IL POTERE POLITICO E IL CONCETTO DI EGEMONIA
La politica si fonda su tre concetti fondamentali:
potere;
legittimità;
autorità.
La categoria del potere è fra le più centrali e discusse nella sociologia politica
e, più generalmente, nelle scienze sociali.
Come affermato anche da Weber, il potere è un fenomeno complesso e difficile
da definire in modo univoco perché può manifestarsi in ogni ambito della vita
sociale. Non è semplice da identificare, né da quantificare o qualificare in
quanto si esercita non solo nella sfera politica ma anche in quella economica e
culturale e nelle relazioni tra queste.
Il fondamento del potere varia infatti nei diversi ambiti sociali.
All’interno della famiglia, ad esempio, prevaleva originariamente il modello del
consortium vitae perennis, un’unione basata prevalentemente su interessi
economici e patrimoniali. Con il tempo, grazie al contributo dell’influenza del
cristianesimo e ai mutamenti culturali, la famiglia nucleare si è
progressivamente trasformata, modificando anche gli equilibri interni.
Nel contesto economico e aziendale, invece, il potere è orientato alla
produzione e alla massimizzazione del profitto.
E ancora, nella Chiesa si fonda sulla fede e sulla trasmissione della dottrina
religiosa.
Tuttavia, il potere politico – a differenza di quello familiare, economico e
religioso – può ricorrere alla coazione, vale a dire all’uso di strumenti legittimi
di forza con cui imporre decisioni.
A partire da Max Weber, nella sua opera “Economia e Società”, il potere
(Herrschaft, termine tedesco traducibile come “dominio” o “potere legittimo”) è
(Macht).
stato distinto dalla nozione di “potenza”
La potenza è “qualsiasi possibilità di far valere entro una relazione sociale,
anche di fronte ad un’opposizione, la propria volontà, quale che sia la base di
questa possibilità”.
Il potere, invece, è inteso come “la possibilità di trovare obbedienza, presso
certe persone, ad un comando che abbia un determinato contenuto”; e per
disciplina si deve intendere “la possibilità, in virtù di una disposizione acquisita,
di un’obbedienza pronta, automatica e schematica ad un certo comando da
parte di una pluralità di uomini”.
Nello specifico, il concetto di “disciplina” comprende la “consuetudine”
all’obbedienza, un comportamento interiorizzato e ripetuto automaticamente
nel tempo.
Sotto questo punto di vista, è necessario distinguere due tipologie di potere:
il potere istituzionale, che riguarda gli aspetti formali del sistema politico
e fa riferimento alla detenzione del potere, ovvero ai soggetti e alle
istituzioni (Governo, Parlamento, Magistratura) a cui l’ordinamento
attribuisce determinate competenze;
il potere relazionale, che implica una relazione tra due soggetti.
Secondo questa prospettiva, non conta tanto il possesso formale del potere,
quanto il suo concreto esercizio.
Possiamo indicare con P il soggetto che esercita il potere e con R il soggetto
che vi è sottoposto.
P esercita potere su R quando riesce a influenzarne il comportamento,
inducendolo a compiere oppure ad evitare una determinata azione, prevedendo
anche una sanzione nel caso in cui R non si conformi.
Sulla base delle diverse forme di legittimazione, Weber costruisce anche i suoi
tipi ideali di potere, distinguendo tra:
-potere legale-razionale,
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Concetto di potere politico, legittimazione, Stato, sovranità, territorialità, cittadinanza, enti pubblici e organi…
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Identità - Concetto
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Il concetto di strategia
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Il concetto di specie