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BIOCHIMICA CLINICA
Esame orale su argomen� trata� a lezione
PROGRAMMA
Organizzazione di un Laboratorio Biochimico Clinico e il Processo Diagnos�co
• Definizione di un Biomarcatore Clinico ed Enzimi di Significato Clinico
• Test di valutazione della Funzione Epa�ca
• Test di valutazione della Funzione Renale
• Biomarcatori dello Stato Nutrizionale e Dislipidemie
• Biomarcatori di Danno Cardiovascolare
• Coagulazione ed Emostasi
• Sistema Endocrino: Ipofisi, Tiroide e Surreni
• Diabete Mellito
• MEDICINA DI LABORATORIO
CENNI INTRODUTTIVI SULLA MEDICINA DI LABORATORIO E PERCORSO DIAGNOSTICO
La medicina di laboratorio è una scienza quan�ta�va che si occupa della misurazione delle quan�tà
(concentrazioni) biologicamente rilevan� (anali�) presen� nei fluidi corporei. allo scopo di fornire
I metodi per la misurazione di queste sostanze sono progeta� in modo rigoroso
valutazioni accurate della loro concentrazione.
refer�,
I risulta� delle analisi, i vengono u�lizza� per scopi diagnos�ci, nella prevenzione o nella l’efficacia
della terapia farmacologica.
Si divide in 4 fasi:
DIAGNOSI
Confermare o escludere un sospeto diagnos�co di patologia.
SCREENING
Indagini che vengono chieste in assenza di un segno o sospeto clinico dalla Medicina Preven�va
PROGNOSI
Un singolo test, o gruppi di test, possono essere u�lizza� per fornire informazioni nel predire lo
sviluppo di una patologia.
FOLLOW UP MONITORAGGIO TERAPEUTICO
e
Un test può essere usato per monitorare il decorso di una mala�a
Esempio di referto:
Il numero in grasseto è quello misurato, che
viene dato dal laboratorio (ex. leucoci� 7.38), si
ha l’unità di misura (ex. *10^9/L) e un intervallo
di riferimento che è fondamentale e viene
fornito dal laboratorio (ex. 4,40-15). Le ul�me
due colonne rappresentano risulta� preceden�,
u�li per effetuare un confronto. 2
Nella medicina di laboratorio è possibile individuare alcune soto categorie:
Chimica clinica:
- potassio, calcio, cloro, elemen� misura� in questo campo
Ematologia:
- conta dei globuli rossi, globuli bianchi, conta eritrocitaria.
Emostasi e coagulazione:
- tempo di protrombina,
Immunologia:
- presenza di determinate popolazioni eritrocitarie coinvolte in determinate patologie
farmacologia:
- azione di farmaci su determina� ormoni
biologia molecolare:
- analisi geniche
microbiologia:
- analisi di laboratorio
IL PERCORSO DIAGNOSTICO
problema
1. il paziente avverte un di salute
informazioni
2. raccolta delle tramite esame obie�vo e test diagnos�co appropriato
3. diagnosi dal clinico
tratamento
4. terapeu�co/ farmacologico che si basa su:
- Rapporto di Collaborazione Paziente Medico
- Appropriatezza della richiesta del test di laboratorio
- Modalità di raccolta, trasporto e conservazione del campione biologico
- Tempo di atesa di risposta al risultato del test
- Accuratezza dell’interpretazione e u�lizzazione dei risulta�
APPROPRIATEZZA IN MEDICINA DI LABORATORIO beneficio al
Definizione: Appropriatezza è una procedura (diagnos�ca e/o terapeu�ca) che produce un
paziente. le migliori terapie di cura,
Una diagnosi accurata e tempes�va non solo assicura al paziente ma impata
processi di programmazione sanitaria cos�
anche posi�vamente sui e sui del sistema sanitario e del
paziente.
FASI DEL PROCESSO ANALITICO
PREANALITICA: Prelievo, Trasporto e Conservazione e Ges�one del Campione con più errori
fase
ANALITICA: Metodo di Analisi
POSTANALITICA: Risulta�/Referto
LA FASE PREANALITICA
fase preanali�ca
La comprende diversi passaggi procedurali dove l’incidenza di diverse variabili possono
qualità del campione, risulta� u�lizzo
influire sulla sui di laboratorio e sul loro clinico.
non controllo di qualità interno esterno fatori di variabilità
La fase preanali�ca è sotoposta al o e i di
questa fase sono difficilmente controllabili e possono causare errori (bias) sul risultato finale/referto.
- La precisa iden�ficazione e rintracciabilità del campione (uso del codice a barre dei campioni)
- La correta modalità di prelievo (ambiente, impiego materiali e disposi�vi idonei, evitare stasi e
an�coagulan�)
- La correta modalità di trasporto e separazione siero e plasma
- La correta modalità di conservazione dei campioni (effe� da temperatura, fotosensibilità,
liofilizzazione, pH e conservan�)
A. IDENTIFICAZIONE
- Da� personali del paziente e rela�vi al prelievo
B. MOTIVAZIONE DELLA RICHIESTA 3
C. CONDIZIONI PARTICOLARI DEL PAZIENTE
D. NOME DELL’ANALISI INEQUIVOCABILE
La matrice biologica
Prelievo di sangue: Venoso, capillare o arterioso
Raccolta delle urine estemporanea o delle 24 ore
Raccolta della saliva (Biologia Molecolare, ormoni, analisi di
droghe)
Raccolta delle feci (sangue occulto, protozoi patogeni,
platelmin�)
Prelievo del Liquor cefalorachidiano (meningite, sclerosi mul�pla)
Variabilità preanali�ca: il prelievo del sangue
Plasma: si centrifuga un campione di sangue in presenza di an�coagulante
Siero: si fa coagulare il sangue prelevato (30 minu� di media). Poi si centrifuga e si separa la parte liquida
soprastante dalla parte corpuscolata sotostante (che include il coagulo)
La raccolta del campione ma�no digiuno
Il prelievo venoso deve essere eseguito al (tra 8-10 h), a da almeno 8 ore.
Fatori cri�ci che influenzano gli esami:
Dieta Ipercalorica o iperproteica o assunzione di alcool
• Esercizio fisico
• Postura
• Tratamento Farmacologico
•
Variabilità preanali�ca: raccolta del campione
Errori nella preparazione del paziente:
glicemia non digiuno.
1. Misura della in condizioni di
anali� farmaci interferiscono
2. Misura di (aldosterone, renina) in presenza di an�ipertensivi che con
il risultato finale.
ormoni sensibili circadiano.
3. Misura di al ritmo
Ad esempio: la postura è un fatore importante perché in posizione ortosta�ca il volume plasma�co
diminuisce di circa il 10% ed aumenta quello del liquido inters�ziale
Variabilità preanali�ca: ritmi cronobiologici
Sono note le variazioni ritmiche nel tempo di alcuni cos�tuen� biochimici. I ritmi più diffusi sono quelli
circadiani (sonno-veglia, temperatura corporea)
Sangue: ACTH, cor�solo, VES, gonadotropine, sideremia, calcemia, serotonina.
• Urine: varia l’escrezione urinaria di catecolamine, Na, K
• 4
Variazione giornaliera del cor�solo Alcuni ormoni dipendono dal ritmo sonno veglia. Il
cor�solo ha un picco tra le 7 e le 9 del ma�no e poi si
riduce, se bisogna richiedere la valutazione di questo
ormone, il prelievo deve avvenire in questo periodo di
tempo, ad esempio nel caso si pensi si abbia una
alterazione del rilascio di cor�solo da parte del surrene.
Effeto dei farmaci
Assunzione dei farmaci può provocare problemi nell’interpretazione sopratuto quando non si può
interrompere la somministrazione.
Tipi di interferenza:
- Farmacologica in vivo
Può essere dovuta all’azione farmacologica stessa del farmaco o ad una azione immunologica o
tossicologica
DIURETICI, ALCUNI STEROIDI: alterano la concentrazione degli eletroli�
• CONTRACETTIVI ORALI: aumento della concentrazione di glucosio, insulina, ormone della crescita,
• cor�solo, �roxina, fatori della coagulazione, colesterolo e diminuzione dell’an�trombina III
MORFINA E METILDOPA: aumentano il tasso di catecolamine nel sangue
• VITAMINA K: aumenta la sintesi epa�ca di protrombina
• VITAMINA D: modifica la calcemia
•
- Anali�ca in vitro
È una interferenza con il metodo anali�co. È la più diffusa e può dare risulta� falsamente posi�vi o
nega�vi.
Di �po fisico – fotometrica (assorbimento, fluorescenza, torbidità)
• Di �po chimico - alterazioni nella reazione chimica
•
La raccolta del campione
Si s�ma che quasi il 70% degli errori nel processo diagnos�co siano atribuibili alla fase preanali�ca
(campionamento, trasporto e conservazione dei campioni).
Principali cause di errore:
Campione emolizzato (55%)
• Campione insufficiente (25%)
• Campione coagulato (20%)
•
Errori nella modalità del prelievo: emolisi, scelta del coagulante non
idoneo.
Campione latescente con elevato valore di trigliceridi.
L’emolisi è causa di errore per il passaggio di emoglobina e di altre sostanze dagli eritroci� al siero (o
plasma).
L’emoglobina può interferire con metodi di dosaggio colorimetrici (assorbimento a diverse
• lunghezze d’onda) e inibire alcune reazioni chimiche 5
Le sostanze la cui concentrazione eritrocitaria è maggiore di quella del plasma, misurate nel siero/
• plasma, risultano sopravvalutate.
Variabilità preanali�ca: an�coagulan�
Addi�vi che inibiscono la coagulazione del sangue senza interferire sulla misura degli anali�.
Eparina: Viene u�lizzato sopratuto in chimica clinica (dosaggio degli ioni plasma�ci)
• EDTA (acido e�lendiamminotetrace�co sale bi-tripotassico o bisodico):
• Chelante del calcio e viene u�lizzato per esami ematologici
Citrato di Na: Viene u�lizzato per i test di coagulazione (PT, PTT)
•
Variabilità preanali�ca: i glicosta�ci
Il Glucosio è metabolizzato dagli eritroci�, e quindi la sua concentrazione si riduce nel tempo a contato con
i globuli rossi. glucosio 5%
La concentrazione del in un prelievo di sangue varia del circa per ora a temperatura ambiente.
citrato fluoruro di sodio
Le provete per la glicemia contengono e che inibiscono la glicolisi anaerobica
(glicosta�ci)
Le procedure di conservazione migliori per il glucosio consistono nella immediata centrifugazione.
Dopo la centrifugazione, il glucosio è stabile per 8h a 24 gradi e 72h a 4 gradi.
Altre fon� di variabilità pre anali�ca
Un’altra fonte di variabilità preanali�ca, che interferisce sensibilmente sulla qualità del risultato, è
riempimento non o�male della proveta.
rappresentata dal
insufficien� per quan�tà
Campioni sono, infa�, ritenu� non idonei ad essere processa�.
il rapporto sangue-an�coagulante raccomandato per un correto riempimento della proveta per gli esami
9 par� di sangue e 1 parte di an�coagulante
della coagulazione è (9:1).
Trasporto e conservazione del campione
Il correto trasporto e conservazione del campione biologici rappresenta un prerequisito essenziale per
qualità
assicurare la della misura anali�ca.
Nel trasporto del campione evitare:
Esposizione a vibrazioni o scuo�men� del campione
• Esposizione alla luce
• Esposizione al calore
• Contaminazioni chimiche e microbiche
• Tempi rapidi di consegna in laboratorio in ada� contenitori
•
Accetazione dei materiali e verifica di idoneità
Verifica dell’adozione di tute le misure previste nella fase preanali�ca
criteri di non accetabilità:
Iden�ficazione assente o incompleta
• Mancanza di informazioni necessarie per eseguire il test
• Contenitore inidoneo o non integro
• Prelievo non correto
• Quan�tà non sufficiente
• 6
Rapporto sangue/an�coagulante scorreto
• Mancata aggiunta del conservante
• Presenza di coaguli, emolisi
• Conservazione a temperatura non correta
• Esposizione alla luce solare direta
• Congelamen� / scongelamen� ripetu�
•
VARIABILITA’ ANALITICA
Rappresenta la variabilità quan�ta�va del test di laboratorio
Fase Anali�ca consente di otenere una misura o valore quan�ta�vo di un analita che rappresen� una s�ma
il più possibile fedele al valore vero.
I risulta� quan�ta�vi forni� dalle misure anali�che del laboratorio sono influenza� da due �pi di variabilità:
Anali�ca
Variabilità
• Biologica
Variabilità
•
Le fon� di variabilità anali�ca dipendono da:
Reagen�:
- modalità di preparazione, conservazione e scadenza.
Calibratori:
- variabilità tra lo�, modalità di conservazione e preparazione
Strumen�
- u�lizza� per le misure
Operatori:
- mancata formazione tecnica o inadeguata preparazione
L’errore della fase anali�ca è molto basso rispeto a quello della fase preanali�ca.
Controlli di qualità delle performance delle strumentazioni
Controlli di qualità delle performance dei rea�vi
Processi di automa�zzazione dell’analisi (errori dell’operatore quasi trascurabili)
Fase anali�ca
U�lizzo di test idonei, economici, rapidi automa�zza� e informa�zza� che forniscono una misura (ad es.
concentrazione, a�vità) di uno specifico analita più vicino possibile alla misura reale
Metodi anali�ci
Eletroforesi delle proteine: caraterizza la presenza di una proteina monoclonale nel sangue, nell’urina o
nel liquor, separandola dalle proteine normali mediante eletroforesi.
Citometria a flusso: iden�fica il �po di cellule linfocitarie (linfoci� B, linfoci� T, macrofagi...) mediante
l’u�lizzo di an�corpi fluorescen� specifici per l’an�gene cellulare.
Emocromo: conta e il dimensionamento dei globuli rossi e delle piastrine, la concentrazione di emoglobina
e la conta differenziale dei leucoci�.
Misura degli eletroli� Na, K, Ca, Mg mediante eletrodi iono-sele�vi.
Metodi Immunochimici o Immunoenzima�ci (ELISA): rileva an�corpi specifici nel plasma del paziente
legando a uno specifico an�gene.
PCR: reazione a catena della polimerasi 7
VARIABILITA’ BIOLOGICA
- variabilità intra-individuale
- variabilità inter-individuale
VARIABILITA’ ANALITICA
principali fon� della variabilità’ intra-individuale
Ritmi circadiani
• Dieta
• Periodo mestruale
• Gravidanza
•
principali fon� della variabilita’ inter-individuale
Sesso
• Età
• Razza
• massa corporea
• fumo
• Alcool
•
FASE POST ANALITICA
il referto
Il laboratorio clinico fornisce informazioni u�li per la diagnosi, la terapia, il monitoraggio della terapia.
Il referto deve descrivere corretamente gli anali� misura� e risponde compiutamente alla richiesta del
clinico ed alle atese del Paziente.
Il Referto deve essere tempes�vo, cioè dato in tempi u�li alla ges�one appropriata del paziente e u�lizzato
nel processo diagnos�co-terapeu�co.
Carateris�che:
- Iden�ficazione del Campione
- Data dell’Esame Risultato
- Risultato e il range di Riferimento
- Metodo U�lizzato
Medicina di laboratorio
I risulta� delle analisi vengono espressi come numeri e indica� con una unità di misura (ad es. Na+ 137
mmol/L).
I risulta� delle analisi vengono messi a confronto con un intervallo di riferimento, basato sui valori
documenta� di una popolazione di riferimento.
GLI INTERVALLI DI RIFERIMENTO
intervalli di riferimento
Gli non sono dei numeri assolu� che valgono per tu�, ogni laboratorio può usare
dei kit diversi e e ci possono essere delle piccole variazioni nell’intervallo di riferimento che può avere un
valore minimo e uno massimo. variabilità biologica analita
Intervalli di riferimento (IR) misurano la di un in presenza e in assenza di
mala�a. 8
Gli intervalli di riferimento di un analita vengono determina� dalle misure che si otengono da un gruppo di
campione di riferimento che presenta carateris�che antropometriche il più possibile omogenee (sesso, età,
etnia, fumo…). popolazione di riferimento,
Dobbiamo prendere una al suo
campione
interno dobbiamo prendere un (almeno 500
sogge�) il più possibile omogeneo che abbia le stesse
carateris�che antropometriche, poi si misura in maniera
standardizzata con strumentazioni un analita, si otengono
numeri elabora�
dei che verranno dal punto di vista
sta�s�co ricavo una curva gaussiana in modo da determinare
un limite inferiore ed uno superiore.
Linee guida raccomandano di considerare un intervallo di
riferimento all’interno del 95 percen�le.
La distribuzione normale o gaussiana
consente di determinare i livelli di
riferimento di un gruppo campione.
valore medio
Il si trova esatamente
centro della distribuzione,
al e la
simmetrica
curva è rispeto ad essa.
La maggior parte delle osservazioni si
concentrano intorno al valore medio
e , allontanandosi dal valore medio, si
hanno osservazioni che risultano
molto distan� dalla media. Nel caso
sia selezionato un altro gruppo di
sogge� dalla stessa popolazione di riferimento, non si oterranno esatamente gli stessi limi� di
riferimento. 95%
Per una �pica distribuzione a campana (gaussiana) circa il di tu� i valori sono inclusi entro due
deviazioni standard della media e circa il 99% di tu� i valori sono compresi entro tre deviazioni standard
della media.
N.B. Alcuni test presentano una sensibilità superiore al 95%, come nel caso del troponide.
non corrispondono ai livelli decisionali del clinico,
Gli intervalli di riferimento ci possono essere livelli
dentro l’intervallo ma possono essere comunque considera� patologici → quindi è il clinico che comunque
decide se il soggeto è malato o meno.
Esempi di intervalli di riferimento:
Glicemia: va misurata a digiuno, un soggeto normoglicemico ha valori minori di 100 mg/dL; i clinici
• due intervalli decisionali<
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