I disturbi dello spettro della schizofrenia
I disturbi dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici sono un gruppo di disturbi eterogenei caratterizzati da un quadro clinico con sintomi psicotici predominanti. La schizofrenia è il disturbo psichiatrico considerato più grave e devastante per la vita delle persone e delle loro famiglie. Rappresenta il disturbo psichiatrico con maggiore disabilità e determina l’occupazione della maggior parte dei posti letto per acuti nei reparti psichiatrici di diagnosi e cura, nonché dei posti letto di strutture per la riabilitazione psichiatrica.
La schizofrenia ha una prevalenza leggermente superiore nei maschi rispetto alle femmine e si presenta nei maschi con un esordio più precoce. Mediamente insorge tra i 15 e 25 anni nei maschi e tra i 25 e i 35 anni nelle femmine. L’esordio in età infantile o avanzata è molto raro. È un disturbo molto invalidante. Una volta che un soggetto affetto viene preso in carica lo resta per tutta la vita. Si ipotizza che il motivo per cui nelle femmine l’insorgenza è ritardata sia per un effetto “protettivo” degli estrogeni.
La prevalenza di schizofrenia oscilla tra lo 0.3% e l’1% e gli aspetti fondamentali nel processo diagnostico sono la presenza di sintomi positivi e/o negativi e la disfunzione sociale e lavorativa. I sintomi positivi sono caratterizzati dalla presenza di deliri, allucinazioni e disorganizzazione dell’eloquio o del comportamento. I sintomi negativi sono invece l’appiattimento affettivo, l’alogia, l’apatia e l’abulia.
I deliri nella schizofrenia
I deliri del paziente con schizofrenia sono spesso bizzarri, paranoidei o di passività. Il delirio paranoideo può portare a forte angoscia e può essere associato a reazioni di difesa comportamentali pericolose. Spesso può portare al rifiuto delle cure. I deliri bizzarri sono caratterizzati da contenuti decisamente inverosimili, coinvolgenti extraterrestri, mondi fantastici o superpoteri. I deliri di passività sono deliri costituiti dalla perdita dell’integrità dell’io, e convinzione non modificabile che il proprio comportamento, il proprio pensiero, o il proprio eloquio siano imposti da entità esterne.
Ci sono molti studi su come l’ambiente possa “predisporre” a questa patologia e si è visto ad esempio che vivere in una grande città può essere un fattore di stress e vivere in campagna può essere un fattore protettivo. È un disturbo multifattoriale, di cui non è conosciuta una causa precisa e in cui si ipotizza possano esserci una serie di elementi di vulnerabilità che possono alcuni essere trasmessi, altri essere acquisiti nel corso della primissima infanzia. Si è visto che poi c’è un forte impatto di fattori di stress che possono portare il soggetto a sviluppare la transizione da una vulnerabilità a una patologia vera e propria.
Sintomi positivi e negativi
I sintomi positivi non sono chiamati così perché hanno un effetto positivo. Sono anche detti produttivi. Sono quelli che sono più evidenti e permettono di evidenziare la presenza di un evento psicotico. Sono sintomi fluttuanti. Abbiamo poi sintomi più striscianti, meno evidenti, che sono quelli negativi e hanno un impatto molto importante in termini di disabilità e disfunzione. Sono quelli più difficili da scalfire con i trattamenti e quelli che durano di più nel tempo.
I deliri dei pazienti con schizofrenia non sono legati al tono dell’umore ma più che altro all’io della persona, sono deliri inderivabili. I deliri tengono insieme elementi di autoriferimento e elementi di persecutorietà e questo rende anche più difficile aiutare il paziente perché conquistare la sua fiducia, costruire un’alleanza terapeutica e fare in modo che si accettino poi le cure prevede di sorpassare un livello di diffidenza molto importante che poi non viene mai superata del tutto.
Per costruire un’alleanza terapeutica piuttosto che concentrarsi sui loro deliri cercando di smontarli conviene concentrarsi sulla loro sofferenza e quindi su questo è più possibile lavorare.
Caso clinico
Gregory Baker, un giovane afroamericano di vent’anni, era stato accompagnato al Pronto Soccorso da guardie del servizio di sicurezza dell’università da cui era stato sospeso qualche mese prima. L’intervento delle guardie era stato richiesto da un professore dopo che il Signor Baker era entrato in aula durante una lezione gridando: <<Sono Joker e sto cercando Batman>>. Quando il Signor Baker si era rifiutato di lasciare l’aula il professore aveva chiamato il servizio di sicurezza. Durante l’adolescenza Gregory era stato uno studente brillante, ma nel corso dell’ultimo anno il suo comportamento è diventato sempre più strano. Aveva smesso di vedere gli amici e passava la maggior parte del tempo sdraiato sul letto a guardare il soffitto, viveva con i suoi familiari ma raramente rivolgeva loro la parola, era sospeso dal college perché non frequentava le lezioni. La sorella riferiva di averlo spesso visto parlare da solo a bassa voce, a volte di notte saliva sul tetto della loro casa e incominciava a muovere le braccia come se stesse dirigendo un’orchestra. Il Signor Baker non aveva mai consultato uno psichiatra, all’anamnesi non risultavano precedenti ricoveri ospedalieri.
Negli ultimi mesi il Signor Baker aveva anche mostrato un crescente interesse per Anne, una ragazza che abitava poco lontano e aveva annunciato ai familiari di essersi fidanzato ma in realtà la ragazza aveva detto che non si parlavano quasi mai e tantomeno uscivano insieme. Durante la valutazione al Pronto Soccorso il Signor Baker, che aveva un aspetto piuttosto pulito e ordinato, si era mostrato poco cooperativo, appariva rigido, sospettoso, disattento e preoccupato. Quando un’infermiera gli aveva portato la cena si era arrabbiato perché affermava che il cibo dell’ospedale era avvelenato. In base a quanto espresso dallo psichiatra, il Signor Bak...
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