BOTANICA SISTEMATICA E APPLICATA
Introduzione alla Sistematica e Diversità Vegetale
Definizione di Sistematica: Scienza che studia la diversità degli organismi
viventi, occupandosi della loro scoperta, descrizione, interpretazione e
classificazione in sistemi predittivi.
Botanica Sistematica: Applicazione della sistematica agli organismi definiti
come piante o vegetali.
Classificazione degli organismi fotosintetici: Include Cianobatteri, Alghe,
Briofite, Pteridofite, Gimnosperme e Angiosperme (Dicotiledoni e
clorofilla
Monocotiledoni). Tutti questi gruppi contengono per la fotosintesi. I
funghi sono esclusi da questa definizione poiché assorbono materia organica
decomposta.
NOMENCLATURA
Il Sistema di Nomenclatura
Heliantus annuus h., sp. Pl. 2:904 (1753)
Es. Nome del Genere: Scritto sempre con l'iniziale maiuscola (es.
• Helianthus). Riunisce specie con caratteri simili. annuus).
Epiteto Specifico: Scritto sempre in minuscolo (es. Spesso
• richiama una caratteristica morfologica della pianta.
Citazione dell'Autore: Segue il binomio e indica chi ha descritto la
• specie (es. "H.").
Autore tra parentesi: Se una specie viene spostata di genere, l'autore
• originale viene messo tra parentesi, seguito dall'autore che ha effettuato
Picea abies
lo spostamento. Esempio: (L.) H. Karst.
Basionimo: È il nome originale e più antico validamente pubblicato che
• funge da base per la nuova combinazione.
Il Sistema di Nomenclatura Degli Ibridi
La nomenclatura degli ibridi naturali segue delle regole diverse da quelle degli
ibridi di coltivazione.
La presenza di una “X” indica che si tratta di un ibrido, può essere posto tra i
Populus alba x Populus tremula) o prima dell’epiteto
nomi dei genitori (es.
specifico dell’ibrido (Es. Populus x canescens).
Codici internazionali
Tutte le norme per la nomenclatura botanica sono contenute in testi di
riferimento:
La nomenclatura botanica si occupa delle norme che regolano
• l’affermazione e l’attribuzione dei nomi delle specie al fine di evitare
ambiguità. Queste norme sono raccolte in un testo di riferimento: il
Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica (ICBN), vigente
per la denominazione di piante spontanee.
Il Codice Internazionale di Nomenclatura per Piante Coltivate
• (ICNCP), invece, regola i nomi delle piante coltivate (cultigen), come le
cultivar. Le cultivar si scrivono con l'epiteto tra apici singoli dopo il nome
Helianthus annuus
scientifico (es. ‘HA306’).
Gerarchia Tassonomica (Taxa)
La classificazione è organizzata in categorie gerarchiche via via più ampie:
Famiglia: Riunisce generi con caratteristiche comuni. Il nome termina
• Asteraceae, Poaceae),
solitamente in -aceae (es. anche se sono ammessi
Compositae Gramineae.
nomi tradizionali come o
Genere → Specie → Sottospecie → Varietà.
•
LE ANGIOSPERME
Corrispondo a più dell’80% della popolazione vegetale,
gruppo di piante più vasto e
rappresentando il
diversificato del pianeta.
Il nome deriva dal greco angeion (contenitore)
e sperma (seme), e indica la loro caratteristica principale: la
semi protetti all'interno di un frutto.
produzione di Di
fatto, la peculiarità di questo gruppo, è proprio la capacità di
produrre organi riproduttivi.
LE GIMNOSPERME
“Gimnosperme” “a seme
Il termine significa
nudo” , indica un insieme di linee evolutive di
spermatofite legnose esposti
i cui ovuli sono
all’aria sulla superficie di foglie chiamate
sporofilli sporangi
(foglie che portano gli ).
Le specie attualmente viventi sono circa 830, i
quali appartengono a circa 80 generi e circa 15
famiglie; crescono in tutto il mondo, dominando
la vegetazione in molte regioni fredde.
33 taxa
In Italia sono stati censiti (entità, tra
specie e sottospecie) con habitus arboreo o
arbustivo, che crescono spontaneamente in vari
tipi di ambiente. introdotto dall’uomo.
Un elevato numero di specie è stato
Caratteristiche generali
In linea generale presentano:
Legno omoxilo: Le gimnosperme (tranne le Gnetofite) hanno un legno
• fibrotracheidi
“semplice” composto quasi solo da , che hanno funzione
di sostegno e conduzione.
Riproduzione lenta: Tra impollinazione e fecondazione può passare un
• anno e la maturazione del seme può richiederne fino a tre.
Impollinazione anemofila: L’impollinazione avviene principalmente
• il vento.
tramite
Sono piante raramente poliploidi e la propagazione vegetativa è poco
• diffusa
Troviamo 4 gruppi principali facente parte delle gimnosperme:
Cicadee, Ginkgo, Conifere e Gnetofite.
Cicadee (Cycadophyta)
più antiche,
Sono le spermatofite viventi attualmente
(Cycadaceae e Zamiaceae)
sono ridotte a due famiglie ,
10 generi e circa 130 specie, per lo più presenti in
ambienti tropicali o subtropicali.
Sono piante dal portamento simile a quello di felci arboree o palme, presentano
grandi foglie coriacee sempreverdi pennate , presenti in rosetta all’apice
fusto tozzo non ramificato.
di un
Presentano crescita lenta e radici coralloidi (hanno un aspetto irregolare e
nodoso, simile a un corallo), a causa della presenza di cianobatteri simbionti,
azoto fissatori. prossimità
Le strutture riproduttive sono collocate in
dell’apice del fusto foglie più o
e sono rappresentate da
meno ridotte portatrici di sporangi (foglie sporofilli ),
strobili (coni o pigne),
raggruppate in grandi nella quale sono
macrosporofilli
presenti che contengono gli ovuli o
microsporofilli che contengono il polline.
dioiche
Sono piante ovvero che gli organi maschili e femminili
si trovano in individui differenti, esemplari maschi (prima immagine) ed
esemplari femmine (seconda immagine).
I vettori principali per l’impollinazione sono gli insetti e il vento,
l’esemplare maschile produce nelle foglie sporofille presenti
nello strobile delle microspore molto simili al polline che
vengono poi trasportate sulle foglie sporofille (strobile)
dell’esemplare femminile che contengono gli ovuli.
Tra impollinazione e fecondazione trascorrono circa 6 mesi.
Esempi di cicadee: “Cycas revoluta” (cycadaceae) e “Ddioon edule”
(Zamiaceae).
Prima della fecondazione l’estremità basale del gametofito maschile si allunga
e produce un tubetto pollinico semplice: questo si avvicina agli archegoni
ridotti e i gameti maschili ciliati (spermi) possono raggiungere le ovocellule.
L’endosperma primario si forma nell’ovulo prima dell’arrivo del granulo
pollinico sul micropilo.
Dopo la fecondazione l’ovulo si trasforma in seme, rivestito da un tegumento
formato da uno strato esterno carnoso, di colore vivace, un intermedio legnoso
e uno interno molle.
Ginkgo (Ginkgophyta) , Ginkgo
È un gruppo rappresentato da un’unica specie vivente
biloba, “fossile vivente”.
considerato un
dioica
Si tratta di una specie di grandezza media, caratterizzata
foglie a forma di ventaglio con nervature dicotomiche
da
(si biforcano ripetutamente man mano che si avvicinano al
bordo).
sacche polliniche
Le si trovano esclusivamente sugli
strobili penduli (riuniti in
esemplari maschili che producono
amenti, somigliano a quelli del gelso) che rilasciano il polline che
anemofila
per via , fecondano gli ovuli delle piante femminili
ha un foro con annesso canale interno, il
(all’estremità
micropilo, da cui entra il granulo di polline, per facilitare la
“cattura” del granulo, l’ovulo secerne una goccia d’acqua).
alcuni mesi
Tra l’impollinazione e la fecondazione passano e la
fecondazione può avvenire anche dopo che ovuli sono caduti a
terra.
I semi che si vengono a formare sono muniti di un tegumento
maleodorante
con uno strato esterno carnoso, , per questo
motivo come pianta
ornamentale viene in genere
preferito l’individuo maschile.
Ginkgo biloba non presenta interesse forestale dal momento che il legno è
fragile. Tuttavia, è una specie ornamentale molto diffusa anche in ambiente
urbano perché tollera bene l’inquinamento, non ha molti parassiti, resiste bene
alla siccità, sopporta le basse temperature fino a-35 °C. È una specie
discretamente eliofila e indifferente al tipo di suolo, anche se non ama i suoli
asfittici od eccessivamente calcarei.
Gnetofite
Si tratta di un gruppo di particolare interesse nell’evoluzione delle spermatofite
che mostrano caratteri delle conifere, semi
poiché raggruppa specie quali
non racchiusi in un ovario caratteri delle angiosperme
, e , come la
trachee nel legno strutture riproduttive simili a fiori e
presenza di ,
doppia fecondazione endosperma secondario
, con la formazione di un . Le
strutture riproduttive di alcune specie producono nettare e vengono visitate da
insetti, nonostante l’impollinazione sia di tipo anemofilo.
Gnetofite 70 specie
Le comprendono un numero esiguo di entità, pari a circa
viventi, 3 generi
riferibili solo a tra loro morfologicamente molto diversi:
Gnetaceae comprende circa 40 specie, in gran parte
• lianose dioiche
, di ambiente tropicale e .
Welwitschia include la sola specie Welwitschia
• mirabilis (deserti Africa sud-occidentale e Namibia).
Le poche specie italiane riferibili alle gnetofite
• Ephedra
appartengono al genere (Fam.
cespugli
Ephedraceae). Si tratta in gran parte di
con fusti articolati (equisetiformi foglie
) e con
squamiformi saldate alla base in una guaina. I rami
sono numerosi, verticillati (più rami partono da un
singolo nodo), generalmente verdi e
fotosintetizzanti. Le specie di questo genere sono in maggioranza
dioiche.
Conifere 6 famiglie 60 generi 620
Sono rappresentate da , con poco più di e circa
specie .
In Italia le conifere native sono rappresentate da 20-30 specie e 7 generi
appartenenti alle prime tre famiglie in elenco.
Conifere enorme importanza ecologica ed economica
Le rivestono un ,
comprendono un quarto delle specie arboree molto diffuse soprattutto in
taiga
regioni fredde: alcune di queste dominanti in biomi come la .
specie legnose perenni
Sono comprese , per lo più arboree ma anche
aghiformi o squamiformi, spesso disposte a
arbustive. Le foglie sono
spirale opposte o in verticilli
, talvolta . Possono essere portate su normali
mazzetti (fascetti) rami accorciati (brachiblasti),
rami, o riunite in su
come nei larici e nei pini. foglie sclerofille sempreverdi
La gran parte delle specie ha ; nella flora
deciduo
italiana è solo il larice. legno omoxilo
Come tutte le gimnosperme hanno . Nelle foglie e nel legno
canali resiniferi (o
secondario della maggior parte delle specie sono presenti
dotti resiniferi) resina
che secernono .
ramificazione monopodiale
Le conifere arboree presentano , con un fusto
centrale dominante ed una ramificazione a palchi di solito regolare.
coni (strutture legnose) proteggono ovuli e
Sono provviste di che
semi , facilitano l’impollinazione e la dispersione dei semi.
tasso corti
Il e poche altre specie sono provvisti di
peduncoli che portano singoli ovuli circondati da una
(anillo).
struttura a coppa di colore rosso
strobili unisessuali (piante monoiche o
Gli sono
dioiche). femminili
Quelli sono costituiti da un
brevi germogli modificati
asse che porta che
squame ovulifere
costituiscono le , in genere
legnose
. Al di sotto di ogni squama vi è una
brattea copritrice che protegge gli ovuli (brattee
libere o più o meno fuse con squame), non sempre
è possibile osservare le due strutture (squame +
brattee).
La forma dei coni femminili e delle squame è
variabile nei diversi gruppi e specie e pertanto rappresenta un
buon carattere diagnostico per l’identificazione.
I coni maschili sono semplici, in posizione ascellare o
microsporofilli
terminale su rami brevi; sono costituiti da
squamiformi microsporangi (sacche
che portano i
polliniche). Dopo la dispersione del polline i coni cadono. L’impollinazione
avviene sempre ad opera del vento.
Le conifere non rappresentano un gruppo monofiletico, ma sono riconducibili
a due linee evolutive distinte:
-Conifere I: “Pinales”,
• include l’ordine con la sola famiglia delle
“Pinaceae”.
-Conifere II: “Cupressales”
include l’ordine comprensivo di cinque
• famiglie:
Cupressaceae;
Taxaceae;
Famiglia Pinaceae
Pinaceae
La Famiglia è considerata la famiglia di gimnosperme
più importante.
ecologicamente ed economicamente Nel mondo si contano
10 generi e 220 specie 100 genere Pinus
, di cui per il . le Pinaceae sono
due sottofamiglie:
suddivise in abeti;
-Abietoideae:
pini;
-Pinoideae:
alberi con chioma di varia forma,
Si tratta per la maggior parte di
canali resiniferi
raramente di arbusti, con nelle foglie e nel legno. Le foglie
da lineari ad aghiformi alterne, sessili o brevemente
sono semplici, ,
picciolate (macroblasti)
su rami principali o strettamente raggruppate in
(brachiblasti). Pinus
mazzetti su rami raccorciati In sono presenti gruppi di 2-
piante sempreverdi,
5 foglie. Le Pinaceae sono con l’eccezione di due generi
(Larix e Pseudolarix) monoiche
, sempre .
strobili maschili piccoli, gialli o rossicci
Gli sono in genere ; hanno
microsporofilli a simmetria bilaterale a spirale due
, disposti , che portano
microsporangi ciascuno . grandi quantità di polline.
A maturità gli strobili maschili liberano
coni femminili 1-2 anni, brattee e squame
I , che maturano in hanno con
spiralata
disposizione . Le squame, persistenti nella gran parte delle specie,
due ovuli ciascuna.
portano sono invertiti micropilo rivolto verso l’asse del cono
Gli ovuli , con il .
I semi sono provvisti di una lunga ala derivante dai tessuti della squama del
cotiledoni
cono. I sono da 2 a 18.
I caratteri diagnostici principali sono rappresentati
foglie disposizione strobili
dalle , dalla loro e dagli
femminili molto variabili
, che sono per forma e
dimensioni. “Pinus
Le 3 principali specie del genere Pinus presenti in Sardegna sono
halepensis” “Pinus pinea”, “Pinus pinaster”.
,
Famiglia Cupressaceae
Cupressaceae 7
La Famiglia è una famiglia cosmopolita, rappresentata da
sottofamiglie, 30 generi e circa 130 specie; comprende al suo interno
alberi e arbusti corteccia del tronco generalmente fibrosa
con , foglie in
opposte o verticillate aghiformi o
genere persistenti, semplici, alterne, ,
squamiformi e strettamente appressate (crescono vicino al fusto o ad un
coni femminili squame peltate
organo). I presentano in genere persistenti,
(a forma di scudo) o appiattite , saldate alle brattee.
monoiche Juniperus
Si tratta di piante , con l’eccezione del genere che è
dioico . “Juniperus” (ginepro) squame
Nel genere le che formano gli strobili
carnose galbuli
femminili sono e, pertanto, gli strobili (detti ) assumono
l’aspetto di una bacca . Ciascuna squama porta 1-20 ovuli. I coni femminili
maturano in 1-3 anni. I semi sono muniti di 2-3 ali laterali.
Famiglia Taxaceae
Taxaceae
La famiglia delle presenta caratteristiche morfologiche che la
distingue nettamente dalle altre Conifere.
arboree o arbustive sempreverdi
Sono principalmente piante che
corteccia bruna-rossastra sottile sfoglia
presentano una , e che spesso si
in placche . estrema longevità, crescita lenta e legno
Sono note per la loro
resistente.
Il rappresentante principale è il Tasso (Taxus baccata),
"albero della morte" elevata
noto come per la sua
tossicità (tassina) tranne l'arillo.
in tutte le parti verdi,
dioiche semi solitari
Solitamente sono e non producon
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