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Beni culturali

Commi 2 e 3 dell’art. 2 del Codice: definizione dei beni culturali e paesaggistici

  • Sono beni materiali: cose mobili e immobili che presentano un interesse culturale, che si declina diversamente in base al tipo di bene: artistico, storico, archeologico, etno-antropologico, archivistico, bibliografico.
  • Testimonianze con valore di civiltà: qualunque cosa capace di raccontare qualcosa del passato.

Inciso: ai sensi degli Art. 10 e 11 danno criteri specifici per individuare cosa può essere un bene culturale e cosa no. Qualificare un bene come culturale porta delle conseguenze al proprietario, specialmente se privato: si deve custodire, non danneggiare o distruggere.

Cambia lo status del bene.

Non appartiene più al singolo, ma alla collettività.

È bene culturale ciò che il codice dice esserlo, secondo dei criteri precisi descritti nel codice, e che valgono per tutti.

Una volta che un bene è qualificato come bene culturale

  • Tutela: art. 3, per tutelare un bene culturale occorrono norme generali e astratte e atti amministrativi concreti.

Obiettivi:

  1. Individuazione dei beni culturali.
  2. Protezione: sistema di misure previste da Codice che proteggono i beni, cioè a preservarli da deterioramenti, distruzioni ecc. determinati direttamente o indirettamente dalle attività umane. È una disciplina negativa con divieti e negazioni.
  3. Conservazione: mira a preservare i beni, a mantenerli in buone condizioni o riportarli in buone condizioni, restaurare, prevenendo o rimediando a danni determinati prevalentemente da fattori naturali, non da azioni.

Qual è lo scopo della tutela? È la promozione della cultura attraverso il patrimonio culturale.

  • Valorizzazione.

Serve a promuovere la conoscenza, valorizzare dal punto di vista culturale, attraverso l’accesso, accessibilità, cioè la possibilità fisica e giuridica di accedere ai beni culturali, fruizione: possibilità di comprendere il suo significato, il suo valore, e di farne tesoro.

Quando per promuovere proviamo a costruire forme di accesso al bene, potenzialmente rischiose per il bene stesso:

Es. dibattiti sulla possibilità di adibire il Colosseo a luoghi per giochi, piste di pattinaggio: aumenti l’accesso al luogo e lo fai conoscere ma = il tipo di attività risente dell’antichità di quei contesti.

Art. 6 comma 2: “principio di sostenibilità culturale”.

La valorizzazione è attuata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze.

Norma guida per queste proposte che potrebbero mettere a rischio il bene.

Normativa e competenze amministrative

  • Parliamo di una normativa che si applica alle 15 regioni ordinarie: le competenze amministrative in materia di beni culturali spettano al Ministero della Cultura, che ha una serie di uffici:
  1. Uffici centrali, che stanno a Roma.
  2. Uffici territoriali, o periferici, dislocati sul territorio.

Sovraintendenze: uffici di base del ministero, hanno la competenza sul territorio di assicurare la tutela e vigilare sui beni.

Rilasciano le autorizzazioni, controllano, assicurano la protezione nei territori di loro competenza e nelle materie di loro competenza.

Art. 5 comma 1: Le regioni, nonché i comuni, le città metropolitane e le province, di seguito denominati "altri enti pubblici territoriali", cooperano con il Ministero nell'esercizio delle funzioni di tutela in conformità a quanto disposto dal Titolo I della Parte seconda del presente codice.

Da un quadro generale di come le competenze amm. sono distribuite in materia di beni culturali.

Principio di leale cooperazione: Stato e regioni devono cooperare in modo trasparente con unità di intenti per consentire il miglior perseguimento della funzione.

Art. 5 comma 3: Sulla base di specifici accordi od intese e previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, di seguito denominata "Conferenza Stato-regioni", le regioni possono esercitare le funzioni di tutela su manoscritti, autografi, carteggi, incunaboli, raccolte librarie, libri, stampe e incisioni, carte geografiche, spartiti musicali, fotografie, pellicole o altro materiale audiovisivo, con relativi negativi e matrici, non appartenenti allo Stato.

Quindi è possibile che una parte di funzioni vengano attribuite anche alle Regioni.

Serve un accordo specifico tra lo Stato e la regione interessata e serve un parere della Conferenza Stato-regioni.

Su cosa è possibile trasferire alle regioni una parte delle funzioni?

  • Su tutto ciò che è scritto, stampato, registrato, quando questi non appartengono allo Stato.

Art. 9: beni di interesse religioso

Per i beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti ed istituzioni della Chiesa cattolica o di altre confessioni religiose, il Ministero e, per quanto di competenza, le regioni provvedono, relativamente alle esigenze di culto, d'accordo con le rispettive autorità.

In Italia una buona parte dei beni culturali appartengono o alla Chiesa cattolica o ad altre confessioni religiose.

Gli enti ecclesiastici, simili allo Stato per amministrazione, hanno gerarchie, sono un soggetto privato, dal punto di vista giuridico.

Hanno delle peculiarità:

  1. Sono beni che come quelli pubblici sono destinati a delle funzioni pubbliche, quindi l’autorità pubblica deve concordare con l’ente ecclesiastico.

Non tutti i beni ecclesiastici sono di interesse religioso, solo quelli definiti “sacri”.

La disciplina tra i privati e i pubblici è diversa:

  • Condizione di un bene culturale privato: da una parte c’è il diritto di proprietà dall’altra c’è la tutela e valorizzazione dei beni.
  • Condizione di un bene culturale pubblico: la legge impone di utilizzare i beni pubblici negli interessi della collettività non nell’interesse proprio.

Seconda parte del Codice: beni culturali

Tutela

Art. 10: Beni culturali.

È diviso in diversi commi, i più importanti sono i primi 3.

A seconda del procedimento con cui vengono riconosciuti i beni culturali:

  1. Ci sono una serie di beni riconosciuti direttamente come culturali: per le loro caratteristiche sono già considerati beni culturali, raccolte di musei, pinacoteche, gallerie appartenenti a soggetti pubblici, ma anche archivi e biblioteche. Non è necessario verificare se hanno interesse culturale, perché per loro natura lo sono già. Si dice che sono beni “ex lege”.
  2. Sono beni culturali le singole cose mobili e immobili appartenenti a soggetti pubblici ma anche appartenenti a soggetti privati senza fini di lucro, anche i beni ecclesiastici, se presentano interesse culturale. Questi beni devono essere verificati: art. 12, verifica interesse culturale: è un procedimento.
  • Opere di autori non più viventi o non risalenti a più di 70 anni, sennò è contemporanea. Sono beni “presunti” culturali, quindi sono trattati dal codice.

Se in realtà non c’è interesse per il Comune allora si chiede al Ministero. Se anche il Ministero dice che quel bene non ha interesse culturale diventa un bene ordinario.

  1. Beni assoggettati per dichiarazione: sono beni culturali tutti gli altri beni, elenco di beni; hanno il procedimento inverso. I beni sono ritenuti ordinari finché una dichiarazione non lo fanno diventare di interesse culturale.

Perché dei provvedimenti diversi?

A. Per la diversa posizione che i soggetti pubblici e privati.

  • Beni privati: per garantire ai proprietari che fino a quando non ricevono una dichiarazione possono comportarsi “come vogliono”. Dopo la dichiarazione sanno che devono rispettare tutti i vincoli del Codice.
  • Beni pubblici: i beni che hanno quel grado di antichità si presumono già culturali, quindi il soggetto proprietario è già vincolato. C’è una minore necessità di garantire la libertà al proprietario perché tanto deve pensare alla collettività.

Privati no profit: persone giuridiche, non singoli individui, che hanno come obiettivo il perseguimento di interessi diversi dal guadagno. Per es. le associazioni o le fondazioni mirano a realizzare interessi diversi: es. associazioni culturali, FAI, WWF. Perseguono interessi collettivi.

Associazione:

Fondazione: patrimonio destinato ad uno scopo, privati decidono di conferirlo ad una fondazione per il proseguimento di uno scopo.

Sono soggetti privati che per libera scelta si comportano come pubblici.

B. Per il livello di interesse culturale richiesto dal provvedimento: per poter essere dichiarato di interesse culturale deve avere un livello alto di interesse, sempre per garantire.

Comma art. 12: tipologie di beni che richiedono una dichiarazione sempre

3 comma art. 12: tipologie di beni che richiedono una dichiarazione sempre, pubblici e privati:

Lettera D:

  • Cose mobili e immobili a causa del loro riferimento con la storia, riferimento storico indiretto, es. casa di Petrarca ad Arquà, che è un bene ordinario come casa in sé, ma diventa un bene di interesse storico perché è relazionato alla figura storica di Petrarca.

C’è bisogno di un accertamento, di una dichiarazione, non basta guardarlo e dirlo, bisogna verificare se davvero è accaduto qualcosa di interesse storico.

  • Monumenti nazionali: sono beni oggetto di una apposita dichiarazione con eccezionale rilevanza per la storia e l’identità del popolo, luoghi con significato importante.

Es. ossario militare, non ha grande livello artistico, ma storico sì. Diventano beni culturali per interesse storico indiretto, rappresentano ciò che contengono non cosa sono.

Lettera D-bis:

Ulteriore dichiarazione di eccezionale interesse culturale che conferisce uno status particolare.

Lettera E:

  • Collezioni: serie di oggetti, private o pubbliche, che per tradizione, fama, particolari caratteristiche ambientali o per rilevanza, rivestono un eccezionale interesse.

Verifica dell’interesse di un bene pubblico o privato

Come fa a verificare l’interesse di un bene pubblico o privato?

Il procedimento di verifica può essere inviato direttamente dal ministero o su iniziativa del proprietario.

Es. Comune di Padova ha un palazzo dell’800, lo vuole svincolare, chiede al Ministero di procedere ad una verifica del bene, gli porta tutti gli elementi di valutazione per cercare di “convincerla” che quel palazzo non ha tanto interesse culturale.

Il Ministero, sulla base di questi elementi, verifica la sussistenza di interesse culturale del bene, con dei criteri che valgono per tutto il territorio nazionale, per uniformità di valutazione.

Se esito negativo: no interesse culturale, cessa il vincolo.

Se però il bene appartiene al demanio, il bene può essere sdemanializzato se non presenta altri interessi.

Demanio: tipo di signoria sul bene, che ha delle peculiarità: nel nostro sistema sono demaniali i beni immobili e le aree che appartengono agli enti territoriali e destinati ad una pubblica funzione, piazza pubblica, aeroporto.

Non si può acquistare un bene demaniale per decorso del tempo.

Se esito positivo: sì interesse, costituisce dichiarazione, cioè determina la definitività dell’assoggettamento al vincolo.

26-11-2021

Procedimento di dichiarazione: art. 14

  • Fatto dal Ministero della Cultura.
  • Può essere avviata da un ente territoriale interessato o da un ufficio sovraintendente.

Come si svolge il procedimento di dichiarazione?

Si inizia con la comunicazione all’interessato, per i beni culturali è il proprietario di un bene culturale.

Riferimento a 3 figure:

1 Proprietario:

  • Proprietario a titolo derivativo.
  • Titolo oneroso.
  • Titolo gratuito.
  • Titolo originario, es. opere d’arte il proprietario è l’autore.

2 Possessore: chi si comporta come il proprietario pur non essendolo, il fatto di poterlo utilizzare concretamente, es. macchina attestata ai genitori ma usata dal figlio.

3 Detentore: chi non si comporta come proprietario, ma ha la disponibilità del bene.

Es. contratto di locazione di un immobile.

  • I vincoli del codice si applicano solo dopo la dichiarazione del bene.

Nella comunicazione si dà un termine. Almeno 30 giorni per presentare delle osservazioni da parte di esperti per verificare il vero interesse culturale.

Chi adotta la dichiarazione?

Il Ministero attraverso la sovrintendenza: ufficio che avvia i procedimenti di verifica e dichiarazione ma non prende la decisione finale. La decisione è presa dal segretariato regionale.

Come si conclude il procedimento?

Con un’altra dichiarazione: notifica della dichiarazione al proprietario, al possessore o al detentore, sia per esito positivo che negativo.

Notifica: atto formale che accerta l’avvenuta conoscenza dell’intervento.

Dal momento che arriva la notifica = il bene diventa vincolato al Codice.

Per i beni immobili o mobili registrati, la dichiarazione viene trascritta nei registri immobiliari. Quando voglio comprare un immobile vincolato devo sapere se quel bene è registrato o no.

Nel Ministero di cultura esiste un elenco, anche digitale, di tutti i beni registrati.

Come tutti i provvedimenti amministrativi e giudiziari, l’interessato che non sia d’accordo può presentare ricorso, Art. 16.

Ricorso amministrativo: solo in alcuni casi. Si fa davanti alla stessa amministrazione che ha adottato il provvedimento.

Vantaggi: è più veloce, costa meno, non c’è la necessità di avvalersi di un avvocato, consente uno specchio più ampio di valutazioni.

Si presenta il ricorso all’ufficio gerarchicamente superiore = ricorso gerarchico.

Si può fare ricorso o perché ritengo che ci siano dei vizi, riguardanti la competenza dell’ufficio o il procedimento, o per ragioni di merito, cioè di contenuto.

Effetti della verifica dei beni

Quando i beni sono stati verificati scattano i vincoli del Codice.

  • Art. 17, 1 effetto: inventariazione, inclusione di un bene in un elenco di un soggetto pubblico o privato.

Catalogazione: attività di tipo scientifico, comporta anche una descrizione di tipo scientifico del bene che è assicurata dal Ministero che coordina le attività. Fatto con decreto ministeriale pubblicato in Gazzetta. Il Ministero può nel tempo definire e cambiare le modalità di catalogazione.

Gli inventari consentono di sapere quali sono i beni in possesso.

La catalogazione è operata da ogni ente territoriale per i propri beni.

I dati della catalogazione vengono fatti confluire nel catalogo dei beni nazionali disponibile presso il Ministero, consultabile ma con delle riserve.

  • 2 effetto: assoggettamento ai controlli. Vigilanza sui beni culturali compete ai Ministeri.

Attività consistente e impegnativa. Le sovraintendenze controllano che sia tutto a posto. La vigilanza ha vari tipi di attività: di tipo documentale, di uscite sul campo, ispezioni, Art. 19.

La vigilanza è fatta solitamente anche in accordo con le Regioni.

La sovraintendenza, prima di ispezionare, deve dare un preavviso di almeno 5 giorni.

Per casi di estrema urgenza, terremoto, l’ispezione è immediata.

Vincoli per il possessore del bene

Per il possessore del bene, i vincoli che lo riguardano sono:

  • Protezione del bene: la difesa del bene, la prevenzione rispetto a possibili danni derivanti da attività umane e non solo.

Art. 20 = si intitola “interventi vietati”: cose che in assoluto non si possono fare.

  • Distruggere: che non è demolizione, che è autorizzabile, modalità di scomposizione che non permette la ricostruzione poi del bene, perdita totale.
  • Deteriorati, che ha più a che fare con azioni naturali.
  • Danneggiati né irreparabilmente né riparabilmente.
  • Adibiti ad usi non compatibili alle loro caratt
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher JessikaMazzucato02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del patrimonio culturale e del turismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Giampieretti Marco.
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