Biologia e genetica
La biologia è lo studio della vita: un essere vivente è un unità genetica organizzata,
caratterizzato da un metabolismo e capace di evolversi.
Gli organismi viventi
Gli organismi viventi sono costituiti da una o più
cellule, contengono informazioni genetiche, si
riproducono, sono imparentati geneticamente e sono
prodotto dell’evoluzione, utilizzano sostanze ed
energia disponibili nell’ambiente e regolano il proprio
ambiente interno.
Tutti gli esseri viventi fanno riferimento ad un
processo evolutivo che proviene da un progenitore
comune, chiamato LUCA. Esso ha dato origine a 3
Domini: Batteri, Archea e Eucarioti. Da questi ultimi
avvennero lunghe evoluzioni che portarono alla
formazione dei 6 regni: piante, funghi, animali, protisti, archeobatteri e eubatteri.
Livelli di organizzazione biologica
atomo, molecola, cellula, tessuto, organo, apparato, organismo, popolazione (stessa
specie), comunità, habitat, ecosistemi, biosfera.
La biologia cellulare è formata dall’intreccio di tre discipline: citologia, biochimica e
genetica.
La citologia è la prima a nascere, nel 17° secolo con le osservazioni al microscopio ottico,
dando la possibilità di osservare il mondo microscopico.
Dopo due secoli la biochimica fornirà indicazioni successive.
La genetica durante la metà dell’800 con il padre della genetica, Mendel.
Storia e teoria evolutiva
Le prime strutture de nite cellule dalla citologia, furono osservate da Robert Hook nel
1665, il quale osserva con il microscopio ottico delle cellette nel sughero che
contenevano prima cellule morte (ingrandimenti 30x).
Nello stesso periodo, Leeuwenhoek migliora le lenti e le trasforma in 300x. Cosi consentì
l’osservazione di batteri, protozoi, organismi unicellulari, cellule del sangue e spermatozoi.
A quel tempo avvenivano solo osservazioni descrittive.
Nell’800 invece vediamo un passo avanti: Sheiden a erma che tutti i tessuti vegetali sono
costituiti da cellule. Tutte provenienti da un embrione cellulare. Invece Schwann trasla
queste notizie e osservazioni sulle cellule animali (prima solo vegetali che erano più
semplice da osservare).
Teoria cellulare “omnis cellula e cellula” di Rudolf Virchow
Tutti gli organismi consistono in una o più cellule
• La cellula è l’unità base della struttura di tutti gli organismi
• Tutte le cellule originano da cellule preesistenti
• 1
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La teoria cellulare entra in con itto con la credenza della generazione spontanea.
Francesco Redi per primo prova smentire queste credenze con un
esperimento: prende 3 contenitori e ci mette della carne, un barattolo
scoperto, uno con una retina e uno con un tappo ermetico. Ovviamente
l’unico barattolo che “fa nascere” le mosche e le larve è il primo. Non gli
credono. Pasteur
Dopo 2 secoli replica l’esperimento di francesco Redi, ma con
organismi unicellulari. Allestì un brodo di
coltura, lo porto a ebollizione per sterilizzarlo.
Poi si procurò due beute con i colli a cigno,
che permettevano di far entrare solo l'aria nel
contenitore con il brodo e non la polvere
perché si depositava nel tubo piegato. Una
delle due la lascio con il tappo, all'altra gli
ruppe il collo rendendo possibile il contatto
diretto con l'aria e la polvere. Da qui si vide,
dopo un po’ di tempo, che la beuta con il collo
non aveva alcun microrganismo, mentre invece quella stappata era piena di organismi.
Darwin
Poi però l’attenzione si pone subito su con la sua teoria dell’evoluzione. Un
genetista Russo a erma addirittura che “nulla ha senso se non alla luce dell’evoluzione”
Questa teoria dell’evoluzione, anche se è il motore della biologia, continua a rimanere
indigesta anche nel 21° secolo.
Come ha elaborato la sua teoria Darwin?
Già alla ne del 700 Carlo Linneo si è occupato di sistematica (diversità degli organismi in
correlazione all’evoluzione) e di tassonomia (la nomenclatura e la classi cazione degli
organismi). È lui che caratterizza ogni specie con 2 nomi, uno riferito alla specie e uno al
genere.
Specie - genere - famiglie - ordine - classe - subphylum - phylum - regno - dominio
Darwin cercò di capire a cosa potrebbero essere attribuite le caratteristiche comuni tra
diversi esseri viventi.
Darwin consulta anche le scoperte in ambito paleontologico di Cuvier e alcuni testi della
geologia di Lyell, osservando le caratteristiche dei binomi, nota quindi che anche il non
vivente cambiò nei secoli.
Già prima di Darwin si erano accorti che i viventi cambiavano nel tempo.
Lamark
Dopo ebbe due intuizioni audaci:
-le modi cazioni evolutive spiegavano la diversità dei fossili, i quali cambiavano di epoca
in epoca, cercando di capire se il processo di cambiamento era in atto anche in quel
momento
-gli organismi si adattano al loro ambiente (gira a che
ha il collo lungo perché si sforza a mangiare le foglie più
in alto)
Le convinzioni inesatte risiedevano nel fatto che
secondo Lamark le modi cazioni si acquisissero
secondo l’uso e il disuso di una parte del corpo e
questo veniva trasmesso ai discendenti. Inoltre credeva
che ci potesse essere un’innata tendenza alla
complessità. 2
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Darwin poi abbandonò gli studi di medicina e si dedicò alla carriera ecclesiastica. Nel
mentre però studia le scienze naturali. Si imbarca nel viaggio Beagle di 5 anni che aveva
come obiettivo di riscrivere le cartine del mondo, ma lui strutta questo viaggio per
studiare le specie animali e vegetali, i fossili e gli adattamenti.
Molto importante fu il soggiorno alle isole Galapagos.
Osservo che alcune specie di fringuelli erano poco diverse tra di loro, con solo il becco
diverso, e ogni isolotto aveva una specie più frequente. Le specie però erano molto simili
anche a quelle osservate sulla costa meridionale, da cui ipotizza fossero partite. La
selezione naturale faceva si che sopravvivessero maggiormente e si riproducessero gli
organismi che si adattavano meglio al nuovo ambiente. Secondo questa teoria evolutiva
Darwin elabora il presupposto che i meccanismi alla base degli adattamenti a nuovi
ambienti siano responsabili dell’evoluzione.
Dopo un po' di tempo Wallace giunti alle stesse conclusioni di Darwin (lui aveva aspettato
a pubblicare le sue osservazioni perché sapeva che avrebbero suscitato clamore).
Wallace proveniva da una famiglia umile, era un autodidatta e per lavoro viaggiò in
Anatolia e in Malesia. Sfruttò questi lavori per studiare ed osservare i fossili.presentò il
primo libro nel 1858 a nome di Wallace e Darwin. L'anno dopo Darwin però pubblica il
proprio libro "origine delle specie" dove aveva riassunto i risultati di vent'anni di ricerca
per la sua teoria evolutiva :
- Tutti gli organismi viventi sono originati da un progenitore ancestrale comune vissuto in
un passato molto remoto
- La diversità della specie attualmente esistenti deriva dalle modi cazioni nella progenie
- La selezione naturale è il meccanismo che “adatta” gli organismi viventi al loro
ambiente
Aveva raccolto prove a supporto della sua teoria, è un esempio può essere la selezione
arti ciale: a partire da una pianta, a seconda di quale parte viene fatta sviluppare e, si
ottengono così delle specie diverse. (es. con le piante del cascolo provenienti dalla
mostarda selvatica, oppure le razze dei cani)
Entrando nello speci co Darwin si rende conto che:
- la variabilità è in nita;
- I caratteri vengono trasmessi dai genitori alla prole;
- la prole è molto più abbondante di quella che poi sopravvive (si riferisce a Malthus,
secondo il quale il potenziale di crescita delle popolazioni umane è superiore alla
disponibilità di risorse alimentari);
- Gli individui con caratteri ereditari con probabilità più elevate di sopravvivenza tendono
ad avere un numero maggiore di discendenti;
- questa diversa capacità di sopravvivenza e riproduzione porta un accumulo di caratteri
favorevoli e eliminazione di caratteri sfavorevoli;
- non sono gli individui che evolvono ma la popolazione
Ri ette sulla lotta per la sopravvivenza: l'individuo con probabilità maggiore di
sopravvivenza per caratteri avranno una prole più numerosa e le loro caratteristiche si
espanderanno più facilmente nella generazioni successive.questo porterà
quindi eliminazione di caratteri sfavorevoli.
Ci sono molte prove della teoria dell’evoluzione:
1. Esiste in Inghilterra una falena di colore chiaro che si mimetizza sugli
alberi di betulla.una piccola percentuale di questa popolazione sono 3
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scure, le prede degli uccelli perché non riescono a mimetizzarsi.
Con la seconda rivoluzione industriale la fuliggine rese i tronchi
scuri e divennero le falene chiare ad essere preda degli uccelli; le
falene scure aumentarono di percentuale e quelle chiare
diminuirono.
2. Le testimonianze fossili delle modi cazioni evolutive
3. L'anatomia comparata che associa alcune parti dello scheletro di un animale con una
parte medesima di un'altra animale che svolge un'altra funzione
(es. alla pipistrello e braccio umano). omologia= stesse parti
ossee o muscolari che hanno le stesse origini evolutive;
omoplasia= somiglianza dovuta a una con gurazione simile in
relazione all’ambiente, ma un'origine musica diversa anche se
con un obiettivo uguale.
Il tasso di divergenza dipende dal tempo che separa le specie dal loro antenato comune
più prossimo. La teoria Darwiniana s dò la visione tradizionale di una terra di origine
recente e dell'immutabilità delle forme viventi. Le grandi novità furono i meccanismi di
selezione e l'assenza di schemi per l’evoluzione.
Il principio di one health si basa sull'integrazione di salute umana, salute ambientale e
salute animale.un meccanismo per a rontare le lotte ambientali di oggi (esempio
pandemie, cambiamenti climatici).
I virus
Dimensioni: 20-300 nm
• La parola virus signi ca veleno
• Non sono organismi viventi, hanno bisogno di una cellula per sopravvivere, per questo
• parassiti endocellulare obbligati
sono detti
Sono elementi genetici mobili; sono capaci di uscire dalla cellula infettata, spostandosi
• da una all’altra
Non hanno una membrana, il citoplasma, gli organuli
• Sono costituiti da un capside, un involucro proteico e il materiale genetico (DNA o RNA)
• Possono mutare il proprio materiale genetico
• Il primo virus che fu individuato fu quello del tabacco.poi con l'avvento del microscopio
• elettronico nel 900 ne furono osservati molti altri
Un virus può restare latente per molto tempo all'esterno di una cellula, dopo averla
infettata, assumendo così il nome di Virione.
La forma dei virus è determinata dall'organizzazione delle subunità proteiche, i
capsomeri.
Quando il virus inietta il proprio materiale genetico all'interno della cellula sfrutta la
trascrizione della cellula per produrre nuovi virus usando la propria sequenza: il materiale
genetico virale viene tradotto, trascritto per formare tante proteine di rivestimento e
replicato per formare tante copie genomiche di virus. Alla ne di questo processo escono
i virus nuovi dalla cellula e essa, spesso, muore.
Classi cazione:
1. Tipo di ospite
2. Natura del genoma 4
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3. Con gurazione del genoma
4. Cosmologia di sequenza tra genomi
5. Simmetria del capside
6. Presenza o assenza di pericapside
7. Sierologia: stereotipi
Classi cazione più importante:
- Virus a DNA
• A doppia elica lineare
• A doppia elica circolare
• A singola elica
- Virus a RNA
• A singola elica lineare
Polarità positiva: hanno un RNA che non funge da messaggero, ma da stampo per
• gli mRNA
Polarità negativa: danno un RNA che funziona direttamente come messaggero
•
• A doppia elica
• Frammentato
Classi cazione di Baltimore:
- Classe 1 —> virus a DNA a doppio lamento
- Classe 2 —> virus a DNA a singolo lamento
- Classe 3 —> virus a RNA a doppio lamento
- Classe 4—> virus a RNA a singolo lamento a senso positivo
- Classe 5—> virus a RNA a singolo lamento a senso negativo
- Classe 6 —> virus a RNA a singolo lamento a senso positivo con intermedio DNA
- Classe 7—> virus a DNA a doppio lamento con intermedio RNA
Esempi di virus a DNA: virus del papilloma umano, virus erpetici, virus del vaiolo
Esempi di virus a RNA: virus del morbillo, virus della rabbia, HIV
Come può essere e ettuato l’attacco di un virus ad una cellula:
- Vengono sfruttati dal virus i recettori proteici della cellula ospite
- I virus si fondono con la membrana della cellula ospite
- Per endocitosi —> processo pericoloso che porta il virus molto in profondità della
cellula
Ciclo di un batteriofago
Un batteriofago è un virus fago (formato solo da proteine e DNA), che entra in
batteri o procarioti. È costituito da una testa proteica, da un collo elicoidale e
delle appendici proteiche, come delle zampe.
Può andare incontro a:
- Ciclo litico o lisi —> dopo aver iniettato nella cellula ospite il proprio DNA, con
all'interno enzimi particolari, il DNA della cellula ospite e viene spezzettato. La cellula
d'ora in poi lavorerà per produrre nuovi virus, usando ribosomi batterici per formare le
proteine del capside e gli RNA ribosomiali batterici per duplicare il DNA del virus.
Grazie a degli insiemi particolari alla ne del ciclo si romperà il batterio che rilascerà
così I nuovi virus
- Ciclo lisogeno o lisogenia —> dopo aver iniettato nella cellula ospite il DNA virale, esso
si integra nel DNA batterico e prende il nome di profago. Ogni volta che la cellula si
duplicherà anche il profago verrà riprodotto (ogni 20 minuti i batteri si replicano). in 5
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questo modo rimane latente nelle cellule; poi in alcune condizioni (sotto esposizione di
raggi X o UV) può uscire e intraprendere il ciclo litico.
Ciclo di un virus animale
Es. Sars cov2 (virus a RNA). Non inietta il materiale genetico, ma entra con dei recettori
proteici sulla membrana dell’ospite
oppure tramite endocitosi.
In questo caso le spicole proteiche
aderiscono con i recettori di
membrana e il virus perde il
rivestimento esterno il quale si fonde
con la membrana cellulare; quindi
viene introdotto all'interno l’RNA
virale che viene tradotto dal
macchinario della cellula ospite in
poliproteine. Vengono tradotte anche
delle informazioni del RNA che
producono un enzima capace di
tagliare questa poliproteina, utile poi a
ricostituire il virus. Da questi tagli è
generata la RNA polimerasi,
essenziale per la replicazione del
virus. Dopo aver copiato il materiale
genetico del virus, sintetizzato sullo
stampo dell’intermedio Replicativo a
polarità negativa, si creano i
messaggeri. Questi producono le
proteine strutturali necessarie, le quali
vengono accumulate sulla membrana
del reticolo endoplasmatico. Poi l’apparato del Golgi forma delle vescicole contenenti
contenenti le proteine di membrana e l'RNA prodotto. In ne avviene il rilascio del virus.
Questo è solo un ceppo dei 7 di coronavirus in grado di infettare gli umani, il coronavirus
2019 nCoV è stato il responsabile della pandemia del 2020. 6
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I restrovirus
Molto complessi
• Virus a RNA
• Hanno il capside
• Hanno un enzima particolare all’interno, ovvero la trascrittasi inversa: inverte il usso
• classico dell’informazione producendo DNA da RNA. Si crea il doppio lamento che
viene integrato nel genoma dell’ospite. Così i geni del virus vengono riprodotti insieme
al DNA della cellula ospite.
Un’esempio di retrovirus è l’HIV:
Questo virus induce l’immunode cenza acquisita.
Si lega a recettori di membrana (CD4), entra nella
cellula ospite e viene privato di rivestimento: si
integra nel genoma dell’ospite e rimane latente per
molto tempo, continuando a produrre virus.
All’interno questo virus possiede il materiale
genetico costituito da 2 molecole RNA identiche a
singolo lamento; inoltre all’interno possiede
anche la trascrittasi inversa (sintetizza DNA a
partire da RNA), una ribonucleasi che degrada
RNA e un’integrasi che consente l’integrazione
nella cellula ospite.
Dopo aver sintetizzato un tratto di DNA
complementare, l’RNA virale viene degradato, rimane quindi sto il DNA che viene
trascritto e trasformato in DNA a doppio lamento. Esso entra nel nucleo della cellula
ospite e si integra nel genoma dell’ospite rimanendo latente per molte generazioni anche.
Si assemblano virus grazie a questo meccanismo. Al momento dell’attivazione, si iniziano
a costruire i nuovi capsidi e le nuove proteine, vengono costruiti i nuovi virus che poi
avvicinandosi alla membrana dell’ospite per gemmazione escono dalla cellula.
Virus oncogeni
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