Estratto del documento

Storia tv aperte

Lezione 2: Rapporto tv con radio

Definire il rapporto instaurato, su vari piani, dalla televisione con la radio. La televisione e la radio costituiscono spesso sul piano amministrativo e legale un’entità unica, perché si completano a vicenda all’interno dello stesso apparato di telecomunicazioni. Il complesso organismo mediale generato dalla loro relazione viene chiamato servizio radiotelevisivo. Inoltre, condividono la tecnologia, poiché sono detti “media della simultaneità”: il loro modo di far arrivare i segnali è immediato e contrassegnato dalla “trasmissione”.

Lezione 3: Riferire in merito all’avvento e affermazione della radio in Italia

Riferire in merito all’avvento e all’affermazione della radio in Italia. Nell’ambito della radio italiana un posto di enorme importanza spetta allo scienziato Guglielmo Marconi. Il 30 dicembre 1914 lo scienziato bolognese riceve la nomina di senatore del Regno d’Italia. Guida inoltre nel 1920 l’Agenzia radiotelegrafica italiana e nel 1921 la Società italiana per i servizi radiotelegrafici e radiofonici (Sisert). Lo scopo è quello di strappare il mercato alle società straniere, spingendo il regime fascista ad affidare alla sua compagnia la concessione in esclusiva per i settori della radiotelegrafia e della radiodiffusione. Il governo, tuttavia, respinge le sue richieste, per via dei forti legami che intercorrono tra le società straniere e il mondo imprenditoriale italiano.

Lezione 7: Descrivi pubblico tv ita degli anni ‘50

Si tratta di un pubblico indifferenziato che è interessato alla novità del mezzo, alla novità tecnologica, che viene consumata collettivamente, in case aperte agli ospiti o in luoghi pubblici, in quanto non tutti si possono permettere un apparecchio televisivo. L’Italia degli anni Cinquanta, infatti, era ancora, per molti aspetti, un paese in via di sviluppo, nel quale metà della popolazione era ancora completamente analfabeta.

Lezione 9: Illustra programmazione tv ita anni ‘50

La funzione svolta dalla televisione è intesa come pedagogica e si riflette in tutti gli aspetti della programmazione. Le fasce orarie e il relativo numero delle ore di trasmissione, infatti, non devono influire negativamente con la produttività e la vita relazionale dei cittadini. La Rai della seconda metà degli anni Cinquanta trasmette su un unico canale, il “Programma nazionale”. L’attrazione è costituita principalmente dalla novità tecnologica, che viene consumata collettivamente, in case aperte agli ospiti o in luoghi pubblici, in quanto non tutti si possono permettere un apparecchio televisivo. L’obiettivo della Rai dell’epoca è quello di creare un proprio pubblico, senza distinzione di classe sociale o di provenienza geografica. Per questa ragione, non c’è un vero e proprio palinsesto. La struttura della programmazione giornaliera punta semplicemente a una collocazione cronologica dei programmi, ed eredita dalla radio una struttura ad appuntamenti settimanali: il lunedì sera viene trasmesso un film, il giovedì è la serata del quiz, il venerdì della prosa, ecc. Ognuno di questi appuntamenti è pensato per la totalità del pubblico, e una suddivisione in base a target demografici è individuabile solo nella differenziazione tra la fascia pomeridiana (che va dalle 17.30 alle 19.00) e quella serale (dalle 20.45 alle 20.30). La programmazione della domenica è differente, in quanto la giornata si apre con gli appuntamenti religiosi e la sera viene sospeso il telegiornale. La fascia dedicata ai ragazzi produce programmi di grande qualità, per esempio lo Zecchino d’oro. La fascia pomeridiana è anche occupata dalla programmazione culturale e pedagogica in quanto l’Italia degli anni Cinquanta era ancora, per molti aspetti, un paese in via di sviluppo e metà della popolazione era ancora completamente analfabeta.

Lezione 10: Quali sono strategie editoriali di Bernabei

Bernabei guida la Rai in un periodo di enormi cambiamenti: viene lanciato un secondo canale, il “secondo programma”. Con i cambiamenti del pubblico, che diviene più istruito e migliora le proprie condizioni di vita, cambiano anche le strategie di palinsesto della Rai e lo strumento è l’elaborazione di un palinsesto più sofisticato. Il progetto iniziale era quello di farne una rete di elite, improntata a un consumo culturale di alto livello. Tuttavia Bernabei si oppone a questo progetto, rivendicando per il secondo programma l’identità di una rete incentrata all’intrattenimento leggero. La programmazione è concepita in modo che a un programma forte, collocato sul programma nazionale, ne corrisponda uno più debole del secondo programma, così da non frammentare l’audience. Questo non significa che i programmi del secondo canale siano inutili, anzi esso si contraddistingue per una programmazione sperimentale.

Lezione 11: Illustra programmazione tv ita anni ‘60

Nell’ottobre del 1960, in occasione delle elezioni politiche, nasce un programma che per la prima volta tenta di istituire un rapporto diretto, seppur limitato al mezzo televisivo, tra i cittadini e i loro rappresentanti: Tribuna elettorale. Questa trasmissione, cui partecipano un rappresentante del governo e i segretari di tutti i partiti, con un giornalista che funge da moderatore in studio, ha inizialmente la struttura della conferenza stampa: ogni esponente politico ha dieci minuti per esporre il programma del proprio partito, dopo di che seguono venti minuti di domande effettuate dai giornalisti presenti. Anche l’intrattenimento, negli anni della gestione di Bernabei, si caratterizza per un misto di sperimentazione e spettacolarità. Un esempio è Canzonissima affidata a Dario Fo e a Franca Rame il cui lavoro è contraddistinto da una satira politica e sociale. Mentre Studio 1 è il prototipo intrattenimento leggero Rai. Infine, gli anni Sessanta sono un periodo di grandi cambiamenti anche nella musica pop italiana, che fonde la tradizione melodica con gli stimoli provenienti dal mondo anglosassone. A testimoniare l’evoluzione musicale della musica leggera italiana ci sarà, oltre a Canzonissima e al Festival di Sanremo, anche il Cantagiro: una gara canora strutturata in tappe in tutta la penisola ispirata al Giro d’Italia. Per quanto riguarda le trasmissioni sportive un esempio sono le Olimpiadi di Roma tenutesi nel ’60 trasmesse dalla Rai. Tuttavia a richiamare l’attenzione nazionale è il calcio che veniva inizialmente trasmesso nella rubrica serale La domenica sportiva, costituita soltanto da una serie di servizi commentati da una voce fuori campo. In seguito e ancora oggi viene commentato da Enzo Tortora e una serie di ospiti. Negli anni della gestione Bernabei la vocazione pedagogica, pur rimanendo la filosofia di base dell’azienda, si fa meno insistente nelle forme. Tra la metà degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta nascono i primi programmi di divulgazione scientifica.

Lezione 16: Info sulla su prod cinematografica rai

La trasmissione di film costituisce inizialmente un modo molto economico per tappare dei buchi nella programmazione. La spesa maggiore, in questa fase, è infatti costituita dalla creazione di nuovi programmi, mentre l’acquisto di film ormai usciti dal circuito della programmazione in sala può essere relativamente economico. A causa di una serie di trasformazioni nel consumo cinematografico i primi anni Sessanta, in cui il pubblico degli anni del boom, improvvisamente divenuto più benestante, vede nel cinema un’occasione di promozione culturale. Vengono programmate rassegne cinematografiche settimanali, introdotte o seguite da un commento che ha lo scopo di guidare il pubblico nella comprensione dell’opera o di informarlo riguardo alla storia del cinema. In questo periodo, il cinema italiano riesce perfino a superare i prodotti hollywoodiani, mentre la Rai decide di creare dei propri film, anziché limitarsi ad acquistarli e trasmetterli. Le motivazioni sono due: innanzitutto fornire ai propri spettatori prodotti di qualità che essi sembrano gradire, e che sono conformi agli standard didattici. In secondo luogo, la produzione di film di qualità è anche un’operazione di prestigio e di immagine dell’emittente. Le produzioni Rai costituiscono una nuova linfa per il cinema italiano, anche perché non tolgono necessariamente pubblico alle sale: vengono presentati a qualche mese di distanza sia in televisione che al cinema, ottenendo un buon successo in entrambi i circuiti. Anche perché si tratta di opere a colori che la Rai, fino al 1977, trasmette ancora in bianco e nero. La Rai inoltre non produce soltanto film di celebri autori italiani ma anche internazionali, i quali si recheranno in Italia per ragioni economiche o perché provenienti da nazioni nelle quali non viene garantita la libertà di espressione.

Lezione 18: Quando e come avviene comparsa di tv private in europa

In Gran Bretagna la creazione di un polo privato, serve anche a decentrare la televisione britannica vista la presenza di diverse minoranze linguistiche e culturali nel territorio del Regno Unito. Le emittenti regionali devono infatti sottostare al controllo di un’agenzia statale, che concede loro licenze e ne controllano lo standard di qualità. Dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta prende così vita un duopolio: una televisione commerciale improntata all’intrattenimento leggero e la rete pubblica che produce programmi di approfondimento e fiction di qualità.

In Germania Ovest la televisione privata diviene possibile solo dopo una sentenza della Corte costituzionale che assegna ai singoli Länder il diritto di concedere le licenze. Le due principali emittenti private Sat1, il primo canale privato che appartiene al gruppo editoriale Springer e al distributore cinematografico Leo Kirch, il satellite Sat-2. Dopo l’unificazione viene assicurata la copertura anche sulla Germania orientale.

In Francia la televisione ha uno sviluppo lentissimo, e decolla soltanto negli anni Settanta. La prima concessione a un canale privato è stato con Canal+, una rete a pagamento dedicata al cinema che inizierà le sue trasmissioni nel 1984. Canal+ è fortemente sostenuta dal governo francese, nasce infatti dal progetto abortito di un quarto canale pubblico interamente dedicato alla cultura. Nel 1985 vengono rilasciate altre due concessioni: la prima va a La Cinq, di proprietà dell’italiana Fin.

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 18
Domande aperte Storia della tv Pag. 1 Domande aperte Storia della tv Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 18.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Domande aperte Storia della tv Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 18.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Domande aperte Storia della tv Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 18.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Domande aperte Storia della tv Pag. 16
1 su 18
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher CarlottaErbaggio06 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della televisione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Teti Marco.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community