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Riassunto di Digital Writing di Alessandra Anichini

Capitolo 1: Scrittura e nuovi generi

Digital storytelling è una particolare forma espressiva nata all’incirca intorno alla metà degli anni '90 del secolo scorso. Si tratta di un nuovo modo di raccontare che fa ricorso alle potenzialità espressive del supporto digitale: immagini fisse e in movimento, audio e sonoro, oltre a parole scritte sono gli ingredienti di storie brevi e suggestive. Tra gli iniziatori del genere si indica Daniel Meadows.

Digital tales: (esempio di storytelling) sono personali, sintetici, è sempre una storia narrata in prima persona o comunque riferita alla biografia di chi scrive. Scrittura rapida e immediata. Di solito durano dai 2 ai 6 minuti. Molte storie digitali si basano su combinazioni di fotografie possedute.

  • Argomento
  • Punto di vista
  • Contenuto emotivo
  • Tono della voce
  • Potere del suono
  • Economia
  • Ritmo

Il digital storytelling non rappresenta una vera novità e neppure qualcosa di chiaramente definito.

Photojournalism: chiarezza e sintesi. È comparso in Germania attorno al 1920, da allora la fotografia è divenuta parte integrante di molti pezzi giornalistici. Dai primi del 2000 si aprono sul web una serie di siti che ospitano le opere di fotoreporter più o meno noti, es: Sito di Great Photojournalism. Format usato: serie di immagini in sequenza poche righe di testo che descrivono immagini.

Scrittura automatica: definizione psicologica: flusso incontrollato di parole usato come terapia. Ma come generazione automatica del testo si intende quella scrittura che ha origine dal lavoro di un calcolatore che processando una serie di dati ne ricava informazioni (es: Wordle).

Capitolo 2: Scritture sociali

Social reading: si definisce la lettura sociale una moltitudine di servizi online diversi che permettono agli utenti di discutere insieme di libri anche in parallelo all’attività di lettura del testo. Uno dei più popolari è Anobii.

  • La lettura individuale e silenziosa è una conquista relativamente recente: Medioevo.
  • Esempi antichi di social reading: 1900 lettura in famiglia, salotti letterari (1600).
  • Il lettore scrive da sempre: testi a margine, sottolineature, riassunti.
  • Il lettore deve essere liberato da una condizione di minorità e subordinazione rispetto all’autore.
  • Il testo non è un universo di significato chiuso ma una struttura che vive di rimandi ad altri testi.

Secondo Landow, il lettore dell’ipertesto è un lettore attivo perché è in grado di scegliere il proprio cammino attraverso il testo. Le nuove tecnologie di scrittura mirano a dare ai lettori gli strumenti per produrre delle tracce visibili e condivisibili (like, commenti) delle impressioni e dei pensieri dei singoli per favorire la collaborazione.

Il World Wide Web nasce a Ginevra nel 1991. Internet e il WWW non sono la stessa cosa. Il primo è una tecnologia di telecomunicazione e il secondo riguarda i contenuti della comunicazione. Il web nasce come progetto read/write, come ambiente di lettura e scrittura.

  • WEB 1.0: per pubblicare era necessario conoscere il linguaggio HTML. Il lettore di questo web lasciava soprattutto tracce inconsapevoli.
  • WEB 1.5: per scrivere una pagina web dinamica era necessario saper elaborare o almeno gestire un database.
  • WEB 2.0: rende accessibile ai lettori quei content management systems nati per facilitare il lavoro dei gestori/autori dei siti web.

Bob Stein individua 4 modalità di socializzazione della lettura:

  1. Discussione spontanea offline (parlare con amici di libri)
  2. Chiacchere su testi che hanno trovato spazio nella rete
  3. Contesti formali (le letture in un’aula scolastica)
  4. Ambienti di scrittura digitale che consentono di applicare commenti a brani, capitoli, pagine

Metadati: nascono principalmente per il recupero delle informazioni dalla rete e sono funzionali alla classificazione e al commento dei contenuti. Gli user generated metadata sono scritture del lettore, testi a margine di un contenuto primario.

Alcune scritture digitali dei lettori sono ancora letture referendarie. Per esempio il social rating, esso è un tipo di scrittura particolare: quantitativa e calcolabile. I like contribuiscono ad alimentare il ranking, la classificazione comparativa in base alla quale è calcolato il livello di popolarità e rilevanza di un contenuto.

Social rating: Amazon, eBay, Booking ecc.
La reputazione online è un testo scritto.

Social highlights: sottolineature o quotes, sono usati dai lettori web per alimentare il passaparola intorno a un contenuto. (Twitter usa molto la pratica di citazione, retweet automatico).

Content curation: operazione di classificazione e contestualizzazione delle risorse soddisfacendo alcuni bisogni informativi e cognitivi del lettore. La curatela digitale è una forma di organizzazione delle conoscenze.

Riscritture: fan fiction, rielaborazioni di romanzi popolari.

Internet meme: scritture di divertimento dense di retorica, facili da realizzare, si tratta di scritture precompilate con un’immagine di sfondo e spazi per l’inserimento di testi o altre immagini.

Capitolo 3: Scrivere sul web

Con l’avvento della rete, la scrittura ha riscoperto una nuova fortissima vitalità. Non sempre la brevità significa trasparenza e accessibilità, anzi spesso è il contrario.

La lingua del web e la lingua classica sono spazi linguistici composti da 5 assi:

  • Asse diamestico: è ciò che serve a descrivere le specificità di una lingua in relazione al mezzo di comunicazione che la veicola (la lingua del web non ha variabilità).
  • Asse diacronico: differenza temporale esempio: la lingua del 1300 è diversa da quella del 1600.
  • Asse diatopico: individua le varietà di lingua legate alla variabile spaziale (i suoi estremi sono, per l’italiano: dialetto e lingua standard).
  • Asse diafasico: riguarda la situazione comunicativa (formale/informale).

Un indice di leggibilità è uno strumento che fornisce indicazioni sulla difficoltà di un testo in base a parametri statistici: sostanzialmente la lunghezza delle parole e la lunghezza della frase, partendo dal presupposto che parole brevi e frasi brevi siano di per sé più semplici. L’indice più importante per l’italiano è quello di GULPLEASE (1988). L’indice è basato su una formula in cui vengono interrelati il numero dei caratteri delle parole e delle frasi attraverso costanti numeriche individuate sperimentalmente. È molto diffuso sulla rete ed è integrato anche in alcuni programmi di videoscrittura come Microsoft Word.

Il lessico di un...

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ElenaSmith di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e tecniche della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Toschi Luca.
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