CHIMICA E PROPEDEUTICA BIOCHIMICA
Chiara Sburlino
Semestre filtro a.a. 2025/2026
UNITÀ DIDATTICA 1: La struBura dell’atomo, la tavola periodica e i legami chimici
La costituzione della materia. Fondamenti della teoria atomica. Struttura del nucleo
§ atomico, neutroni e protoni. Numero atomico e numero di massa. Massa atomica. Gli
isotopi. (pag.2)
Cenni alle proprietà magnetiche del nucleo come base per lo strumento diagnostico della
§ Risonanza Magnetica Nucleare. (pag.25-26)
Elementi e composti: mole e molecola. I numeri quantici, gli orbitali, il principio di
§ esclusione di Pauli ed il principio di indeterminazione di Heisenberg. Regola di Hund. La
configurazione elettronica degli elementi. (pag. 3-5)
I radioisotopi e la radioattività. Il decadimento radioattivo (radiazioni α, β, positroni,
§ gamma, X): unità di misura anche rispetto all’effetto di tossicità biologica, correlazioni di
interesse per applicazioni biomediche. (pag. 5-9)
Il sistema periodico degli elementi. Proprietà periodiche: configurazione elettronica
§ esterna, volume atomico, potenziale di ionizzazione, affinità elettronica, elettronegatività.
Elementi chimici di rilevanza biologica. La regola dell’ottetto. (pag. 10-11)
Concetto di molecola e di ione poliatomico. Massa molecolare. (pag. 12)
§ Il legame chimico. Orbitale di legame. Legame covalente: omopolare, eteropolare, dativo.
§ Legame ad elettroni delocalizzati. Il legame ionico. Ibridazione degli orbitali: sp, sp2, sp3.
Teoria VSEPR. Orbitali molecolari sigma e pi-greco. Angolo di legame. (pag.12-18)
Nomenclatura e struttura dei principali composti inorganici di interesse biomedico. Esempi
§ di struttura di composti chimici binari e ternari, scrittura e riconoscimento delle formule di
struttura (ossidi, acidi, basi, sali). Nomenclatura IUPAC e tradizionale. Interazioni deboli
(legame idrogeno e forze di van der Waals) e interazioni idrofobiche. (18-25) 1
LA MATERIA: tutto ciò che ha una massa e occupa volume costituita da:
à ELEMENTI CHIMICI = non
§ possono essere ulteriormente
decomposte
+ costituite da atomi aventi le
stesse proprietà chimiche
+ 118 elementi differenti (89 di
origine naturale)
COMPOSTI = elementi uniti in
§ legami fissi formano
à
molecole (non mantengono
proprietà)
N.B: dei 118 elemen. solo 20
sono necessari per la vita:
- H, O, C, N, P, S: 97% del totale
- Na, K, Ca, Mg, Cl: essenziali
- altri presen. in tracce
L’ATOMO: particella indivisibile + più piccola porzione di un elemento chimico mantiene
à
inalterate le proprietà chimiche
+ può subire trasformazioni fisiche = radioattività
Costituenti dell’atomo: EleHroni sono eleHricamente
!"#
ELETTRONI: carichi negativamente (massa: 9,1 x 10 )
§ neutri:
!"$
PROTONI: carichi positivamente (massa: 1,67 x 10 )
§ n. ele&roni = n. protoni
NEUTRONI: privi di carica
§
atomo è costituito per la maggior parte di spazio vuoto: elettroni occupano lo spazio vuoto
à
+ protoni e neutroni formano il nucleo = dove si concentra la maggior parte della massa
dell’atomo Tutti gli atomi hanno lo stesso numero atomico (Z) ma a uno
stesso ma a uno stesso Z possono corrispondere diversi
numeri di massa A = ISOTOPI
+ diverse quantità con cui sono presenti in natura =
abbondanza naturale
PRINCIPIO DI AVOGADRO: volume dei gas dipende unicamente dal numero di particella presenti
permette di misurare la massa di un elemento relativa a quella di un altro preso come
à %"
riferimento: ISOTOPO !"$
1 unità di massa atomica = 1,66 x 10
+ massa atomica = massa atomica media di un elemento allo stato naturale MEDIA PONDERATA
à 2
MOLE E MOLECOLA: %"
Mole= numero di atomi in un grammo di = 12 u
!"$
1 u = 1,66 x 10
à %"
Numero di Avogadro: numero di atomi contenuti in 12 g dell’isotopo = 6,022 x
Modelli atomici:
1. 1808, Dalton: materia fatta di particelle indistruttibili e indivisibili = ATOMO
à
+ tutti gli atomi sono uguali per massa e proprietà
2. 1899, Thomson: SCOPRE L’ESISTENZA DEGLI ELETTRONI
Atomo sfera carica positivamente: elettroni immersi nella massa positiva
à
(distribuzione omogenea)
3. 1908, Rutherford: studia la diffusione di particelle attraverso sottili strati metallici
à
solo alcune particelle vengono deviate quando colpiscono la lamina d’oro
= in base alla deviazione studia il raggio nucleare dell’oro atomo
à
principalmente composto da vuoto
+ carica positiva e la massa sono nella piccola regione centrale (nucleo)
+ elettroni ruotano attorno al nucleo (mantengono neutralità)
4. 1913, Bohr: modello planetario a orbite quantizzate (a diversa distanza dal nucleo) DOTATE
DI ENERGIA (intrappola e impedisce all’elettrone di collassare) energia
à
aumenta man mano che ci si allontana dal nucleo
!
+ 7 ORBITE: gli possono passare da un’orbita all’altra (assorbendo o
rilasciando energia)
+ Bohr dimostra che quando un elemento gassoso viene riscaldato emette luce = radiazioni
elettromagnetiche a frequenze specifiche (diverso per ogni elemento) distribuzione non
à
casuale = propone modello diviso in orbite definite e quantizzate (livelli di energia specifici)
N.B: LA RADIAZIONE ELETTROMAGNETICA (elm) James C.Maxwell: radiazione è prodotta da
à
particelle cariche che accelerano
= tutti i corpi avendo particelle in movimento emettono spontaneamente radiazioni elm
+ insieme di tutte le onde elettromagnetiche = spettro magnetico
Parametri che caratterizzano un’onda elm:
Lunghezza d’onda
§ Frequenza v (oscillazioni per secondo)
§
Marx Plank (1990): studia la radiazione emessa dal “corpo nero” riscaldato ad altissime
temperature (oggetto che assorbe tutta la radiazione elm che lo colpisce) 3
scaldando il “corpo nero” si produce un moto oscillatorio di atomi che emettono energia in
à
maniera quantizzata a pacchetti di energia = QUANTI
Albert Einstein (1905): EFFETTO FOTOELETTRICO quando la luce colpisce la superficie di certi
à
metalli vengono emessi elettroni
+ propone che la luce sia composta di FOTONI = energia di un fotone sia proporzionale alla
frequenza della luce
5. 1925, Schrödinger (attuale modello atomico): formula un’equazione che descrive il
comportamento delle particelle
subatomiche come onde di probabilità : funzione d’onda ()
"
+ = probabilità di trovare l’elettrone
elettrone diventa una “nuvola elettronica”
à
+ ORBITALE = zona in cui c’è una probabilità maggiore al 95% di
trovare l’elettrone in un determinato punto in dato momento
PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE DI HEISENBERG:
non è possibile determinare contemporaneamente sia la posizione sia la quantità di moto
dell’elettrone
segnano la fine della fisica e della meccanica classica = nasce la MECCANICA QUANTISTICA
à
(definizione probabilistica degli eventi, non più deterministica)
I NUMERI QUANTICI:
NUMERI QUANTICI = parametri necessari per definire la funzione d’onda definiscono un
à
orbitale
• Numero quantico principale n: definisce l’energia e le dimensioni dell’orbitale
+ tanto più alto n = tanto più l’orbitale è grande = maggiore
energia
+ stesso n = orbitali appartenenti allo stesso livello energetico
• Numero quantico secondario l: definisce la forma dell’orbitale
+ valori compresi tra 0 e n-1: -
-
NB: livello di energia dipende sia
da n che da l ex. Tra 4s e 3d il
à -
livello di energia è minore in 4s -
• Numero quantico magnetico m: definisce l’orientamento degli orbitali
+ valori compresi tra -l e + l
• Numero quantico di spin definisce il senso di rotazione dell’elettrone attorno all’asse
:
( −1 1
+ valori possono essere o o
0 0
2 2 4
in uno stesso orbitale non possono esserci due elettroni
à
con lo stesso numero di spin =
PRINCIPIO DI ESCLUSIONE DI PAULI: orbitale contiene al
massimo due elettroni e devono avere numero di spin
opposto
+ REGOLA DI HUND: elettroni tendono a occupare il maggior
numero di orbitali isoenergetici singolarmente e con spin
paralleli prima di appaiarsi in coppie con spin opposto
Configurazione elettronica:
elettroni seguono un ordine ben preciso:
Si dispongono in ordine di energia
§ crescente (principio di Aufbau)
Principio di Pauli
§ Principio di Hund
§
I RADIOISOTOPI E LA RADIOATTIVITÀ:
RADIOATTIVITÀ: fenomeno per il quale alcuni nuclei non stabili si trasformano in altri nuclei
emettendo radiazioni
+ 1896: Henry Becquerel studia la fosforescenza dei sali di uranio nota che le lastre
à
fotografiche si anneriscono = uranio emette spontaneamente radiazioni
+ Marie e Pierre Curie isolano il polonio e il radio = emettono spontaneamente radiazioni
à + introducono il termine radioattività
ISOTOPI: (due o più atomi con lo stesso numero di protoni ma diverso numero di neutroni, con
le stesse proprietà chimiche) diverso numero di massa influenza la stabilità dell’atomo
+ affinché un nucleo sia stabile = rapporto ottimale tra n. neutroni e n. protoni neutralizza le
à
forze repulsive tra i protoni 5
Se il rapporto tra neutroni e protoni super il valore ottimale (troppi o troppi pochi neutroni
rispetto ai protoni) = NUCLEO INSTABILE ISOTOPO RADIOATTIVO / RADIOISOTOPO
à
+ Tendono a stabilizzarsi emettendo radiazioni e trasformandosi nel nucleo di un altro elemento:
processo chiamato decadimento radioattivo (liberazione di energia nucleare con cui un
à
radionuclide modifica la sua struttura nucleare si trasforma nell’isotopo di un altro elemento)
LEGGE DEL DECADIMENTO RADIOATTIVO:
NB: dopo un certo intervallo di tempo: TEMPO DI
DIMEZZAMENTO / EMIVITA = la metà degli atomi
originari è decaduta (n. di atomi si è ridoto della
metà)
+ interagendo con la materia, le radiazioni con energia superiore a 10 eV provocano la ionizzazione
di atomi o molecole (nei tessuti creano danni in quanto spezzano legami molecolari)
Radiazioni ionizzanti sono caratterizzate da due misure fisiche:
Intensità/attività: n. particelle emessi per unità di tempo
§ Energia di ciascuna particella
§ Interazioni radiazione – materia si distinguono in: - radiazioni direttamente ionizzanti =
radiazioni e
- radiazioni indirettamente ionizzanti =
radiazioni e X
Generano composu altamente reavvi
modalità di interazione sono diverse a seconda del tipo di radiazione:
LET (linear energy transfer) = quantità di energia ceduta da una particella mentre percorre
§ 1 tanto più alto LET = tanto più breve il suo percorso = tanto maggiore l’energia
à
ceduta
RANGE = distanza media percorsa dalla radiazione indica il potere penetrante della
§ à
radiazione (inversamente proporzionale al LET) 6
DIVERSI TIPI DI DECADIMENTO:
DECADIMENTO ALFA (): nucleo di elio con carica +2 perdita di un elione
§ à
+ basso range di azione ma alto LET (no pericolose se irradiate
ma estremamente pericolose se inalate o ingerite)
NB: solitamente emesse da nuclei di elementi con elevato
numero atomico (Z > 83) si trasformano in elementi più
à
leggeri
!
DECADIMENTO : avviene quando il nucleo è instabile per eccesso di neutroni
§ à
neutrone in eccesso si trasforma in protone = provoca una
transizione isobarica (numero di massa rimane invariato)
NB: energia liberata dalla trasformazione del neutrone in protone
!
diventa energia cinetica dell’elettrone ( ) espulso dal nucleo
à
insieme a un antineutrino (v)
+ rispetto alle radiazioni basso LET ma un potere penetrante circa
:
1000 volte maggiore
)
DECADIMENTO : avviene quando il nucleo è instabile per eccesso di protoni protone
§ à
)
emette una particella = POSITRONE, trasformandosi in un
neutrone
+ avviene in generale per elementi con un basso numero atomico
NB: per gli elemenu ad alto numero atomico: CATTURA
ELETTRONICA nucleo è instabile per eccesso di protoni =
à
consiste nella catura di un eletrone tra quelli più vicini al nucleo
(orbitale 1s)
+ riarrangiamento degli eletroni esterni = occupano l’orbitale
lasciato libero dall’eletrone caturato eccesso di energia causato
à
dal movimento degli eletroni tra orbitali viene liberato soto forma
di raggi X 7
)
+ radionuclidi che decadono per emissione sono usati in medicina nucleare per la tomografia a
emissione di positroni (PET): impiegata principalmente in oncologia, cardiologia e nelle
neuroscienze
basata sulla somministrazione endovenosa di farmaci in cui sono presenti isotopi emettitori di
à
positroni = sostanza di distribuisce nei tessuti
Positroni interagiscono con gli eletroni degli atomi nei tessuu circostanu = li annichiliscono ed
emetono raggi radiazioni caturate da rilevatori disposu intorno alla persona soto diagnosi =
à
fornisce ricostruzione tridimensionale della distribuzione del radiofarmaco nei vari organi
(permete di studiare in vivo il metabolismo: si accumula nella aree in cui il metabolismo è più
avvo) DECADIMENTO E RAGGI X: - radiazioni radiazioni eletromagneuche di origine
:
§ nucleare FOTONI (fotone = radiazione
à
eletromagneuca che possiede sia le proprietà
di una parucella sia di un’onda + viaggiano alla
velocità della luce)
+ nucleo di trova in uno stato eccitato = per
ritornare allo stato fondamentale emete
l’eccesso di energia soto forma di radiazioni
- raggi X: radiazioni eletromagneuche che derivano da un
riarrangiamento degli eletroni dagli orbitali esterni
verso gli orbitali interni
NB: hanno un elevato potere
penetrante ma un baso LET (prive di
massa)
UNITÀ DI MISURA DELLE RADIAZIONI:
la pericolosità per l’uomo delle radiazioni dipende da:
- Energia delle radiazioni
- Tempo di decadimento
- Tempo di esposizione
- Distribuzione del radionuclide nel corpo 8
+ scopo della radioprotezione = valutare e impedire il danno biologico
DOSE MASSIMA ASSORBIBILE (DMA): rappresenta l’energia che le radiazioni ionizzanu cedono
à quando atraversano la materia (relauva al tempo di
esposizione)
+ RADIOATTIVITÀ NATURALE MEDIA: 2 mSV/anno radioavvità assorbibile in un anno senza
à
conseguenze: 5mSV
USO DELLE RADIAZIONI NELLA MEDICINA:
RADIODIAGNOSTICA RADIOTERAPIA
USO DELLE RADIAZIONI NELLA DIAGNOSTICA SFRUTTA LE CAPACITÀ DELLE RADIAZIONI PER
atraverso tecniche si osserva l’interno DISTRUGGERE I TESSUTI PATOLOGICI
à
dell’organismo e i diversi organi con livelli di tecniche basate sull’avvazione di sostanze
à
accuratezza e detaglio molto elevau avenu le proprietà di concentrarsi nei tessuu
patologici = cellule cancerose irradiate
selevvamente e dall’interno
Radiazioni su usano per la cura dei tumori
grazie alla selevvità biologica e spaziale à
effeto delle radiazioni si concentra sulle
cellule tumorali
- SELETTIVITÀ BIOLOGICA: cellule
tumorali sono in grado di riparare il
danno da radiazioni in maniera minore
rispeto a quelle sane
- SELETTIVITÀ SPAZIALE: dose di
radiazioni viene depositata in modo
selevvo a livello del tumore (risparmio
dei tessuu circostanu) 9
IL SISTEMA PERIODICO DEGLI ELEMENTI:
Dimitrij Mendeleev, 1869: TAVOLA PERIODICA DEGLI ELEMENTI dispone gli elemenu nou in
à
ordine di peso crescente
+ inizia una nuova riga ogni volta che si ripresentavano le proprietà chimiche del primo elemento
della riga precedente
NB: lascia spazi vuou ipouzzando l’esistenza di elemenu ancora sconosciuu!!
Nel sistema periodico moderno:
- Periodi (le righe): rappresentano il numero quanuco principale di valore più elevato
- Gruppi (le colonne): indicano il numero degli eletroni di valenza
LA CONFIGURAZIONE ELETTRONICA ESTERNA: indica quali e quanu eletroni vi sono negli orbitali
più esterni determina le proprietà chimiche di un atomo
à
NB: gli elemenu di uno stesso gruppo hanno la stessa configurazione eletronica esterna =
proprietà chimiche simili non uguali!: eletroni di valenza sono gli stessi ma uulizzano orbitali
à
con diverso numero quanuco principale Tanto più il numero quanuco principale è elevato,
tanto è più grande l’orbitale = tanto maggiore è il
volume dell’atomo
+ modo più semplice per determinare le
dimensioni è calcolare la distanza tra gli atomi =
raggio atomico = volume atomico
VOLUME ATOMICO: volume occupato dal nucleo
e dagli eletroni
+ NB: aumenta scendendo lungo il gruppo e si
riduce spostandosi a destra lungo il periodo
POTENZIALE DI IONIZZAZIONE: energia necessaria per allontanare un eletrone da un atomo allo
stato gassoso sempre posiuva perché deve superare le forze atravve tra nucleo ed eletroni
à
+ diminuisce scendendo lungo il gruppo (aumenta il volume = aumenta la distanza dal nucleo =
diminuiscono le forze d’atrazione) 10
+ aumenta spostandosi a destra lungo il periodo (al crescere della carica nucleare aumentano
anche le forze d’atrazione)
AFFINITÀ ELETTRONICA: energia r
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Chimica completo per semestre filtro
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Unità didattica 2 semestre filtro Chimica completa
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Semestre filtro - Chimica e propedeutica biochimica
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Chimica organica - Semestre filtro