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Caso 1: Car sharing: aumentare e distribuire il valore

Il Comune di Milano è stato tra i primi a promuovere il car sharing in Italia. Per riuscire a svilupparlo ha investito nella costruzione di una rete di infrastrutture che lo potessero rendere conveniente:

  • Ha organizzato la città in zone
  • Ha istituito l'area C e la congestion charge
  • Ha portato avanti uno sviluppo imponente di sistemi di trasporto pubblico innovativi quali bike sharing, moto-sharing, radiobus, potenziamento delle linee esistenti dei mezzi pubblici e aumento delle corsie preferenziali

I provider che possono erogare il car sharing sono vincitori di una gara pubblica e pagano al Comune un contributo annuale per ogni automobile del loro servizio di car sharing. Il car sharing produce molto valore per una pluralità di stakeholder diversi: gli utenti, i provider del servizio, la città e il Comune.

Avendo il Comune disegnato e promosso questo nuovo sistema dispone di alcune leve utili per allocare il valore nuovo prodotto dal car sharing tra gli stakeholder:

Il concetto di valore del car sharing si riferisce all'aggiunta di utilità al sistema, ovvero alla creazione di un servizio che soddisfa le esigenze degli utenti e che può portare vantaggi a livello di mobilità urbana. Tuttavia, il car sharing può comportare anche dei costi per alcuni attori del sistema, come i tassisti o i residenti che perdono parcheggi. Il Comune, che non riceve più il pagamento dei parcheggi, può tentare di indennizzare tali perdite attraverso politiche di aumento dei prezzi dei biglietti dell'autobus, ma ciò potrebbe disincentivare l'utilizzo dei mezzi pubblici a favore del car sharing.

In generale, il valore del car sharing si riflette principalmente sugli utenti e sui provider che offrono il servizio e ne ricavano profitto. Per rendere il car sharing conveniente e vantaggioso, è necessario sviluppare una rete di infrastrutture che lo supporti, come parcheggi gratuiti nelle zone residenziali, l'area C e la congestione tariffaria, nonché nuovi sistemi di trasporto pubblico come il bike sharing, il moto sharing e le nuove linee metro.

Caso 2: Un insolito sabato sera a Milano

Il caso racconta la visita di due ragazze, Patricia e Chiara, al pronto soccorso di un ospedale italiano. La sala d'attesa è piena di persone di diverse nazionalità e l'accoglienza da parte del personale non è stata delle migliori. Le ragazze sono state assegnate al codice bianco, il che significa che la loro situazione non è considerata urgente. Patricia, americana, è sorpresa dal funzionamento del sistema sanitario italiano e confronta la situazione con quella negli Stati Uniti, dove ha una buona assicurazione sanitaria e dove l’accesso sarebbe stato più semplice. Chiara, invece, ricorda le esperienze di suo padre che ha lavorato a Boston e commenta la situazione dell'assistenza sanitaria negli Stati Uniti, sostenendo che lì milioni di persone sono lasciate senza assistenza sanitaria.

Perché è stata generata l'insoddisfazione?

La risposta è che l'insoddisfazione sorge quando si hanno aspettative che non vengono soddisfatte, in particolare quando il divario tra le aspettative e la realtà è elevato. Nel caso delle IP, questo divario è molto importante.

Perché viene notato il divario tra il sistema sanitario americano e quello italiano?

Negli Stati Uniti, la salute è considerata un bene di consumo, il che significa che il sistema sanitario adotta un approccio di tipo serviziale. Si ha la possibilità di acquistare servizi di diverso livello, a seconda del livello di copertura scelto. In questo caso specifico, la ragazza aveva una copertura molto buona, dal momento che poteva chiamare un numero assicurativo in qualsiasi momento e ricevere assistenza. In Italia, invece, il sistema sanitario pubblico è garantito dallo Stato, indipendentemente dalle fasce di reddito.

Per quanto riguarda la valutazione della copertura assicurativa negli Stati Uniti, si basa principalmente sui servizi offerti e sul prezzo pagato. Ci si aspetta di ricevere servizi in linea con il prezzo pagato. La ragazza americana si è stupita per il fatto che, in Italia, la mancanza di un'assicurazione non ha impedito al sistema sanitario di curare la persona, indipendentemente dalla sua situazione economica. Da un punto di vista più ampio, questo esempio mette in luce la differenza tra i servizi erogati attraverso un sistema di mercato e quelli erogati attraverso un sistema pubblico istituzionale. Anche se il servizio pubblico può essere di qualità superiore, ci si può sentire più insoddisfatti rispetto a un servizio a pagamento, dal momento che manca un meccanismo di correlazione.

In generale, quando si accede al pronto soccorso, ci sono due elementi che influenzano l'esperienza del paziente: l'attesa e l'esperienza e la relazione con il personale medico. Paradossalmente, anche se il servizio è stato di alta qualità, una relazione poco cordiale con il personale medico può portare ad una percezione di insoddisfazione. Questo aspetto è più evidente quando il servizio è gratuito rispetto a quando viene pagato. Infine, il caso della ragazza italiana mette in luce la difficoltà di applicare soluzioni efficaci quando si tratta di servizi pubblici, dovuta spesso a vincoli di natura politico-amministrativa.

Quali sono le principali caratteristiche di un servizio sanitario pubblico e di uno assicurativo privato?

  • Gratuito e accessibile a tutti (anche a lei; prima Patricia non se lo poteva permettere)
  • Nel privato il servizio è immediatamente erogato al bisogno
  • Strutturato in modo da privilegiare i casi più gravi
  • Universalismo

Quali delle caratteristiche dei servizi pubblici emergono al Pronto Soccorso?

  • Servizio lento
  • Disinteresse del personale sanitario nei confronti di chi non ha urgenza di una visita
  • Mancanza di posti in sala d’attesa / sovraffollamento

Come regolare la distanza tra bisogni pubblici ampi o infiniti e la limitatezza delle risorse?

  • Aumentare il personale
  • Privilegiando i casi più grandi

Il servizio sanitario può essere considerato più efficiente se l'intervento è rapido. Anche le risorse destinate all'esercizio pubblico necessitano di un'allocazione per motivi economici. In caso di codice bianco, è richiesta una contribuzione per disincentivare coloro che non hanno problemi gravi ad occupare un posto. A differenza del settore privato, (diversità di trattamento è data dal prezzo), in un ospedale le risorse sono allocate sulla base della gravità.

Negli Stati Uniti, l'offerta sanitaria è privata e la domanda è gestita dalle assicurazioni. In Italia, invece, la sanità è pagata dai contribuenti perché l'obiettivo è quello di fornire un servizio universale. Ci sono anche beni pubblici non rivali nel consumo, come l'illuminazione stradale, a differenza del pronto soccorso, che è limitato. Queste regole di selezione della domanda possono portare a comportamenti distorsivi delle persone. In sintesi, le caratteristiche che differenziano il servizio sanitario pubblico da quello assicurativo sono l'assenza di un prezzo e l'universalismo.

Caso 3: I sistemi pubblici e la distribuzione dei poteri: il caso del gasdotto TAP

Il progetto del gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline) è stato ideato per trasportare il gas naturale dall'Azerbaigian, attraverso la Turchia, la Grecia e l'Albania, fino in Italia e nell'Europa meridionale. Ideato nel 2003 per garantire l'indipendenza energetica dell'Europa e per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas naturale, il progetto è stato criticato da alcune comunità locali in Italia, soprattutto per l'impatto ambientale sulle spiagge e sulla flora e fauna locali.

Nel 2020, la costruzione del gasdotto è stata completata e il primo gas naturale è stato trasportato attraverso la Turchia e la Grecia. Nel dicembre 2020, il gasdotto è entrato in funzione anche in Italia. Il progetto TAP è stato oggetto di discussioni politiche, con l'Unione Europea che ha sostenuto il progetto per ridurre la dipendenza dell'Europa dalle forniture di gas dalla Russia. Tuttavia, alcuni ambientalisti e attivisti hanno espresso preoccupazione per gli impatti ambientali e sociali del progetto, come la distruzione di habitat naturali, la minaccia per le comunità locali e la produzione di gas naturale, una fonte di energia fossile.

Pro

  • Vantaggio economico con una diminuzione del costo dell’energia
  • Indipendenza energetica
  • Diversificazione delle fonti di approvvigionamento
  • Ci sono soluzioni che riducono l’impatto ambientale
  • Creazione di posti di lavoro

Contro

  • Impatto paesaggistico
  • Riduzione del turismo
  • Presenza di fattori culturali rilevanti
  • Distruzione di habitat e conseguente rischio per specie protette
  • Mancanza di consenso

Il governo italiano ha una posizione ambivalente sul progetto, che è cambiata nel corso degli anni in base alla sensibilità politica. Tuttavia, le decisioni dovrebbero essere ponderate sui dati effettivi e non solo sulle informazioni. Per decidere, è necessario considerare i 4 fattori delle 4I di Carol Vice: informazioni, interessi, istituzioni e idee.

La costruzione di un'infrastruttura coinvolge stakeholder che possono avere visioni diverse. Pertanto, utilizzare strumenti quasi repressivi e non ascoltare le comunità locali non è funzionale. Il fenomeno NIMBY (not in my backyard) dimostra che la popolazione locale è favorevole al progresso, ma non quando questo impatta direttamente sulla propria regione.

Il gasdotto è tornato oggetto di dibattito dopo la guerra in Russia, poiché il gas russo soddisfa attualmente il 10% del fabbisogno italiano, ma ci si aspetta un raddoppio in futuro. Probabilmente il modello prevalente è quello economico-aziendale, poiché l'interesse economico è stato anteposto ad altri fini, come gli obiettivi ambientali.

Il punto di svolta si è verificato con l'emissione di un decreto ad hoc che ha enfatizzato ulteriormente la priorità del fine economico rispetto alla pratica, spingendo il direttivo a forzare la procedura per raggiungere i propri obiettivi. Tuttavia, è importante considerare gli interessi e le esigenze delle comunità locali, nonché le implicazioni ambientali del progetto.

Caso 4: Innovarsi in contesti difficili: il nuovo modello organizzativo della Camera di commercio di Cosenza

La Camera di Commercio di Cosenza, istituita nel 1864, si impegna a promuovere lo sviluppo socio-economico della Provincia di Cosenza, offrendo servizi diretti alle imprese. La Camera di Commercio ha quattro organi di indirizzo e controllo: il Consiglio, la Giunta, il Collegio dei Revisori dei Conti e il Segretario Generale. Nel 2014 è stata lanciata la strategia "OpenCameraCosenza", che mira a raggiungere tutte le imprese proattivamente e a rafforzare la competitività del territorio, offrendo una gamma di servizi integrati per le esigenze delle imprese, come l'assistenza specialistica per l'export, il supporto all'innovazione e al trasferimento tecnologico, le certificazioni per l'export e la formazione per la qualificazione delle imprese. La Camera di Commercio ha adottato un modello organizzativo più flessibile e decentralizzato, con la digitalizzazione delle procedure, la formazione e l'allineamento delle competenze dei dipendenti con le esigenze dell'organizzazione e politiche di mobilità interna. Le imprese possono partecipare attivamente al Parlamento delle Imprese e utilizzare lo Sportello Ascolto impresa per richiedere informazioni sui servizi offerti.

Nel 2016, il governo Renzi aveva proposto la soppressione delle camere di commercio, enti che detengono l'anagrafe delle imprese e i relativi bilanci, fungendo da enti territoriali per le imprese stesse. Tuttavia, dopo aver valutato le implicazioni della soppressione, si decise di modernizzarle invece, aumentandone le dimensioni attraverso processi di fusione e accorpamento. Le imprese partecipano alla governance delle camere di commercio e hanno doveri e diritti nei loro confronti. La giunta, presieduta dal presidente, è l'organo decisionale principale e il ministero di riferimento è quello dello sviluppo economico. L'obiettivo della modernizzazione era quello di permettere alle camere di commercio di sostenere le imprese in ambito di internazionalizzazione e innovazione.

Le camere di commercio hanno subito diversi interventi organizzativi per migliorare la loro efficienza. La prima strategia adottata è stata la fusione di uffici, con l'obiettivo di creare enti più grandi e centralizzati, con una visione incentrata sull'impresa. Inoltre, è stato introdotto il parlamento delle imprese, anche se non si tratta di un cambiamento organizzativo.

La digitalizzazione ha portato a un cambiamento nelle competenze e nei processi, e ciò ha avuto un impatto sulla struttura organizzativa delle camere di commercio. Grazie alla fusione degli uffici, è stato possibile creare divisioni più grandi e autonome, suddivise in due aree specifiche. Ciò ha consentito alle camere di commercio di concentrarsi su mercati specifici e di fornire servizi più personalizzati alle imprese.

Inoltre, le camere di commercio hanno adottato una mentalità basata sugli obiettivi, concentrandosi sulla risposta ai bisogni esterni delle imprese. Questo ha portato all'aggregazione di diverse unità organizzative in un unico ufficio, semplificando i servizi per le aziende e coordinando meglio le attività interne. Grazie alla presenza di una sola persona responsabile dell'organizzazione, è stato possibile semplificare il processo decisionale e aumentare la responsabilizzazione.

In generale, gli interventi organizzativi delle camere di commercio hanno migliorato la loro efficienza e la loro capacità di supportare le imprese nel contesto economico attuale. La fusione degli uffici, la concentrazione sulla visione incentrata sull'impresa e l'adozione di una mentalità basata sugli obiettivi hanno consentito alle camere di commercio di fornire servizi più personalizzati e di essere più efficaci nella pianificazione del territorio e nella creazione di un ambiente economico più attrattivo.

Caso 5: Gli asili nido a Bimbotown

La città di Bimbotown sta cercando di migliorare la sua immagine attraverso l'implementazione di servizi culturali e di volontariato, migliorando il verde pubblico, ampliando i servizi per i cittadini e incentivando la mobilità sostenibile. Tuttavia, il servizio degli asili nido sta attirando molta attenzione perché solo il 28% dei bambini ha accesso a questo servizio, con molte madri lavoratrici che rinunciano all'occupazione a causa della carenza di posti, del costo eccessivo e della difficoltà di conciliazione vita-lavoro. I criteri adottati per l'accesso ai servizi degli asili nido concedono priorità ai bambini con entrambi i genitori lavoratori e le rette coprono solo il 50% dei costi, limitando il finanziamento per ulteriori posti pubblici.

L'assessore all'Educazione e Istruzione, la Dott.ssa Diaper, tiene una conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti riguardo ai servizi per l'infanzia nella città di Bimbotown. Mentre fa mente locale sui dati e i servizi pubblici implementati, si ricorda di un viaggio di approfondimento che aveva fatto circa un anno prima nello Stato di Trottola, dove aveva scoperto una filosofia del servizio di asilo nido molto diversa, che veniva concepito come una protezione per i bambini più deboli, con criteri di scorrimento delle graduatorie basati sulla condizione di fragilità del bambino o della famiglia. La Dott.ssa Diaper si chiede se questa visione del servizio potrebbe essere integrata nello sviluppo dei servizi per l'infanzia di Bimbotown per migliorarlo.

L'assessore deve prendere decisioni importanti per il futuro posizionamento strategico degli asili nido. Dovrebbe dare priorità ai bambini provenienti da famiglie fatte da coppie di lavoratori o da famiglie fragili? Le maestre dovrebbero parlare italiano o inglese? I giocattoli e le attività dovrebbero essere tradizionali o digitali? In caso di costruzione di nuovi asili, sarebbe meglio mantenerli in gestione diretta o esternalizzarli ad una cooperativa? Gli asili dovrebbero offrire servizi aggiuntivi a pagamento, finanziati dall'aumento delle tariffe o mantenere i servizi tradizionali? Si dovrebbe mantenere lo stesso numero di posti pubblici o aumentarli a costo della pressione fiscale locale? La Dott.ssa Diaper sa che ogni sua decisione avrà un impatto importante sui bambini di Bimbotown e deve convocare i suoi collaboratori per progettare il futuro posizionamento strategico del servizio.

Gli amministratori pubblici hanno come priorità rendere la città vivibile, fornendo servizi ai cittadini. A Bimbotown, ci sono 12.300 bambini di età compresa tra 0 e 3 anni, il 35% dei quali ha una madre casalinga straniera. Attualmente solo il 28% dei bambini ha accesso ai servizi di asilo nido, con priorità alle famiglie

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher edoardo.rallo3455 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e management delle amministrazioni pubbliche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano o del prof Valotti Giovanni.

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