Appunti completi di biochimica
Proteine, enzimi e metabolismo organizzati in quattro giorni
Dispensa per la preparazione dell'esame universitario
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Come usare questi appunti
Questa dispensa segue lo stesso ordine del piano di studio in quattro giorni. Ogni capitolo parte dai
concetti fondamentali, sviluppa i meccanismi e termina con ciò che bisogna saper spiegare all'orale.
Per le vie metaboliche sono indicati sede, funzione, reazioni, bilancio e regolazione.
Il metodo più efficace è leggere un paragrafo, chiudere il documento e ripeterlo con parole proprie. Le
tabelle servono per il ripasso rapido; non sostituiscono la spiegazione discorsiva. Disegna a memoria
ogni via metabolica almeno due volte.
Da ricordare. Nel programma compare probabilmente un refuso: la deaminazione riguarda gli
amminoacidi, non gli acidi grassi. Gli acidi grassi non possiedono un gruppo amminico da rimuovere.
Indice ragionato
Giorno 1. Amminoacidi, legame peptidico, struttura delle proteine, emoglobina, mioglobina, cheratine,
anemia falciforme ed enzimi.
Giorno 2. ATP, principi del metabolismo, glicolisi, gluconeogenesi, via del pentoso fosfato e
metabolismo del glicogeno.
Giorno 3. Ossidazione del piruvato, ciclo di Krebs, catena respiratoria, fosforilazione ossidativa, beta-
ossidazione e corpi chetonici.
Giorno 4. Biosintesi degli acidi grassi, metabolismo dell'azoto, deaminazione degli amminoacidi, ciclo
dell'urea e collegamenti finali. 2
Giorno 1 Amminoacidi proteine ed enzimi
La prima giornata costruisce il linguaggio necessario per tutto il resto della biochimica. Gli
amminoacidi formano le proteine; la struttura tridimensionale determina la funzione; gli enzimi rendono
possibili e regolabili le reazioni del metabolismo.
1 Amminoacidi
Gli amminoacidi sono le unità fondamentali delle proteine. Negli amminoacidi proteici il carbonio alfa è
legato a un gruppo amminico, un gruppo carbossilico, un atomo di idrogeno e una catena laterale R.
La catena R distingue un amminoacido dall'altro e ne determina dimensione, polarità, carica e
reattività.
Quasi tutti gli amminoacidi sono chirali perché il carbonio alfa possiede quattro sostituenti diversi. La
glicina è l'eccezione: la sua catena laterale è un secondo idrogeno e quindi non presenta un centro
chirale. Nelle proteine gli amminoacidi appartengono quasi sempre alla serie L.
Comportamento acido base
A pH fisiologico il gruppo carbossilico è prevalentemente deprotonato e porta carica negativa, mentre
il gruppo amminico è protonato e porta carica positiva. La molecola può quindi possedere
contemporaneamente due cariche opposte ed è detta zwitterione. La carica netta dipende dal pH e dai
valori di pKa dei gruppi ionizzabili.
pH inferiore al punto isoelettrico. Prevalgono le forme più protonate e la carica netta tende a essere
positiva.
pH uguale al punto isoelettrico pI. La carica netta media è zero.
pH superiore al punto isoelettrico. Prevalgono le forme deprotonate e la carica netta tende a essere
negativa.
Per un amminoacido privo di una catena laterale ionizzabile, il pI si calcola facendo la media dei due
pKa che delimitano la forma a carica netta zero. Per gli amminoacidi acidi o basici bisogna scegliere i
due pKa che circondano specificamente la forma neutra.
Classificazione essenziale
Gruppo Caratteristica Esempi Conseguenza nelle proteine
Glicina, alanina, valina, leucina, Tendono a essere sepolti nel nucleo
Apolari Catene idrofobiche isoleucina, metionina, prolina delle proteine solubili
Interazioni idrofobiche; Tyr e Trp
Aromatici Anello aromatico Fenilalanina, tirosina, triptofano possono formare legami H
Polari non Formano legami a Serina, treonina, asparagina, Spesso sulla superficie o nei siti attivi
carichi idrogeno glutammina, cisteina
Carica negativa a pH Interazioni ioniche e catalisi acido
Acidi Aspartato, glutammato
fisiologico base
Carica positiva o Legano gruppi negativi; l'istidina è
Basici Lisina, arginina, istidina
parzialmente positiva frequente nei siti attivi
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Gli amminoacidi essenziali non vengono sintetizzati in quantità sufficiente dall'organismo e devono
essere introdotti con l'alimentazione. Nell'adulto sono generalmente considerati essenziali istidina,
isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano e valina.
Da ricordare. La classificazione non serve solo a fare un elenco: permette di prevedere dove si troverà un
residuo nella proteina e quali interazioni potrà formare.
2 Legame peptidico
Il legame peptidico si forma tra il gruppo carbossilico di un amminoacido e il gruppo amminico di un
altro, con eliminazione formale di una molecola d'acqua. Il prodotto è un dipeptide; ripetendo il
processo si ottiene una catena polipeptidica. La sequenza viene scritta dall'estremità N-terminale, che
possiede il gruppo amminico libero, verso l'estremità C-terminale, che possiede il gruppo carbossilico
libero. amminoacido 1 + amminoacido 2 -> dipeptide + H2O
La coppia elettronica dell'azoto è delocalizzata verso il carbonile. Per risonanza, il legame C-N
possiede un carattere parziale di doppio legame. Di conseguenza, il gruppo peptidico è planare e
relativamente rigido: la rotazione non avviene liberamente intorno al legame C-N. La configurazione
trans è favorita perché riduce gli ingombri sterici tra i gruppi laterali.
La flessibilità dello scheletro deriva soprattutto dalle rotazioni intorno al legame N-C alfa, descritto
dall'angolo phi, e al legame C alfa-C carbonilico, descritto dall'angolo psi. Non tutte le combinazioni
sono possibili, perché molte produrrebbero collisioni tra atomi.
3 Livelli di organizzazione delle proteine
Livello Che cosa descrive Interazioni principali
Ordine lineare degli amminoacidi e posizione dei ponti
Primaria Legami peptidici covalenti
disolfuro
Secondaria Organizzazione locale regolare dello scheletro Legami H tra C=O e N-H del backbone
Conformazione tridimensionale complessiva di una Effetto idrofobico, legami H, interazioni ioniche,
Terziaria catena van der Waals, disolfuri
Quaternaria Associazione di più catene o subunità Le stesse interazioni della struttura terziaria
Alfa elica
L'alfa elica è una struttura destrorsa compatta. Ogni gruppo carbonilico di un residuo forma un legame
a idrogeno con il gruppo N-H del quarto residuo successivo. Le catene laterali sporgono verso
l'esterno dell'elica. La prolina interrompe spesso l'elica perché la sua struttura ciclica limita la rotazione
e il suo azoto non possiede l'idrogeno necessario; anche la glicina può destabilizzarla per l'eccessiva
flessibilità.
Foglietto beta
Nel foglietto beta i segmenti polipeptidici sono estesi e affiancati. I legami a idrogeno si formano tra
segmenti differenti della stessa catena o tra catene diverse. Le catene laterali si alternano sopra e
sotto il piano del foglietto. I filamenti possono essere paralleli, se procedono nella stessa direzione N-
C, oppure antiparalleli, se procedono in direzioni opposte. I legami a idrogeno dell'organizzazione
antiparallela sono spesso più lineari. 4
Struttura terziaria e ripiegamento
Il principale motore del ripiegamento delle proteine solubili è l'effetto idrofobico: i residui apolari
vengono sottratti all'acqua e concentrati nel nucleo, mentre molti residui polari rimangono esposti. La
struttura viene poi stabilizzata da legami a idrogeno, interazioni elettrostatiche, forze di van der Waals
e, quando presenti, ponti disolfuro tra due cisteine.
La denaturazione distrugge le strutture secondaria, terziaria e quaternaria senza rompere
normalmente i legami peptidici. Può essere causata da calore, pH estremi, solventi organici, detergenti
o agenti riducenti. La perdita della conformazione comporta generalmente perdita della funzione.
Grafico di Ramachandran
Il grafico di Ramachandran rappresenta l'angolo phi sull'asse orizzontale e l'angolo psi su quello
verticale. Le aree consentite corrispondono a conformazioni senza collisioni steriche importanti. L'alfa
elica destrorsa e il foglietto beta occupano regioni differenti. La glicina, poco ingombrante, può
occupare più zone; la prolina è più vincolata dalla struttura ciclica.
Rappresentazione schematica delle principali regioni consentite. Il grafico reale è una distribuzione continua e dipende anche
dal tipo di residuo.
Da ricordare. Il grafico non indica quali amminoacidi sono presenti, ma quali combinazioni degli angoli phi
e psi sono stericamente possibili.
4 Gruppo eme mioglobina ed emoglobina
Gruppo eme
Il gruppo eme è un gruppo prostetico formato da protoporfirina IX e uno ione ferroso Fe2+. Il ferro
stabilisce quattro legami di coordinazione con gli azoti della porfirina, un quinto con l'istidina
prossimale della globina e un sesto reversibile con l'ossigeno. L'istidina distale non lega direttamente il
ferro ma stabilizza l'ossigeno e riduce l'affinità per il monossido di carbonio.
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Il ferro deve rimanere nello stato Fe2+ per legare l'ossigeno. Se viene ossidato a Fe3+ si forma
metaemoglobina, incapace di trasportare O2 in modo normale.
Mioglobina
La mioglobina è una proteina monomerica presente soprattutto nel muscolo. Possiede una singola
catena globinica e un solo gruppo eme. Facilita la diffusione dell'ossigeno verso i mitocondri e
costituisce una piccola riserva. Poiché possiede un solo sito di legame, non può mostrare
cooperatività. La curva di saturazione è iperbolica e l'affinità per O2 è elevata.
Emoglobina
L'emoglobina adulta HbA è un tetramero formato da due subunità alfa e due beta, ognuna con un
gruppo eme. Può quindi legare quattro molecole di ossigeno. Il legame di O2 a una subunità favorisce
un cambiamento conformazionale che aumenta l'affinità delle altre: è la cooperatività positiva.
La conformazione T, tesa, ha affinità minore ed è stabilizzata nella forma deossigenata. La
conformazione R, rilassata, ha affinità maggiore. Il passaggio T-R spiega la curva sigmoide: nei
polmoni l'elevata pressione di O2 favorisce il caricamento, mentre nei tessuti la pressione minore
favorisce il rilascio.
La mioglobina mostra una curva iperbolica; l'emoglobina una curva sigmoide dovuta alla cooperatività tra subunità.
Caratteristica Mioglobina Emoglobina
Struttura Monomero Tetramero alfa2 beta2
Gruppi eme 1 4
Funzione Riserva e diffusione nel muscolo Trasporto nel sangue
Curva di legame Iperbolica Sigmoide
Cooperativita Assente Positiva
Regolazione Limitata H+, CO2 e 2,3-BPG
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Effetto Bohr e 2 3 BPG
Nei tessuti metabolicamente attivi aumentano CO2 e H+, quindi il pH diminuisce. Protonazione e
formazione di carbammati stabilizzano lo stato T e riducono l'affinità dell'emoglobina per l'ossigeno:
questo è l'effetto Bohr e facilita il rilascio di O2. Nei polmoni avviene il contrario.
Il 2,3-bisfosfoglicerato si lega nella cavità centrale dell'emoglobina deossigenata, stabilizza lo stato T e
diminuisce l'affinità per O2. La sua concentrazione può aumentare nell'adattamento all'altitudine.
L'emoglobina fetale lega meno efficacemente il 2,3-BPG e possiede quindi affinità maggiore per
l'ossigeno rispetto all'emoglobina adulta.
5 Cheratine
Le cheratine sono proteine fibrose con funzione meccanica. Le alfa-cheratine dei mammiferi sono
ricche di alfa eliche. Due eliche si avvolgono formando un coiled coil; più unità si associano in
protofilamenti e fibre. I ponti disolfuro tra residui di cisteina aumentano la resistenza: più ponti sono
presenti, più la struttura è rigida, come nelle unghie rispetto ai capelli.
Con il termine beta-cheratina, ancora frequente in alcuni corsi, si indicano proteine strutturali di rettili e
uccelli ricche di foglietti beta; la denominazione moderna è proteine beta cornee. All'orale conviene
seguire la terminologia del docente, precisando che la struttura è dominata da foglietti beta.
6 Anemia falciforme
L'anemia falciforme è una malattia ereditaria dovuta a una mutazione puntiforme nel gene della beta-
globina. Nel sesto residuo della catena beta, il glutammato idrofilo viene sostituito dalla valina
idrofobica. L'emoglobina risultante è chiamata HbS.
Quando HbS è deossigenata, la valina forma una zona idrofobica che favorisce l'associazione tra
molecole di emoglobina. Si generano lunghe fibre che deformano il globulo rosso, rendendolo rigido e
a forma di falce. Le conseguenze principali sono emolisi cronica, anemia e occlusione dei piccoli vasi
con crisi dolorose e danno ischemico.
Negli eterozigoti il fenomeno è generalmente meno grave. La condizione eterozigote offre una
protezione parziale contro le forme severe di malaria, spiegando la maggiore frequenza dell'allele in
alcune popolazioni. È un esempio classico di come una singola sostituzione nella struttura primaria
possa modificare struttura quaternaria, proprietà cellulari e fenotipo.
7 Enzimi generalita e caratteristiche
Gli enzimi sono catalizzatori biologici, in prevalenza proteine; alcune molecole di RNA catalitico sono
dette ribozimi. Aumentano la velocità delle reazioni abbassando l'energia libera di attivazione, indicata
come delta G di attivazione. Non cambiano il delta G complessivo, la costante di equilibrio o la
posizione dell'equilibrio: accelerano in ugual misura il raggiungimento dell'equilibrio nelle due direzioni.
La catalisi deriva dalla stabilizzazione dello stato di transizione, dall'orientamento corretto dei reagenti,
dalla catalisi acido-base, dalla catalisi covalente e dall'uso di ioni metallici. L'energia di legame tra
enzima e substrato contribuisce a rendere più probabile il percorso di reazione.
Specificita. Un enzima riconosce determinati substrati e catalizza una particolare trasformazione.
Saturabilita. A concentrazioni elevate di substrato i siti attivi risultano occupati e la velocità tende a un
limite.
Regolabilita. L'attivit&
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