Il modello di valutazione multidimensionale in clinica, sport, educazione e riabilitazione
Psicologia clinica, psicopatologia, psichiatria, psicoterapia
Psicologia, dal greco: psychè (ψυχή) = spirito vitale, anima. Logos (λόγος) = discorso e quindi, discorso/studio dell'anima, dello spirito.
Clinica, dal greco: klinikòs (κλινικός), da klíne (κλίνη) = letto, che si fa presso il letto del malato/sofferente.
Psicopatologia, dal greco: psychè (ψυχή) = spirito vitale, anima. Pàthos (πάθος) = passione, sofferenza. Logos (λόγος) = discorso, studio e quindi, studio dei disturbi dell'anima.
Psichiatria, dal greco: psychè (ψυχή) = anima. Iatreìa (ιατρεία) = medicina, cura diretta. Intervento e quindi, medicina, cura diretta all’anima/spirito.
Psicoterapia = therapeia, ovvero terapia nel senso dell’assistenza e cura, dell’avere cura di una persona, che quindi non è necessariamente "malata", da theraps con significato di compagno che assiste e aiuta e dal verbo ther con significato di sostenere.
Il paradigma di Hull
Stimolo → Organismo → Risposta
- Stimolo esterno, oppure interno: cognitivo, fisiologico, fisico, ecc.
- Organismo influenze: genetiche, temperamentali, familiari, educazione, stati mentali.
- Risposta motorio-volontario, cognitivo-verbale, autonomico-involontario.
La valutazione clinico-psicologica
Cosa indagare
- Comportamenti interni: cognitivi, emozionali, neurovegetativi, ecc.
- Comportamenti esterni: verbali, motori, gestuali, di relazione, ecc.
- Abitudini e condotte a rischio per la salute
- Stili di vita disadattivi e comportamenti stress correlati
- Tratti stabili, tipologie di personalità, temperamento
- Risorse e stili di coping
- Fattori socio-ambientali (status socio-economico; presenza/assenza di relazioni affettive significative, sostegno sociale, ecc.)
- Sintomi, disturbi psicopatologici
- Quadro e profilo psicofisiologico
- Quadro neuroendocrino
Metodiche d’indagine
- Anamnesi
- Colloquio
- Osservazione (comportamento, gestualità, mimica, ecc.)
- Somministrazione di test psicodiagnostici (valutazione dello stato attuale, personalità e temperamento, resistenza allo stress, stile e risorse di coping, sistema di credenze-aspettative, ecc.)
- Valutazione dell’assetto psicofisiologico
- Integrazione con altri dati medici (esami ematochimici, dosaggi ormonali, esami strumentali)
Salute secondo Ippocrate di Cos
Ippocrate di Cos (IV secolo a.C.) fu il "precursore" della moderna concezione di salute, della valutazione multidimensionale e dell’intervento integrato. Per primo sostenne che l’organismo è unitario. Secondo Ippocrate:
- La malattia non è semplice affezione di un singolo apparato, ma di tutto un sistema, profondamente influenzato dai suoi rapporti con l’ambiente.
- Individua nel cervello l’organo più potente del corpo, dalla cui capacità di discernimento dipendono gli organi di senso (studi sugli effetti di traumi o malattie del SNC sul comportamento).
- Dal trattato Delle Epidemie: "Il medico deve studiare i costumi, il regime, il modo di vita, l’età di ognuno; i discorsi, i silenzi, i pensieri, il sonno, l’insonnia, i sogni – come e quando – i gesti involontari – strapparsi i capelli, grattarsi, piangere... Perché, il più grande errore che si commette oggi è separare la psiche dal soma..."
Nell'isola di Cos, tenne vere e proprie conferenze e ospitò malati di ansia e depressione ai quali venivano, tra gli altri, fatti effettuare esercizi di rilassamento.
Definizione di salute secondo l'OMS
La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto in un’assenza di malattia o infermità. Il possesso del massimo stato di salute che è capace di raggiungere costituisce uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano (OMS).
Cambiamenti epistemologici
Cambiamento epistemologico, con importanti ripercussioni sul piano operativo, che coinvolge non solo il medico ma anche lo psicologo e gli altri operatori della salute:
- Obiettivo → benessere psicofisico
- Valutazione multidimensionale e approccio globale alla persona
- Formazione multidisciplinare degli operatori della "salute"
- Dialogo e collaborazione fra specialisti delle diverse discipline
- Interventi integrati e personalizzati → integrazione - interazione – bidirezionalità mente ↔ corpo
Disturbi psicologici e fisici
- Disturbi sostenuti da fattori psicologici: ruolo nell’insorgenza, intensità e mantenimento anche di disturbi fisici (disturbi psicosomatici)
- Patologie di tipo più strettamente medico: alterazioni organiche con ripercussioni psicologiche (disturbi somatopsichici)
Valutazione clinico psicologica multidimensionale
Fondamentale è la comunicazione:
- Evitare di basarsi solo sui dati della fredda statistica
- Non assumere ruoli paternalistici o da superiori
- Partecipare alle emozioni ma senza coinvolgimento
- Fondamentali sono l’accoglienza e capacità di ascolto
- Non aver timore del silenzio altrui
- Non fare lezioni gratuite e fuori luogo
- Non esprimere mai giudizi
- Non aderire subito alle richieste
Attribuire un valore realistico e “sensato” anche alle valutazioni standardizzate e alle proiezioni statistiche, che siano bambini, uomini, donne o anziani, sono persone sempre diverse le une dalle altre.
Diagnosi medica, psicologica e approccio educazionale
Cosa rende simile la diagnosi medica, psicologica e il sano approccio educazionale:
- La necessità di comprendere
- L’osservazione
- L’ascolto
- Il cercare di mettersi dalla parte dell’altro, ovvero l’empatia, in questo caso professionale e non amicale
- La necessità di un intervento
- La verifica dei risultati per eventuali «correzioni di rotta»
Valutazione cognitiva
Da: «cognitio» che, a sua volta, si connette a cogito e a cognosco, ovvero pensare riflettere e fare proprio un concetto ovvero interpretarlo.
La valutazione cognitiva rappresenta il «motore» del comportamento sia interno che esterno. Le persone, infatti, si muovono, reagiscono, parlano e hanno un proprio colloquio interiore in base alla soggettiva interpretazione della realtà.
Ruolo centrale della valutazione cognitiva per il comportamento.
Stress
Hans Selye per primo impiegò questo termine per definire la risposta aspecifica dell’organismo ad un evento interno o esterno. Tale reazione può diventare pericolosa quando si trasforma in un’attivazione eccessiva, cronica ed inutile per l’equilibrio dell’organismo stesso.
Distress – Uestress. Nel linguaggio comune assume il senso di tensione, ansia, preoccupazione, malessere diffuso, associato a conseguenze negative per l’organismo e per lo stato mentale dell’individuo.
Il termine stress in genere viene indifferentemente utilizzato per indicare sia l’evento causante lo stress, sia la conseguente risposta, in difesa dallo stesso.
Il termine stress fu impiegato per la prima volta in ambito scientifico da Selye (1936), che lo definì come: risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso.
Lo stress è un adattamento dell’organismo al cambiamento dell’omeostasi prodotto da uno stressor.
Storia della teoria sullo stress
Le definizioni e le teorie sullo stress si sono evolute storicamente attraverso diverse fasi. A partire dalle prime elaborazioni teoriche che enfatizzavano il ruolo dell’ambiente esterno e le caratteristiche oggettive dello stimolo (approccio basato sullo stimolo), i modelli successivi si focalizzarono sul ruolo dei fattori interni all’individuo nel determinare la risposta di stress (approccio basato sulla risposta), fino alla elaborazione del modello transazionale, basato sull’interazione fra l’individuo e l’ambiente, secondo uno scambio dinamico e reciproco.
Lo stress è una risposta emessa dall’organismo conseguentemente ad uno stimolo che ne altera l’equilibrio omeostatico. Tale risposta si manifesta sia a livello fisiologico che a livello comportamentale ed è mediata da un’attivazione emozionale indotta da una valutazione cognitiva del significato dello stimolo. Essa è relativamente aspecifica, nel senso che un’ampia gamma di stimoli può innescarla, ma è personalizzata in rapporto al significato dello stimolo per il singolo individuo e alle sue modalità di reazione psicofisica. Lo stress è di per sé una reazione fisiologica adattiva, che può tuttavia assumere un significato patogenetico quando è prodotta in modo troppo intenso, rimane attiva per lunghi periodi di tempo o quando è ostacolata nel suo normale svolgimento.
Elaborazione teorica sullo stress
- L’eterogeneità degli stimoli stressogeni
- La relativa specificità della risposta di stress
- La valenza adattiva della risposta di stress
- Il ruolo della valutazione cognitiva e della reazione emozionale come mediatori della risposta di stress
Stress: Sindrome generale di adattamento
Descritta da Seley, si compone di tre fasi:
- Fase di allarme: l’organismo mobilita le sue difese attivando sia l’asse ipotalamo-ipofisi-cortico-surrene, sia la parte midollare del surrene attraverso il SNA simpatico. Durante questa fase si mobilitano le energie con funzione difensiva (innalzamento della frequenza cardiaca, della PA, dell’EMG, diminuzione della secrezione salivare, aumento del cortisolo, ecc.).
- Fase di resistenza: se lo stress persiste, l’evento fondamentale è l’incremento della secrezione del cortisolo, che ha come conseguenza, a lungo termine, la soppressione delle difese immunitarie. L’organismo tenta di adattarsi alla situazione e gli indici fisiologici tendono a normalizzarsi anche se lo sforzo per il ripristino dell’omeostasi è intenso.
- Fase di esaurimento: si manifesta se lo stress continua oppure è superiore alle capacità di adattamento dell’organismo, questa fase è associata a modificazioni fisiologiche che rappresentano fattori predisponenti all’insorgenza di disturbi psicofisiologici.
La risposta di stress
Le modificazioni fisiologiche caratteristiche della reazione di stress, mediate dal sistema nervoso autonomo e dall’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, determinano complessivamente un aumento del rilascio di adrenalina, noradrenalina, glucocorticoidi (tra cui il cortisolo, riconosciuto come ormone dello stress per eccellenza), mineralcorticoidi e modificazioni nei livelli di altri ormoni e neurotrasmettitori, tra i quali la prolattina, il GH (ormone della crescita), gli oppioidi endogeni, l’acetilcolina, la dopamina, ecc. Queste sostanze mediano reazioni fisiologiche importanti, utili per fuggire, reagire e/o resistere al pericolo/minaccia. Tuttavia, se l’attivazione fisiologica è sufficientemente intensa o si protrae oltre un certo periodo di tempo, senza un recupero dei livelli pre-stress, può causare danni funzionali e/o strutturali ai sistemi somatici interessati.
Stress e stile di vita
Legge di Yerkes Dodson
Le persone sotto stress, ovvero in preda a stress cronico, hanno maggiore probabilità di mettere in atto comportamenti malsani o rischiosi, tra i quali: consumo di alcol, sostanze stupefacenti ad assetto euforizzante, sigarette, farmaci (soprattutto ansiolitici e ipnoinducenti), diminuzione delle ore di sonno, consumazione veloce dei pasti, ecc., il tutto, nel tentativo di ridurre la sensazione incombente di minaccia o di controllare le emozioni vissute come destabilizzanti. Per cui lo stress risulta anche come conseguenza dello stile di vita adottato.
L’intensità e la durata della risposta individuale allo stress, la capacità di resistenza allo stesso e la sua possibile azione patogena sono mediate da variabili biologico-costituzionali, psicologiche e socio-ambientali. Tra i fattori moderatori della relazione stress-salute/malattia rientrano le strategie e le risorse di coping.
L’attivazione emozionale e la risposta catecolamminica ad essa correlata dipendono dalla valutazione cognitiva dello stimolo e dal suo significato sul piano emotivo per il soggetto.
Ormoni e stress
Cortisolo
- Prodotto dalle ghiandole surrenali (corticale del surrene), è il principale ormone dello stress, è un glucocorticoide, coinvolto nel metabolismo delle proteine e carboidrati, in particolare del glucosio.
- Stress ipercortisolemia
- Modificazioni dei livelli e del ritmo circadiano del cortisolo sono presenti nel disturbo depressivo, nell’anoressia mentale ed in varie malattie organiche.
- Effetto euforizzante, antinfiammatorio, immunosoppressivo
Prolattina
- Prodotta dall’ipofisi anteriore
- Stimola la produzione del latte
- Effetto inibitorio sul comportamento sessuale: + PRL = calo del desiderio sessuale
- Livelli ematici elevati di PRL si associano a una riduzione della secrezione di LH e ad anovulazione fino all’amenorrea
- Stress iperprolattinemia
- + Estrogeni + PRL
Ormone della crescita (GH)
- La risposta del GH allo stress è più lenta di quella degli altri ormoni
- Stress aumento dei livelli basali di GH
I livelli di cortisolo seguono un ritmo circadiano con livelli più elevati la mattina (zenit) al risveglio e più bassi la sera (nadir). Lo stress, ma anche l'esercizio fisico, la gravidanza, diete restrittive, farmaci contenenti estrogeni, il carbonato di litio, il metadone e l'alcool etilico possono far aumentare i livelli di cortisolo.
Integrazione psicobiologica
Gli stressor di varia natura attivano, attraverso la mediazione cognitiva, sia la risposta comportamentale che i tre sistemi fisiologici rappresentati dal Sistema Nervoso Autonomo (SNA), dai Sistemi Neuroendocrino ed Endocrino (SNE e SE) e dal Sistema Immunitario (SI).
Psicologia clinica e sistema immunitario
Stress e malattia
Il ruolo dello stress come fattore di rischio per la salute è stato ampiamente studiato e confermato da innumerevoli evidenze empiriche. Le conseguenze dannose dello stress sulla salute sono mediate da modificazioni del sistema endocrino, immunitario e nervoso autonomo e dall’influenza negativa che esercita sui comportamenti rilevanti per la salute. Lo stress è da identificare non solo e non tanto come l’evento o situazione (interna o esterna all’individuo) che genera turbamento, quanto nella reazione complessa, a livello comportamentale, fisiologico ed ormonale, che tale evento o situazione provoca ed alla permanenza nel tempo dello stato di disequilibrio che si viene a creare.
Ansia e stress
Gli schemi di valutazione cognitiva, le convinzioni, sono in grado di giocare un ruolo di primo piano nella percezione degli stimoli esterni e nella elaborazione interna della risposta d’ansia e stress. Le situazioni, sia interne che esterne, possibile fonte di ansia e stress, si modificano anche notevolmente a seconda del sesso, istruzione e nelle varie fasi della vita... per cui è opportuna una valutazione personalizzata del caso.
Ansia, stress e rilassamento
È da tenere ben presente che la sola assenza di ansia non significa rilassamento. Così come per altre variabili, la qualità, la tipologia del riposo e della distensione, è in grado di condizionare la risposta interna dell’organismo. Infine, in che rapporto stanno: ansia, stress, piacere? realizzazione di sé? Spesso sono strettamente interconnessi.
Assessment psicofisiologico
È un segmento della valutazione clinica generale del caso, rivolto all’esame della specifica configurazione di attivazione psicofisiologica (SNA) in condizioni date.
La catena di registrazione: Soggetto elettrodo, trasduttore amplificatore, poligrafo, oscilloscopio, computer.
Le principali variabili fisiologiche oggetto d’indagine
- Attività elettrodermica (scl/scr/gsr/spr)
- Elettromiogramma di superficie (EMG)
- Frequenza/ampiezza/variabilità cardiaca (HR; HA; HRV)
- Frequenza/ampiezza respiratoria (RR; RA)
- Intervallo inter-battito (IBI)
- Temperatura periferica (PT)
- Pressione arteriosa media (PWV)
- EEG bipolare
Profilo psicofisiologico di stress (Fuller, 1974)
Nel PPF la registrazione si articola in tre fasi, precedute da un periodo di adattamento all’ambiente:
- Linea di base (Baseline/Riposo), 6 minuti;
- Presentazione di uno stimolo stressante (Stress Presentation), 4 minuti;
- Attesa di un possibile ritorno ai livelli di base (Recovery/Recupero), 6 minuti.
PPF: modalità di registrazione
Il soggetto viene fatto accomodare sopra un lettino parzialmente reclinato con le braccia distese lungo il corpo, in una stanza insonorizzata e con un’illuminazione adeguata, a temperatura costante (18°-22° C) ed umidità inferiore al 50%. Dopo un’adeguata informazione del soggetto riguardo all’esame (durata, modalità, breve spiegazione dei canali registrati, rassicurazioni sull’assenza di alcun pericolo o dolore), segue il posizionamento degli elettrodi.
Anatomia della pelle
Lo strato corneo è composto da cellule piatte e morte. Queste vengono continuamente rimpiazzate da altre prodotte dallo strato germinativo. Il derma sottostante è formato da tessuto connettivo e contiene vasi sanguigni, nervi, vasi linfatici, follicoli piliferi, ghiandole.
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