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Psicologia dello sviluppo

La psicologia dello sviluppo si occupa di descrivere e spiegare la natura del cambiamento, nonché della continuità, che avviene nel corso del tempo, del comportamento, di una determinata capacità, funzione, abilità o caratteristica psicologica degli esseri umani.

Obiettivi

  • Tracciare le "traiettorie tipiche" di sviluppo rispetto all’età cronologica dei soggetti, del comportamento, delle capacità, abilità e funzioni, caratteristiche psicologiche
  • Delineare continuità e discontinuità nello sviluppo delle stesse, considerando con attenzione anche quelle "atipiche di sviluppo"

La psicologia dello sviluppo è il cuore della psicologia: tutte le aree della psicologia trovano posto nella psicologia dello sviluppo (es. psicologia generale, sviluppo percezione).

La psicologia ha l’ambizione di fornire, tramite il metodo scientifico, informazioni cruciali che permettono di comprendere ed abbozzare una risposta a uno dei più grandi quesiti dell’essere umano: "Chi sono io?"; perché sono unico e irripetibile ma anche del tutto identico al resto dell’umanità? Se fossi nato in un altro luogo sarei lo stesso?

L'essenza della natura umana

La psicologia dello sviluppo ambisce inoltre a spiegare l’essenza della natura umana, nonché le sue varie differenziazioni di forma:

  • Confronto tra specie
  • Studi cross-culturali (antropologia, sociologia): con l’avvento della globalizzazione non ci sono più distinzioni nette
  • Biologia (in particolare genetica del comportamento)
  • Neuroscienze

Descrizione e spiegazione

La psicologia dello sviluppo si occupa di descrivere e spiegare. Descrizione e spiegazione non sono sinonimi (la descrizione è spesso usata come spiegazione, Piaget usa la descrizione per ciò che osserva ma non sono cause concrete).

Descrizione

  • Come
  • Esempio: come cambia la percezione visiva del bambino nei primi mesi di vita.

Spiegazione

  • Perché
  • Esempio: analisi dei cambiamenti legati alla maturazione delle vie e delle aree legate alla vista.

Natura del cambiamento

Vivere implica cambiamento. Ipotizziamo di dover misurare il cambiamento di posizione di un aereo in viaggio rappresentandolo graficamente su un piano cartesiano:

  • Ascende in fase di decollo
  • Discende in fase di atterraggio
  • Stazionario per gran parte del viaggio
  • Soggetto a cambiamenti repentini di traiettoria durante turbolenze

Nell’uomo avvengono rapide ascensioni, fasi di crescita, fasi di stallo, fasi in cui si perdono abilità; l’ultima fase della vita è caratterizzata da sola perdita, anche se fino alla fine della vita il cervello si rigenera.

Cambiamenti nel ciclo di vita

Così viene generalmente ipotizzato il cambiamento delle diverse abilità rispetto alla fase del ciclo di vita:

  • Ascende durante le prime fasi (infanzia, adolescenza, prima età adulta)
  • Stazionario per gran parte del viaggio (23-24 fino allo sviluppo completo dei lobi frontali)
  • Discende in età senile
  • Soggetto a cambiamenti repentini di traiettoria durante turbolenze: eventi di vita

Progresso: miglioramento qualitativo e/o quantitativo

Perdita: peggioramento qualitativo e/o quantitativo

Cambiamenti in termini di progresso

Visione spesso assunta all’interno delle teorie: le modificazioni vengono considerate come automaticamente dirette verso i livelli più elevati di funzionamento. Questa visione dello sviluppo è stata mutuata dalla biologia, ed implicitamente si fonda su una assimilazione del concetto di sviluppo a quello di maturazione fisiologica (rende possibili i salti qualitativi).

Esempio: se non viene stimolato il binoculare nei primi mesi di vita del bambino si forma lo strabismo perché le aree deputate al controllo del coordinamento non si sono sviluppate in maniera adeguata.

Prima dell’anno, i bambini possono imparare tutte le lingue, dopo sono propensi solo alla lingua madre (imparare fonemi, es. italiano L in cinese fonema LR).

Maturazione del sistema nervoso

Dal punto di vista della maturazione del sistema nervoso ad esempio vi è una progressiva perdita di neuroni, ma con lo sviluppo si perdono anche alcune abilità psicologiche.

  • Esempio: precoce perdita dell’abilità percettiva di discriminare fra alcuni suoni linguistici.

Tempo

Lo sviluppo psicologico riguarda ogni fase della vita:

  • Prenatale
  • Prima infanzia: 0-2
  • Prima fanciullezza, seconda infanzia: 2-6
  • Media fanciullezza: 6-11
  • Preadolescenza: 11-13
  • Adolescenza: 13-18
  • Prima età adulta: 20-40
  • Media età adulta: 40-60
  • Anziani giovani: 60-80
  • Anziani anziani: +80

La psicologia dello sviluppo è contemplata e posta all’interno della psicologia del ciclo di vita.

Comportamento

Diverse definizioni:

  • Attività di un organismo
  • Attività percettibile di un organismo
  • Attività misurabile di un organismo

L’attività soggettiva e oggettiva non osservabile e osservabile di un individuo, un sistema, un gruppo.

  • Comportamenti overt: osservabili direttamente
  • Comportamenti covert: non osservabili direttamente

Capacità, funzione, abilità

I termini vengono generalmente usati come sinonimi e le differenze di significato non sono sempre chiaramente distinguibili.

Capacità psichiche: insieme delle condizioni psichiche che sono necessarie al compimento di una attività particolare (es. memoria detta "capacità mnestica").

Funzioni psichiche, due significati:

  • Il fine, il ruolo, a cosa assolve. Esempio: la funzione psichica della memoria è quella di immagazzinare, mantenere nel tempo e rievocare delle informazioni.
  • Attività psichiche che rimangono immutate nelle diverse circostanze ed indipendenti dai contenuti. Esempio: la memoria è una funzione psichica.

Abilità psichiche: capacità sviluppate attraverso l’apprendimento, l’esercizio, l’esperienza. Esempio: saper fare i conti; la memoria è un’abilità mnestica.

Le attività psichiche possono essere:

  • Generali (memoria)
  • Specifiche (riconoscimento dei volti)

In genere quando ci si riferisce a una attività generale, i tre termini sono interscambiabili, mentre se ci si riferisce ad una attività specifica non può essere usato il termine funzione.

Caratteristica psicologica

Sono le proprietà psicologiche per le quali soggetti diversi possono distinguersi l’uno dall’altro (es. grado di socievolezza).

Le caratteristiche psicologiche si distribuiscono nella popolazione con un andamento di tipo normale (curva gaussiana): agli estremi ci sono poche persone con la caratteristica, la maggior parte delle persone è intorno alla media.

Per fare questo si avvale del metodo scientifico e utilizza disegni tipo:

  • Longitudinale: vengono studiati gli stessi soggetti per un periodo e si confrontano osservando i cambiamenti che avvengono in tempi diversi
  • Trasversale: vengono confrontati gruppi di età diverse

La statistica è la migliore amica della psicologia, perché senza la psicometria la psicologia non sarebbe una scienza. Metodi scientifici propriamente detti:

  • Osservazione diretta e indiretta (test, questionari…) del comportamento overt- e covert di gruppi di soggetti lungo diverse fasi dello sviluppo
  • Studi correlazionali
  • Esperimenti

La natura dell'uomo

Qual è la natura dell’uomo?

  • Fattori universali: fattori comuni a tutta la specie, riconducibili in primis all’evoluzione biologica (patrimonio specie-specifico) - linguaggio, memoria, socialità. Somiglianze tra uomo e altre specie: sistemi motivazionali primari, linguaggio non verbale.
  • Fattori socio-culturali: fattori comuni a gruppi più e meno estesi di individui a seconda del periodo storico e della cultura di appartenenza - linguaggio, memoria, socialità.

Diverse visioni della natura della mente dell’uomo da sfatare:

  • La mente è un epifenomeno (fenomeno dovuto a un altro fenomeno, il funzionamento del cervello determina il fenomeno della mente) del cervello: i legami fra mente cervello, o meglio mente-corpo, non sono ancora compresi del tutto e continuano ad essere oggetto di dibattito scientifico. La mente è influenzata dal funzionamento di batteri intestinali per la digestione, funzionamento globale sistema nervoso, funzionamento ormonale. Il funzionamento della psiche influenza il funzionamento del corpo.
  • La mente dell’essere umano all’inizio è una tabula rasa: gli studi sullo sviluppo prenatale dimostrano il contrario; l’individuo viene forgiato da destino ambientale, parentale, sociale, culturale vs il contrario (innatismo, genetica…). La mente del neonato non è una tabula rasa, egli nasce con una serie di abilità già strutturate che in seguito si perfezioneranno (ciò non vale per i prematuri).
  • La mente si sviluppa fino a che terminano i processi di maturazione del sistema nervoso centrale – Lo sviluppo delle abilità umane dura tutta la vita così come le modificazioni a livello di sistema nervoso centrale. La mente cambia di continuo, il funzionamento psichico varia nei periodi della vita. La mente non dipende solo dai cambiamenti maturativi ma anche sulla base delle esperienze.
  • Lo sviluppo delle abilità cognitive umane nel corso della vita ha una curva che ricorda quella del volo aereo senza turbolenze: ascesa (crescita) continuità (perdita): ogni abilità umana è caratterizzata da curve «normative» con andamenti differenti; questi andamenti non dipendono né nel gruppo che nel singolo solo dall’età cronologica. Durante i primi 20 anni avvengono dei cambiamenti importanti. L’acculturazione fa crescere le abilità al di là del fattore maturativo aggiunto. Si creano nuove connessioni neurali, più ne strutturiamo e più la mente diventa forte; protegge da malattie neurodegenerative.

Affettività e socialità umana

Diverse visioni della natura dell’affettività e socialità umana da sfatare:

  • L’essere umano ama sulla base del soddisfacimento dei suoi bisogni: sconfermata dagli studi della teoria dell’attaccamento e clinici. L’affettività umana è un bisogno primario per la sopravvivenza dell’individuo.
  • L’essere umano è governato da istanze egocentriche ed egoistiche che impara a controllare vs il contrario (l’essere umano nasce puro e viene corrotto man mano…): studi di Tomasello su comportamento prosociale; studi su sviluppo socio-emotivo (comprensione emozioni, empatia). Tutti gli esseri viventi sono egocentrici (I mode), l’uomo ha in più la capacità dell’empatia, intersoggettività (we mode), interesse verso gli altri. Egoismo: favorire sé stessi. L’essere umano in realtà non è egoista ma sa condividere con gli altri a scapito della propria salvezza, con consapevolezza. Come creature sulla terra abbiamo più potere di distruggere e fare del male, ma siamo gli unici capaci di fare anche il contrario. L’essere umano è dotato di libero arbitrio, ha la possibilità di scegliere come comportarsi.
  • L’essere umano diviene «sociale» grazie ai processi di socializzazione (primaria e secondaria): diviene adattato socialmente. SI e NO (non del tutto vero) questi processi sono assolutamente utili per capire processi di sviluppo su larga scala che comportano cambiamenti in diverse aree del funzionamento sociale (relazionale, affettivo, comunicativo, socio-emotivo) ma non spiegano che parte del tutto grazie a questi processi il bambino riesce ad adattarsi all’interazione con partner sociali diversi, differenziando anche i contesti sociali dell’interazione e gli script di comportamento sociale previsti ricorrenti o meno fino a divenire socialmente competente. Ma ciò avviene grazie al concomitante sviluppo del Sé.
  • Differenziano in primis l’altro da sé in senso diadico (es. con la madre, fratello, educatrice), poi di piccolo gruppo in contesti sociali specifici ricorrenti (es. famiglia, classe nido), infine l’altro da sé in contesti sociali specifici (es. comportamento da tenere con il cameriere al ristorante), e infine in senso più ampio alla sua società. Socializzazione è il passaggio e la trasmissione di informazioni da una generazione all’altra, informazioni necessarie per far sì che l’individuo sia in grado di vivere nella società (norma educative); gli agenti di socializzazione sono le persone che direttamente danno un’educazione al bambino (es. insegnanti, genitori…). Socializzazione primaria= famiglia; socializzazione secondaria = scuola, gruppo sportivo…

Cambiamento durante lo sviluppo

Il cambiamento durante lo sviluppo è “qualitativo o quantitativo”?

  • Quantitativo. Lo sviluppo viene visto come accrescimento, ovvero come somma e accumulazione progressiva di piccoli cambiamenti nel tempo (es. pianta che cresce). Si può essere soggetti a fluttuazione di diminuzione, non sempre è accrescimento.
  • Qualitativo. Lo sviluppo viene visto nei termini di trasformazione di capacità ed emergenza di capacità nuove per effetto di specifiche transizioni e modificazioni evolutive (es. da bruco a farfalla).

Continuità e discontinuità durante lo sviluppo

In che misura le caratteristiche individuali rimangono costanti o cambiano nel corso del tempo? Le caratteristiche psicologiche sono soggette sia a continuità che a discontinuità. Il problema è accertare:

  • Quali siano soggette a continuità e perché
  • Quali siano soggette a cambiamento e perché
  • È così in tutti?

Continuità: il permanere di caratteristiche individuali nel corso della vita.

  • Omotipica: stessa forma
  • Eterotipica: la forma è cambiata ma i cambiamenti di forma sono parte di un medesimo processo. Esempio: alcuni bambini picchiano la mamma, è una fase, ma alcuni continuano anche alla scuola primaria, è un indicatore di un successivo possibile sviluppo inadeguato. Disturbo antisociale. La fobia sociale può essere l’evoluzione della timidezza infantile.

Perché? Ruolo della genetica, dell’ambiente, dell’esperienza e momento in cui è avvenuta.

Natura e cultura nello sviluppo

La diatriba natura e cultura nello sviluppo delle caratteristiche individuali.

Natura, ambiente ed esperienza. Ruolo assunto da: patrimonio genetico (natura) & ambiente (cultura) nel determinare le «specificità» di ogni individuo e quindi le differenze individuali.

A fine dell’800 la psicologia iniziava ad essere una disciplina diversa dalle altre. Il dibattito ha iniziato ad avere posizioni estremiste e posizioni riduzioniste; si cercava di capire quale fosse il fattore prioritario, se la biologia o l’ambiente in cui si sviluppava. Tabula rasa o componenti biologiche.

Il dibattito in Psicologia ha fin dall’origine spesso assunto posizioni estremiste.

Contributi storici

Galton: i tratti psicologici possono essere ereditati al pari delle caratteristiche fisiologiche.

Watson: le caratteristiche psicologiche dipendono totalmente dalle interazioni con l’ambiente.

Francis Galton: cugino di Darwin e sicuramente influenzato dalla sua opera si è dedicato allo studio della trasmissione dell’intelligenza ed ha pubblicato l’opera «Il genio ereditario» nel 1871.

«Non si sfugge alla conclusione che la natura prevale enormemente sulla cultura quando le differenze di cultura non oltrepassano quanto è generalmente riscontrabile tra persone dello stesso ceto sociale nello stesso paese» (Galton, 1883).

Galton si era posto la domanda relativa a quanto c’è di biologico nel fenomeno “intelligenza”.

Intelligenza è un termine utilizzato in maniera generica per definire un funzionamento di una serie di abilità dell’individuo.

Aveva iniziato uno studio storico registrando storie familiari di un altro status e si era accorto che all’interno di gruppi consanguinei (cugini, fratelli…) c’erano delle famiglie dove spiccavano un gran numero di personaggi che si erano distinti in vario modo (arte, letteratura…). Giunge alla conclusione che la natura in persone appartenenti allo stesso ceto sociale prevale enormemente sulla cultura. Dati certi contesti simili che caratterizzano alcuni individui, ciò che determina l’intelligenza e le differenze è qualcosa che rinvia alla biologia dell’individuo.

Legge di regressione dell’intelligenza: 2 genitori molto intelligenti con figli nella media, genitori nella media e figli molto intelligenti. A livello di specie c’è sempre un rimescolamento.

Watson: le caratteristiche psicologiche dipendono totalmente dalle interazioni con l’ambiente.

«Non esistono cose come l’ereditare una capacità, un talento, un temperamento, una costituzione o delle caratteristiche mentali» (Watson, 1925)

«I comportamentisti credono che non esista nulla dal cui interno l’uomo si sviluppi. Se parti con il giusto numero di dita delle mani e dei piedi, con gli occhi e con alcuni elementari movimenti che sono presenti fin dalla nascita, non hai bisogno di null’altro per creare un uomo, per farne un genio, un raffinato gentiluomo, un violento o un criminale» (Watson, 1928).

Sicuramente esiste un progetto iniziale che riguarda lo zigote e un qualcosa che si esplica e porta alla strutturazione di un organismo che avrà certe caratteristiche e non altre. È anche vero che non è tutto dato dal patrimonio biologico e genetico. Succede che accumulando nuove info sul tema, si è diventati consapevoli che natura e ambiente non possono essere consider...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martaascarcellaa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Caprin Claudia.
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