BIOCHIMICA
Appunti universitari riorganizzati e approfonditi
Concetti chiave • schemi • collegamenti • domande d’esame
→ → →
Sequenza ripiegamento locale conformazione 3D eventuale assemblaggio di subunità
1° 2° 3° 4°
Come usare questi appunti
Le definizioni sono formulate per essere ripetute all’esame, mentre gli schemi aiutano a collegare
struttura, funzione e significato biologico. Le informazioni sono state rese più precise e integrate
con nozioni fondamentali di biochimica.
Corso: Infermieristica
Materia: Biochimica
Biochimica • appunti universitari 1
Indice
• 1. Acqua, polarità e legami a idrogeno
• 2. Proteine e amminoacidi
• 3. Struttura e ripiegamento delle proteine
• 4. Enzimi e catalisi
• 5. Emoglobina, mioglobina ed emoglobinopatie
• 6. Carboidrati
• 7. Lipidi e membrane biologiche
• 8. Digestione e trasporto dei lipidi
• 9. Vitamine
• 10. Acidi nucleici
• 11. Domande d’esame ragionate
• 12. Ripasso finale
Idea chiave → →
In biochimica la relazione fondamentale è struttura proprietà funzione: modificare la
struttura di una molecola può cambiare profondamente il suo comportamento biologico.
Biochimica • appunti universitari 2
1. Acqua, polarità e legami a idrogeno
L’acqua è il principale solvente biologico e condiziona la struttura e le interazioni delle biomolecole.
δ− δ+
Molecola polare: sull'ossigeno e sugli idrogeni
O
H H
La molecola H■O contiene un ossigeno legato covalentemente a due idrogeni. L’ossigeno è più
elettronegativo e attira maggiormente gli elettroni: la molecola presenta quindi una distribuzione
asimmetrica delle cariche e risulta polare.
Legame a idrogeno. È un’interazione intermolecolare relativamente debole che si instaura tra un H
legato covalentemente a un atomo elettronegativo e una coppia elettronica di un altro atomo
elettronegativo, spesso O o N.
Proprietà importanti: coesione, adesione, elevata capacità termica, elevato calore di vaporizzazione e
ottimo potere solvente per molte sostanze polari o ioniche.
Da ricordare
La polarità dell’acqua spiega perché zuccheri, sali e molte molecole polari si sciolgono facilmente,
mentre gli idrocarburi e molti lipidi tendono a separarsi dall’acqua.
• Idrofile: interagiscono con l’acqua e sono spesso polari o cariche.
• Idrofobe: interagiscono poco con l’acqua e sono spesso apolari.
• Anfipatiche: possiedono una parte idrofila e una parte idrofoba; sono fondamentali nelle membrane.
Biochimica • appunti universitari 3
3. Stereochimica degli amminoacidi e legame
peptidico
Quasi tutti gli amminoacidi proteici sono chirali e nelle proteine umane appartengono alla serie L. La
α
glicina è l’eccezione perché il suo carbonio ha due sostituenti uguali (due H) e quindi non è chirale.
Attenzione alla nomenclatura
La sigla L/D non indica semplicemente la direzione di rotazione della luce polarizzata. L/D
descrive una configurazione stereochimica relativa; la rotazione ottica (+/−) è un’altra proprietà.
Il legame peptidico è un legame covalente tra il gruppo carbossilico di un amminoacido e il gruppo
amminico del successivo, con eliminazione di H■O. Ha carattere parzialmente doppio, è rigido e planare
e nella maggior parte delle proteine è in configurazione trans.
Una catena polipeptidica viene letta convenzionalmente dall’estremità N-terminale all’estremità
C-terminale.
Talidomide: collegamento clinico
La talidomide è un esempio importante di farmacologia e stereochimica. La molecola è chirale e
gli enantiomeri possono interconvertire in condizioni fisiologiche; oggi il meccanismo teratogeno è
collegato soprattutto all’interazione con cereblon e alla degradazione di specifiche proteine
coinvolte nello sviluppo embrionale.
Biochimica • appunti universitari 5
4. Struttura e ripiegamento delle proteine
La funzione di una proteina dipende dalla sua conformazione tridimensionale.
→ → →
Sequenza ripiegamento locale conformazione 3D eventuale assemblaggio di subunità
1° 2° 3° 4°
Struttura primaria: sequenza lineare degli amminoacidi, unita da legami peptidici.
α-elica β-foglietto,
Struttura secondaria: organizzazione locale della catena, soprattutto e stabilizzata
principalmente da legami a idrogeno dello scheletro peptidico.
Struttura terziaria: conformazione tridimensionale complessiva di una singola catena, stabilizzata da
interazioni idrofobiche, legami a idrogeno, interazioni ioniche e, quando presenti, ponti disolfuro.
Struttura quaternaria: associazione di più subunità polipeptidiche. Non tutte le proteine la possiedono.
Conformazione nativa: struttura tridimensionale funzionale. La denaturazione altera la conformazione
e può compromettere la funzione; non implica necessariamente la rottura dei legami peptidici.
Regola utile
→ → →
Sequenza ripiegamento forma funzione. Una mutazione può modificare la sequenza
primaria e, di conseguenza, la stabilità o la funzione della proteina.
Biochimica • appunti universitari 6
α-elica, β-foglietto,
5. proteine fibrose e collagene
α-elica: struttura elicoidale stabilizzata da legami a idrogeno tra gruppi C=O e N–H dello scheletro
peptidico. Le catene laterali R sono rivolte verso l’esterno.
β-foglietto: formato da segmenti estesi della catena; i legami a idrogeno si stabiliscono tra filamenti
adiacenti. Può essere parallelo o antiparallelo.
Proteine fibrose: hanno prevalentemente funzione strutturale e tendono a formare fibre resistenti, come
collagene, elastina e cheratine.
Collagene: è una delle principali proteine della matrice extracellulare. Le sue catene sono ricche di
glicina e contengono sequenze caratteristiche con prolina/idrossiprolina; tre catene formano una tripla
elica. La vitamina C è necessaria per specifiche reazioni di idrossilazione indispensabili alla maturazione
del collagene.
Scorbuto
La carenza grave di vitamina C compromette la sintesi e la stabilità del collagene e può causare
fragilità dei tessuti, sanguinamento gengivale e alterata guarigione delle ferite.
Proteine globulari: sono più compatte e svolgono spesso funzioni dinamiche, come catalisi, trasporto o
regolazione.
Biochimica • appunti universitari 7
6. Enzimi: catalisi e sito attivo
Gli enzimi sono catalizzatori biologici; nella maggior parte dei casi sono proteine globulari.
substrato sito
attivo
Un enzima non rende possibile una reazione termodinamicamente sfavorita: modifica soprattutto la
velocità della reazione abbassando l’energia di attivazione.
Il sito attivo è la regione dell’enzima in cui il substrato viene riconosciuto e trasformato. Le interazioni
sono generalmente specifiche ma reversibili.
Specificità: deriva dalla complementarità tridimensionale e chimica tra enzima e substrato. Il modello
dell’adattamento indotto descrive come il legame del substrato possa favorire un cambiamento
conformazionale dell’enzima.
La velocità enzimatica dipende da concentrazione di substrato e enzima, temperatura, pH e presenza di
inibitori o attivatori.
Energia libera ∆G
Per una reazione con < 0 la tra
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