito e dal tasso di interesse, questo nel mercato finanziario; nel mercato reale la domanda di moneta dipende dal risparmio e dagli investimenti. Il risparmio dipende -> dal reddito e dagli investimenti -> essi dipendono dal tasso di interesse ecco che Keynes ricollega il mercato reale e quello finanziario sulle stesse variazioni reddito e tasso d’interesse.
Definite le differenze principali tra titoli azionari e titoli obbligazionari
*Le azioni sono partecipazioni al capitale di rischio di un'impresa, le obbligazioni sono prestiti. Con le azioni si guadagna se l'impresa va bene (ossia se stacca un dividendo e/o il suo valore cresce), le obbligazioni garantiscono il rimborso del prestito più un interesse.
Definite le classi di strumento delle banche centrali
*Le BC hanno tre strumenti di controllo:
- Operazioni di Mercato Aperto (OMA):
- La BC regola l’offerta di moneta acquistando e vendendo titoli al pubblico. Se la BC acquista titoli di stato vuol dire che sta stampando moneta, sono espansioni monetarie, politiche monetarie espansive;
- Da un punto di vista tecnico abbiamo che: il ministro del Tesoro ha necessità di finanziare il deficit G > T (fa il deficit) cioè la spesa pubblica > delle tasse il ministero del tesoro prende i soldi -> emettendo i titoli del tesoro che possono essere acquistati:
- Dai cittadini -> che cedono moneta al tesoro, la moneta acquistata dal tesoro transita presso il suo conto corrente e presso la banca centrale, ma torna al pubblico sotto forma di pagamenti quindi la massa monetaria non è cambiata;
- Dalla BC -> la banca centrale acquista i titoli con moneta di nuova creazione quindi nel momento in cui il tesoro utilizza questa disponibilità dal conto per effettuare pagamenti aumenta la base monetaria.
- Dal punto di vista economico: La BC “emette un assegno su sé stessa”, l’assegno viene depositato dal venditore del titolo sulla propria banca -> aumenta l’offerta di base monetaria, perché l’ammontare è garantito dalla BC. È come se la BC avesse stampato banconote, il nuovo deposito innesca, attraverso il moltiplicatore, la creazione di moneta.
- I privati scambiano titoli contro moneta, cioè un soggetto emette un assegno a valere sui propri depositi e l’altro lo incassa, quindi non vi è la variazione della moneta totale in circolazione.
- Se la BC vende titoli di stato vuol dire che sta togliendo moneta dal circuito monetario, politica monetaria restrittiva; la OMA sono interventi con cui si regola la massa monetaria, grado di liquidità.
- Il tasso di sconto:
- Sono gli interessi della BC che riconosce sulle riserve obbligatorie. La BC fissa un tasso al quale concede prestiti alle banche che hanno scarsità di riserve, così che la banca centrale scoraggi le banche commerciali a ricorrere con leggerezza al prestito o operazioni di finanziamento.
- Infatti, se tutte le banche espandessero i prestiti alla clientela per poi ricorrere al prestito della BC per onorare i depositi si avrebbe:
- Aumento consistente della base monetaria;
- Aumento dell’inflazione;
- Perdita di fiducia nel sistema.
- Il tasso di sconto viene utilizzato come:
- Segnale simbolico che anticipa l’atteggiamento della BC;
- Segnale a posteriori di conferma del proprio atteggiamento.
- Coefficiente di riserva obbligatoria:
La fissazione e modifica del coefficiente di riserva obbligatoria è un ulteriore strumento di controllo.
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