Disegno tecnico industriale
È un linguaggio univoco utilizzato per trasmettere informazioni utili per la realizzazione di manufatti. Permette tramite un sistema convenzionale di linee, numeri, simboli, di fornire informazioni su funzione, forma, dimensioni, lavorazione e materiale di un oggetto, così da poterlo realizzare senza contatti con il progettista. Necessità di codifica: aumenta il contenuto informativo a scapito dell’aspetto universale.
Proiezioni ortogonali
Le proiezioni ortogonali sono fedeli e univoche, integrabili con altre fasi del processo produttivo, facili da interpretare, complete e trasferibili tra utenti.
Normazione e unificazione
Norma = Regola utilizzata per stabilire le condizioni di esecuzione/elaborazione di un oggetto di cui si voglia unificare l’impiego o assicurarne l’intercambiabilità.
Unificazione = Forma di normazione che raccoglie prescrizioni dimensionali, procedurali o di altra natura, in modo da ottenere prodotti equivalenti e intercambiabili.
Tipologie di disegno
Si classificano in base al livello di strutturazione dell’oggetto o in base alla collocazione all’interno del processo produttivo.
In base alla strutturazione:
- Disegno di complessivo = definisce una macchina composta da gruppi distinti, ne specifica l’ingombro e descrive il funzionamento globale.
- Disegno di gruppo = insieme di particolari con funzione propria autonoma.
- Disegno di sottogruppo = insieme di particolari senza funzione specifica (es. biella-pistone).
- Disegno di particolare = componente non ulteriormente scomponibile (es. albero).
In base alla collocazione nel ciclo produttivo:
Disegno di concepimento, di definizione, di fabbricazione, del componente costruito.
Metodi di rappresentazione
Si utilizzano le proiezioni tramite raggi di proiezione (proiettori) che partono da un centro di proiezione, passano per ogni punto dell’oggetto e arrivano al piano di proiezione generando la proiezione.
Proiezioni ortogonali
Descrizione chiara e univoca dell’oggetto, vengono rispettate le dimensioni lineari e angolari, un piano solo non è sufficiente. Rappresentazione ortografica di un solido: proiezioni ortogonali parallele, danno luogo a viste piane.
Metodo delle frecce di riferimento = posizionamento libero delle viste (senza seguire 1°/3° diedro), nella vista principale si posizionano le frecce ad indicare la direzione di osservazione di ciascuna vista e si contrassegnano con una lettera minuscola che viene riportata in maiuscolo in alto a sinistra alla vista.
Il sistema di assi è una terna ortogonale destrorsa monometrica (stessa unità di misura). Ci sono due principali metodi di proiezione, uno europeo => primo diedro, e uno americano => terzo diedro.
Proiezione ortogonale del piano
Un piano è perfettamente individuato dalle sue intersezioni (tracce) con i piani di proiezione. Può assumere delle posizioni particolari rispetto ai piani di proiezione => piano proiettante in prima/seconda/terza proiezione significa piano ortogonale a π 1,2,3 (per individuarlo univocamente serve anche un angolo, es. 30 gradi con piano di prima proiezione).
Proiezione ortogonale di figure piane
Piano proiettante in prima proiezione, quindi su π 1 ho un segmento; per trovare le altre viste costruisco su π 1 un cerchio, prendo un punto a caso, traccio una corda, la misuro e riporto tale lunghezza sull’asse minore dell’ellisse in π 2 (simmetricamente), analogo per π 3. L’asse maggiore è uguale al diametro del cerchio. Se è chiesto di trovare la vera grandezza significa che in ogni piano proiettante la figura è modificata. Per trovarla si costruisce un piano ausiliario di ribaltamento in corrispondenza della traccia riferita al piano proiettante e si costruisce la figura; da questa poi si ottengono le viste sugli altri due piani.
Sezioni
Se un solido è sezionato con un piano proiettante in seconda proiezione, su π 2 come sezione avremo un segmento. Se poi il solido in questione è un cono possiamo avere tre casi:
- A) Il piano secante è obliquo rispetto all’asse del cilindro e incontra tutte le generatrici;
- B) Il piano secante è parallelo ad una generatrice del cono;
- C) Il piano secante è parallelo a due generatrici del cono (cioè // all’asse).
Le sezioni possono essere trovate con due metodi: metodo dei piani paralleli o metodo delle generatrici.
Metodo dei piani paralleli
Si taglia il solido con dei piani (azzurro) perpendicolari all’asse del solido e si individuano sulla generatrice dx del cono (“lato”) i punti di intersezione. Si proiettano su π 1 fino ad intersecare il diametro del cerchio di base poi, puntando il compasso nel centro del cerchio, si costruiscono delle circonferenze con raggio uguale alla distanza tra centro e punti sul diametro. Ora si proiettano verticalmente i punti di intersezione tra piano e segmento di sezione (su π 2) fino ad incontrare la rispettiva circonferenza e si ottiene la sezione su π 2; proiettando i punti trovati sulla base di π 3 e portandoli poi in verticale sulla rispettiva traccia, si ottiene anche quella su π 3.
Metodo delle generatrici
Si considerano due generatrici, una a sx e una a dx dell’asse del cono, tracciate prendendo due punti sulla base in π 2 e portandoli fino al vertice del cono. Queste incontrano il segmento di sezione in un punto ciascuna. Portare i punti sulla base (dai quali costruiamo le generatrici) in verticale su π 1 fino ad incontrare la circonferenza di base e tracciare da questi un segmento (raggio) fino al centro della circonferenza. Proiettare in verticale i punti prima trovati sul segmento di sezione in π 2 fino ad incontrare il rispettivo “raggio”; dai punti trovati tracciare la figura di sezione. Proiettare i punti trovati sulla base di π 3 e congiungerli con il vertice del cono (perché generatrici) per trovare sezione su...
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