Estratto del documento

Demografia anno 2020 di Pantani Chiara

Lezione 1 (25 febbraio 2020)

La demografia è la scienza che ha per oggetto lo studio delle popolazioni umane (gruppi di persone) che tratta del loro ammontare, della loro composizione, del loro sviluppo e dei loro caratteri generali, considerati principalmente da un punto di vista quantitativo. Dato il suo carattere quantitativo la demografia si basa su molteplici indici statistici. La demografia moderna è stata fondata dal matematico e statistico tedesco Johann Peter Süssmilch.

Buone ragioni per seguire la demografia

Tra le buone ragioni per seguire demografia si ha: gli individui “non sono mai statici; sì ricchi, sì diseguali, sì egoisti, in crisi davanti ad un’epidemia” (A livello biologico il virus colpisce tutti indistintamente, ma le condizioni sociali in cui gli individui si trovano creano delle differenze, di cui dovrebbero farsi carico i governi democratici. Il rischio di una qualsiasi crisi è, infatti, l’aggravarsi delle disuguaglianze.)

Per migliorare le cose di fronte ad un’epidemia dobbiamo ricorrere alle “challenges”, cioè alle sfide planetarie vs le sfide nazionali vs le sfide locali.

Ricchezza: PIL pro capite

Il GDP per capita (“gross domestic product”) è il PIL pro capite (produzione totale/numero di persone → “prodotto interno lordo”), rappresenta una media dei redditi:

  • L’asse verticale del grafico riporta il PIL pro capite dei vari paesi misurato in dollari-PPP, ovvero “a parità del potere d’acquisto”.

Questo rende le curve dei differenti paesi relativamente confrontabili. Mettiamo a confronto ad esempio il Senegal, il quale non presenta una crescita negli ultimi 30 anni (l’Africa è il paese più povero del pianeta) e la Cina, la quale presenta una crescita molto notevole negli ultimi anni, ma ancora è indietro rispetto ai paesi occidentali.

Riguardo ai paesi occidentali (come Italia, Germania, Francia e USA) possiamo osservare una tendenza media di crescita con fluttuazioni economiche (basti pensare alla crisi del 2007-2008). L’Italia, la quale risultava allineata alla Germania e alla Francia fino al 2005 circa, tende a disallinearsi dal percorso di crescita del PIL degli altri paesi europei.

Disuguaglianza: indice di Gini

L’asse verticale riporta l’indice di Gini, la più diffusa misura di concentrazione (e di disuguaglianza) dei redditi. Questo indice rappresenta la misura della disuguaglianza di una distribuzione, spesso nota anche come indice di concentrazione per misurare la disuguaglianza nella distribuzione del reddito o anche della ricchezza.

È un numero compreso tra 0 e 1; valori bassi di coefficiente indicano una distribuzione del reddito o della ricchezza abbastanza omogenea, con il valore 0 che esprime una “pura” equa-distribuzione (situazione in cui tutti i soggetti percepiscono lo stesso reddito), mentre valori alti dell’indice indicano una distribuzione più diseguale, con il valore 1 che corrisponde alla massima concentrazione, ovvero la situazione in cui una persona percepisce tutto il reddito del paese mentre gli altri hanno un reddito nullo.

Osservando il grafico, vediamo che le crisi che hanno colpito i paesi, specie dal 2000 ad ora, sono causate dal fatto che tale indice è elevato e quindi vi sono soggetti che si arricchiscono a scapito di altri.

Covid-19 e misure di contenimento

Riguardo al Covid-19 (epidemia → “pandemia” a livello mondiale) sono state adottate delle “misure di contenimento”, le quali hanno la capacità di ridurre il contagio, mantenendo l’infezione alle frontiere, al fine di impedire l’esportazione del virus in altri paesi.

Tra queste misure di contenimento vi è il “Thermal Scanning Going”, il quale consente di misurare la temperatura corporea, al fine di individuare i casi positivi al virus; tuttavia, questo strumento adottato non è così efficace poiché la maggior parte dei soggetti colpiti dal Covid-19 sono “asintomatici” (privi di sintomi, ma allo stesso tempo hanno contratto l’infezione e possono ritrasmettere il virus). Basti pensare che per ogni persona con sintomi ci sono 20/50 soggetti asintomatici (rapporto 1:20/50).

  • In Giappone, la nave da crociera “Diamond Princess” ancorata al porto di Yokohama è stata completamente “quarantenata”, poiché all’interno sono stati individuati 1000 casi positivi.
  • L’Italia è uno dei paesi occidentali con il maggior numero dei casi, ma soprattutto con il maggior tasso di letalità, poiché la maggior parte della popolazione italiana è “anziana” e questo fa sì che le morti siano maggiori rispetto agli altri paesi (i più colpiti e a rischio di morte dal Covid-19 sono le persone “anziane” e coloro che si trovano in condizioni di salute già compromettenti).
  • Il tasso di mortalità del Covid-19 è 10 volte maggiore rispetto all’influenza.

Vi è inoltre una differenza tra i morti “per Coronavirus” e i morti “con Coronavirus”: i primi sono soggetti morti a causa del Coronavirus il quale è stato accertato, mentre nei secondi il virus non è stato diagnosticato e la causa di morte è principalmente un’altra malattia.

Altri fenomeni demografici

10 gennaio 2019: “ISTAT, nuovo record di occupati” (23 milioni e 486 mila).

L’occupazione, a novembre 2019, ha raggiunto i massimi storici dal 1977, con una significativa dinamica dei dipendenti permanenti e dell’occupazione giovanile. Nello stesso mese, il tasso di disoccupazione si è stabilizzato in presenza di una riduzione degli inattivi. Questo dato però considera tutti gli occupati, anche quelli che lavorano soltanto un’ora al giorno; si tratta di un’occupazione di scarsa qualità perché poco produttiva ed a meno ore (ci sono più occupati che producono la stessa quantità di prima e sono costretti a lavorare a tempo part-time involontario. Il ministro del lavoro Catalfo attribuisce questo record al reddito di cittadinanza, il quale obbliga coloro che ne usufruiscono a svolgere qualsiasi mansione lavorativa che gli viene affidata).

Inoltre il record deriva anche dal fatto che la popolazione in età di lavoro si assottiglia (minori sono i giovani e maggiori sono gli anziani ormai in “pensione”). La maggior parte degli occupati lavorano a tempo determinato, anziché indeterminato. Questo dato non rappresenta l’effettivo tasso di occupazione perché tiene conto anche di coloro che lavorano 1 sola ora a settimana.

Il problema principale sta nel fatto che i paesi non investono abbastanza denaro sulle nuove generazioni e sull’entrata dei giovani nel mercato del lavoro; l’assenza di lavoro e di istruzione fondamentale è la prima forma di disuguaglianza (l’Italia è il paese che investe meno sui giovani: la maggior parte dei giovani sono disoccupati o addirittura “non istruiti”).

Il “terrorismo islamico” e il “nazismo tedesco” si diffondono a causa di disinvestimenti di lavoro, i quali creano ampie “marginalità” e si assiste a grandi crisi economiche (se non investiamo nel lavoro le persone vengono marginalizzate e allontanate dalla società: a fronte di queste crisi economiche, le persone tendono ad aumentare la criminalità e così si assiste alla nascita di movimenti politici discriminatori).

In Africa ci fu l’invasione delle “locuste killer” che colpirono il corno dell’Africa, la quale si riconosce come il paese più povero del mondo. La capacità produttiva alimentare si ridusse al massimo comportando una profonda crisi del paese e il conseguente aumento del tasso di letalità a causa della mancanza di cibo.

La storia in Europa

A seguito della Rivoluzione Industriale (intorno al 1700), l’uomo è capace di emanciparsi dai vincoli che avevano mantenuto la popolazione costante (tanti ne muoiono, tanti ne nascono: crescita 0) per colpa dell’alto tasso di mortalità; questo perché fino a prima del 1700, l’uomo non aveva a disposizione gli strumenti ad esempio per controllare le oscillazioni climatiche e quindi proteggersi dagli agenti atmosferici negativi.

Grazie al progresso alimentare, sanitario e tecnologico, si ridusse il tasso di letalità della popolazione occidentale (invenzione dell’acqua potabile, controllo delle oscillazioni climatiche per adottare misure di prevenzione in caso di siccità, alluvioni, terremoti ed altri agenti). Nel 1750 il tasso di mortalità ed il tasso di natalità oscillano: il tasso di letalità tende a scendere, mentre il tasso di natalità tende a salire ed aumentare. Questo fenomeno di oscillazione (diminuisce la mortalità, aumenta la natalità) prende il nome di transizione della mortalità, causata dai progressi adottati dai popoli occidentali. Se la natalità aumenta e la mortalità si riduce, si assiste ad un aumento della popolazione, transizione demografica.

Intorno al 1920 (periodo a cavallo tra le due grandi guerre mondiali) la natalità si allinea nuovamente alla mortalità (tanti ne muoiono, tanti ne nascono): la popolazione resta costante e quindi si assiste ad una crescita “0” (“bilanciamento tra mortalità e natalità”).

La storia in Africa

A differenza dell’Europa, in Africa non è avvenuto alcun cambiamento ed alcuna transizione demografica; l’Africa era il paese più povero del pianeta e fino al 1950 la mortalità era altissima e così anche la natalità (la popolazione era in “equilibrio” e “costante”: crescita “0”, tanti ne muoiono, tanti ne nascono).

Nel 1950 ha inizio un percorso di sviluppo (tra cui la cosiddetta “Rivoluzione verde” che portò all’invenzione dei fertilizzanti artificiali) e la mortalità tende a diminuire, ma la natalità continua ad essere altissima (la fertilità africana resta altissima, ma, essendo un paese estremamente povero, i figli non possono accedere né a cure mediche, né a servizi scolastici e molte volte non riescono neppure a cibarsi).

Una famiglia africana in media concepisce 6 figli, contro 1,3 figli in media a famiglia nei paesi occidentali. Facendo una stima, si prevede che nel 2100 la popolazione africana sarà di 6 miliardi (contro 1 miliardo attuale).

L’Africa costituisce il principale paese di emigrazione: la maggior parte della popolazione africana emigra in altri paesi a causa della povertà, delle guerre e mosse dal desiderio di “trovare fortuna” e quindi condurre una vita migliore, fatta di sacrifici e sforzi, ma anche benefici e soddisfazioni.

Richiamo all'Italia

Oggi l’Italia è un paese sotto la soglia di sostituzione: per ogni coppia di genitori si concepiscono 1,3 genitori (per ogni 100 famiglie ci sono 200 genitori, ma i figli solamente 130). Nel 1952 l’Italia era un paese sopra la soglia di sostituzione poiché i figli erano necessari per mandare avanti la manodopera e fornire una contribuzione alle persone anziane (aumento dell’età media di vita). Negli anni ’60 si assiste al cosiddetto “Baby Boom”.

Global Climate Change (GCC)

I paesi con un’alta impronta ecologica (“ecological footprint”= è un indicatore complesso utilizzato per valutare il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di rigenerarle) sono: USA, Cina ed India. La Cina ha una superficie grande quanto gli USA, ma ha una popolazione 4 volte più grande rispetto agli Stati Uniti; avere un’alta impronta ecologica significa che quel paese sta consumando le risorse naturali più velocemente di quanto potrebbe e quindi sta intaccando il capitale naturale con la conseguenza di disporre di una bassa quantità di risorse nel futuro. L’Africa è il paese con la più bassa impronta ecologica, in quanto ha un consumo estremamente basso per la sua povertà.

La storia attuale è conseguenza della distribuzione delle risorse naturali del pianeta, ma questa è figlia del modello economico vorace e scriteriato basato sulla crescita continua dei consumi materiali. La soluzione all’uso sproporzionato del pianeta da parte degli esseri umani consiste in un totale cambiamento degli usi e delle abitudini delle popolazioni attuali; dobbiamo ridimensionare tutti gli sprechi e utilizzare solamente la quantità necessaria ed indispensabile per la sopravvivenza (riduzione consumo cibo, energia, acqua e altre risorse del pianeta).

Processi di passaggio di stato (il ciclo della vita)

La Demografia ha come oggetto scientifico di studio:

  • La scienza del “demos” (nelle sue articolazioni: popolo, territorio, Stato);
  • La scienza dei processi dei passaggi di stato.

Il ciclo di vita è il seguente:

  • Single → Single → Unione stabile → Sposato → Sposato → Sposato → ...
  • Single: vivente in famiglia dal momento della nascita.
  • Single: vivente fuori dalla famiglia.
  • Unione stabile: convivenza.
  • Sposato: matrimonio.
  • Sposato: con primo figlio.
  • Sposato: con secondo figlio e così via.

Tutte queste fasi del ciclo di vita costituiscono un’emigrazione (soggetto “emigrato”).

Possibili transizioni in un mercato del lavoro:

  • Studente → Disoccupato in cerca di lavoro → Occupato
  • Studente: fuori dal mercato del lavoro.
  • Disoccupato in cerca di lavoro: si trova nel mercato di lavoro anche se momentaneamente senza occupazione.
  • Occupato: soggetto nel mondo del lavoro con occupazione (un posto di lavoro).

Mortalità (stato “assorbente”: morte, conclusione del ciclo)

La tavola di mortalità della città di Breslavia di Halley del 1693; questa tavola fu rielaborata da Bernoulli (1760) per il suo studio sul vaiolo. La tavola riporta quella che nelle moderne tavole della mortalità chiamiamo curva dei sopravviventi, la quale associa ad ogni età esatta il corrispondente numero di individui sopravviventi a partire da un livello iniziale assegnato (=1000 individui vivi all’età iniziale). Sappiamo che la funzione di sopravvivenza è:

Osservando questa tavola possiamo vedere l’elevato tasso di mortalità infantile:

  • Primo anno di vita (età 0): 1000 vivi.
  • Secondo anno di vita (età 1): 855 vivi (1000-855=145 morti).
  • Terzo anno di vita (età 2): 798 vivi (855-798= 57 morti).
  • Quarto anno di vita (età 3): 760 vivi (798-760=38 morti).

Vediamo quindi un alto tasso di mortalità nell’età infantile. Mentre possiamo notare un basso tasso di mortalità tra i 12 e i 13 anni:

Età 13 → 640 vivi (646-640= 6 morti).

Età media di vita (speranza di vita) in Italia

Oggi: Osservando la tavola di mortalità possiamo vedere che ad oggi l’età media di una donna è di 86 anni, mentre quella dell’uomo è di 80,3 anni. Dobbiamo però distinguere quanto vive in media un italiano o un’italiana in “buona salute” e quanto uno in “cattiva salute”; per questo si osserva che l’età media in “buona salute” è molto al di sotto agli 86 o 80,3 anni.

Nel 1974: l’età media era di 75,9 anni per la donna e 69,6 anni per l’uomo (questo perché ancora non erano state scoperte cure e mezzi tecnologici di cura avanzati).

Nel 1900: l’età media di vita sia di uomini sia di donne era prossima a 43 anni.

Definizione

La speranza di vita alla nascita di una certa popolazione in un dato anno (e₀) corrisponde al numero medio di anni che una persona di tale popolazione si aspetterebbe di vivere se, nel corso della propria vita, fosse esposta ai rischi di morte per età osservati quell’anno in quella popolazione.

Tasso di fecondità in Italia

Il tasso di fecondità totale (TFT) di una data popolazione in un dato anno corrisponde al numero di figli che una donna “media” si aspetta di produrre nel corso della sua vita feconda (ovvero: in assenza di mortalità).

  • Nel 1900 il TFT era intorno a circa 5 figli.
  • Nel 1952 il TFT era intorno a 2,4 figli (l’Italia era un paese sopra la soglia di sostituzione).
  • Negli anni 60-66, con l’epoca del “baby boom” (detto il periodo del “miracolo economico”), il TFT toccò la punta di 2,6 (nel 1964).
  • Dopo il “baby boom”, il TFT iniziò a declinare, scendendo sotto la cosiddetta soglia di rimpiazzo o sostituzione (TFR=2,1) nel 1976 (TFT=2,05 circa).

Il TFR esprime quanti figli dovrebbe generare una coppia perché possa continuare la propria generazione. Se il TFT>TFR(2,1) significa che vi è una forte crescita della popolazione; se, invece, il TFT<2.1 allora la popolazione è destinata a non crescere.

Il TFT è sprofondato, raggiungendo un livello <1,2 nel 1995-1996 (epoca della “bassissima fecondità”). Dopo ci fu una lentissima ripresa fino al 2010, anno in cui ci fu una nuova preoccupante inversione di tendenza (OGGI: TFT è intorno a 1,3 figli: l’Italia è un paese sotto soglia di sostituzione).

Conseguenze della bassa fecondità

  • Declino della popolazione (nel lungo periodo).
  • Invecchiamento della popolazione (nel medio periodo).
  • Contrazione ampiezze familiari e “disgregazione” delle relative rete di parentele.
  • Contrazione forze di lavoro.
Anteprima
Vedrai una selezione di 20 pagine su 111
Demografia  Pag. 1 Demografia  Pag. 2
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Demografia  Pag. 6
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Demografia  Pag. 11
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Demografia  Pag. 16
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Demografia  Pag. 21
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Demografia  Pag. 26
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Demografia  Pag. 31
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Demografia  Pag. 36
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Demografia  Pag. 41
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Demografia  Pag. 46
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Demografia  Pag. 51
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Demografia  Pag. 56
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Demografia  Pag. 61
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Demografia  Pag. 66
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Demografia  Pag. 71
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Demografia  Pag. 76
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Demografia  Pag. 81
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Demografia  Pag. 86
Anteprima di 20 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Demografia  Pag. 91
1 su 111
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-S/04 Demografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiarina830 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Demografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Manfredi Pietro.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community