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BIOLOGIA DELLO SVILUPPO E BIOLOGIA CELLULARE

Struttura e Organizzazione del DNA

Il DNA si presenta in diversi livelli di organizzazione, che variano in base allo stato

funzionale della cellula. Quando è in uno stato meno condensato (eucromatina), il DNA è

accessibile per la trascrizione, permettendo l’espressione genica. Al contrario, lo stato più

compatto (eterocromatina) è associato a regioni di DNA inattivo, che non vengono

trascritte.

Un cromosoma è un lamento di DNA con un punto di inizio e uno di ne. Durante la

mitosi e la meiosi, il DNA assume la tipica forma a "X", che rappresenta due cromatidi

fratelli uniti al centromero. Questi cromatidi sono copie identiche del cromosoma

originale.

Nelle cellule diploidi, i cromosomi si organizzano in coppie di omologhi, cioè sono coppie

di cromosomi che contengono gli stessi geni negli stessi loci, uno di origine materna e

l'altro paterna. Le varianti di un gene nello stesso locus sono chiamate alleli.

Determinazione della Funzione Cellulare

Ogni cellula ha una funzione speci ca, determinata dai recettori e dalle proteine che

esprime. Questo processo è regolato dall'attivazione selettiva di particolari geni. Tuttavia,

indipendentemente dalla specializzazione, tutte le cellule esprimono un set di geni di

base, coinvolti nel metabolismo cellulare, come quelli per la glicolisi e il ciclo di Krebs. È

ovvio che in un epitelio, tutte le cellule adiacenti esprimono gli stessi geni. Di erente

invece è il caso in cui si parli di 2 epiteli di erenti; ad esempio l’epitelio intestinale è

costituito da cellule che esprimono geni diversi rispetto a quelli espressi dalle cellule

dell’epitelio della cornea.

Indi per cui, oltre a questi geni comuni, le cellule attivano speci ci programmi genetici, e

quindi esprimono geni speci ci, per acquisire una funzione specializzata. Questo

fenomeno è reso possibile dalla regolazione dell'accessibilità del DNA: mentre le regioni

di eucromatina rimangono attive e trascrivibili, le porzioni di eterocromatina contengono

geni silenziati, che non vengono espressi in quella particolare cellula.

Destinazione delle Proteine e Meccanismi di Trasporto

Le proteine sintetizzate devono essere indirizzate alla loro destinazione nale all'interno

peptidi

della cellula. Questo processo è regolato da speci che sequenze chiamate

segnale, che agiscono come etichette di smistamento. I peptidi segnale sono porzioni

segnalatore di 15-60 amminoacidi presenti solitamente in posizione N-terminale della

proteina nascente.

Il riconoscimento del peptide segnale avviene ad opera di speci ci recettori, grazie alla

compatibilità di forma (una proteina ha una forma grazie alle interazioni fra gli

e carica.

amminoacidi che la costituiscono) Nel pratico, peptide segnale e recettori si

urtano, e se hanno compatibilità di forma e carica si legano e innescano un cambiamento

conformazionale. Questo meccanismo dimostra come la forma delle proteine sia cruciale

per la loro funzione: anche proteine con sequenze aminoacidiche diverse possono avere

una funzione simile se possiedono una struttura compatibile.

Le proteine che dovranno rimanere a livello citoplasmatico invece non hanno alcun

segnale di smistamento.

fi fi fi ff fi fi fi fi fi ff

I principali meccanismi di trasporto proteico includono:

• Trasporto regolato attraverso i pori nucleari, che consente il passaggio di proteine

tra nucleo e citoplasma.

• Traslocazione proteica nel reticolo endoplasmatico, dove le proteine destinate alla

secrezione o alla membrana vengono introdotte nel lume del reticolo.

• Trasporto vescicolare, che trasferisce le proteine dal reticolo endoplasmatico

all’apparato di Golgi e ad altri compartimenti cellulari.

Tra co Molecolare tra Nucleo e Citoplasma complessi dei pori

Il trasporto di molecole tra il nucleo e il citoplasma è regolato dai

nucleari (NPC, Nuclear Pore Complexes), strutture altamente specializzate che

funzionano come ltri selettivi. Ogni NPC è formato da nucleoporine (circa 30) e può

trasportare no a 1000 macromolecole al secondo. Esso è inoltre costituito da diverse

componenti che controllano e facilitano il passaggio delle molecole:

• Fibrille citoplasmatiche: lamenti proteici che si estendono nel citoplasma e catturano

le proteine dirette verso il nucleo, guidandole verso il poro.

• Regione disordinata: una struttura geli cata all’interno del canale centrale del poro

nucleare, che trattiene l’acqua in forma di gel e impedisce il passaggio accidentale di

molecole indesiderate.

• Canestro nucleare: una rete di proteine situata sul lato nucleare del poro, che

interagisce con le molecole in transito facilitandone il passaggio e stabilizzando il

trasporto.

L’intero processo garantisce un controllo rigoroso sugli scambi tra nucleo e citoplasma,

essenziale per il corretto funzionamento della cellula.

Meccanismo di Trasporto senza ATP gradiente

Il trasporto nucleare può avvenire senza consumo diretto di ATP, sfruttando un

di concentrazione. Un esempio è il passaggio di una proteina ‘’A’’ nel nucleo, dove viene

convertita in una forma ‘’B’’, mantenendo il gradiente favorevole al trasporto continuo. Nel

citoplasma, la proteina ‘’B’’ viene ritrasformata in proteina ‘’A’’.

Per garantire che la trasformazione A B avvenga solo nel nucleo, l’enzima responsabile

di questa conversione è ancorato a strutture nucleari, come i cromosomi. Questo

impedisce alla trasformazione di avvenire nel citoplasma e assicura che la proteina venga

sequestrata nel nucleo.

Trasporto Molecolare: Nucleo e Reticolo Endoplasmatico

Il trasporto molecolare è un processo essenziale per la vita cellulare, che permette il

movimento di molecole tra i vari compartimenti cellulari. Questo meccanismo si basa sui

gradienti di concentrazione e sulla di usione. Ogni molecola si muove secondo la propria

concentrazione e tendenza: le molecole piccole e apolari attraversano le membrane per

di usione semplice, mentre quelle più grandi o polari necessitano di trasportatori

speci ci.

La cellula sfrutta i gradienti di concentrazione per regolare il trasporto molecolare tra

nucleo e citoplasma. Una delle proteine chiave di questo processo è Ran GDP, che si

accumula nel citoplasma e tende a entrare nel nucleo per di usione passiva, grazie al

gradiente di concentrazione.

ff ffi fi fi fi fi ff fi ff

Il trasporto nucleare delle molecole è un processo altamente regolato, in cui le proteine G

Ran,

monomeriche, come la giocano un ruolo fondamentale nel controllare il movimento

delle macromolecole tra il nucleo e il citoplasma. La proteina Ran si trova in due stati

conformazionali:

Ran-GDP (forma inattiva):

1. Presente nel citoplasma, è carica, grande e complessa,

quindi ha bisogno di una proteina trasportatrice. Tuttavia, può entrare nel nucleo per

di usione secondo gradiente.

Ran-GTP (forma attiva):Presente

2. nel nucleo, è coinvolta nel trasporto attivo delle

proteine dentro e fuori dal nucleo.

Il ciclo di Ran è regolato da due enzimi principali:

• Ran-GEF, una proteina enzimatica che si trova nel nucleo, legata alla cromatina, e

converte Ran-GDP in Ran-GTP,

• Ran-GAP, localizzato nel citosol, che defosforila Ran-GTP in Ran-GDP.

Questo sistema mantiene un gradiente di concentrazione tra il nucleo e il citoplasma,

essenziale per un trasporto nucleare direzionale e controllato. Il principale obiettivo di

questo meccanismo è regolare la distribuzione delle proteine tra i due compartimenti

cellulari, evitando l'isolamento permanente delle molecole.

Meccanismi di importazione nucleare

importine

Le sono proteine che trasportano speci che proteine (cargo) all'interno del

importina

nucleo. Il termine indica una famiglia di proteine con la funzione di riconoscere

e legare diversi cargo da importare nel nucleo. Ogni cargo può avere una propria

importina, ma una singola importina può legare più cargo.

RAN GDP

La si lega all'importina senza modi carsi, indipendentemente dal tipo di cargo

trasportato. L'importina funziona come adattatore riconoscendo sia RAN GDP sia i cargo.

È una proteina multidominio, cioè composta da più domini funzionali.

Il processo di importazione avviene così:

1. L'importina si lega al cargo nel citoplasma.

2. Il complesso cargo-importina di onde attraverso il poro nucleare.

RAN GTP

3. Una volta nel nucleo, la (presente solo nel nucleo) si lega all'importina,

provocando un cambiamento conformazionale che causa il rilascio del cargo.

importina-RAN GTP,

4. Si forma il complesso che viene riconosciuto dalle brille

nucleari e trasportato fuori nel citoplasma.

RAN GAP

5. Nel citoplasma, la defosforila RAN GTP in RAN GDP, provocando il

distacco dell'importina, pronta per un nuovo ciclo di importazione.

L'importazione è facilitata da un gradiente di concentrazione del cargo, che è maggiore

nel citoplasma rispetto al nucleo. Questo gradiente viene mantenuto grazie alla continua

produzione di proteine cargo e alla loro rilascio tramite vie di trasduzione del segnale.

Meccanismi di esportazione nucleare esportine RAN GTP.

L'esportazione dal nucleo avviene tramite le e la proteina Il

processo funziona così:

1. L’esportina entra nel nucleo secondo gradiente.

2. L'esportina si lega prima a RAN GTP, subendo un cambiamento conformazionale.

3. Questo cambiamento apre il sito di legame per il cargo.

ff ff fi fi fi

esportina-RAN GTP-cargo

4. Il complesso si lega alla brilla nucleare ed è trasportato

fuori dal nucleo. RAN GAP

5. Nel citoplasma, la defosforila RAN GTP in RAN GDP, causando il distacco

di RAN e il rilascio del cargo.

6. L'esportina rientra nel nucleo grazie al gradiente di concentrazione, essendo maggiore

nel citoplasma.

A di erenza dell'importazione, nell'esportazione la proteina RAN GTP si lega all'esportina

prima del cargo, favorendo il processo di esportazione.

RAN GDP

In entrambi i meccanismi, non trasporta direttamente proteine, ma serve come

RAN GTP

fonte per la rigenerazione di nel nucleo.

Meccanismi di Regolazione del Trasporto Nucleare attraverso il NPC

Il trasporto attraverso il complesso del poro nucleare (NPC) è regolato da segnali di

importazione, che possono essere accesi o spenti da interruttori molecolari. I principali

meccanismi di regolazione sono la fosforilazione e la defosforilazione.

• Fosforilazione e Defosforilazione: Il segnale di importazione è una porzione della

proteina riconosciuta dall'importina. La fosforilazione, operata dalle chinasi, può

nascondere questo segnale, impedendo il riconoscimento da parte dell'importina e

rendendo la proteina inattiva. Al contrario, la defosforilazione, mediata da fosfatasi, può

rimuovere il fosfato, esponendo il segnale e permettendo l'importazione nel nucleo.

L'aggiunta o la rimozione di gruppi fosfato può attivare o disattivare i fattori di

trascrizione e modulare la loro interazione con importine o exportine.

• Proteine Inibitrici Citosoliche: Alcune proteine inibitorie possono ancorare i peptidi nel

citosol o nascondere il loro segnale di importazione. Queste proteine impediscono

l'importazione nché non interviene uno stimolo (ad esempio, il legame con un ligando)

che provoca il rilascio del peptide cargo.

• Separazione delle Subunità Proteiche: Alcune proteine quaternarie possono separarsi

in seguito a un cambiamento conformazionale indotto dal legame con un ligando. Una

delle subunità rilasciate può essere il fattore di trascrizione o il peptide cargo destinato

al nucleo.

• Taglio Proteolitico: Molti peptidi nascono come pre-proteine o preproproteine, forme

inattive della proteina. Il taglio proteolitico, operato da proteasi, rimuove una porzione

della proteina, attivando il peptide cargo e permettendone l'importazione nel nucleo.

Questi meccanismi consentono di modulare dinamicamente l'importazione delle proteine

in risposta a segnali cellulari, garantendo un controllo preciso dell'attività nucleare.

Un esempio di trasporto nucleare regolato si osserva nella Drosophila. Il fattore di

trascrizione Dorsal è presente solo nel nucleo delle cellule del lato ventrale dell'embrione,

determinando la di erenziazione dorso-ventrale attraverso l'attivazione di geni speci ci.

Il Processo di Traslocazione della Proteina nel Reticolo Endoplasmatico

Ruvido (RER) citoplasma,

Il processo di traduzione delle proteine inizia nel dove i ribosomi, inizialmente

liberi, si legano all'mRNA per sintetizzare una proteina. Quando la sintesi proteica inizia, i

peptide segnale,

primi aminoacidi aggiunti alla catena polipeptidica possono formare un

una sequenza di amminoacidi che funge da "segnale" per il trasporto della proteina

all'interno del reticolo endoplasmatico ruvido (RER).

Fase 1: Il Riconoscimento del Peptide Segnale

ff fi ff fi fi

Quando il ribosoma inizia la traduzione, e il peptide segnale viene sintetizzato, questo

SRP (Signal Recognition

viene immediatamente riconosciuto da una particella chiamata

Particle). L'SRP è un complesso proteico che svolge un ruolo fondamentale nel guidare il

ribosoma verso il RER.

peptide segnale sito P

L'SRP lega il e, contemporaneamente, entra nel del ribosoma,

impedendo l'ingresso di altri amminoacidi. Questa azione è importante in quanto

determina un blocco temporaneo della traduzione, importante per garantire che la

proteina venga indirizzata correttamente verso il RER, invece di essere rilasciata nel

citoplasma.

Fase 2: Trasporto al Reticolo Endoplasmatico

Una volta che il complesso ribosoma-SRP è stato bloccato, si sposta casualmente verso

reticolo endoplasmatico ruvido (RER).

la membrana del La super cie del RER è dotata

recettori

di speci ci che riconoscono l'SRP solo quando è legata al ribosoma.

Questi recettori non interagiscono con l'SRP nché non è legata al ribosoma, quindi il

complesso si sposta lungo la membrana, grazie alla uidità della membrana stessa, no a

recettore

che non incontra un che può riconoscere l'SRP.

Fase 3: Il Legame con la Proteina Traslocatrice

Una volta che il complesso ribosoma-SRP ha raggiunto il recettore del RER, il recettore

SEC61,

interagisce con una proteina traslocatrice chiamata situata nella membrana del

cambiamento conformazionale

reticolo. A questo punto, l'SRP subisce un che le

permette di staccarsi dal ribosoma. Questo cambiamento consente al ribosoma di entrare

nel canale della proteina traslocatrice SEC61, un complesso che agisce come un "tunnel"

attraverso il quale la proteina appena sintetizzata può essere traslocata all'interno del

reticolo.

Fase 4: Rilascio dell'SRP e Continuazione della Traduzione

Quando il ribosoma si lega alla SEC61, la proteina traslocatrice provoca un ulteriore

rilascia

cambiamento conformazionale che l'SRP. Questo rilascio permette al ribosoma di

riprendere la sintesi proteica e di dare vita alla proteina nascente, che viene quindi

traslocata all'interno del reticolo endoplasmatico.

SEC61 e la Sintesi Proteica nel Reticolo Endoplasmatico

SEC61

La proteina è un complesso proteico formato da più peptidi che danno vita a un

canale transmembrana. Questo complesso ha la struttura di un cilindro diviso in due parti,

con un "tappo" che chiude il canale

quando non è in uso. È fondamentale

che il canale rimanga chiuso quando

non è necessario, poiché, altrimenti, il

reticolo

calcio presente nel

endoplasmatico potrebbe

"scappare", compromettendo

l'equilibrio ionico.

Quando il ribosoma si lega al SEC61, il canale si apre, avviando il processo di sintesi

proteica. SEC61 agisce come una sorta di "cerniera" che permette l'apertura laterale del

canale, consentendo il passaggio di componenti speci che della proteina, in particolare le

fi fi fl fi fi fi

componenti transmembrana. idrofobica

sue Queste componenti sono la parte della

membrana plasmatica.

proteina, progettata per inserirsi nella

Durante questo processo, il peptide segnale che indirizza la proteina al reticolo

endoplasmatico viene rimosso. Il peptide segnale non è coinvolto nel folding della

peptidasi del

proteina, ma serve semplicemente a segnalarle la destinazione al RE. Una

segnale, una proteasi contenuta nel doppio strato della membrana, taglia il peptide

segnale una volta che la proteina è stata indirizzata correttamente.

Un punto cruciale di questo processo è che non è possibile produrre una proteina

citosol)

completamente in ambiente acquoso (come ad esempio il e poi trasferirla

direttamente nella membrana. Man mano che la proteina viene sintetizzata, infatti,

foldare

comincia a (ripiegarsi) e a formare la sua struttura tridimensionale e se venisse

introdotta nella membrana dopo il folding, non funzionerebbe correttamente. Per far sì

che il folding avvenga correttamente nella membrana, la proteina deve entrare nel reticolo

endoplasmatico (RE) e iniziare a ripiegarsi mentre è ancora in fase di sintesi.

Che proteina si ottiene? solubile,

La proteina prodotta può essere libera nel lume del reticolo endoplasmatico, o

integrata nella membrana.

• Proteina solubile: Se una proteina è destinata ad essere solubile, potrà essere libera

nel lume del reticolo endoplasmatico oppure essere successivamente trasportata fuori

dal RE e raggiungere il citosol o altri organelli. Questo avviene attraverso un processo

trasporto vescicolare.

chiamato

• Proteina di membrana: Se la proteina è destinata a diventare una proteina di

membrana, la sua parte idrofobica verrà estratta lateralmente dal canale SEC61 e

ancorata al doppio strato lipidico. In alcuni casi, anche le prote

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggggg di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Franchi Nicola.
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