CHIMICA GENERALE ED INORGANICA
a.s. 2024-25, I semestre, prof.ssa Delli Castelli
INDICE:
1) Materia:
a) Definizione. Sostanze pure, composti e miscele;
2) Teoria atomica della materia.
a) Particelle subatomiche: protoni, elettroni e neutroni.
b) Numero atomico e numero di massa.
c) Isotopi.
d) Massa atomica; Struttura dell’atomo.
3) Radiazioni elettromagnetiche e materia.
a) Atomo di Bohr.
b) Descrizione quanto-meccanica dell’atomo.
c) Numeri quantici, orbitali atomici. Principio di Pauli. Regola di
Hund. Metodo dell’Aufbau;
4) Composti chimici
5) Tabella periodica degli elementi.
a) Proprietà periodiche
6) Legame chimico:
a) Legame ionico e covalente,
b) strutture di Lewis,
c) Distanze, energie e polarità dei legami. Concetto di risonanza.
7) Carica formale e numero di ossidazione.
a) Forma delle molecole: teoria VSEPR.
b) Concetto di risonanza.
8) Teoria del legame di valenza: orbitali ibridi.
9) Teoria degli orbitali molecolari. Polarità delle molecole: legami
intermolecolari;
10) Nomenclatura (1 e 2)
11) Stati di aggregazione delle materia.
a) Stato gassoso: leggi dei gas ideali e reali.
b) Stato liquido e stato solido: Soluzioni. Concentrazione.
12) Proprietà colligative delle soluzioni; Meccanismo di reazione.
Catalisi; Equilibrio chimico. Costante di equilibrio. Principio di Le
Chatelier;
13) Acidi e Basi. Teorie di Arrhenius, Bronsted-Lowry e Lewis. Forza di
un acido e di una base.
14) Soluzioni Tampone; Equilibri di dissoluzione/precipitazione.
15) Solubilità e prodotto di solubilità. Fattori influenzanti la
solubilità;
16) Elettrochimica. Reazioni di ossidoriduzione. Celle galvaniche ed
elettrolitiche. Equazione di Nernst. Pile
1)LA MATERIA
- Chimica: definizione
Nasce come disciplina empirica per classificare sostanze, le loro
proprietà e le loro trasformazioni
- utile per decifrare i processi alla base della vita
Materia: ogni cosa che occupa spazio ed ha massa
Stati di aggregazione:
: particelle si muovono casualmente nello spazio ed occupano
★
GAS
un grande volume → non ha volume e forma propria
: particelle hanno minor libertà di movimento → ha volume
★
LIQUIDO
proprio ma assume forma del contenitore
: particelle disposte nello spazio in modo fisso e regolare,
★
SOLIDO
non può essere compresso
Ulteriori stati di aggregazione:
: gas ionizzato, altamente eccitato in cui gli atomi o le molecole
PLASMA
si muovono liberamente nel materiale. Costituito principalmente da
particelle cariche : proprietà intermedie tra liquido e solido (es
★
LIQUIDO CRISTALLINA
membrane cell) : propr intermedie tra liquido e gas
★
FLUIDO SUPERCRITICO
SUDDIVISIONE DELLA MATERIA:
: composizione fissa e proprietà distinte
SOSTANZE PURE
: sostanze base, non decomponibili
★
ELEMENTI : dall'unione di due o più elementi in proporzioni definite,
★
COMPOSTI
sono decomponibili : combinazione di due
MISCELE
o più sostanze in cui ognuna
mantiene la sua identità chimica
e le sue proprietà : non
★
ETEROGENEE
uniformi in tutto il sistema
: (soluzioni):
★
OMOGENEE
uniformi in tutto il sistema.
Separabili solo grazie a differenti
proprietà fisiche
Proprietà:
● : possono essere modificate senza cambiare l'identità della
FISICHE
sostanza
● : come un sostanza può essere modificata per diventare
CHIMICHE
un'altra
2) La teoria atomica
LA STORIA
- Platone e Aristotele (V-IV sec a. C.): La materia ha carattere continuo
- Democrito (V-IV sec a. C.): la materia è composta da particelle fondamentali
indivisibili che variamente combinandosi formano la moltitudine dei cori
materiali
Nei secoli successivi si affermò il pensiero di Aristotele che, essendo anti-atomista,
frenò la visione atomica
- Solo a inizio 1800, con la scoperta delle leggi ponderali, l’ipotesi atomica fece
il suo ingresso definitivo nella scienza
LEGGI PONDERALI:
LEGGE DELLA CONSERVAZIONE DI MASSA
(Legge di Lavoisier, 1785)
La massa totale della materia dopo una reazione chimica è uguale alla massa
totale prima della reazione (Nulla si crea nulla si distrugge ma tutto si
trasforma)
Post Dalton: è conseguenza del fatto che le reazioni chimiche ricombinano
tra loro gli stessi elementi dei composti di partenza e di arrivo quindi va da se’
che la massa ne risulti invariata
LEGGE DELLE PROPORZIONI DEFINITE (PROUST 1799)
In un dato composto il rapporto tra le quantità in peso degli elementi
costitutivi è definito e costante
CONSEGUENZE:
- se in una reazione si impiegano quantità di reagenti che non rispettano il
rapporto fra le masse, la parte in eccesso non reagisce
- questa legge permette di distinguere i composti dai miscugli (la composizione
di un miscuglio può variare, quella di un composto no)
Post Dalton: in un dato composto il numero ed il tipo relativo di atomi sono costanti
LEGGE DELLE PROPORZIONI MULTIPLE (Dalton 1807)
Quando due elementi possono combinarsi in rapporti ponderali diversi per formare
diversi composti, le quantità di uno di essi che nei vari casi si combinano con la
medesima quantità dell’altro stanno tra loro in rapporti espressi da numeri interi
Post Dalton: è conseguenza del fatto che gli atomi entrano sempre interi in
qualunque reazione chimica
TEORIA ATOMICA DI DALTON :
- la materia è composta da atomi indivisibili
- gli atomi di uno stesso elemento sono identici
- gli atomi di un elemento non si convertono in un altro elemento mediante reazioni
chimiche
- gli atomi di un elemento si combinano solo con numeri interi di altri elementi
- Gli atomi non possono essere creati né distrutti, si trasferiscono interi da un
composto ad un altro
+ Tutti gli atomi di un dato elemento sono identici ; atomi differenti elementi sono
differenti ed hanno differenti di proprietà
+ I composti si formano quanto atomi di più di un elemento si combinano; un dato
composto ha lo stesso numero relativo e tipo di atomi
RIASSUMENDO:
ELEMENTO: composto da un solo tipo di atomo
COMPOSTI: atomi di 2 o più elementi, si combinano in proporzioni definite
THOMSON scopre che nell’atomo sono presenti delle particelle cariche negativamente =>
elettroni
Lo scopre con l’esperimento del tubo a raggi catodici:
immagina un plum pudding model: nuvola di carica positiva all’interno della quale fossero
immersi degli elettroni −19
MILLIKAN misura la carica dell’elettrone (1.6x COULOMB) grazie all’
10 Esperimento della goccia
d’olio:
→ Analizzando numerosi
dati, giunge alla conclusione
che la grandezza della
carica q della gocciolina è
un multiplo intero della
carica elettronica e (q=ne)
RADIOATTIVITÀ:
- Roentgen (premio nobel per la fisica 1901) scopre che quando degli elettroni
colpiscono certi materiali vengono emesse delle radiazioni elettromagnetiche
estremamente energetiche, dette "raggi x".
- Becquerel scopre che minerali contenenti uranio producono radiazioni ad
elevata energia simili ai raggi x.
- I Curie riuscirono ad isolare gli elementi radioattivi (uranio, polonio e radio) nei
minerali a base di uranio (pechblenda e torbernite)
Rutherford scopre che le sorgenti radioattive possono emettere tre tipi di radiazioni:
● raggi a: particelle cariche positivamente ( fascio di nuclei di He, He2+)
● raggi b: elettroni ad alta velocità ( fascio di elettroni ad alta velocità (energia) che
si origina nel nucleo)
● raggi radiazioni elettromagnetiche ad alta energia
: :
CONCLUSIONI
- La maggior parte della massa e tutta la carica positiva è concentrata in una
piccola regione chiamata nucleo
- ci sono tanti elettroni all’esterno del nucleo quanti protoni nel nucleo
- gli e ruotano intorno al nucleo altrimenti l’attrazione coulombiana farebbe collassare
l’atomo
La carica positiva del nucleo viene ad assumere il valore del numero atomico. Il rapporto
invece rispetto al peso atomico della carica nucleare è di circa 0.5-0.4 (cioè il rapporto medio
tra numero di protoni e peso atomico). Da queste scoperte si dedusse che il numero di
elettroni dovendo bilanciare le cariche positive del nucleo fosse uguale al numero atomico
dell’elemento considerato anch’esso. Poiché i pesi atomici sono circa il doppio rispetto al
numero atomico, se ne dedusse che il nucleo dovesse contenere altre particelle dotate di
massa ma non di carica
Rutherford scopre il PROTONE
Riassumendo: le principali particelle subatomiche sono:
-19
● elettrone: carica (-) (-1.602 x 10 c) e massa: 9.1110-28 g.; per convenienza, la
carica di particelle atomiche e subatomiche è espressa come multiplo di questo
valore (carica elettronica) carica = -1.
● protone: ha carica +1 e massa: 1.6710-24 g.
● neutrone: particella neutra del nucleo con massa: 1.6710-24 g.
-14 -10
Le dimensioni del nucleo (10 m) sono piccole rispetto alle dimensioni dell’atomo (10 m).
La maggior parte dello spazio atomico è lo spazio vuoto in cui gli elettroni ruotano, trattenuti
vicino al nucleo dalle forze di attrazione tra particelle di carica opposta -24
1 u.m.a. (unità di massa atomica) = 1.66054 x 10 g
numero atomico z = numero di protoni nel nucleo
numero di massa a = numero di protoni + numero di neutroni nel nucleo (= numero di
nucleoni) →
ATOMO = è la porzione più piccola di un elemento tutti gli atomi di un elemento hanno
lo stesso numero atomico. La carica elettrica atomica netta è 0
numero protoni = numero elettroni.
numero protoni = numero neutroni, (ma non è una regola generale)
Lo stesso elemento può presentare atomi con massa diversa in quanto differiscono nel
Tali atomi di uno stesso elemento si chiamano ISOTOPI
numero di neutroni.
ISOTOPI= atomi dello stesso elemento con numero differente di neutroni; poiché il neutrone
ha la massa quasi uguale a quella del protone, gli isotopi hanno masse differenti. Un atomo
di uno specifico isotopo è chiamato nuclide
Gli isotopi prendono il nome dell'atomo che ha il loro stesso numero di massa, tranne
l’idrogeno
MASSA ASSOLUTA: è un valore molto piccolo, conviene usare la 12
MASSA RELATIVA: la dodicesima parte della massa del Carbonio = 1
-27
u.m.a. (amu in English)= 1.66x10
[Δm] DIFETTO DI MASSA è la differenza tra la somma delle masse dei nucleoni
componenti un atomo e la sua misura presa in laboratorio (sempre inferiore), ovvero la
misura dell’energia di legame tra protoni e neutroni. La relazione tra questa energia e il
difetto di massa discende dalla legge di Einstein: E mc
3) Radiazioni elettromagnetiche e materia.
LIMITI DEL MODELLO ATOMICO DI RUTHERFORD
(modello planetario con elettroni che ruotano intorno al nucleo)
- Impossibile giustificare la stabilità dell’atomo → ogni carica che si muove di moto non
uniforme irradia onde elettromagnetiche
- Un elettrone, percorrendo una traiettoria curva (orbita) è necessariamente
sottoposto ad un’accelerazione di tipo centripeto in un tempo molto piccolo, e
dovrebbe quindi cadere sul nucleo.
- è previsto a livello teorico uno spettro continuo di radiazione, che non è in accordo
con lo spettro discreto che viene osservato.
RADIAZIONE ELETTROMAGNETICA:
I campi elettrici e magnetici si propagano come onde attraverso il vuoto/un mezzo
➔ Un’ onda trasmette energia
➔ -1
Frequenza (v) in Hertz [Hz] o s .
➔ Lunghezza d’onda (λ) in metri (m)
➔ Velocità (c)—2.997925 × 108 m s
➔ c = λv λ = c/v v=c/λ
INTERFERENZE TRA ONDE:
Se le onde sono in concordanza di fase, si
➔ sovrappongono esattamente dando luogo ad un'onda di
ampiezza pari alla somma delle singole ampiezze
Se le onde sono in opposizione di fase, si elidono
➔ esattamente
Si parla rispettivamente di interferenza totalmente costruttiva e di
interferenza totalmente distruttiva, a seconda dello sfasamento (nullo
nel primo, π nel secondo)
Spettri Atomici e spettroscopia
Quando una sostanza viene eccitata (per esempio per riscaldamento), essa emette delle
radiazioni che, se fatte passare attraverso un prisma, vengono deviate in maniera differente
a seconda della loro lunghezza d’onda. Raccogliendo le radiazioni separate su uno schermo
spettro di emissione. Se invece una sostanza
o su una lastra fotografica si ottiene uno
viene fatta attraversare da un fascio di luce bianca, parte delle radiazioni viene assorbita e le
rimanenti radiazioni trasmesse danno luogo ad uno spettro di assorbimento. Questa
tecnica è detta spettroscopia.
Parallelamente agli esperimenti di Rutherford e all’emissione degli spettri atomici, altri
esperimenti intervennero a mettere in discussione le leggi della fisica classica:
• La radiazione del corpo Nero
• L’effetto fotoelettrico
TEORIA DEI QUANTI e SPETTRO DI EMISSIONE DEL CORPO NERO:
L’interpretazione degli spettri atomici è impossibile se non si usa il concetto di
quantizzazione dell’ energia, che venne introdotto per la prima volta da Planck nel 1900
per spiegare la legge di distribuzione dell’energia nello spettro del corpo nero.
● Se un corpo nero viene riscaldato, esso emette delle radiazioni che sono il risultato
delle vibrazioni degli atomi del corpo caldo. L’energia di tali
radiazioni dipende dalla lunghezza d’onda e dalla temperatura
● Osservando il grafico, possiamo notare che solo una piccola
quantità dell’energia totale è irradiata alle basse o alle alte
tutte le curve passano per un massimo il cui
lunghezze d’onda e
valore cresce al crescere della temperatura. Tutti i tentativi per
giustificare la distribuzione di energia secondo le leggi della fisica
classica non ebbero successo.
M. Planck ipotizzò che l’energia dei singoli oscillatori elementari non fosse una grandezza
continua ma discreta e che risultasse sempre multipla di un certo valore elementare
non ulteriormente divisibile, hν, dove ν è la frequenza e h è una costante, costante di
Planck, il cui valore è 6,626 • 10–34 J • s:
E= hv
Alla quantità elementare di energia Planck dette il nome di quantum, per cui la sua teoria
prese il nome di teoria dei quanti. La validità della teoria di Planck fu dimostrata da
Einstein, nel 1905, nella sua spiegazione dell’effetto fotoelettrico dei metalli.
:
QUINDI
- L’energia, come la materia, è discontinua
- Essa è quantizzata, ovvero circoscritta a valori discreti (quanti).
- L’energia può essere scambiata dagli atomi solo in “pacchetti”
- L’equazione di Planck definisce l’energia posseduta dal singolo quanto: E= hv
L’EFFETTO FOTOELETTRICO
L’effetto fotoelettrico, che sta alla base del funzionamento delle comuni cellule fotoelettriche,
consiste nella emissione di elettroni da parte degli atomi di un metallo colpito da radiazioni
.
luminose di opportuna frequenza Applicando una differenza di potenziale tra A
(anodo) e C (catodo), il galvanometro G permette di
osservare un passaggio di corrente che inizia
quando il metallo è irradiato e termina quando cessa
.
l’irradiazione
Al potenziale d’arresto l’energia cinetica degli e emessi è stata convertita in energia
potenziale. 2
1/2 mv = eV
s
Per frequenze maggiori di o: V = k (v-v )
s o
Secondo la teoria elettromagnetica classica, l’energia dei fotoelettroni avrebbe
dovuto aumentare con l’intensità della luce ed essere indipendente dalla frequenza.
Einstein dimostrò invece che l’effetto fotoelettrico poteva essere spiegato solo alla
luce dell’ipotesi di Planck. Gli elettroni sono fotoemessi quando ricevono dalla luce
l’energia minima necessaria per strapparli dalla superficie del metallo. Tale
energia minima, variabile da metallo a metallo, prende il nome di lavoro di
estrazione [W]. Einstein, invece di considerare la radiazione incidente come un
fascio di onde di frequenza ν, la considerò come un pacchetto di particelle, chiamati
fotoni, ad ognuno dei quali era associata l’energia hν. In seguito all’urto con il
metallo, ogni fotone cede la sua energia ad un elettrone. Se questa energia è
maggiore del lavoro di estrazione, si ha l’effetto fotoelettrico e l’elettrone abbandona
dall’equazione:
il metallo con un’energia cinetica espressa
E = e V
k s
Energia cinetica di un elettrone = carica dell’elettrone x Potenziale di arresto
E = hv
0 0
Lavoro minimo per prendere un e al metallo = cost di Planck x frequenza
minima
Frequenza minima= carica x lavoro / cost di Planck
:
QUINDI
La luce che incide la superficie di certi metalli induce l’espulsione di elettroni:
-
- v > v emissione e solo quando si supera una frequenza soglia
0
-
- e I n° di e- emessi dipende dall’intensità della luce incidente
∝
- e v energia cinetica degli e- dipende da v
∝
k
L’ATOMO DI BOHR:
Niels Bohr propone un nuovo modello atomico che permetta di ricavare esattamente
i dati spettrali dell’atomo di idrogeno:
l’elettrone si muove intorno al protone centrale in un’orbita circolare; sono
➔ consentite solamente orbite di un determinato raggio ed ener
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